ANTHONY CAPELLA.
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Il profumo del caff.
Romanzo.
Parte 2.
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Titolo originale: The Various Flavours of Coffee.
Traduzione di: Maddalena Togliani.
2012. Neri Pozza Editore, Vicenza.
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Versione digitale realizzata da: Libero Giacomini, E-mail: libero.giacomini@gmail.com.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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40.

  Ben prima dell'alba Kuma, il cuoco, svegli i due uomini
bianchi con un caff nero forte. Fuori, Jimo aspettava con
una fila di indigeni intontiti che stavano ancora smaltendo
la sbornia. Molti si erano disegnati dei motivi magici sul
corpo; alcuni si erano pure dipinti in viso i baffi e le macchie
dell'animale che si aspettavano di cacciare, anche se in
qualche caso il colore era sparito a causa delle altre attivit
notturne. Alcuni avevano portato con loro asce, altri bastoni,
altri ancora lance.
  Come bambini sospir Hector. Lance per abbattere
gli alberi! Pensa un po'. Jimo, va' a prendere altre asce nel
magazzino.
  Quando tutti gli uomini furono equipaggiati, il gruppo
di taglialegna si diresse nella giungla, con Hector che faceva
strada verso il punto pi alto della collina. L si ferm e
indic gli alberi.
Ecco! Tagliateli!
Gli indigeni sembravano divertiti. Bwana dice di tagliare
gli alberi! grid Jimo. Uno, poi l'altro. Adesso!
  Gli uomini si scambiarono delle occhiate: se si mettevano
a tagliare alberi, non c'era speranza di trovare il leopardo
quel giorno.
  Avanti, ragazzo disse Jimo spingendo in malo modo
uno dei pi giovani verso un albero. Riluttante, l'uomo lev
la scure e si mise a tagliare.
  Bravo! Il prossimo. Taglia! gridava Jimo, strattonando
un altro ragazzo fino all'albero successivo. Di l a poco
era riuscito a organizzare tutta una squadra di tagliaboschi
dall'aria molto perplessa.
  Quando gli alberi in prima fila furono tagliati quasi del
tutto, e restavano in piedi solo grazie a un piccolo cono di
legno che ancora collegava il tronco al ceppo, Hector chiese
a Jimo di fare spostare gli uomini sulla fila successiva scendendo
dalla collina. Anche qui lavorarono di ascia fino a tagliare
quasi completamente i tronchi, poi si fermarono prima
che gli alberi cadessero. Ora gli abitanti del villaggio lavoravano
di malumore: avevano capito che non ci sarebbe
stata nessuna caccia al leopardo, ma la promessa di dish-dash
era ancora valida. Si interrogavano sottovoce mentre
tagliavano gli alberi: a cosa serviva tutto quel legno? Gli
stranieri dovevano avere intenzione di costruire una capanna
gigantesca, o forse una serie di casupole. Ma perch non
abbattevano completamente gli alberi e li lasciavano invece
cos pericolanti? Doveva essere il metodo dell'uomo bianco,
ma perch?
Continuarono finch non fu ora di passare alla fila successiva.
  Uno di quegli alberi era un quiltu, un sicomoro. Gli
uomini si divisero subito, chi a destra, chi a sinistra, affinch
non fosse tagliato.
Laggi li richiam Hector. Ne hanno lasciato uno.
  Jimo prese uno degli uomini per la spalla e lo riport davanti
al sicomoro. Taglia! ordin.
  L'uomo assunse un'aria dapprima sorpresa, poi perplessa,
poi allarmata. Gli altri smisero di lavorare per spiegare
il problema ai forestieri. Quello, dissero, era un albero sacro
per le donne, che lo usavano per ricavarne i siqquee o
bastoncini rituali.
  Digli di smettere di cianciare ordin Hector a Jimo,
che spinse di nuovo gli indigeni recalcitranti verso gli alberi
da tagliare. Robert!  ora di mostrare loro che non chiediamo
nulla che non siamo disposti a fare da noi. Indic
la base dell'albero. Prendete quel lato.
  Gli uomini rimasero a guardare in un silenzio atterrito
mentre le asce dei bianchi facevano volare schegge di legno
tutt'attorno. Era un lavoraccio, e i due sudavano copiosamente
quando ebbero finito; o meglio, quasi finito: avevano
lasciato anche in questo caso un piccolo cono di legno
al centro del tronco.
  Era il primo pomeriggio quando Hector annunci finalmente
che avevano terminato. Erano stati quasi abbattuti
trenta o quaranta alberi. Tornarono tutti in cima alla collina,
dove Hector chiese ai taglialegna di abbattere il primo
albero che avevano tagliato. Cadde con uno schianto terribile,
ma fu bloccato dall'albero subito sotto, che in qualche
modo riusc a reggerne il peso. Abbatterono anche quello,
che si appoggi al vicino pi a valle. Il peso combinato di
entrambe le piante era ora sostenuto solo dal fitto fogliame
della vegetazione che scendeva fino ai piedi della collina.
  Il terzo albero era gigantesco, alto e pesantissimo. Cadendo
il tronco si ruppe; gli uomini fecero un balzo indietro
quando la sua mole si schiant rimbalzando. I rami finirono
sull'albero poco pi in basso. Con un boato improvviso,
la pianta cedette, e la successiva fece lo stesso, e quella
dopo pure: tutto il fianco della collina parve essere spazzato
da un'ondata di tronchi che rotolavano e rami che fremevano.
La valanga trascin gi tutto, perfino alberi che non
erano stati toccati dalla scure, e li fece cadere, uno dopo l'altro
come i pezzi di un domino, lungo il pendio. Era come
se un gigante potente avesse gonfiato le guance ed appiattito
la giungla soffiando forte. Il boato si allontan a ondate dai
taglialegna, come un tuono, poi torn verso di loro, avanti
e indietro, un brontolio che l'eco rimandava da ogni punto
della valle. Gli uccelli presero il volo; tra i rami che cadevano
si sollevarono nuvole di polvere, e tutto sembrava rimbalzare
e poi assestarsi al rallentatore.
  E questo dichiar Hector, osservando soddisfatto la
collina messa a nudo  lo spettacolo pi maledettamente
bello del mondo.
  Al villaggio, Kiku ud il boato e si blocc. Tutto intorno
a lei le donne, pensando che la terra avesse cominciato a
tremare, si misero a urlare ed a correre per andare a prendere
i bambini. Kiku cap subito che non si trattava di un terremoto,
ma non sapeva cosa fosse. Era qualcosa che non aveva
mai sperimentato: la foresta sembrava ripiegarsi su se stessa,
lacerandosi come accadeva alla pelle quando si strappava su
una roccia. Sull'enorme distesa spoglia, tra resti di tronchi
spezzati e rami capovolti, vide gli uomini, minuscoli a quella
distanza, che si spostavano verso un'altra porzione di collina.
  Quella notte gli abitanti del villaggio si sedettero accanto
al fuoco e discussero di ci che era successo. Appariva evidente
a tutti cosa volevano gli uomini bianchi. Niente caccia
al leopardo: era la foresta che gli stranieri erano venuti
a distruggere. Ma cosa significava quando una foresta intera,
composta di spiriti oltre che di alberi, veniva distrutta
in quel modo? Quando una persona moriva, il suo spirito
saliva su un albero: se una pianta era abbattuta, i suoi
spiriti raggiungevano quelli degli alberi circostanti. Cosa sarebbe
accaduto ora a tutte le centinaia, alle migliaia di spiriti
che l'uomo bianco aveva liberato quel pomeriggio? Nessuno
lo sapeva, perch nessuno prima di allora si era ritrovato
in una situazione del genere. Qualcuno tra gli anziani credeva
che i giovani dovessero smettere di lavorare. Per i giovani,
per, il danno alla foresta era meno grave del fatto che i
bianchi avessero promesso una ricompensa per il loro aiuto.
Sentivano che stava per cambiare tutto, e pensavano che sarebbe
stato a loro vantaggio. Invece di essere alla merc della
giungla, come in passato, ora gli abitanti del villaggio avrebbero
potuto controllarla, come faceva l'uomo bianco. Alcuni
dei pi giovani, in particolare, trovavano efficace il metodo
usato dai bianchi per deforestare la collina. Rievocarono pi
volte il suono dei tronchi che si spezzavano. Avreste dovuto
esserci, assicuravano agli altri abitanti: era stata come la tempesta
pi violenta cui avessero mai assistito, ed era tutta opera
dell'uomo! Poter lavorare per gente con tali capacit, e al
contempo diventare ricchi, era una fortuna inimmaginabile.
...
41.

  Oggi devo incontrare della gente annuncia Pinker facendo
il misterioso. Mi chiedevo se non ti andasse di venire
con me.
Emily leva lo sguardo. Oh, che gente, pap?
  Lavorano per una ditta americana, quella del signor J.
Walter Thompson. Pinker fa una smorfia. Anche se non
capir mai perch gli americani debbano mettere date ed iniziali
al posto sbagliato. Comunque, sono quelli che hanno
consigliato Arbuckle per la sua pubblicit. Adesso hanno
un ufficio anche qui, e mi hanno scritto per dirmi che
hanno delle idee su come vendere a una clientela femminile.
Pensavo che probabilmente sei in grado di capire meglio
di me se hanno ragione o no.
La cosa mi affascina.
Bene. Pinker controlla l'ora. Saranno qui alle undici.
  Rimane delusa vedendo che solo uno dei pubblicitari 
americano. Si chiama Randolph Cairns, ed  quasi l'opposto
di quello che si aspettava: invece di un damerino intrigante,
il signor Cairns  discreto, educato e pieno di attenzioni
come un insegnante o un ingegnere.
  Come commercializzate la vostra marca attualmente,
signor Pinker? si informa cordialmente.
  Con i metodi che voi stessi avete inaugurato in America
risponde subito Pinker. Ogni pacchetto di caff Castle
ha un buono sulla confezione che serve a ottenere uno
sconto di mezzo penny all'acquisto successivo.
  Benissimo, signore. Ma penso che non abbiate capito
la mia domanda. Non vi ho chiesto come vendete il vostro
prodotto, ma la marca.
Suo padre appare confuso.
  Il prodotto spiega il signor Cairns  quello che vendete.
La marca  ci che la gente compra.
  Pinker annuisce, ma Emily capisce che  ancora perplesso
quanto lei.
  Per dirla in un altro modo riprende Cairns fissando
entrambi con aria di superiorit, la vostra marca  l'aspettativa
che le persone hanno nei confronti della vostra merce.
Mi spingerei fino ad affermare che il prodotto ha un
ruolo del tutto irrilevante. Si appoggia allo schienale della
sedia. Quindi la domanda : come fare in modo che il
cliente si aspetti un prodotto di qualit superiore?
  Lascia compiaciuto la domanda in sospeso. Emily si
chiede se si aspetti che lei o suo padre trovino la risposta.
  Posso, signore? interviene uno degli assistenti di Cairns;
 un ragazzo che cura molto l'aspetto, ansioso di piacere,
intuisce Emily.
Cairns annuisce. Philips?
Con la psicologia, signore?
  Esattamente. Cairns si rivolge a Pinker. La psicologia!
Un giorno gli imprenditori capiranno che i clienti sono
semplicemente l'espressione di uno stato mentale, e che
la mente  un meccanismo che sappiamo influenzare con
la stessa precisione con cui controlliamo i macchinari di
una fabbrica. Siamo scienziati, signor Pinker, scienziati del
commercio. Non lavoriamo di fantasia n vendiamo aria
fritta: usiamo solo ci che  efficace.
  Emily vede che suo padre  rimasto colpito. Cosa significa
questo per Castle? interviene lei scettica. Cosa dovremmo
cambiare?
  Basta con i buoni sconto decreta Cairns. Dobbiamo
creare un'impressione favorevole, uno stato d'animo. Stiamo
cercando di conquistare la cliente, non di comprarla.
Fa un cenno a Philips che tira fuori dei giornali da una
valigetta.
  Cairns intreccia le dita sul tavolo. Per prima cosa dovete
smettere di coltivare l'idea ormai superata secondo cui vendete
caff annuncia. Quello che vendete, e che la massaia
compra,  amore.
Amore? Pinker e sua figlia hanno la stessa aria allibita.
  Amore conferma Cairns con fermezza. Servire al marito
una buona tazza di caff: cosa c' di meglio, per una
moglie, per dimostrare il suo amore?
Ancora una volta la sua domanda resta sospesa a mezz'aria.
  Ma questa volta Philips non si affretta a rispondere:
si tratta, capisce Emily, di una domanda retorica.
  Il profumo del caff  profumo di felicit continua
Cairns con aria sognante. Quando mia moglie mi prepara
un caff, per lei  un piacere, perch sa che fa piacere anche
a me. E... solleva un dito  sicura che il modo migliore
per dimostrarmi la sua dedizione  darmi da bere Castle.
  Come fa la moglie a saperlo? chiede Emily. Non riesce
a decidere se questo incredibile discorso  brillante o assurdo,
o un po' tutte e due le cose insieme.
  Perch glielo diremo noi, naturalmente. Cairns lancia
uno sguardo a Philips, che apre il primo giornale con gesto
teatrale.
  Sulla pagina che tiene sollevata  stato incollato qualcosa:
si tratta, vede Emily di un esempio dimostrativo della pubblicit
che propongono. C' un uomo seduto,  in maniche
di camicia e sta bevendo un caff. Ha un sorriso soddisfatto
sulle labbra. Dietro di lui, con la caffettiera in mano, la moglie
sorridente. Un effetto ottico la fa sembrare alta solo la
met di lui. Lo slogan dice: Diritto per l'uomo, dovere per la
donna. In caratteri pi piccoli, in fondo alla pagina, c' scritto:
Non deludetelo! Fate la scelta giusta, scegliete Castle!
   originale, questo  certo osserva Pinker. Guarda sua
figlia in cerca di aiuto. Emily, cosa ne pensi?
Sembra piuttosto... negativo.
  Cairns annuisce con espressione grave.  fatto apposta.
Nelle vendite il principio negativo,  stato dimostrato,  pi
efficace del positivo.
Be', se  stato provato... dice Pinker con sollievo.
Cairns fa un cenno a Philips che mostra un secondo annuncio.
Se lo amate, dimostratelo. Scegliete Castle e lo sapr!
legge ad alta voce. L'amore di una donna e una tazza di Castle
fanno di ogni pasto una festa.
Mmm mormora Pinker, sconcertato.
  Philips esibisce la terza proposta pubblicitaria. Una donna
 in piedi accanto al marito, seduto, che da dietro la tazza
di caff fa un sorriso radioso al lettore. Contento lui,
soddisfatta lei. Se gli date Castle, lui sapr che gli date il meglio!
  Ma non dicono niente sulla qualit obietta Emily
sconcertata. Sulle miscele, la proporzione di Moka, Bourbon
o Typica...
  Alla massaia non interessa taglia corto Cairns. Vuole
solo fare felice suo marito.
  A me interessa, per ribatte Emily. Posso solo darvi
la mia opinione.
  Esatto interviene di nuovo Cairns. Ma noi non ci
ispiriamo alle opinioni, mia cara, che siano le vostre o
le nostre. L'opinione  soggettiva. Abbiamo testato queste
idee, le abbiamo messe alla prova con donne vere. Per
un attimo Emily si chiede se significa che lei non rientra
in quella categoria. Quella che abbiamo in mente  una
specie di campagna militare ben orchestrata. Identifichiamo
l'obiettivo, calcoliamo come avere il maggiore impatto
su di esso ed elaboriamo una strategia. Picchia sul tavolo.
Questo  l'approccio nuovo e moderno alla pubblicit.
Questi annunci vi faranno vendere.
  Quando se ne sono andati Pinker dice: Vedo che non
sei sicura.
  Al contrario, pap, non ho dubbi. C' qualcosa di profondamente
sgradevole nel far leva in modo tanto diretto
sulle insicurezze di una donna.
  Su, Emily. La guarda con affetto. La tua reazione non
sar legata alle tue convinzioni politiche?
Certo che no!
  Non ho mai criticato il tuo impegno per il suffragio
femminile, ma devi convenire che ti rende meno...
esita meno capace, diciamo, di comprendere la posizione di
una donna ordinaria.
Pap, che sciocchezze!
  Come dice il signor Cairns, quelle loro idee sono state
messe alla prova, e sappiamo che funzioneranno. E se non
siamo noi ad adottare questo nuovo approccio psicologico,
temo che sar Howell a farlo. E noi resteremo indietro.
Annuisce. Dobbiamo battere Howell, Emily, e questo potrebbe
essere il modo per riuscirci. Dir al signor Cairns di
procedere.
...
42.

Senza la protezione degli alberi, i germogli delicati e i rampicanti
nel sottosuolo della foresta, punteggiati di orchidee
e farfalle, si seccarono presto al sole. In quelle condizioni i
tronchi caduti furono pronti per essere bruciati quasi subito.
Non appena il vento inizi a soffiare dalla direzione giusta,
Hector domand agli uomini di accendere una serie di
fuochi lungo l'estremit settentrionale della valle.
  Se l'abbattimento degli alberi era stato spettacolare, quegli
incendi non furono da meno. I fuochi divampavano
lungo la terra disboscata, riempiendola di una nuova vegetazione
alta quasi come la precedente: una foresta di fiamme
splendenti e crepitanti che nacquero, morirono e si propagarono
a ripetizione nel corso di una settimana. A volte
il fuoco rallentava per accanirsi su un albero in particolare;
altre volte, invece, correva su una radura con un rapido
passaggio radente. Altre volte ancora le fiamme erano quasi
invisibili alla forte luce del sole, come se l'aria stessa si liquefacesse
nel caldo intenso.
  Gli indigeni conoscevano il fuoco, naturalmente, ma in
quelle proporzioni sembr riempirli di un terrore superstizioso,
e iniziarono a dimostrare una riluttanza crescente
nell'obbedire agli ordini. Hector giurava di non avere mai
conosciuto lavoratori tanto indisciplinati, conseguenza diretta,
secondo lui, del fatto che eravamo i primi a colonizzare
quel territorio. Qualunque fosse la mia opinione personale
su di lui, non potevo non essere felice della sua presenza.
Senza di lui sarei stato assolutamente incapace di superare
le centinaia di ostacoli quotidiani che ci trovavamo
ad affrontare.
  Dopo l'incendio i pendii della collina assomigliavano a
un paesaggio lunare, fumante, coperto di neve grigia. Qua
e l i resti di tronchi bruciacchiati spuntavano dal grigiore,
mentre un paio di alberi giganti sopravvissuti, non si sa come,
all'abbattimento e all'incendio si ergevano solitari nella
distesa enorme, con i rami inferiori rattrappiti come merletti.
Il miglior fertilizzante del mondo dichiar Hector chinandosi
per toccare una montagnola di cenere che gli arrivava
al ginocchio e strofinarsela tra le dita. Feci lo stesso:
era finissima, soffice, ancora tiepida sebbene fossero passati
diversi giorni dall'incendio. Diventando polvere tra le mani
emanava un profumo di fuliggine. Il caff impoverisce
anche la terra migliore, Robert: siete fortunato ad avere un
appezzamento cos vasto, qui. Andiamo, torniamo a casa.
  La "casa" era il Castello Wallis, una propriet coloniale
che dava diritto di caccia sui distretti di Abissinia e Sudan, e
che comprendeva ingresso, sala da pranzo, salotto, biblioteca,
sala per la colazione, innumerevoli stanze da letto dotate
di guardaroba: la particolarit del maniero era che tutti gli
ambienti erano concentrati in uno spazio circolare di quattro
metri di diametro. In altre parole, io ed Hector vivevamo
come due poveracci in una squallida capanna con il tetto
di fango e di paglia. La tettoia frusciava tutta la notte, e
di tanto in tanto degli insetti velenosi cadevano gi per farci
visita (sotto questo aspetto mi pareva quasi di essere tornato
nel mio sottoscala ad Oxford). Il pavimento era di terra,
anche se l'avevamo coperto con due pelli di zebra, avute
dagli indigeni in cambio di qualcosa d'altro. Jimo era piuttosto
stupito che non dividessimo la stanza con una capra:
a quanto pareva, l'urina di capra sulla terra battuta teneva
lontani i jigga, qualunque cosa fossero; decidemmo invece,
tutto considerato, che preferivamo tappeti e pantofole.
  Il nostro peggiore nemico era la noia. L'oscurit scendeva
presto ai tropici, e anche se avevamo lampade a kerosene
il combustibile ci bastava solo per un'ora circa, la sera.
Hector mi sorprese quando mi chiese di leggergli qualcosa
ad alta voce dalla mia piccola biblioteca: aprii L'importanza
di chiamarsi Ernesto, e accolse le prime righe ridacchiando:

Algernon: Hai sentito quel che stavo suonando, Lane?
Lane: Non mi sembrava educato ascoltare, signore.
Algernon: Me ne dispiace per te, Lane. Io non suono con molta
precisione - con molta precisione pu suonare chiunque - ma
con grande sentimento. Per quel che riguarda il piano, il sentimento
 il mio forte. L'esattezza scientifica la riservo per la vita.
Lane: S, signore.
Algernon: E a proposito di scienza della vita: hai preparato le tartine
ai cetrioli per Lady Bracknell?

  Andai avanti, e fin lui stesso per prendermi il libro dalle
mani per intonare con un falsetto niente male le battute di
Gwendolen: La prego di non parlarmi del tempo, signor
Worthing. Ogniqualvolta qualcuno mi parla del tempo, ho
sempre la precisa sensazione che intenda parlare d'altro. E
questo mi rende molto nervosa. Solo il cielo sa cosa debbano
avere pensato Jimo e Kuma, per non parlare degli altri
indigeni, a proposito dello strano falsetto scozzese che
emergeva dalla capanna, degli attacchi notturni di risa e degli
applausi entusiasti con cui Hector accolse la mia interpretazione
di Lady Bracknell. Cominci perfino a chiamarmi
Ernesto quando eravamo in giro per la fattoria.
Ma era tutto irreale, una specie di sogno, un'allucinazione.
  Partecipavo alle attivit quotidiane della piantagione,
ma la mia vita vera era quella che cominciava dopo che
la lanterna era stata spenta per la notte ed il ronfare di Hector
mi liberava dal suo mondo di picchetti, semine e altre
attivit manuali. Allora, quando l'oscurit si infiltrava nella
capanna, riempiendola con il contrappunto musicale della
notte nella giungla - tanto pi forte della sua versione diurna -
Fikre si avvicinava al mio letto con passo lieve, sussurrando
"presto" e "ora", montando su di me cavalcioni, cosicch
se allungavo una mano riuscivo a sentirne sotto le dita
il bacino, la vita, il seno che si abbassava su di me...
  A volte evocavo altre donne che avevo conosciuto,
perfino Emily. Ma il suo viso aveva sempre un'espressione leggermente
infastidita, come se prestare il proprio corpo a
quelle fantasie fosse un dovere sgradevole che la distoglieva
da faccende pi importanti in Inghilterra. Era, letteralmente,
un ricordo lontano, ormai; era diventata meno concreta
delle prostitute i cui corpi avevo conosciuto nel modo
pi intimo.
  Era come l'orologio Ingersoll che Pinker mi aveva dato
prima che partissi da Londra, e che avevo cercato di mantenere
all'ora europea. Quando si era scaricato, a Zeila,
non era stato facile regolarlo. Sembrava pi facile adattarsi
all'ora locale, e alla fine rinunciare del tutto all'uso dell'orologio,
perch anche quello  come la Guida: utile solo se la
persona con cui parli  dotata dello stesso equipaggiamento.
Anche con Emily era cos. Non ho smesso a un tratto di
amarla, ma la parte del mio cuore che avrebbe dovuto ticchettare
pensando a lei si  scaricata e, non so perch, non
 mai ripartita.
  Solo una volta l'ho ricordata in modo diverso. Gli abitanti
del villaggio non avevano messo molto ad accorgersi
che, se riportavano lievi danni lavorando per noi, per esempio
se si facevano un taglio con la scure o un ramo appena
tranciato li feriva cadendo, le nostre medicazioni erano
pi efficaci di quelle praticate dalla loro guaritrice. Il diachylon,
in particolare, inizialmente solo uno dei tanti rimedi
sconosciuti a nostra disposizione, si dimostr un'invenzione
meravigliosa: una tela di lino imbevuta di sostanze
antisettiche che si induriva sulla ferita e la proteggeva da
danni fisici e infezioni.
Un giorno una donna del posto ci port il figlio malato.
  Il bambino era tremendamente apatico e, pur con la febbre
alta, aveva il cuore che gli batteva ad una lentezza preoccupante.
Anche sulla pelle nera si intuiva il colorito giallognolo
dell'ittero.
  Non sono affari nostri disse Hector brusco. La donna
non lavora neppure per noi.
Pinker vorrebbe che facessimo quello che possiamo.
  Pinker vorrebbe che conservassimo le medicine per i
nostri dipendenti. E che lo facessimo battezzare, cos da
mettergli in salvo almeno l'anima.
Ma la figlia di Pinker non sarebbe d'accordo, pensai.
  Consultai il testo di Galton e dedussi che il bambino soffriva
di febbre gialla. Secondo Galton circa met dei neonati
colpiti ne morivano, ma diedi comunque al piccolo del
laudano. Grazie a quello dorm meglio, ma il giorno dopo
cominci a perdere sangue dal naso e dagli occhi, e seppi
che non c'era speranza.
  Ripetevo spesso a Hector che presto sarei dovuto tornare
ad Harar, ma non raccoglieva le allusioni. Poi, una sera,
poco dopo esserci ritirati per la notte, udimmo del baccano
da fuori. Jimo entr di corsa nella capanna, borbottando
qualcosa senza fiato.
Padrone vieni subito, subito. Marrano mangia caff.
  Afferrammo i fucili e ci precipitammo fuori. C'era uno
spicchio di luna, e scorgemmo delle sagome che si aggiravano
nel vivaio. Avvicinandoci capimmo che si trattava di facoceri
che grufolavano felici ingozzandosi delle nostre preziose
piantine.
  Li cacciammo via e mettemmo Jimo di guardia. Al mattino
constatammo che avevano distrutto tutto. Era un disastro,
del quale Hector si considerava pienamente
responsabile.
  Avrei dovuto costruire un recinto. Non pensavo certo
che gli animali avrebbero potuto causare danni del genere.
Sospir. Sembra che adesso dovrete andarci davvero ad Harar,
Ernesto. Bisogner rimpiazzare tutto.
  Che peccato osservai, anche se dentro di me esultavo.
Partir domani.
  Domani. Domani, domani, domani... Quella notte dormii
pochissimo, con la mente infiammata da fantasie
erotiche.
  Quando partii dal campo il giorno dopo, Hector stava
ordinando ai lavoratori di appiccare nuovamente il fuoco.
Molto tempo dopo essere uscito dalla valle riuscivo ancora
a riconoscerla, in mezzo alla distesa sconfinata di morbide
colline, grazie alla nube di fumo che vi aleggiava sopra,
le sue enormi ramificazioni nere che si espandevano in cielo
come un albero gigantesco e sconosciuto.
...
43.

"Miele": questo aroma richiama alla mente il miele profumato
di fiori. Ricorda anche la cera d'api, il pane di zenzero,
il torrone e certi tipi di tabacco. L'aldeide fenilacetica,
presente nel caff, evoca perfettamente tale sentore.

Lenoir, Le Nez du Caf.

  Giunto ad Harar segnalai a Fikre la mia presenza mandandole
un biglietto in cui le chiedevo aiuto per una traduzione.
Una serva mi port la sua risposta, altrettanto banale e
misurata. Non faceva riferimento a Bey: significava che era
partito. Gli di erano dalla nostra.
  Aspettai. E aspettai. L'attesa era insopportabile: avevo i
sensi tesi allo spasimo, come quando i musicisti prima di
un concerto accordano gli strumenti tendendo le corde.
Ammazzai il tempo improvvisando un letto con sacchi di
caff coperti di scialli di seta. Contro ogni attesa era comodo,
e i chicchi si spostavano sotto il mio peso creando un
incavo confortevole.
  Poi - con delicatezza quasi impercettibile - la porta del
piano di sotto si apr. Udii dei passi che salivano le scale di
corsa.
  Ogni volta che la vedevo la sua bellezza, mi sconvolgeva:
il viso scuro, angoloso, gli occhi chiari e penetranti, il corpo
snello avvolto in un abito giallo zafferano.
  Ora che eravamo finalmente insieme, pareva quasi che
nessuno dei due volesse fare il primo passo. Mi prepar il
caff - il caff delicato e fragrante delle zone rurali - come
aveva fatto nel deserto, puntando su di me uno sguardo
solenne mentre bevevo la prima tazza. Ricordavo ci che
mi aveva detto Bey sulla cerimonia del caff, la prima volta
che ero stato nella sua tenda: che era anche una cerimonia
d'amore.
Poi, con un'ondata violenta, il desiderio mi sommerse.
  Le tolsi l'abito che le avvolgeva il corpo strattonandolo con
impazienza, finch non l'ebbi davanti nuda, o quasi: portava
una catenella fine di metallo sul bacino stretto. Tra una
maglia e l'altra c'erano delle piastre che oscillavano e brillavano
sulla pelle quando si mosse per venirmi incontro.
  Io, che avevo fatto l'amore con tante donne - alcune
arrendevoli, altre apatiche, altre ancora furtive, ma tutte,
in modi diversi, sbrigative - non avevo mai sperimentato
niente del genere: cosa significava amare qualcuno che provava
una passione pari alla mia, che gemeva e tremava e fremeva
di piacere al minimo tocco. Profumava di caff: quel
sapore era in ogni bacio, il profumo dei forni di torrefazione
le si annidava nei capelli. Le sue mani erano caff; le sue
labbra erano caff; era nell'aroma della sua pelle e nell'umore
acqueo che le si raccoglieva agli angoli degli occhi. E anche
tra le cosce scure, dove la carne le si apriva come una
successione di petali per rivelare l'interno roseo profumato
di caprifoglio, trovai un chicco minuscolo, un bottoncino
di carne dura che sapeva di caff. Me lo misi in bocca e cominciai
a mordicchiarlo; come per magia, anche dopo che
avevo finito di divorarlo lo ritrovavo l.
  Volendo evitare di farle male, avevo deciso di procedere
con dolcezza. Fu Fikre stessa alla fine a dimostrarsi impaziente.
Si mosse sopra di me e scese fino a incontrare una
leggera resistenza, poi si sporse in avanti per guardarmi negli
occhi, e si abbass ancora. Qualcosa cedette in lei,
provocandole una piccola smorfia, e infine le fui dentro del
tutto. Uno schizzo rosso ci sporc la pancia per un attimo,
subito cancellato dai movimenti circolari del suo bacino.
  Gli occhi le brillarono di trionfo e collera. Qualunque
cosa accada sussurr, ora ho vinto.
Durante l'amplesso fu colta da una successione di spasmi
profondi, quasi dolorosi, che le attraversarono il corpo
e si manifestarono perfino a fior di pelle, come un'esplosione
sottomarina increspa la superficie del mare: era un fenomeno
che avevo trovato descritto nei libri ma del quale non
ero mai stato testimone. Dopo ognuno di quegli spasmi il
corpo le si afflosciava, lei mi tempestava di baci, mormorando
felice, finch all'improvviso non inarcava di nuovo la
schiena e non si contraeva, col fiato corto, mentre il piacere
la afferrava di nuovo. Sentivo i suoi muscoli interni che
mi contraevano a ogni scossa. Capii che i gemiti e gli ansiti
delle prostitute tra le mie braccia erano stati una pessima
imitazione di quella sua reazione. Forse nessuna di loro
l'aveva mai provato per davvero, n si era mai chiesta che
vantaggi procurava il sesso, a parte il denaro.
  Pi tardi ci concedemmo altro caff ed altro amore, poi
si rannicchi tra le mie braccia e discutemmo. Non parlammo
subito di Bey n di altri argomenti seri: quello era
il mondo esterno, al quale avevamo rinunciato. Mi raccont
invece del mercante francese che aveva vissuto nella casa
prima di me.
   una storia molto triste. Da giovane era stato molto
bello, un vero prodigio: le sue poesie avevano ricevuto elogi
da illustri letterati. Uno di loro, un altro poeta, l'aveva preso
con s come allievo, pretendendo per che il ragazzo diventasse
suo amante. Alla fine il giovane artista gli aveva sparato.
Eppure, stranamente, l'amante era stato la fonte del suo
talento. Dopo non ha pi scritto niente:  venuto qui, in capo
al mondo, e ha vissuto come se fosse gi morto.
Chi te l'ha raccontato?
Ibrahim. Perch?
   una bella storia. Ma se davvero ci fosse stato un genio
francese del genere, ne avrei sentito parlare.
Pensi che Bey se lo sia inventato?
Credo che Bey esageri.
Lei sorrise.
Cosa?
Non avr bisogno di esagerare quando sapr di noi.
  Ma non deve saperlo obiettai. Ora che la follia della
nostra unione era stata consumata, era difficile mantenere
sotto controllo la paura. Ci che avevamo fatto era molto
pi di un crimine. Avevo preso la donna di un altro uomo,
violato la sua propriet e rovinato il suo investimento,
tutto in pochi minuti. Non avevo idea di come funzionasse
la giustizia ad Harar, ma sospettavo che la mia condizione
di cittadino britannico non mi garantisse molta protezione.
Per Bey, gi diventato lo zimbello di tutti per la faccenda
di Fikre, l'unico modo per ritrovare una parvenza di
credibilit consisteva nel vendicarsi in modo tanto crudele
ed esemplare da impressionare anche i nemici.
Cosa c'? Fikre si sollev per guardarmi negli occhi.
Niente.
Ti stavi chiedendo cosa far indovin.
Come l'hai capito?
  Mi pos la mano sul membro. Come una lumaca, hai
ritratto le corna.
Ah.
  Rimasi colpito dal fatto che ci che avevamo fatto non
poteva essere disfatto. Non serviva dire: "Non dobbiamo
pi vederci" o: "Dobbiamo smetterla prima che sia troppo
tardi". Era gi troppo tardi. Avevamo commesso l'unico gesto
irreparabile che avrebbe rappresentato la rovina per entrambi.
Ma anche quella era una sorta di libert: era inutile
fare marcia indietro.
  Con la terza tazza di caff port un rametto di tena
adam. Facemmo l'amore lentamente, quasi in raccoglimento,
senza pi la minima fretta. Ricordai un'altra cosa che
Bey aveva detto a proposito della cerimonia del caff: la terza
tazza era la benedizione, quella che sanciva la trasformazione
dello spirito, che per me, per, era gi avvenuta molto
tempo prima.
  Dopo dormimmo, ci svegliammo insieme e giacemmo
in un'unione tacita di sorrisi e di silenzi. Qualcosa escogiteremo
disse, leggendomi il pensiero. Mi accarezz delicatamente
la pancia con il dorso della mano. Quando ti ho visto
per la prima volta,  vero, ho pensato che sarebbe stata una
meravigliosa vendetta nei confronti di Ibrahim. Volevo morire
comunque, causandogli tutto l'imbarazzo possibile. Ma
adesso... Pass il dito attorno all'ombelico, come avrebbe
fatto sul bordo di un calice. Adesso non voglio che finisca.
Neanch'io. Ma non vedo via d'uscita.
  Forse posso sedurlo, cos creder di avermi deflorato
lui.
Lo faresti?
  Naturalmente. Se questo significasse che ogni tanto
posso stare con te.
  Pensai a Bey e al suo corpo obeso sopra quello di lei, la
sua bocca umida su quella di Fikre, a sbavare dove le mie
labbra erano state fino a poco prima. Capirebbe che non
sei vergine.
  Ci sono modi per simulare, sacchettini di sangue di pecora
che scoppiano al momento giusto. Non ingannerebbero
un medico, ma forse bastano per un uomo accecato dal
desiderio, che crede ci che gli va di credere.
  Troppo rischioso. E poi, immagina se non funziona. Se
ti respinge. Capirebbe subito che c' sotto qualcosa.
Cosa facciamo, allora?
  Non lo so. Mi far venire in mente qualcosa. Era come
un ritornello, ormai, che ripetevamo a turno. "Mi far
venire in mente qualcosa". Parole rassicuranti, come quelle
di una madre che vuole consolare: "Non preoccuparti, torna
a dormire. Andr tutto bene". Non sarebbe andato tutto
bene - eravamo condannati -, ma le parole conservavano
la loro magia.
Devo andare. Si tir a sedere e prese l'abito.
Aspetta ancora un po'.
  Devo. I servitori cominceranno ad avere dei sospetti.
Ho cercato di non farmi seguire, ma non posso esserne
certa.
Non andare. Le toccai il seno.
  Non c' tempo. Ma rabbrivid di piacere e torn a coricarsi.
Fa' presto mormor piegando le ginocchia per
aprire le cosce.
  Rest sotto di me, supina, tenendomi il viso tra le mani,
i palmi sulle guance e gli occhi fissi nei miei. Questa
volta non ci furono spasmi dentro di lei ma, quando iniziai
ad accelerare, sollev le gambe, con le piante dei piedi
quasi all'altezza delle mie orecchie, e sussurr: S, s, s
fino a quando non venni; poi mi baci, si alz, si lav senza
vergogna con l'acqua che avevo portato per preparare il
caff e se ne and.
  Poca gente sa che il caff  salato. Quando  appena fatto,
il sale non si avverte; rafforza gli altri aromi e produce
solo un momentaneo retrogusto amaro che  uno dei piaceri
di questa bevanda. Ma se lo lasciate nella caffettiera
un'ora o due, in modo che parte del liquido evapori, scoprirete
che il sale si sente tanto da renderlo quasi imbevibile.
Ecco perch la cerimonia si compone solo di tre tazze:
la terza  l'ultima prima che il caff diventi salato come
lacrime.
  Ma se ne pu consumare anche una quarta, senza nome:
la tazza che beve l'amante, incurante del sapore sgradevole,
da solo a letto, mentre immagina l'amata scivolare lungo
le strade buie nel suo abito zafferano per tornare nella casa
dell'uomo cui appartiene.
...
44.

"Selvatico": sapore di selvaggina che si trova spesso nei caff
etiopi.

Smith, Coffee Tasting Terminology.

  Trascorsero le settimane. Come un animale in letargo mi
alimentai di ricordi, ripensando alla pelle di Fikre, vellutata,
fresca, speziata, al sapore dei suoi capezzoli.
  Devo dire osserv Hector mentre camminavamo in
mezzo ai lavoratori che la state prendendo piuttosto bene,
Robert. Pensavo che avreste cominciato a sentire la mancanza
dei vostri vecchi ritrovi di Regent Street.
  Regent Street? Strano, ma Regent Street non mi manca
per niente. Anzi, mi sembra che la mia vecchia vita in Inghilterra
fosse scialba rispetto a questa.
  Davvero? esclam Hector incredulo. Faremo di voi
un avventuriero.
  A proposito dissi facendo l'indifferente, devo tornare
presto ad Harar.
Ancora? si accigli.
  Mi rendo conto che sar molto pi difficile assentarmi
dalla piantagione una volta che ve ne sarete andato voi
spiegai con fare persuasivo. E per questo devo scambiare
merci pi che posso prima della vostra partenza, non
credete?
L'altro, riluttante, rispose: Immagino di s.
Bene, allora  deciso. Parto domenica.
  Arrivammo in cima al colle: sotto di noi, le squadre di
lavoratori stavano scavando le buche, una ogni metro e
ottanta, lungo lo spago bianco che avevamo teso tra i
paletti.
  Guardate quei filari, Robert. In fin dei conti, la civilt 
tutta questione di righe dritte e di vernice bianca.
  Udimmo un suono provenire dalla giungla: era la cantilena
bassa e discontinua di uomini che non cantavano per
esprimersi ma per darsi un ritmo di marcia. Tutti smisero di
lavorare, io e Hector inclusi, e guardammo incuriositi verso
gli alberi che sgocciolavano.
  No fermare! url Jimo. Si era procurato una bacchetta,
un lungo ramo simile a un frustino che agitava in aria per
dare pi enfasi alle sue grida. No fermare! Gli indigeni si
rimisero a lavorare riluttanti.
  Dagli alberi emersero due lunghe file di uomini che si
dirigevano verso di noi. No, non solo uomini, ma anche
donne cariche di pentole, sacchi di mais, perfino bambini
legati sulla schiena. Erano neri, ma non come i neri del nostro
villaggio. Erano bassi e scuri, con i capelli ondulati e le
sopracciglia folte.
  I coolie esclam Hector soddisfatto. Mi chiedevo
quando sarebbero arrivati.
  L'uomo alla testa di ogni colonna impart un comando e
i nuovi arrivati si fermarono, lasciando cadere i loro involti
a terra e accoccolandosi accanto ai bagagli.
Da dove vengono? chiesi perplesso.
  Da Ceylon. Sono indiani, Tamil. Ottimi lavoratori,
non come questi africani.
Ma come sono arrivati qui?
  Li abbiamo ordinati noi, naturalmente. Hector sembrava
insofferente nei confronti delle mie domande, mentre
si avviava verso il loro capo sul pendio. Lui ci stava
aspettando in piedi, a testa bassa in segno di rispetto.
Ve li siete fatti spedire?
  Hector tese la mano al capo tamil, che gli allung dei
fogli sgualciti. Li ho fatti reclutare. Sono loro a pagare il
viaggio.
Mi stupisce che se lo possano permettere.
  E infatti non possono Hector sospir, come se avesse
di fronte un sempliciotto. Non c' pi lavoro per loro
a Ceylon, cos si sono affidati a un caposquadra per venire
qui. Il costo del trasporto via nave sar dedotto dai loro
guadagni. Adesso rileviamo i loro contratti dal caposquadra,
cos lui rientra nelle spese ed i Tamil avranno in cambio
lavoro e cibo, e tutti sono contenti.
  Capisco dissi, anche se in realt i meccanismi che avevano
catapultato come per magia quella gente a migliaia di
chilometri da casa mi sfuggivano.
  I Tamil erano gente poco allegra. Erano sempre accigliati,
ben diversi dagli indigeni locali che ridevano sempre. Per
non si poteva negare che fossero lavoratori instancabili.
In pochi giorni avevano edificato tre baracche spaziose:
una dove avrebbero dormito gli uomini, una per le donne
e una dove, come mi spieg Hector, avrebbero fatto la cernita
del caff. Quando scavavano le buche per le piantine,
coprivano trecento metri dove gli indigeni del posto arrivavano
a sessanta.
   per via di quel contratto disse Hector. Lavorano sodo
perch hanno un debito.
  Qualche giorno dopo radun gli africani nel campo e
and a prendere nella nostra cassa degli attrezzi un paio di
asce europee.
  Queste asce sono buone, molto costose spieg loro
mostrando gli utensili. Costano centinaia di rupie. Nessuno
di voi potrebbe permettersene una.
  Jimo tradusse, e le sue parole furono accolte da cenni generali
di assenso.
  Ma per i nostri lavoratori sar diverso. Se accettate di
lavorare fino alla raccolta del caff, daremo a ognuno di voi
un'ascia, e una zappa ad ogni donna.
  Jimo tradusse di nuovo. Questa volta il suo intervento fu
accolto da un silenzio stupito.
  Non dovete darci dei soldi adesso spieg Hector. Ci
ripagherete una rupia a settimana, prendendola dalla vostra
paga.
  Jimo tradusse. Ora il brusio era cresciuto. Quelli che avevano
afferrato il concetto lo stavano spiegando ai vicini
meno pronti. Altri si erano avvicinati per osservare l'ascia,
accarezzare il manico liscio e tornito, toccare la superficie
della testa lucida come uno specchio, la lama oliata, mormorando
allibiti.
  Non  finita url Hector per sovrastare il baccano.
Guardate qui! Rovist nella cassa contenente i nostri tesori.
  Ami! Specchi! Sono disponibili a credito per quelli
che firmano con noi! Prese una collana di vetro e la agit.
Vedete? Gli fu tolta di mano da un indigeno curioso.
  Si volt a guardarmi con espressione soddisfatta. Accetteranno
tutti. Come potrebbero rifiutare?  la migliore offerta
che abbiano mai ricevuto.
  Ma una volta che avranno rimborsato il debito, non
potrebbero decidere di coltivare la terra da s con gli
attrezzi?
  S, in teoria. Ma vedrete che ben pochi lo faranno.
Si sfreg le mani tutto contento. Il bello  che ci servivano
comunque altri attrezzi. Questa  la soluzione vincente
per tutti.
Al villaggio, quella sera, c'era parecchio da discutere. Kiku,
un'esperta di quei dibattiti, sapeva che la tattica migliore
consisteva nel non manifestare il proprio parere troppo
presto, ma nell'ascoltare ci che dicevano le altre prima di
usare la propria anzianit per raccogliere consensi. Quella
volta, per, la situazione pareva pi difficile del solito, perch
era la prima volta che nessuna sembrava condividere il
suo punto di vista.
  Cosa succeder alla foresta quando avremo tutte queste
asce? chiese. Cosa accadr agli alberi?
Ma gli alberi sono tanti, noi pochi.  giusto che li abbattiamo,
cos avremo pi saafu, non meno, perch ci sar
pi equilibrio disse qualcuno. Kiku si avvide con fastidio
che a parlare era stata Alaya, la nuova moglie di Tahomen;
e il fatto che le altre sembrassero condividere il suo ragionamento
non fece che aumentare lo scontento della guaritrice.
  Dire che non dovremmo usare le asce per tagliare gli
alberi  come dire che non dovremmo usare dei recipienti
per raccogliere l'acqua, no? sugger un'altra. Abbiamo gi
abbastanza lavoro cos senza renderci la vita pi difficile.
  A me non dispiace zappare aggiunse Alaya se la zappa
 efficace, anche se probabilmente smetter quando aspetter
un bambino.
  Le altre donne annuirono. Quando avesse portato in
grembo il bambino di Tahomen, era logico che non lavorasse,
ma ammiravano il fatto che fosse disposta a sgobbare
fino ad allora. Non tutte le mogli dei capi si davano tanto
da fare.
  Kiku poteva quasi udire quei pensieri, e quando le donne
la guardarono, in attesa della sua risposta, le parve di vedere
le loro domande. E Kiku? Lei non aspetta il figlio di Tahomen,
ma non vuole neanche zappare per lui!  questa la vera
ragione per cui non vuole che abbiamo zappe e scuri: sarebbe
costretta a mettersi al lavoro anche lei, per una volta!
Questa tua zappa esord Kiku.
S? chiese Alaya con un sorriso.
Come la pagherai quando aspetterai un bambino?
  Alaya aggrott le sopracciglia mentre rifletteva. Non ci
aveva pensato, era evidente. Poi si rasseren in viso. Se Tahomen
ha una scure annunci, pu pagare la mia zappa
e la sua ascia abbattendo gli alberi.
  Le donne si lasciarono sfuggire tutte insieme un grido
scandalizzato. Il capo, tagliare alberi? Come se fosse uguale
agli altri? Del resto - a Kiku pareva di sentire sbocciare
i pensieri in loro - perch no? Perch il capo doveva essere
esentato dal lavoro fisico? Che lavorasse insieme a quella
sterile di sua moglie!
  Quando si rese conto di essere stata raggirata da Alaya,
Kiku esclam senza mezzi termini: Non sono d'accordo.
  Ma non  necessario che tu sia d'accordo, no? ribatt
Alaya. Chi vuole le asce ed  disposto a lavorare per pagarle
le prenda. Lo stesso vale per le zappe. Possiamo scegliere
da noi se vogliamo oppure no.
  Segu un silenzio stranito. L'idea che la decisione potesse
essere presa da ogni singolo individuo invece che dalla trib
era una novit assoluta. Kiku vide le donne che si scambiavano
occhiate, saggiando la proposta e adottandola con
un cenno del capo. Alaya aveva ragione, stavano pensando:
perch dovremmo dipendere dalle decisioni altrui? Che gli
uomini forti e volenterosi si procurino e si guadagnino le
asce! Alcuni si sarebbero arricchiti; non tutti, naturalmente,
non i vecchi, i ragazzini o i malati; del resto, non era a loro
che toccava lavorare sodo senza gli attrezzi pi adeguati.
  In quel momento Kiku cap che era finita. Non si potevano
arrestare quei cambiamenti, proprio come non si
poteva impedire all'acqua di scorrere verso valle. Ma era
preoccupata: non sapeva cosa sarebbe successo n dove sarebbero
andati a finire.
  Il giorno dopo firmarono tutti i nuovi contratti, anche
Tahomen. Ma quando guard i gioielli al collo di ogni donna,
Kiku non pot fare a meno di pensare che assomigliavano
pi che mai alle catene degli schiavi.
...
45.

  Con grande stizza di Emily, gli annunci pubblicitari pieni di
supponenza del signor Cairns hanno avuto enorme successo.
Forse per il messaggio che trasmettono, o per il semplice
fatto che una campagna tanto ambiziosa abbia attirato l'attenzione
sui prodotti di Pinker, Castle  ora il caff confezionato
pi venduto nei negozi di alimentari. Ora che Thomas
Lipton e John James Sainsbury aprono giganteschi empori
con la stessa aggressivit dimostrata da Pinker nell'espandere
la propria attivit, tale forma di presenza sul mercato
fa comodo a tutti. Sainsbury pu ordinare Castle sapendo
che si ritrover lo stesso identico prodotto in ogni suo negozio,
mentre Pinker sa che la forte domanda stimolata dalla
pubblicit pu essere soddisfatta da un numero adeguato
di punti vendita. Lipton in particolare  diventato una specie
di socio in affari: quando suggerisce di vendere caff Castle
gi macinato accanto al suo nuovo prodotto, t confezionato
in bustine permeabili, Pinker accetta con entusiasmo.
  Ma il caff premacinato non dura quanto quello da macinare
sul momento ed  meno buono obietta Emily.
  Forse una piccola differenza c', ma non tutte le donne
hanno il tempo di macinarselo da sole di questi tempi. Tante
lavorano, Emily. Non vorresti che le donne fossero penalizzate
per il fatto di lavorare, vero?
  Certo che no; e cos lascia cadere le obiezioni, anche perch
teme che il padre non terrebbe comunque in considerazione
la sua opinione. Ormai ha un esercito di consulenti,
segretari e factotum e un nuovo tipo di assistenti che si
chiamano "dirigenti". Anche il linguaggio degli affari sta
cambiando, insieme al modo di condurli. Emily ha notato
che a volte si riferisce al caff chiamandolo "il prodotto".
Dai registri contabili vede che la quantit di caff di qualit
che comprano non  aumentata; la crescita, quindi,  dovuta
all'incremento di materia prima meno costosa, cui viene
aggiunto un pizzico di Arabica.  vero, il prodotto costa
meno - appena un po' meno di quello di Howell - ma la
maggior parte del denaro che risparmiano sulla materia prima
 usata per finanziare la pubblicit. L'obiettivo non  pi
il profitto ma l'espansione.
  Un giorno suo padre la porta in strada per mostrarle
qualcosa di importante. Parcheggiati lungo il marciapiede
ci sono tre furgoni a petrolio dipinti con i colori Castle, nero
e oro, i cui motori riempiono la strada di gas di scarico
che puzza di acquaragia. Su ognuno  raffigurato un castello
che domina i pacchetti di caff Castle, e sopra c' scritto:
Caff Castle, la scelta della moglie avveduta.
   stata un'idea di Cairns. Quando i furgoni vanno in
giro per Londra a fare consegne, la gente li vedr e si ricorder
di comprare Castle.
  Per fortuna non ha scritto nulla sull'amore borbotta
lei.
  L'unico settore dell'impero che non riesce ad affermarsi
sono le Taverne della Sobriet. A volte Emily accompagna
suo padre a visitare i locali, cercando di capire quale sia
il problema.
  Non pu essere l'idea in s dice Pinker guardandosi
attorno in un caff semideserto. Guarda Lyons: vendono
il t nei negozi, proprio come noi, eppure i loro caff sono
sempre pieni.
  Forse dipende dall'ubicazione. Le sale da t di Lyons sono
su strade affollate, dove le donne possono fermarsi qualche
minuto mentre fanno compere. Le nostre taverne, invece,
si trovano in zone residenziali.
   perch un tempo erano dei pub. Suo padre sospira.
Temo di avere commesso un errore di valutazione, Emily.
E se non riescono a guadagnare le dovremo chiudere.
  Ma credevo che le taverne fossero la ragione per tutto
il resto obietta lei perplessa. O forse la sobriet non  pi
il tuo scopo?
  Pinker stringe le labbra. La sobriet  ancora il mio
obiettivo, naturalmente. Ma forse ci arriveremo con mezzi
diversi; forse ci riusciremo con il pacchetto di caff che
cambier le abitudini dell'operaio.
  Finch ci saranno pub e alcol ci saranno anche gli ubriachi
gli ricorda lei.
  Il padre alza le spalle. Forse, ma un'impresa che non
guadagna non riesce a cambiare un bel niente. Per ora lasciamo
tutto cos. Vediamo che succede.
...
46.

  Ero tra le braccia di Fikre, appagato. Ogni volta che uno
dei due si muoveva, si diffondeva una nuova ondata di aroma:
lei si era profumata con fumo di mirra prima di venire
da me, avvicinandosi nuda a un braciere come fanno le
donne beduine, e ora la fragranza si mescolava alla linfa del
nostro amore, all'odore della iuta e al sentore dei chicchi di
caff del nostro letto improvvisato.
  A un tratto risi, ripensando alla Guida: tutte quelle categorie,
quando alla fine  solo l'istinto a farci decidere: s,
lo voglio, ora; mi piace.
  A cosa stai pensando? mi chiese muovendosi tra le mie
braccia.
  A un esperimento stupido che ho fatto prima di venire
qui. Le raccontai della Guida, di Pinker, delle boccette
di campioni.
  Voglio vederli! esclam. Era balzata in piedi. L'energia
non la abbandonava mai a lungo; pochi minuti dopo
l'amore gi voleva qualcosa di pi: pi sesso, pi discorsi,
pi passione, pi progetti. Sono qui?
S, da qualche parte.
Trovai il cofanetto con gli aromi e glielo portai.
Qual  il tuo preferito?
  Forse questo. Aprii la boccetta con scritto "mela". Per
un attimo pensai che fosse evaporato, perch sembrava
quasi vuoto; poi colsi un odore blando e poco interessante,
scialbo come latte. Ma adesso lo trovo orribile.
Glielo porsi.
Annus e scroll le spalle.  molto leggero.
Hai cambiato il mio modo di percepire gli odori.
 stata l'Africa.
Tu e l'Africa.
  Tornai a letto e lei venne da me. Ho trovato una delle
sue poesie disse.
Quali poesie?
  Del francese, quello che un tempo abitava qui. Vuoi
sentirla?
Se proprio ci tieni.
  Si sedette a gambe incrociate sui sacchi di caff, nuda e
disinvolta, e cominci a leggere ad alta voce. Basta esclamai
dopo qualche istante. Sono solo suoni che non vogliono
dire nulla.
   come se fosse ubriaco di parole insistette. Non lo
senti? Salt in piedi e cominci a camminare in giro per
la stanza, battendo il ritmo con la mano libera intanto che
declamava.
  Est-ce en ces nuits sans fond que tu dors et t'exiles, / Millions
d'oiseaux d'or,  future Vigueur...
  Non riuscii a reprimere un sorriso: aveva un'energia infantile,
e sulle sue labbra le frasi francesi, per quanto insensate,
erano squisitamente erotiche. Torna a letto.
Mais, vrai, j'ai trop pleur! Les Aubes sont navrantes... 
Ti voglio un'altra volta.
Io no. Voglio mettermi a gridare questa poesia!
  La afferrai per le caviglie e la rovesciai sul letto. Lei si dibatt,
graffiandomi e lottando, ridendo, cercando di gridare
la poesia mentre la possedevo. Anche quando mi trovai
dentro di lei, quell'energia strana, quasi demoniaca, non
si dissip: si divincol fino a trovarsi sopra di me, e anche
quando ebbi finito non si ferm, ma tenne dentro di s il
mio membro ormai flaccido e mi sibil contro:  que ma
quille clate!  que faille  la mer! conficcandomi le unghie
nel ventre.
  Erano versi zoppicanti, naturalmente, ma c'era qualcosa
nella loro cadenza, nel loro semplice ritmo pulsante, che
trovava un'eco e una vibrazione nel mio sangue.
  Pensai: non sono il direttore di una piantagione. Non
I sono un mercante di caff. E certo non sono un marito.
  Quando tutto questo sar finito, promisi a me stesso,
scriver di nuovo: riscoprir il demone selvaggio ed esultante
che un tempo albergava dentro di me e comporr versi.
Ho avuto un'idea esord Fikre.
Mmm? Mi stavo addormentando.
Qualcosa di duro, leggero e secco mi scivol tra i denti.
  Lo sputai fuori e aprii gli occhi: mi stava versando in bocca
i chicchi di caff che teneva in mano. Sorrise e mangi gli
altri con movimenti rapidi e decisi dei denti, come un gatto
che sgranocchia delle ossa.
Mangi i chicchi non macinati? chiesi.
Annu. Sono buoni.
  Ne assaggiai qualcuno. Aveva ragione, erano buoni: il sapore
del caff, puro e concentrato.
  E poi ti dovevi svegliare. Fece una pausa. La mia
idea. Ho deciso che dobbiamo uccidere Ibrahim.  l'unico
modo.
Come potremmo fare?
  Devi assoldare una squadra di bashibazouk, i mercenari.
Lo uccideranno, cos poi io e te potremo stare insieme.
  Purtroppo sei sotto ipoteca. E stato lui a dirmelo nel
deserto. Anche se morisse, gli usurai verrebbero a prenderti
per recuperare il loro credito.
  Un lampo le balen negli occhi. Quanto lo odio. Si
gett di nuovo sul letto. Quando tutta questa storia sar
finita, dobbiamo trovare un modo per assicurarci che le cose
cambino.
  Emisi un brontolio.  l'ultima delle nostre
preoccupazioni.
  Lei allung una mano per carezzarmi il viso. Adesso che
ho te, che ho questo, voglio vivere. Per stare con te.
Mi far venire un'idea promisi.
Ancora quella bugia confortante.
...
47.

"Pungente": aroma che si ottiene quando l'amaro si sostituisce
al dolce nella composizione degli aromi fondamentali.

Lingle, The Coffee Cupper's Handbook.

Nella calma della notte si ud un grido.
  Kiku cap subito che non era l'urlo di qualcuno che aveva
calpestato un serpente o si era colpito la mano con il pestello
del mais. Non si trattava neppure di una manifestazione
di dolore: era il grido di qualcuno che cercava - in
modo disperato, senza riuscire a trovare le parole - di esprimere
qualcosa di terribile.
  Si precipit fuori dalla capanna. Alaya stava arrivando di
corsa sul sentiero che portava al campo dell'uomo bianco,
con una mano sul petto e l'altra premuta sulla bocca come
se si sentisse soffocare.
  Kiku e qualche altra donna che aveva udito il grido la fecero
entrare in una capanna, e piano piano la ragazza raccont
cos'era successo. Un uomo l'aveva abbordata, ma lei
non era interessata, o almeno non al punto da accettare di
seguirlo nella sua casupola. Lui aveva detto di avere un regalo
per lei, e infatti le aveva donato una collana. Lei per
aveva rifiutato di dargli in cambio ci che l'altro pretendeva,
cos l'aveva picchiata - facendola cadere a terra - e l'aveva
presa di forza.
Chi era? chiese Kiku. Chi  stato?
Vanyata Ananthan sussurr Alaya.
Era il capo dei Tamil, il che complicava non poco la situazione.
  I lavoratori temevano i capisquadra ancora pi di
Massa Crannach o Massa Wallis. Erano i capisquadra che
decidevano a chi assegnare le mansioni pi leggre, come
la zappatura, o le attivit pi pesanti, come il trasporto di
alberi caduti; erano sempre loro a rifilarti rapide bastonate
sulle gambe se pensavano che battessi la fiacca, o che ti tagliavano
la paga se non facevi come volevano loro.
  Kiku sapeva che, se gli abitanti del villaggio non avessero
reagito subito unendosi, la loro vita sarebbe diventata
impossibile. Entr nella sua capanna e prese il bastoncino
siqquee.
  Ognuna di loro aveva un siqquee: le ragazze lo ricevevano
dalla madre quando diventavano donne. Era in legno di
sicomoro, l'albero delle donne. Simboleggiava il legame tra
tutte loro. Quando Kiku faceva nascere un bambino o bolliva
delle erbe per curare una febbre, batteva il ramoscello
sulla fronte del paziente per dimostrare che attingeva non
solo alle proprie conoscenze, ma anche al siqquee, nel quale
fluiva tutto il potere delle donne venute prima di lei. Il
semplice gesto di impugnarlo rendeva pi forti: non si trattava
di forza maschile, che permetteva di sollevare massi o
di lottare, ma di energia femminile, la capacit di sopportazione.
Tale potere, per, comportava una responsabilit.
Se una donna aveva bisogno di aiuto in caso di emergenza,
tutto quello che doveva fare era prendere il bastoncino,
uscire dalla sua capanna e urlare. Era una specie di allarme:
ogni donna che la sentiva doveva mollare tutto, qualunque
cosa stesse facendo, e andare da lei.
  Kiku si tocc la fronte con il rametto, assorbendone il
potere. Poi usc e grid: Intala Aayaa dhageettee? Figlia di
donna, mi senti?
  Per un attimo vi fu silenzio. Poi da una delle altre capanne
giunse la risposta: Oduun nagahee! Ho sentito!
Ho sentito! url un'altra voce ancora.
  Da ogni direzione arrivavano donne di corsa. Tutte gridavano
di avere sentito il richiamo del siqquee. Si riunirono attorno
a Kiku e Alaya, e si volsero all'esterno del cerchio con
i rametti levati per ripetere cantilenando la stessa domanda:
Intala Aayaa dhageettee? Intala Aayaa dhageettee? Intala Aayaa
dhageettee? finch non arrivarono tutte le donne del villaggio.
Gli uomini le circondarono scrollando il capo.
Cadde il silenzio mentre aspettavano che Kiku parlasse.
  Lei raccolse le idee: era essenziale che tutto il villaggio capisse
perch la cosa era tanto importante.
  Non abbiamo pi saafu esord. Prima  stata violata
la foresta. Avete sentito alcuni uomini attorno al fuoco dire
che era un bene, che i bianchi possono insegnarci a tenere
sotto controllo gli alberi con le loro scuri. Ma come si fa
a ripristinare il saafu? Saafu significa abitare in pace con la
foresta, senza che nessuno dei due prevalga.
  Qualcuno annuiva ma, fuori dal circolo pi stretto delle
donne, Kiku intu che gli uomini pi giovani non erano
convinti. Ora mia sorella Alaya  stata aggredita continu.
Oggi  toccato ad Alaya, domani potrebbero essere
le mogli o le figlie di qualcun altro di voi. Ecco perch dovete
dire all'uomo bianco che non lavoreremo pi per lui.
Invece di insegnarvi le sue cattive abitudini, deve imparare
da noi a praticare il saafu. Fino ad allora le donne attraverseranno
l'acqua.
  "Attraversare l'acqua" era un'espressione rituale. Significava
che le donne si sarebbero ritirate dalla vita del villaggio.
Non si sarebbero occupate dei bambini, non avrebbero
cucinato, non avrebbero partecipato alla vita di famiglia
finch la pace e l'ordine non fossero stati ristabiliti.
  Kiku condusse via le donne, nella giungla. Quando sfilarono
davanti agli uomini, Tahomen si alz e dichiar formalmente:
Senza le donne il fuoco si spegner. Noi uomini
faremo il necessario per ristabilire il saafu.
  Al mio ritorno da Harar trovai la piantagione in stato di
rivolta. Sembrava che i lavoratori africani avessero indetto
una specie di sciopero. Ci non aveva avuto ripercussioni
sul lavoro dei Tamil, cosicch la cura delle piante procedeva
senza intoppi, ma Hector ci teneva a ristabilire l'ordine
il prima possibile.
  Quell'uomo non avrebbe dovuto fare ci che ha fatto,
naturalmente, ma tutto sommato  accaduto al momento
opportuno. Dobbiamo mostrare a questa gente che a contare
sono gli impegni presi, non i sentimenti.
  Fu improvvisato un tribunale. Un Tamil pieno di vergogna
fu condotto davanti alla corte e, dinanzi a tutti gli indigeni,
confess subito quello che aveva fatto. Fu punito con
una multa di dieci rupie.
  Bene dichiar Hector, guardando gli abitanti del villaggio.
Abbiamo risolto. Adesso potete tornare al lavoro.
Anche quando la frase fu tradotta, per, nessuno si mosse.
Cosa succede adesso, Jimo? chiese Hector.
  Dopo qualche discussione Jimo rifer che gli indigeni
chiedevano che la multa fosse pagata a loro, non al
tribunale.
  Assolutamente no esclam Hector scrollando il capo.
La giustizia non funziona cos.
  E vogliono che quell'uomo venga mandato via, sahib
aggiunse Jimo sottovoce.
  Cosa? Impossibile. Ha pagato la multa. Non capiscono
che la faccenda  chiusa?
  Sembrava proprio che non lo capissero. Anche quando
Hector interruppe furioso la seduta del tribunale, gli indigeni
si rifiutarono di tornare al lavoro.
Trovatemi la ragazza esclam Hector impaziente.
Alaya fu portata al suo cospetto e le fu ordinato di stringere la
mano del Tamil per mostrare che lo aveva perdonato. La ragazza
rimase l con gli occhi bassi rifiutandosi di obbedire, e
anche se l'uomo le prese la mano e gliela strinse, gli abitanti
del villaggio sembravano sempre pi riottosi.
  Ora  troppo. Hector balz in piedi ed entr a grandi
falcate nel cerchio degli indigeni.  stata fatta giustizia
dichiar, alzando la voce. Se non lavorate, non rispettate il
contratto. Prese una zappa e la mise in mano alla ragazza.
Ecco, prendi. Lei la accett senza guardarla. Va', adesso.
Torna al lavoro.
Nessuno si mosse.
Jimo, picchiala sbott Hector.
Eh?
  Dodici frustate. Poi prendi uno degli uomini e fa' la
stessa cosa.
  Jimo fece cenno a due Tamil, che tennero stretta Alaya
mentre lui la frustava sulla schiena e sulle spalle. Lei url,
ma non tent di divincolarsi. Quando Jimo ebbe finito, la
ragazza cadde in ginocchio. I Tamil scelsero un uomo tra gli
spettatori, lo trascinarono per i polsi al centro del cerchio,
come se stessero persuadendo un ballerino recalcitrante a
partecipare ai festeggiamenti. Anche lui ricevette dodici
colpi di frusta. Poi fu preso un altro indigeno...
  Hector esclamai inorridito. Per l'amor di Dio, non
potete frustarli tutti.
  Certo che posso. Si volt a guardarmi. Robert, questa
 la vostra piantagione. Se non riuscite a mantenere la disciplina,
meglio che torniate a casa. Come manterrete l'ordine
quando me ne sar andato, se non mostrate loro chi
comanda?
  Jimo, accorgendosi del disaccordo tra noi, spostava lo
sguardo dall'uno all'altro in attesa di ordini.
  Allora, Robert? Cosa facciamo? Li fate picchiare o avete
un'idea migliore? volle sapere Hector.
  Esitai. Emily, ne ero certo, avrebbe detto di avere un'idea
migliore, e si sarebbe gettata tra l'aguzzino e la vittima se
necessario. Ma cosa sapevo della vita nella piantagione?
Hector attribuiva i miei scrupoli solo a un'indole schizzinosa.
E, in tutta onest, contavo su di lui perch mi mostrasse
come comportarmi.
  Benissimo conclusi infine, con un peso sul cuore. Se
bisogna proprio picchiarli, questi selvaggi, procedete pure.
Continua, Jimo.
  Jimo lev lo scudiscio e lo cal sulla schiena dell'uomo,
frustandolo con viso inespressivo finch non ebbe raggiunto
il numero convenuto di colpi. Quando pass alla vittima
successiva, questi lev le braccia in un gesto di sottomissione
e borbott qualcosa.
Dice che lavorer, sahib rifer il caposquadra.
  Un grido soffocato sfugg a tutti i presenti: era un suono
strano, pi di orrore che di collera.
  Bene. Hector si rivolse agli indigeni. A chi tocca adesso?
A te? O lavorerai? E tu? E tu? Perfetto.
  Nessun altro oppose resistenza. Era come se gli uomini
fossero rimasti sconvolti scoprendo che la loro debole insurrezione
non aveva retto alla repressione violenta di Hector.
Mi dispiaceva quasi per loro.
  Tra due settimane, pensai, sar di ritorno ad Harar. Non
riuscivo a pensare ad altro. Fikre.
Dopo che lo sciopero fu interrotto, Hector fece dei cambiamenti.
  Le capanne rotonde degli indigeni furono rase al
suolo, e al loro posto lo spazio cos ricavato fu utilizzato per
farvi seccare il caff. Gli africani furono trasferiti in lunghi
edifici di legno come quelli dei Tamil, gli uomini da una
parte e le donne dall'altra: in questo modo, come dichiar
Hector, non c'erano pi africani e indiani, ma solo lavoratori
della piantagione.
  Qualche giorno dopo trovai una figurina di ciuffi d'erba
nella nostra capanna. Mi ricordava le bambole fabbricate
con le foglie di mais che facevano i contadini nel periodo
del raccolto quando ero piccolo. Ma in quel pupazzetto
era intrecciato uno dei lacci da scarpe di Hector, e al centro
del corpo era conficcato un pezzetto di legno, che pareva la
scheggia del manico di una frusta.
...
48.

  Ritornai ad Harar il prima possibile, ma quando Fikre giunse
nella casa del mercante aveva il viso deformato dalla paura.
Bey  qui annunci non appena fu sgattaiolata dentro.
Puoi rimanere?
  No,  troppo pericoloso. Ma dovevo vederti. Mi vuole
vendere.
Cosa?
  Ha perso del denaro con l'ultima partita di merce, e
adesso non pu permettersi di pagare il caff che ha comprato.
Ci ha riflettuto mentre attraversava il deserto, ha detto:
ci ha pensato e ha pianto. Gli cadevano le lacrime anche
mentre me lo annunciava. Ha detto che mi ama, che
non riesce a sopportare l'idea di vendermi, ma che non ha
scelta.
Cosa gli hai risposto?
  Che non mi importa chi  il mio padrone rispose con
aria sprezzante. Una schiava resta una schiava.
  Non sono sicuro che sia saggio contrariarlo in questo
momento, Fikre.
  Vuole fingere di non essere un uomo cattivo. Perch
dovrei dargli una simile soddisfazione?
Ma questo significa che sarai mandata lontano.
No, invece rispose lei con una risata vuota.
Come no?
  Ascolta, Robert disse lei come a voler spiegare qualcosa
ad un bambino. Prima della vendita sar esaminata da
una levatrice. Chiunque mi voglia comprare insister per
questa visita, quindi verr smascherata. E a quel punto mi
uccideranno di sicuro, a meno che non riesca a precederli.
Non vorrai ucciderti?
  Sar sempre meglio che essere uccisa. Almeno sar libera
di scegliere quando morire. Adesso devo andare. Mi
dai un bacio?
  Non morirai le assicurai, senza risolvermi a lasciarla
andare dopo averla baciata. Non morir nessuno. Ti prometto
che mi far venire un'idea.
...
49.

"Torbido": aroma spento, indefinito e intenso. Pu essere
dovuto alla presenza dei fondi di caff.

Lingle, The Coffee Cupper's Handbook.

Hector avanza silenzioso nella giungla con il fucile levato.
  Davanti a lui Bayanna solleva una mano. Entrambi si fermano
di colpo.
L, sahib sussurra Bayanna in un soffio.
  Hector sbircia tra gli alberi. Le strisce di sole brillante
e di ombra profonda sono molto simili alla pelliccia di un
leopardo, tanto simili che  impossibile capire se c' davvero
qualcosa laggi. Pensa di intravedere un movimento, ma
potrebbe essere una foglia che oscilla nel vento.
  Per di qua, sahib bisbiglia Bayanna, che avanza con
passo lieve.
  Hector non ha ancora detto a Wallis che, quando lui 
impegnato nelle sue spedizioni ad Harar, d la caccia al leopardo.
Intanto teme di essere canzonato da Robert se fallisce.
No, si comporter da uomo: sparer all'animale e far
trovare a Wallis la pelle sul pavimento della capanna, con la
magnifica testa e le fauci spalancate, senza bisogno di tante
spiegazioni. Oh, s avrebbe detto con noncuranza. Ho
pensato di divertirmi un po' gi che c'ero.
  Dietro di loro un rametto si spezza. Kuma, il cuoco, 
alle spalle di Hector. Regge il secondo fucile ed una scatola
di proiettili.
Non c', sahib dice, guardando avanti.
Zitto, Kuma.
S, sahib. Scusa, sahib.
Se solo non fosse tanto buio sotto le fronde delle piante.
  I tre uomini avanzano ancora un po'. C' un ruscello, poi
un gruppo di rocce. Hector si dice che  proprio il genere
di posto dove, se fosse un leopardo, verrebbe...
  Si sente un rumore simile a quello di una grossa catena
che si muove. Una sagoma balza loro addosso, compiendo
una parabola in aria, gli artigli sfoderati. Hector imbraccia
il fucile e spara, il tutto con un gesto fluido ed esperto. Il
leopardo cade per terra e si contorce. Hector lo osserva: 
una bestia magnifica, e meno proiettili usa, meno la pelliccia
sar danneggiata.
Infine l'animale si irrigidisce e resta immobile.
  Dio santo esclama Hector, avvicinandosi con prudenza.
 enorme. Si sente in preda all'eccitazione. La fiera 
morta, l'ha uccisa lui. Wallis pu prenderlo in giro quanto
vuole, ma questa vittoria e il trofeo sono solo suoi.
Potrebbe perfino...
  Si sente un grido acuto, un ruggito e qualcos'altro precipita
dall'alto. Il secondo leopardo  pi piccolo ma pi
aggressivo. Hector protende la mano all'indietro per prendere
il secondo fucile, ma Kuma si  ritratto involontariamente
e la mano di Hector stringe solo aria prima che il felino
gli sia addosso. Le mascelle enormi gli serranno il collo
in una morsa e cominciano a tirare. Sente qualcuno che
grida. Bayanna colpisce il leopardo con il bastone, e anche
Kuma lo picchia con il calcio del fucile. Quando l'animale
apre le fauci per ruggire, Hector riesce a liberarsi. Il leopardo
lo morde ancora due volte, e la visione di Hector sembra
ridursi a un puntino.
  Al mio ritorno lo trovai nella nostra capanna, ancora
con gli indumenti da battuta di caccia, la branda macchiata
di sangue. Mentre Kuma toglieva le bende, aprii la cassetta
dei medicinali.
Ecco, sahib disse Kuma sottovoce. Mi voltai. Un lato
del viso di Hector sembrava essere stato affettato con un
coltello da cucina. La guancia sinistra era stata squarciata, e
attraverso la ferita si vedevano i denti; sull'altro lato c'erano
i tre tagli profondi lasciati dagli artigli dell'animale, che
partivano dall'orecchio insanguinato e scendevano fino sul
collo. Erano ferite orribili e probabilmente mortali.
  Mentre osservavo i danni Hector apr gli occhi. Uno era
pieno di sangue.
Oh, Robert, siete voi.
Sono qui, Hector. Ora vi ricucio e chiamo un medico.
  Ridacchi o, meglio, ci prov; dalle labbra gli usc solo
un flebile rantolo. Che dottore, amico? Il pi vicino 
ad Aden.
Penser a qualcosa.
Gi. Chiuse gli occhi. Non lasciate che mi mangino.
Cosa?
  Quando sar morto. Me lo promettete? Assicuratevi
che abbia una... degna sepoltura.
  Parlare di sepoltura mi pare prematuro obiettai, visto
che non morirete.
Cerc di sorridere. Ah, no?
No.
Siete un cucciolo sciocco, Wallis.
  Hector, trovo incredibile che anche... stavo per dire
"in punto di morte", mi corressi appena in tempo malato
vi venga voglia di insultarmi. Dovete sapere che il chirurgo
non va mai contrariato.
Chirurgo, eh?
  Mi pare dichiarai che sia necessario intervenire, e in
assenza di un medico di Harley Street, il sostituto  un certo
dottor R. Wallis.
Gli sfugg un lieve sospiro.
  Vi ricucir meglio che posso aggiunsi. Poi vi porteremo
ad Harar. L ci sar pure qualcuno in grado di darci una
mano. Mi rivolsi a Jimo e, con una sicurezza pi simulata
che autentica, dissi: Mi serve dell'acqua bollita, Jimo, il filo
cerato e gli aghi.
  Gli feci ingoiare quattro cucchiai di Chlorodyne e mi
misi al lavoro. Apparve subito chiaro che perfino la potente
miscela di laudano, tintura di cannabis, cloroformio e alcol
non riusciva ad alleviare del tutto il dolore della sutura,
cos chiesi a Jimo e Kuma di tenerlo fermo, uno per le
spalle e l'altro per le gambe. Le urla mi impedivano di concentrarmi,
e quando vidi il risultato finale non ne fui particolarmente
fiero. Il suo viso sembrava un paio di pantaloni
rammendati malamente, con un'imbastitura irregolare
di filo cerato che gli teneva insieme la guancia, ma almeno
c'ero riuscito.
  Non mi vergogno di ammettere che dopo bevvi anch'io
una lunga sorsata di Chlorodyne. Piombai immediatamente
in un sonno multicolore, in cui sognai di essere tornato
a Limehouse, dove assaggiavo i caff con Emily, Ada e la
Rana. Nel mio sogno Emily si rivolgeva ad Ada chiedendole:
Quale liquido dobbiamo degustare adesso? e sua sorella
rispondeva: Oh, sangue, credo. Mi furono presentati
tre piattini di porcellana colmi di liquido rosso scuro,
che assaggiai delicatamente servendomi di un cucchiaino.
Non appena mi fui pronunciato sugli aromi che conteneva
- brodo di carne, rame, vegetazione - Emily si gir verso
di me e, con una voce che era quella di Ibrahim Bey, mi
disse: Ora so che non mi tradirete mai.
  Quella sera sembrava che Hector stesse un po' meglio, e
riusc perfino a mandare gi un po' di stufato che Kuma gli
infil in bocca, ma il mattino successivo aveva la febbre. Gli
diedi la polvere sudorifera Dover e alcune gocce Warburg,
ma presto fu fradicio di sudore ed aveva il viso cos gonfio
da essere irriconoscibile.
  Kuma dissi, va' a chiamare la guaritrice. Forse lei pu
aiutarci. E chiedi agli uomini di preparare una lettiga.
Kiku port erbe e cortecce con cui prepar un impacco.
  Dopo averlo applicato alle ferite di Hector, si mise a cantare
una nenia ad alta voce, accompagnandosi con movimenti
delle mani. Anche quello sembr fargli del bene: verso sera
Hector riprese conoscenza. Per riusciva ad aprire un occhio
solo: l'altro era troppo gonfio.
Robert?
Sono qui.
Piantate i semi.
Di cosa state parlando, Hector?
I nuovi frutti che vi siete procurato ad Harar.
S, va bene. Ma non sforzatevi.
  Tenete le piantine all'ombra di foglie di banano. Ed eliminate
le erbacce. Non ricorrete ai lavoratori della squadra
rossa per quel compito, sono dei maledetti sfaticati.
D'accordo, Hector.
  Avete cominciato bene qui. Questo posto sar civilizzato
un giorno, se continuate.  quello l'importante: la civilizzazione,
non noi. Noi non siamo indispensabili.
  Segu un lungo silenzio, rotto solo dai mormorii della
guaritrice e dal respiro affannoso di Hector.
Dite a Emily che mi dispiace.
Emily?
S. Prendetevi cura di lei.  una ragazza eccezionale.
Certo risposi, allibito.
Non lasciate che mi mangino.
  Nessuno vuole mangiarvi, Hector. A eccezione, forse,
di quel dannato leopardo.
  Quando sar morto voglio che il mio corpo sia bruciato.
Lo promettete?
  Continuo a dirvi, Hector, che non morirete. Mi alzai
e andai alla porta della capanna. Kuma! Dove diavolo  la
lettiga? Partiamo per Harar non appena il padrone sar in
grado di affrontare il viaggio.
  Mi volsi verso il capezzale. La guaritrice era china sul viso
immobile di Hector e faceva dei gesti: sembrava che gli
tirasse fuori dalla bocca un filo invisibile, poco per volta.
Quando arriv alla fine della cordicella immaginaria, parve
staccarne qualcosa e gettarlo in aria.
Hector sospir. Grazie.
  Fu scosso da una specie di brivido: si riusciva quasi ad
avvertire che il corpo voleva continuare a vivere, si coglieva
il terribile sforzo dell'energia vitale che voleva restare
aggrappata all'esistenza a tutti i costi. Ancora una volta
la donna mim il gesto di staccare qualcosa per gettarlo
in alto. Questa volta Hector si limit ad annuire debolmente,
poi dopo un gemito improvviso e violento giacque
immobile.
  Altre donne vennero dal villaggio a preparare il corpo
mentre gli uomini, dietro mia richiesta, scavavano una
tomba. Aspettai fuori dalla capanna, bevendo di tanto in
tanto un sorso di Chlorodyne.
  La guaritrice usc con gli abiti insanguinati di Hector. Le
indicai il fuoco. Bruciali.
  Esit, poi estrasse qualcosa da una delle tasche e me lo
consegn. Erano dei fogli: lettere, a quanto pareva, legate
con un vecchio nastro sbiadito.
  Grazie. Pu darsi che le debba spedire ai suoi. Sciolsi
il nastro e guardai la prima. Per un attimo pensai di essere
vittima di un'altra allucinazione. Conoscevo l'indirizzo del
mittente: era casa Pinker.

Mio caro Hector...

Girai il foglio. Era firmata "la tua cara Emily".
  Esitai, ma non per molto. Hector era morto, ed Emily
si trovava a migliaia di chilometri di distanza. Stando cos
le cose, era inutile avere scrupoli.

Mio caro Hector,
quando ti arriver questa lettera penso che sarai a Ceylon! Che
emozione, non puoi immaginare quanto sia invidiosa e quanto
vorrei essere l con te. Quattro anni sembrano tantissimi,
ma so che avrai un tale successo, e che la tua piantagione andr
tanto bene che mio padre abbandoner tutte le sue riserve
prima della fine del tuo soggiorno l. Nel frattempo mi scriverai,
mi racconterai tutto ci che vedi, in modo che possa viverlo
attraverso i tuoi occhi e godermi ogni istante insieme a
te? Che voglia ho di sposarti, cos potr essere al tuo fianco invece
di dover ricorrere a carta e penna! Ho un atlante, e ogni
giorno calcolo la distanza che la tua piccola imbarcazione deve
avere percorso (adesso mentre ti scrivo sei al largo della costa
di Zanzibar) e provo a immaginare ci che vedi...

  C'era dell'altro. C'era ben altro, ma non importava: tutto
era nelle prime righe. Mio padre abbandoner tutte le sue
riserve. Hector ed Emily. Fidanzati. Sembrava impensabile,
ma avevo le prove proprio davanti agli occhi. Non solo aveva
amato Hector, ma lo aveva amato fisicamente, intensamente,
senza riserve. Era ci che emergeva da quelle lettere,
pi di ogni altra cosa: la passione con cui descriveva la
loro relazione, l'impazienza con cui attendeva la loro unione,
un tono ben diverso da quello amichevole ma controllato
che usava con me.
Non c'era l'anno sulle lettere, ma era possibile dedurlo.
Hector era andato a Ceylon quando Emily era diciottenne.
  Leggendo tra le righe, si capiva anche che c'era stato uno
scandalo. Volevo venire a Southampton per salutarti quando
sei partito, ma mio padre  del parere che meno ci facciamo vedere
insieme adesso, meglio e...
Sfogliai le lettere finch non trovai ci che cercavo.

  Se siamo stati irruenti  solo per via del grande afftto che
ci lega: non siamo i primi, n saremo gli ultimi a "bruciare
le tappe"per poco. A dire il vero, sarebbe stato "per poco" se
mio padre non avesse trasformato qualche settimana in quattro
lunghi anni...

  Gli si era concessa. Dietro gli eufemismi, si capiva benissimo
cos'era successo. La signorina Emily Pinker, cresciuta
secondo i dettami di un'educazione moderna - troppo
moderna, doveva aver concluso Pinker, lamentando forse
la mancanza dell'influenza giudiziosa di una madre - si era
gettata su quello scozzese arcigno e poco attraente.
  Adesso cominciavo a capire certe allusioni: quando avevo
paragonato un caff particolarmente delicato all'alito di
una vergine, non c'era da stupirsi che Pinker avesse cercato
di minimizzare, o che lei fosse arrossita. E quando lui aveva
capito cosa volevo da sua figlia, aveva detto che bisognava
evitare non uno scandalo ma un altro scandalo. Allora
non vi avevo dato peso, ma lui sapeva che la reputazione di
Emily non avrebbe tollerato altre scosse.
  Mi immersi nella lettura delle altre lettere. Si coglieva,
andando avanti, un cambiamento di tono: Emily non era
pi cos impetuosa o immatura, e spesso le sue parole rispondevano
a commenti o osservazioni scritti da Hector.
Poi, infine, dopo pi di un anno, eccola:

Non vedo perch affermi di volermi "lasciare libera", visto
che l'unica cosa che ci lega  l'amore. Un amore che avevo creduto
reciproco. Non ti avevo mai considerato vincolato a un
obbligo od a un contratto, e spero che neanche tu mi vedessi sotto
quella luce. Ma se viaggi e avventure ti attirano molto pi
della famiglia e della vita domestica, come sostieni, allora non
dobbiamo certo sposarci. Niente mi fa pi orrore della prospettiva
di unirmi in matrimonio a qualcuno che non lo desidera
con tutto il cuore. O che non vuole me.

  La situazione era cambiata in modo imprevedibile, come
una bussola quando si fa una virata. Hector non mi era
stato simpatico, eppure eravamo diventati quasi amici. Era
stato il mio unico compagno, l'unico uomo bianco, nel raggio
di cento chilometri, ma scoprivo di non averlo conosciuto
per niente. Emily l'avevo capita ancora meno; l'ironia
era che ne sapevo pi ora, a quattromila chilometri di
distanza, di quando ero a Londra.
C'era un'ultima lettera, meno sbiadita delle altre.

Caro Hector,
non so proprio come rispondere alla tua ultima lettera. Naturalmente
sono molto contenta che tu voglia sistemarti, e lusingata
dal fatto che pensi ancora a me dopo tutto questo tempo,
ma devo ammettere che dopo la nostra lunga separazione ho
qualche difficolt a considerarti ancora un marito potenziale.
Se posso essere schietta, il modo in cui ci siamo separati, e
i sentimenti da te espressi in quell'occasione, mi hanno provocato
non poco dolore, e ho quindi cercato di dimenticare l'affetto
provato per te fino a quel momento, anche perch tu stesso
mi avevi chiesto di farlo. Non posso certo impedirti di venire
in Inghilterra, e sono sicura che mio padre vorr invitarti a
casa, quindi cerchiamo almeno di restare amici.

  Recava la data del 7 febbraio. Otto settimane prima di
cominciare a lavorare con me sulla Guida. Tanto dolore,
tanta sofferenza e non me n'ero accorto.
  Quella notte si suonarono i tamburi nel villaggio. Quando
ci accingemmo a seppellire Hector, il mattino dopo,
scoprii che dal suo cadavere erano stati tolti occhi e testicoli,
e profonde ferite prive di sangue gli deturpavano l'inguine
ed il viso.  per ju-ju disse Jimo con aria triste. Il corpo
dell'uomo bianco  pieno di magia. Mim qualcuno
che mangiava. Barcollai fuori e vomitai, semplici conati che
non produssero nulla se non dei crampi orribili allo stomaco.
Cambiai quindi idea sulla sepoltura, e chiesi loro di
riempire la buca con dei rametti. Guardai la carne di Hector
rattrappirsi e bruciare come un animale arrosto troppo
cotto: il grasso che colava nelle fiamme le faceva sfrigolare
e diventare verdi. Mi parve che alcuni indigeni osservassero
con rimpianto, come per dire che era un vero peccato.
  Poi piombai in uno stupore sgomento. Oltre al Chlorodyne
vi furono altre droghe, e il whisky di emergenza. Provai
perfino il khat di Jimo. Aveva un gusto amaro, vagamente
acre, un po' come masticare foglie di lime. All'inizio
pensai che non avesse effetto, ma a poco a poco avvertii
un formicolio, come se fossi diventato troppo ingombrante
per il mio corpo e ci che avevo dentro uscisse da ogni
poro, come un gas. Rimasi in quello stato di intossicazione
per circa una settimana, masticandone un po' ogni volta
che gli effetti cominciavano a svanire, prima di addormentarmi
e di svegliarmi con un mal di testa terribile.
  Poi capii che, in quel torpore narcotico, avevo preso una
decisione.

Cara Emily,
temo di doverti comunicare una notizia tragica. Il povero Hector
 morto.  stato attaccato da un leopardo e, anche se ho fatto
del mio meglio per salvarlo, le ferite si sono infettate in pochissimo
tempo.
  Ha espresso il desiderio di essere cremato, un desiderio che
ho esaudito subito dopo la sua morte. Mettendo ordine tra le
sue cose ho trovato queste tue lettere. Le ho lette: probabilmente
non avrei dovuto, ma l'ho fatto e basta. Dato il loro contenuto,
non sarai sorpresa di sapere che non intendo pi sposarti.
 giusto che tu sappia, per, che avevo cominciato a maturare
questa decisione anche prima di leggere la vostra corrispondenza.
Per farla breve, mi sono innamorato di un'altra persona.
Ti auguro di essere felice in futuro.
Tuo
Robert Wallis.

Cos ero libero.
...
50.

"Astringente": sensazione asciutta in bocca, sgradevole nel
caff.

International Coffee Organization,
The Sensory Evaluation of Coffee.

  Vediamo se ho capito bene ricapitol Ibrahim Bey con la
fronte corrugata. Volete comprare Fikre?
S.
Ma perch?
La amo.
  Non si pu amare una schiava, Robert. L'ho imparato
sulla mia pelle.
Per voglio comprarla mi impuntai.
  Robert, Robert... Batt le mani. Prendiamo un caff,
e cercher di spiegarvi perch si tratta di una mossa
sciocca.
  Eravamo a casa di Bey, in una stanza piena di tappeti e
di lampade in filigrana. Le sale di rappresentanza delle case
di Harar erano al primo piano per beneficiare del venticello
fresco che scendeva dalle montagne nel tardo pomeriggio.
Elaborati paraventi decorati proteggevano dagli sguardi
indiscreti provenienti dalla strada, anche se talvolta bastava
lanciare un'occhiata per incrociare, pochi metri pi gi, lo
sguardo liquido di un cammello.
  Ribadii: Sono serissimo, Ibrahim. E vi assicuro che non
cambier idea. Ma accetto volentieri un caff, se lo
desiderate.
  Mulu port le tazzine di Arabica denso e fragrante. Il
profumo di caprifoglio mi ricordava Fikre, il dolce sapore
di caff del suo corpo. Chiusi gli occhi. Presto sarai mia.
  Allora riprese Ibrahim posando la tazza. Questa
strana idea ha forse a che vedere con la morte del povero
Hector?
Scossi il capo.
Se fosse vivo, ve lo impedirebbe?
Non era il mio guardiano.
Vi occupate di caff, Robert, non di schiavi.
  Non si tratta di lavoro, Ibrahim. Ho sentito dire che
volevate vendere. Io desidero comprare. Tutto qui.
   vero che, purtroppo, sono costretto a venderla.
Vorrei che cos non fosse. Ma capite che per voi sarebbe impossibile
rivenderla? Anche se l'imperatore tollera l'acquisto di
schiavi, solo un arabo li pu vendere.
Non fa nessuna differenza, non intendo venderla.
  Mi guard angustiato. Il vostro futuro suocero sarebbe
furioso se sapesse di questa nostra conversazione.
  Il signor Pinker gli assicurai, scegliendo con cura le parole
non lo scoprir mai.
  Robert, Robert... Penso di avervi detto che ho ipotecato
tutto ci che possedevo per comprarla.  stato un istante
di follia, che rimpiango amaramente. Se potessi impedirvi
di commettere lo stesso errore, lo farei. Tacque qualche
istante. E penso che non immaginiate neanche il prezzo di
una ragazza del genere.
Ditemi quanto volete.
Mille sterline disse in un soffio.
  Trasalii. Devo ammettere che non sospettavo una cifra
del genere.
  Vi avevo detto che si trattava di una somma esorbitante.
E non sto cercando di approfittare di voi. La mia coscienza
- e la nostra amicizia - me lo impediscono. Mille
sterline  il prezzo che ho pagato io.
Adesso costa meno, per.
Si accigli. Perch?
  Non nutre sospetti. Mantieni la calma. Perch  pi
vecchia.
Vero. Che prezzo reputate giusto?
  Non vale niente, volevo urlare. Non  pi vergine. Ottocento.
 tutto ci che ho.
  Rispose a fatica: Ho mercanteggiato per averla e non ho
fatto che pentirmene. Non intendo rimettermi a discutere
di soldi. Accetto la vostra offerta, anche se ci perdo una bella
somma. Volete farla esaminare?
Certo che no. Non siete l'unico uomo d'onore, qui.
  Vi prego, Robert. Non fatelo. Posso portarla in Arabia
e venderla l. Prendetevi un giorno o due per riflettere.
Accettate talleri di Maria Teresa?
Annu. S.
Vi far portare i soldi domani.
  E io chieder al mio avvocato di preparare i documenti
necessari. Scosse il capo. Temo che, quando tornerete in
voi, mi riterrete responsabile. E quando quel momento arriver,
non sarete pi mio amico.
Me la porto a letto appena volti le spalle, stupido grassone.
Vi assicuro che prendo questa decisione a ragion veduta.
Gli tesi la mano.
  Lui, per, esitava ancora. Dicono che quando stringi la
mano a un inglese, non puoi tornare indietro.
 esatto.
  Mi prese la mano nelle sue. Allora vi stringer la mano,
Robert, ma vi assicuro che lo faccio con la morte nel
cuore.
  Ottocento sterline. Era una somma esorbitante, come
aveva detto Bey. Significava usare non solo l'anticipo di
Pinker, ma tutti i soldi da spendere per la piantagione ed il
poco che avevo guadagnato con il commercio.
  Era il denaro che, se le cose fossero andate in modo diverso,
mi avrebbe consentito di sposare Emily Pinker.
  Mi sarebbero rimaste una cinquantina di sterline. Non
era molto, ma i semi erano stati piantati e pagati, avevo abbastanza
per la paga degli indigeni e per il resto avevo ben
poche esigenze. Una volta che le piante avessero cominciato
a crescere, avrei potuto prendere denaro in prestito ipotecandone
la vendita futura. Sarei riuscito a sopravvivere. Poi,
con un po' di soldi da parte, avremmo potuto andarcene;
non in Inghilterra, naturalmente, ma in qualche altra parte
d'Europa: in Italia, magari, o nel sud della Francia. Avremmo
vissuto ai margini della societ: artisti e ribelli, sfuggendo
agli obblighi delle convenzioni morali.
  La cassa di talleri era troppo pesante per me da solo,
cos andai al mercato in cerca di due soldati che potessero
aiutarmi a trasportarla. Presi con me la pistola, temendo
di farmi derubare, e insieme percorremmo il dedalo di
viuzze scure.
  Il buio ci avvolse come se fosse stato rovesciato sulla citt
da un calderone gigante. Ma la casa di Bey, quando infine
vi giungemmo, era piena di luce: piccole candele in lanterne
di filigrana che luccicavano come stelle.
  L'avvocato, un tizio taciturno di Harar, aspettava al primo
piano. Mi fece qualche domanda per accertarsi che capissi
ci che stavo facendo. Gli risposi con pazienza, senza
smettere di lanciare occhiate verso la porta per vedere se Fikre
ci avrebbe raggiunto. Ma naturalmente Bey non voleva
rischiare una scenata: da quanto ne sapeva, lei avrebbe accolto
la novit con l'astio abituale.
  L'avvocato mi present un documento in arabo. Questo
 il certificato di provenienza, una ricevuta della vendita
effettuata dall'ultimo proprietario. Volete mostrarlo a un
avvocato di fiducia?
Non ce n' bisogno.
  Alz le spalle. E questo  un documento che certifica
la verginit al momento della vendita. Mi mise davanti un
altro documento in arabo. Da quanto ho capito non desiderate
farla esaminare, vero?
Non ce n' bisogno ripetei.
Benissimo. Pos tra noi un altro foglio. Dovete firmarlo,
per confermare che accettate la ragazza nelle sue attuali
condizioni.
  Firmai. Nel documento c'era anche una traduzione in
un inglese mediocre ma accettabile. Io sottoscritto accetto
la schiava conosciuta come Fikre, in cambio della quale... Lo
scorsi e firmai anche quello.
  E infine l'atto di vendita. L'avvocato guard Bey.
Intendete contare i soldi?
  Robert non mi imbroglierebbe dichiar Bey con
fermezza.
  Scrissi il mio nome un'altra volta, mentre Bey firm la
ricevuta.
   vostra mi annunci l'avvocato. Lanciai uno sguardo
verso la porta, ma lui mi stava consegnando un ultimo pezzo
di carta: un semplice certificato con qualche riga scritta
in arabo. Questa ne  la conferma. Se mai la affrancherete,
dovete strappare questo documento.
Ho capito.
Lei non arrivava.
  L'avvocato bevve un'ultima tazza di caff. Era il migliore
di Bey, o cos mi assicur il mercante. Io non sentivo nessun
sapore, provavo solo un desiderio struggente di Fikre
che mi invadeva i sensi e scorreva come miele nelle vene.
  Infine l'avvocato ci lasci. Robert dichiar Bey con
aria grave, sapete che secondo me rimpiangerete questo
giorno. Quando succeder, voglio che ricordiate che siete
stato voi a insistere perch ve la vendessi, e non il
contrario.
Va bene.
  Alla fine entr Fikre, imbronciata. Dietro di lei c'era
Mulu che portava un sacco da caff. Le ho dato dei vestiti
e altre cose spieg Bey. Come schiava non pu possedere
nulla, ma se li porter dietro.
  Grazie. Presi il sacco. Mulu aveva le lacrime agli occhi,
ma non disse nulla quando me lo consegn.
Tesi la mano verso di lei. Fikre, vieni con me?
Ho forse la possibilit di scegliere? chiese inferocita.
No.
Stetti al gioco fin dietro l'angolo, poi non resistetti pi.
  La tirai nel vano di una porta, baciandola, stringendola in
vita, attirandole la testa contro le mie labbra per divorarla.
  Alla fine ci staccammo. E cos sono tua disse lei con
un sorriso radioso.
Esatto.
E sai cosa intendi fare di me?
  Vediamo un po' risposi. Molto sesso, tanto per
cominciare.
...
51.

"Caramello": gli assaggiatori ricordino di non usare questa
caratteristica per descrivere un aroma bruciato.

International Coffee Organization,
The Sensory Evaluation of Coffee.

  Dei giorni seguenti posso scrivere ben poco. So trovare
le parole per descrivere l'aroma impalpabile di un Indian
Malabar, o per operare distinzioni tra il caff di Trinidad
e quello del Tanganica; posso cogliere le differenze anche
minime tra i diversi Giava. Eppure delle decine, dozzine
di amplessi con Fikre - i pi belli di tutta la mia vita -
dopo che Bey me l'ebbe venduta, ne ricordo solo un
paio nei dettagli, e non trovo certo le parole per raccontarli.
Erano tutti diversi come sono diversi i caff, e anche di
pi, perch esplorammo ogni possibile combinazione tra
due corpi.
  Ci che ricordo, ma non per questo sono in grado di
descrivere,  il senso di appagamento fisico, l'ebbrezza giocosa
di un mondo ridotto a una stanza, due corpi e un letto,
l'amore interrotto solo da rapide spedizioni al mercato
in cerca di cibo. Anche quelle erano piuttosto rare: quando
avevamo fame masticavamo semplicemente manciate
di chicchi che prendevamo dal materasso improvvisato e,
rinfrancati, ci tuffavamo di nuovo nel piacere. A volte andavamo
al mercato, credendoci affamati, e tornavamo con
le braccia cariche di fiori, desiderando alimentarci solo della
loro fragranza profonda, del caff e della carne dell'altro.
  Il punto d'incontro delle sue gambe era l'altare di fronte
al quale mi inginocchiavo, la coppa da cui prendevo la
comunione. Ero Al Bab che mormorava apriti sesamo davanti
alla grotta, con la lingua che si arricciava come la pantofola
di un califfo. Ero un colibr che infilava il becco nel
calice colmo di rugiada. Lei a sua volta mi si inginocchiava
davanti, adorandomi con la bocca, senza smettere di fissarmi
anche quando le inondavo di seme le labbra, le guance,
le decoravo le spalle nere perfette di perle opalescenti di
sperma. Anche quelle sapevano di caff, mi diceva lei leccandosele
dalle dita, aromatizzate dai chicchi che erano la
nostra droga e la nostra dieta costante.
  Era del tutto priva di vergogna, e amandola persi anch'io
ogni inibizione. Non c'era nulla che non avrebbe provato,
nessun limite dinanzi al quale si sarebbe fermata. Se
era troppo indolenzita mi chiedeva di comprarle dell'oppio
al mercato: lo fumavamo alla maniera araba, da un narghil
gorgogliante. Tra il khat, il caff, l'oppio e il sesso i
giorni passarono lasciando solo ricordi sfocati di sensazioni.
Arder sempre di questa salda fiamma gemmea, mantener
quest'estasi,  il successo nella vita aveva scritto l'esteta
Walter Pater. Lo sapevo bene anch'io: l'intensit dell'esistenza
in quella stanza non avrebbe avuto eguali, prima o
dopo.
  A volte mi svegliavo e la trovavo a giocare con i miei testicoli;
se li faceva rotolare tra le dita e li fissava quasi affascinata.
Non si stancava di farseli scorrere sulla mano, di
toccarli con la punta dei polpastrelli. Una volta le chiesi come
mai li trovasse tanto irresistibili. Rispose, con una voce
che pareva stregata: Perch sono al centro di tutto. Senza
di loro non ci sarebbe niente. Non capii cosa avesse voluto
dire, n mi sforzai di farlo; ogni tanto manifestava una
tendenza al misticismo. In ogni caso quelle perlustrazioni
mi avevano eccitato, ed ero pronto a scivolarle dentro ancora
una volta.
Infine il banchetto dei nostri sensi arriv all'ultima portata.
  Eravamo sazi, e anche se facevamo l'amore a ogni minima
occasione, era come farsi riempire il bicchiere di vino
quando  ancora quasi colmo: non avvertivamo pi il
bisogno di scolarlo fino all'ultima goccia. Cominciammo a
pensare al futuro.
Cosa intendi fare?
  Devo tornare alla piantagione. Le piantine vanno trapiantate.
Non  giusto lasciare che Jimo se ne occupi da solo,
ho trascurato tutto.
Posso venire con te?
  Ti avviso,  piuttosto spartano. Niente agi per una donna
come te.
Posso farne a meno.
Allora vieni.
Robert.
S?
Che programmi hai per me?
Le indicai il letto. I miei programmi si fermano l.
No, parlavo della mia... condizione.
  Risi. Mi stai chiedendo di sposarti? Un abito bianco, la
chiesa e tutte le convenzioni borghesi?
  Lei fece di no con la testa. Non voglio sposarmi.
Voglio essere libera.
Siamo liberi.
  Mi guard assorta. Robert, quello che ho fatto con te lo
faccio perch lo voglio, non perch hai un pezzo di carta.
  Lo sapevo, si aspettava che le dicessi che avrei strappato
i documenti. Perch non lo feci? Quel gesto avrebbe dimostrato
il mio amore. Invece qualcosa mi trattenne. Sarebbe
stato un atto irrevocabile, e penso che avessi ancora bisogno
di sentirmi il suo padrone, come se amore e propriet
fossero in qualche modo legati.
  Ci scherzai sopra. Ma ho intenzione di venderti appena
ne trover una migliore, qualcosa del genere, o forse una
battuta ancora pi maldestra, non ricordo. Qualunque frase
avessi detto, mi parve di scorgere una certa durezza nel suo
sguardo. Poi annu remissiva e l'argomento fu lasciato cadere.
  Ne parl solo un'altra volta. Eravamo a letto, i corpi che
si muovevano all'unisono nella danza lenta e sciolta di due
amanti senza fretta. Una farfalla che sbatte le ali al sole.
  Sussurr: S e: Adesso, poi a un tratto mi afferr la
testa con le mani ed esclam con foga: Se mi dai la libert,
mi dar a te con tutta me stessa. Sar solo tua.
Gemetti e risposi: Ti amo.
Non era la stessa cosa, capite?
  Un paio di giorni prima che partissimo per la piantagione
tornammo dal mercato e trovammo Mulu seduto sui
gradini davanti alla porta. Fikre lo abbracci con tanto entusiasmo
che gli ci vollero alcuni istanti per consegnarmi la
lettera di Bey.

Mio caro Robert,
Mulu sente la mancanza di Fikre, e non ho lavoro per lui qui,
quindi mi sono preso la libert di mandarlo da voi. Non ha
bisogno di paga, bastano il cibo e l'alloggio. Vedrete che  un
bravo servitore, sempre che gli permettiate di occuparsi di Fikre
oltre che di voi. Se non lo volete, rimandatelo indietro. Se
lo tenete non c' bisogno che mi paghiate: a differenza di Fikre
non ha valore, anche se mi dispiace separarmi da lui.
Il vostro amico
Ibrahim.

  Impossibile rispedirlo indietro: Fikre era felice di vederlo
e viceversa. Immaginavo che lei di tanto in tanto si sentisse
sola, priva com'era di compagnia femminile. Ma io non
ero abituato ad avere un eunuco nei paraggi: a essere sincero
mi metteva a disagio il loro modo di comportarsi insieme,
come due ragazze che chiacchieravano in una lingua
che non capivo. A volte lui la aiutava a vestirsi o a lavarsi,
e anche quello mi pareva strano, era un'intimit pi adatta
ad una signora e la sua serva che a un uomo e una donna.
  Una notte, alzandomi per urinare, trovai Mulu che faceva
la stessa cosa. Si gir un poco verso di me e gli vidi le
cicatrici tremende della mutilazione, gli zigzag lucidi della
carne martoriata, rosa sulla pelle nera. Per il resto aveva i
genitali di un bambino.
Cacci un grido imbarazzato e si volt per nascondersi.
  Non dissi nulla - cosa c'era da dire? Era orribile, rivoltante,
ma non potevo farci niente.
...
52.

"Acre": sapore di bruciato, acido, amaro, forse irritante.

Sivetz, Coffee Technology.

  La posta da Harar  lenta, e passano diverse settimane prima
che la lettera di Robert arrivi a destinazione, dopo essere
stata stampigliata in molti paesi.  la Rana che la porta
a Emily correndo a perdifiato.
Posso leggerla? implora. Ti prego.
  Non l'ho ancora letta neanch'io. E poi le lettere che mi
scrive Robert sono private.
  Per favore, posso avere il francobollo e la busta? E potresti
leggermi le parti non private? la incalza la Rana
speranzosa. Guarda, c' dentro qualcosa. Ti ha mandato un
regalo?
  Emily non risponde. Ha aperto il plico, che assomiglia
pi a un pacchetto perch contiene le sue vecchie lettere a
Hector. Per un attimo non capisce, poi impallidisce. Scorre
la lettera.
Cosa c'? vuole sapere la Rana. Va tutto bene?
  No risponde Emily. Si alza. Meglio che cerchi pap,
ho delle pessime notizie su Hector. E Robert... Robert
ha... Non trova le parole, e la Rana assiste all'incredibile
spettacolo della sorella maggiore - solida, efficiente, forte -
che scoppia in lacrime.
  Un po' pi tardi Pinker esce dal suo studio e trova la
Rana ad aspettarlo.
  Philomena le dice, sedendosi accanto a lei, temo che
tua sorella abbia subto un brutto colpo.
Lo so. Robert l'ha scaricata.
Io... Le lancia un'occhiata. Come fai a saperlo?
  Ho chiesto ad Ada perch Emily piangeva e me lo ha
detto.
  Capisco. Insomma, devi essere particolarmente carina
con lei in questo momento. Per esempio, cerca di evitare di
usare il termine "scaricata". Hanno semplicemente deciso
che in futuro ognuno andr per la sua strada.
Ma se non l'ha scaricata, perch lei piange?
  L'altra brutta notizia continua il padre  che Hector
si  ammalato molto gravemente nella foresta. Purtroppo 
deceduto.
 stato sepolto?
S.
Non  stato mangiato dai cannibali?
  No. C' stata una breve cerimonia dignitosa con una
bara, un sermone e tutti gli indigeni che pregavano.
  La Rana ci pensa su. Probabilmente  arrivato in cielo
pi rapidamente dall'Africa che non se fosse stato qui.
Perch l'Africa  pi centrale.
Esatto. Pinker si alza.
Chi sposer Emily, adesso che non sposa pi Robert?
  Prima o poi incontrer qualcun altro che le piace e lo
sposer.
  La Rana  colpita all'improvviso da un'idea, un pensiero
cos spaventoso che le fa spalancare ancora di pi gli occhi
sporgenti da rana. Robert per continuer a scrivermi, vero?
chiede in preda all'agitazione.
Dubito che lo far risponde il padre scuotendo il capo.
  E con sua grande sorpresa si ritrova non una, ma due figlie
in lacrime.
...
53.

  Trovammo la piantagione in pessimo stato. Anche se arrivammo
a met mattina, dei lavoratori non si vedeva neanche
l'ombra. La preparazione delle buche per il trapianto,
che procedeva al ritmo di circa quindici metri al giorno prima
della mia partenza, sembrava avere subto un brusco rallentamento;
anche se io ed Hector avevamo segnato con cordoncini
e picchetti la direzione che le squadre dovevano seguire,
le nuove buche erano disseminate per la collina senza
ordine alcuno, come se fossero state scavate da una talpa
gigante. Senza la disciplina ferrea di Hector, a quanto pareva,
quel posto non era in grado di funzionare. Ma il peggio
mi aspettava nel vivaio: le foglie delle piantine appena nate
erano macchiate di marrone, cerchi color ruggine che somigliavano
alla fioritura della carta nei libri vecchi.
Era una specie di fungo, ma non riuscivo a capacitarmene.
  Io ed Hector avevamo esaminato attentamente tutte
le piante di caff selvatiche nella foresta l accanto, e ci erano
parse in ottima salute. Avvertii una stretta di rimpianto:
Hector avrebbe saputo cosa fare. Io, invece, sfogliai le pagine
di Lester Arnold che consigliava di lavare le piante colpite
con una soluzione di sapone e caff forte.
  Quando apparve evidente che le pianticelle sarebbero
morte comunque, dovemmo prendere una decisione. Avevamo
abbastanza denaro per comprare un'altra partita di
semi, ma solo una, altrimenti non saremmo stati in grado
di pagare i lavoratori.
Spiegai tutto ci a Fikre una sera mentre cenavamo.
Sei preoccupato constat.
  Certo che sono preoccupato. Se le prossime piante
muoiono, non ce ne saranno altre: non abbiamo pi soldi.
Avevo parlato con pi veemenza del dovuto: l'ansia mi
metteva a dura prova.
Lei rest in silenzio un momento. Dai la colpa a me?
Certo che no.
Ma se non mi avessi comprato, avresti pi soldi.
Non serve parlarne. Quel che  fatto  fatto.
  Avrei potuto dar prova di maggiore sensibilit. Quindi
lo rimpiangi insistette.
  Fikre, possiamo tornare a parlare del nostro problema?
Devo decidere cosa fare.
Per un attimo gli occhi le fiammeggiarono, poi si calm.
Hai pensato di coltivare il caff come fa la gente di qui?
  Gli indigeni non lo coltivano. Si limitano a raccogliere
le ciliegie di caff che crescono nella foresta.
  Appunto. Forse non hai bisogno di tutto questo.
Con il braccio indic le colline disboscate, il vivaio, le file
di solchi in terra. Potresti trasformare i tuoi coltivatori
in raccoglitori. Potrebbero andarti a prendere il caff
selvatico, li pagheresti e lo venderesti al mercato
guadagnandoci.
Non  quello che dice di fare Lester Arnold.
Lester Arnold non  qui.
  Forse no, ma il suo libro  l'unica guida che ho. Non
posso ignorare i suoi metodi commerciali di comprovata efficacia
per... per del caff che cresce a caso nella giungla.
Sospirai. C' un'altra soluzione. C' un bianco, un mercante
di avorio, che abita a Zeila. Si chiama Hammond. Mi
ha detto che se avessi avuto bisogno di aiuto avrei potuto
mettermi in contatto con lui.
Ma che aiuto pu darti?
  L'imperatore ha bisogno di fucili, lo dicono tutti: compra
tutte le armi che arrivano ad Harar, anche le pi scadenti.
I bianchi come Hammond possono spedirmene qui da
Aden. Con i soldi guadagnati in quel tipo di commercio,
potrei rimettere in sesto la piantagione.
Cosa far l'imperatore con quelle armi?
  Hector pensa - pensava - che voglia espandere il suo
territorio verso l'interno.
Usarle contro gli indigeni, insomma.
Finch massacra i negri, la cosa non ci tocca.
  Lei mi guard. Per un attimo avevo dimenticato il colore
della sua pelle. Hai capito cosa intendo conclusi
impaziente.
 rischioso.
  Non sono sicuro di avere altra scelta. Comunque ci
dormir sopra.
  Ho capito. Mi volt le spalle. Fammi sapere cosa
decidi.
Certo. Dopotutto riguarda anche te.

Caro Hammond,
vi scrivo per chiedervi un favore. Mi avevate detto di essere interessato
a commerciare con me. Se  ancora cos, avrei bisogno
che mi procuraste una grande quantit di Remington, a credito,
e che me li spediste ad Harar. Se qualcuno vi fa domande,
potete sempre dire che le casse contengono attrezzi agricoli
per la piantagione. Per ragioni che non posso spiegarvi ho bisogno
urgente di fondi, e qui c' un mercato per questo genere
di prodotti.
Vi includo venti talleri di Maria Teresa come anticipo.
Cordiali saluti,
Wallis.

  Affidai la lettera ad un agente diretto alla costa che passava
da Zeila, anche se sapevo che ci sarebbero volute settimane
o forse anche mesi per avere una risposta.
  Nel frattempo ero occupato, troppo occupato. Era come
se la piantagione fosse maledetta. Le piantine che non
erano malate furono colpite dalle formiche nere. Un facocero
riusc a introdursi nel vivaio e lo distrusse quasi tutto.
I lavoratori diventarono sempre pi difficili da gestire.
I miei piedi furono infestati dai jigga, che mi dovettero togliere
con la punta di un ago. La ruggine si propag anche
tra le altre piante, non distruggendole ma impedendo loro
di crescere. Trasferii le pianticelle malate in aiuole pi grandi,
aggiunsi ai vivai terra nuova, e piantai semi freschi dove
quelli vecchi erano morti. Certe volte mi addormentavo
senza neanche essermi tolto gli stivali, il che almeno impediva
ai jigga di annidarsi nei miei piedi.
  Eppure, eppure... Ogni sera, al calar delle tenebre - in
quelle notti equatoriali assurdamente anticipate, col buio
che avviluppava la giungla come una coperta - i martin pescatori
e i pappagalli attraversavano fulminei il tramonto, le
scimmie colobo si dondolavano pigre dai rami degli alberi
sopra di noi, e le lucciole cadevano dal cielo come per magia.
Io e Fikre mangiavamo insieme, con la lampada a kerosene
per compagna. Era difficile non avvertire un senso
di soddisfazione in quei momenti. Qualunque cosa avessi
previsto quando ero stato cacciato da Oxford, mai, neppure
nei sogni pi folli, avrei immaginato qualcosa del genere.
...
54.

  Se il dolore fosse un caff, si dice Emily a volte, riuscirebbe
a elencarne i molti sentori. Il crepacuore naturalmente, che
per  solo una delle emozioni che prova in questo momento.
C' l'umiliazione, la consapevolezza di avere fatto la figura
della stupida per la seconda volta in vita sua. Suo padre e
Ada le vogliono troppo bene per ribadire "te l'avevo detto",
ma gliel'avevano detto davvero, e lei li aveva ignorati: adesso
capisce che avevano sempre avuto ragione riguardo a Robert.
Fallimento: si sente sciocca, inutile, incompetente.
Come pu sperare di cambiare il mondo quando non  neanche
capace di scegliersi un marito? Collera. Come ha osato?
Tradirla in quel modo, scrivendole due righe, come se stesse
cancellando l'abbonamento a un giornale. Ma la brevit elegante
e glaciale della lettera, si rende conto, faceva parte del
messaggio. Solitudine: sente la sua mancanza, farebbe di tutto
per farlo tornare da lei. Ricorda i pomeriggi ad assaggiare
caff nell'ufficio di suo padre, gli aggettivi che rimbalzavano
tra loro come frasi musicali, un duetto, un linguaggio privato
sensuale che comunicava molto pi del sapore del caff. E
poi c' un'emozione per la quale non ci sono parole, o almeno
lei non le conosce: la terribile privazione di un desiderio
fisico che ora rester inespresso per sempre. Si sente un personaggio
grottesco, deforme, menomato, una vecchia zitella
in potenza. Che tu sia maledetto, Robert Wallis, pensa mentre
fa firmare petizioni per il suffragio femminile. Maledetto,
ripete tra s mentre prende appunti per le riunioni di circoscrizione
di Arthur. Maledetto, si dice quando si sveglia di
notte e ricorda all'improvviso cos' successo, perch ha gli occhi
gonfi e il naso arrossato, e aspetta che le lacrime riprendano
a scorrere, inevitabili come un attacco di febbre.
...
55.

"Corrotto": un caff con caratteristiche che fanno dubitare
della sua purezza.

J. Aron & Co., Coffee Trading Handbook.

  Devo andare ad Harar annunciai a Fikre. Devo prendere
altre piantine.
Ma certo. Vuoi che ti accompagni?
  Esitai. Ce la faresti a restare qui? I ragazzi lavorano meglio
se c' qualcuno che li tiene d'occhio.
  Va bene. Ci sono alcune spese che dovresti fare per la
casa. Ti preparo una lista.
Perfetto. La guardai. Lo sai che ti amo?
S, lo so. Torna presto.
  Le mie commissioni ad Harar non richiesero molto tempo,
cos pensai di passare da Bey per vedere se aveva avuto
notizie di Hammond.
  C'era qualcosa di diverso a casa sua. Le lanterne di filigrana
che erano state appese al balcone erano scomparse,
ecco cos'era. Bussai alla porta. Mi apr un uomo che non
conoscevo.
Cosa posso fare per voi? chiese in francese.
Sto cercando Ibrahim Bey.
Sorrise senza calore. Come tutti noi. Bey se n' andato.
Andato? Dove?
  L'uomo alz le spalle. In Arabia, forse.  partito all'improvviso,
per evitare i creditori.
Non aveva senso. Ne siete sicuro?
  Scoppi in una risata amara. Certo, ero uno di loro. Mi
 andata bene, avevo questa casa come garanzia. Quel farbutto
aveva progettato tutto con largo anticipo: non c'era
rimasto niente da vendere.
  Mi venne a un tratto un pensiero, un pensiero cos orribile
che non riuscivo neanche a contemplarlo. Sapete leggere
l'arabo? chiesi lentamente.
Annu. S, un poco.
Posso mostrarvi alcuni documenti?
Se volete.
  Andai nella casa del mercante francese e trovai le carte
che avevo firmato quando avevo comprato Fikre. Tornai
sui miei passi e bussai di nuovo alla porta istoriata della casa
dove aveva abitato Bey.
L'uomo spieg i fogli accanto alla finestra e li lesse.
Questo  un atto di vendita dichiar.
Grazie a Dio...
   la ricevuta per dieci casse dei migliori pistacchi del
Cairo. E questo picchiett col dito su un altro documento
 un foglio di accompagnamento per un carico di caff.
E questa agit il certificato di propriet  una lettera. Un
messaggio. Sembra essere destinato a voi.

Se mai la affrancherete, dovete strappare questo documento.

  State bene? si preoccup. Forse  il caso che beviate
un poco di caff. Disse qualche parola nel dialetto di Harar
e una serva entr con una caraffa.
No. Vi prego, cosa c' scritto?
  Dice: "Caro amico, non giudicateci con troppa severit.
 incredibilmente difficile ormai guadagnarsi da vivere
col caff, e i miei debiti aumentano da anni. Quando sarete
meno arrabbiato, spero vi ricorderete che avete pagato
quello che avete voluto voi. Quanto alla ragazza, perdonatela.
 innamorata, e questo era l'unico modo".
Non capivo. Cosa significava? Qual era l'unico modo?
Perch dovevo perdonare Fikre? Come sapeva lui che la ragazza
era innamorata di me?
A meno che...
  Qualcos'altro mi attravers la mente, una successione di
ricordi distinti che si unirono improvvisamente per creare
un tessuto coerente.

  Non ingannerebbero un medico, ma forse bastano per un
uomo accecato dal desiderio, che crede ci che gli va di credere.

Dovevo tornare alla piantagione.
  Era impossibile andare pi veloci: la giungla ti tratteneva,
ti si aggrappava ai piedi e li imprigionava con i rampicanti, ti
afferrava con rami e foglie, ti metteva la mano sul petto e diceva:
Aspetta; ti svuotava di ogni forza e sfiancava la volont.
E poi, sapevo gi cos'avrei trovato.
  Niente pi Filcre. Niente pi Mulu. Un biglietto che aspettava,
leggero, sul letto da campo.

Non cercarci.

  Poi, con una calligrafia leggermente diversa, come se fosse
tornata indietro all'ultimo momento, incapace di partire
senza quell'ultima spiegazione frettolosa:  l'unico uomo
che abbia mai davvero amato.
  Non cercher di descrivere come mi sentii. Forse potete
immaginarlo. Non solo disperazione, ma dolore, un orrore
totale, schiacciante, soffocante, come se il mondo intero
fosse crollato intorno a me. Come se avessi perso tutto.
Perch era proprio cos.
  Alla fine sono le storie che raccontiamo a noi stessi le pi
pericolose, quelle che ci uccidono o ci salvano o ci lasciano
prigionieri nel cuore della giungla, a cinquemila chilometri
da casa.
  Dovevano avere progettato tutto con largo anticipo, forse
proprio mentre io ed Hector ce la spassavamo a Zeila:
ripassavano i dettagli, perfezionavano le sfumature, rendevano
tutto l'inganno, l'esca, cos perfetti, cos appetitosi, che
non avrei potuto evitare di abboccare.
  Era stato concepito per me quel piano? Certamente l'arrivo
di un inglese doveva averli entusiasmati. E un inglese
cos, poi: giovane, ingenuo, impulsivo, indifferente a tutto,
meno che all'energia che gli scorreva impetuosa nelle vene.
Storie raccontate nel deserto. Ragnatele bellissime create
per catturare la mosca ignara. Forse alcune di esse erano
perfino vere. Per esempio, penso che Fikre fosse davvero
stata allevata in un harem come aveva spiegato: altrimenti,
come giustificare la conoscenza delle lingue, la sua educazione?
Probabilmente non era vergine al momento del nostro
incontro, anche se bisognava darle atto dell'ottima prestazione
a letto. Ecco perch doveva sedurmi: perch rinunciassi
a farla esaminare.
Un fatto era innegabile: avevano tutti bisogno di soldi.
  Bey per pagare i suoi debiti, Fikre e Mulu per cominciare
una nuova vita insieme. E io ne avevo, di soldi: una cassa
piena. Mi era gi capitato di pagare per avere una donna,
questo lo sapevano, ma somme del genere erano bazzecole
rispetto a ci che volevano loro.
Sapevano che il vero obiettivo era farmi pagare l'amore.
  Non ero in grado di ricostruire esattamente l'accaduto,
ma potevo cominciare a imbastire possibilit, ipotesi; a costruire
versioni diverse di eventi e confrontarle tra loro per
verificarne l'autenticit, come un uomo pu sbattere due
monete una contro l'altra e ascoltarne il suono per capire
quale  autentica e quale falsa.
E cos mi misi a creare io stesso delle storie.
  Era iniziato tutto in un harem, in uno degli angoli reconditi
dell'impero ottomano. Una vendita di schiavi. Un
giovane mercante che non avrebbe dovuto trovarsi l, tra
quei cortigiani facoltosi. E una partita di scacchi, una partita
persa dal mercante contro una schiava piena di rabbia
e risentimento.
  Lui doveva averne colto l'intelligenza, la prontezza di
spirito anche sotto pressione. Ed entrambi avevano notato
il giovane gentiluomo cui Fikre sembrava essere destinata.
  Chi aveva avuto l'idea? Fikre, immagino. Dopotutto,
non aveva niente da perdere. Forse gliene parl sottovoce
proprio mentre lo batteva al gioco.

Se mi aiuti, io aiuter te.
Cosa vuoi?
Essere libera.
Come posso aiutarti?
Comprami.
Con che cosa? Per lui sar uno scherzo offrire di pi.
Qualunque somma tu debba spendere, far in modo che ci
guadagni.

  Allora doveva averlo guardato, non con espressione implorante
ma con lo sguardo fermo che avevo imparato a
conoscere bene. Non seppe se l'aveva convinto o no finch
Bey non fece un'offerta all'ultimo minuto, agitando le
braccia freneticamente come un uomo in preda ad un'infatuazione
improvvisa.
  Seguirono anni di programmazione. Mulu, immagino,
si un a loro solo pi tardi, anche se  possibile che venisse
dalla stessa casa, svenduto dopo che le ragazze erano state
aggiudicate.

L'amore senza baci non e amore.
Una lancia senza sangue non  una lancia.

Mulu e Fikre. Si amavano in maniera assoluta, ora lo vedevo.
  Come avevo potuto non accorgermene? Era un genere
di amore tra un uomo e una donna che io, nella mia ignoranza,
non avevo neppure concepito. Un amore che non
aveva niente a che vedere con il sesso.
  Eppure, eppure... Immaginiamo che Bey avesse promesso
ai suoi schiavi la libert se lo avessero aiutato a portarmi
via il denaro. Questo non spiegava, per, le settimane in
cui avevamo fornicato senza sosta, in cui lei mi aveva svegliato
toccandomi, accarezzandomi i testicoli con le dita. Se
era Mulu che amava, perch darsi a me con tanto slancio?

 l'unico uomo che abbia mai davvero amato.

  Ma Mulu non era un uomo, giusto? Certo che no. Forse
lei aveva solo voluto sapere cos'era l'amore, o per meglio
dire il sesso, prima di imbarcarsi in una vita che ne sarebbe
stata priva. Forse aveva perfino sperato di far funzionare il
nostro mnage  trois di padrone, schiava e servitore: avrebbe
dato il corpo a uno, il cuore all'altro e avremmo vissuto
tutti sotto lo stesso tetto, finch io, con la mia goffaggine e
il rifiuto di ascoltarla, le avevo fatto capire che una tale soluzione
anticonvenzionale sarebbe stata impossibile.
  O forse - i pensieri, rincorrendosi veloci, trovarono un'altra
spiegazione che tentarono invano di rigettare - forse non
aveva voluto solo sesso.
C'era un'altra cosa che un eunuco non poteva darle.
  Ricordai le sue parole mentre osservava affascinata i testicoli
che stringeva tra le dita. Senza questi non ci sarebbe
niente.
Ecco perch mi aveva voluto con tanta voracit.
Aveva sperato in un figlio.
  Ero sempre venuto dentro di lei. Era un'altra dimostrazione
di come fossi stato cieco nei confronti del futuro. Eppure
basta leggere Darwin per ricordare che tutto ci - il
desiderio che mi aveva spinto, senza discernimento, da un
disastro all'altro - era in fin dei conti solo un'espressione
della stessa energia che riempiva di fiori le piante di caff.
Che stupido ero stato.
  Non ero semplicemente finito nella loro trappola, le ero
corso incontro, mi ci ero abbandonato tra urla di gioia. La
libidine mi aveva accecato, imprigionato, mi aveva stretto
in una catena le parti intime e con quella mi aveva trascinato
lungo una strada di teschi fino ad Harar e quella fine.
Dio non  un orologiaio.  un ruffiano.
...
56.

"Morbido": caratterizzato dall'assenza di una sensazione
gustativa predominante in un punto qualsiasi della lingua,
eccezion fatta per una leggera secchezza.

Lingle, The Coffee Cupper's Handbook.

  Arthur Brewer entra nell'ufficio della circoscrizione elettorale
stringendo una lettera in mano. A questa bisogner
rispondere, temo. Un povero difensore della legge afferma
con certezza che chiunque non lavori nel suo distretto  un
lavativo... Si ferma. Emily. State bene?
  Mmm? Lei fa per girarsi verso di lui, poi si rende conto
che le vedr gli occhi arrossati. S, certo risponde tornando
a fissare la macchina da scrivere.
  Forse potreste buttare gi qualcosa, qualche frase conciliante
ma evasiva. Le posa la lettera sulla scrivania.
Siete sicura di stare bene?
  Il sospiro tremante della donna lo lascia di stucco. Emily
si copre subito la bocca con la mano, come se le fosse appena
sfuggito un singulto od avesse fatto qualche altro faux pas
imbarazzante. Mi dispiace. Star bene tra... Ma non riesce
a continuare. Dei singhiozzi terribili la scuotono tutta.
  Mia cara mormora lui sgomento. Come per magia gli
appare in mano un fazzoletto. Lei lo prende:  morbido,
spesso e bianco, il tessuto profuma di colonia alla cannella.
Trumper, pensa lei automaticamente. La stessa di suo padre.
Affonda il viso tra le sue pieghe ampie e confortanti.
Una mano le tocca la spalla, poi scende fino a met schiena,
e le d dei colpetti per farla smettere di piangere.
  Quando si  ripresa a sufficienza per parlare, lui le sussurra:
Cosa c'?
  Lei si sente combattuta: vorrebbe dirgli tutto ma allo
stesso tempo nascondere la sua stupidit, l'eccessiva fiducia,
la sua vergognosa credulit di donna. Niente. Una delusione,
tutto qui.
  Ma siete turbata. Dovete prendervi il resto del pomeriggio.
Il viso di lui si illumina. Trovato! Andremo al cinema!
Ci siete mai stata?
Scuote il capo.
  Ecco! esclama lui. Siamo senz'altro le uniche due persone
a Londra a non esserci mai state. Vi ho fatto lavorare
troppo.
  Emily si asciuga gli occhi, abbozza un sorriso. Siamo
noi ad avervi fatto lavorare troppo.
  In ogni caso, non ci resta che rimediare. Lei cerca di
restituirgli il fazzoletto. Tenetelo.
  Mentre si avviano alla porta, e il braccio di lui le circonda
ancora le spalle in un atteggiamento protettivo, Emily si
rende conto di avere dimenticato quanto sia piacevole affidarsi
a qualcun altro.
...
57.

"Acido": sensazione gustativa primaria legata alla presenza
di componenti amare.

Lingle, The Coffee Cupper's Handbook.

  Tahomen si accovacci tra gli alberi e stette immobile. Il
fango che si era spalmato sul petto e sulle spalle riproduceva
perfettamente i disegni del sole che attraversava le cime
verdi delle piante, rendendolo quasi invisibile. Le sue dita
si erano chiuse intorno all'ascia: la testa dell'accetta era
anch'essa coperta di fango, per evitare che il sole si riflettesse
sull'acciaio, e il manico era stato dimezzato, per renderla
adatta al lancio oltre che per tagliare la legna.
  Aveva aspettato in quella posizione tre ore, non lontano
dal punto in cui Massa Crannach era stato attaccato.
Era possibile che il leopardo si fosse spaventato e avesse gi
cambiato zona, ma non ne era convinto. Gli insetti gli si
posavano sulla pelle, il fango secco sulle braccia si staccava
a scaglie e gli dava prurito. Un gongolalo, grosso millepiedi
arancione, avanz lungo un rametto, gli piomb sulla gamba,
poi rotol gi, sugli strati di foglie cadute che coprivano
il suolo della foresta, e scomparve.
  Tahomen, dopo essersi distratto un istante, alz lo
sguardo. A seicento metri di distanza un'ombra tra gli alberi
lasci intravedere un lampo bianco e rosa mentre il leopardo
sbadigliava mostrando le fauci.
  Tahomen represse l'impulso di irrigidirsi, anche se le
dita gli si contrassero involontariamente intorno all'ascia.
Avrebbe potuto giurare di non aver fatto alcun rumore, eppure
la testa del leopardo si rizz subito, con le narici
dilatate.
  Era troppo lontano per azzardare un lancio. Per lunghi
minuti aspettarono entrambi.
  Con un movimento fluido il felino si alz e avanz con
eleganza calpestando rametti e piantine. La pelliccia brillava
nella verde semioscurit della foresta come le braci di
un fuoco. Tahomen si costrinse a restare immobile. Ormai
solo tre metri li dividevano; ancora qualche passo e avrebbe
colpito.
  Il leopardo rugg piano. Da dietro emersero goffi due
cuccioli, non pi grossi di due leprotti. Quando raggiunsero
la madre, uno si butt subito sotto di lei per cominciare
a succhiare il latte, mentre l'altro, pi coraggioso, fece un
balzo per afferrare una farfalla blu di passaggio, colpendola
con le grosse zampe.
Ecco perch l'animale aveva aggredito Massa Crannach.
  Tahomen l'aveva sospettato, ma ora ne era sicuro. Aveva
protetto i piccoli, non vendicato il compagno.
  Il felino ora si era coricato sul fianco, e scacci il figlio
che voleva succhiare il latte. Il cucciolo si gir a guardare il
fratello, imitando i suoi movimenti e saltando verso la farfalla
a fauci spalancate. Ebbe fortuna, ma parve lui stesso
molto sorpreso di trovarsi una farfalla tra i denti. Per un attimo
sembr che avesse la lingua blu, poi spalanc le fauci
e la farfalla vol via con ali malferme.
  Tahomen si trov a pensare a Kiku e ai loro figli che erano
morti appena nati. Si chiese in quale parte della foresta
fossero finiti.
  La madre emise un altro richiamo e i tre leopardi avanzarono
nella foresta. Passarono a pochi passi da Tahomen, la
madre troppo concentrata sui piccoli per accorgersi di lui.
Se devo colpire, si disse, devo farlo adesso!
  Quando furono passati, si alz. Era ancora indolenzito
dopo essere rimasto acquattato tanto a lungo: un altro segno,
pens con amarezza, del fatto che non era pi giovane
come un tempo. Quella era forse la sua ultima opportunit
per ammazzare un leopardo.
  Avviandosi verso il villaggio si slacci la collana di pelle
dalla quale pendevano i testicoli e gli occhi di Massa Crannach
e la gett nella foresta. Non aveva pi bisogno del loro
ju-ju.
  Giunto nei pressi del villaggio ud uno strano suono. Veniva
da un boschetto di rovi. Con cautela Tahomen separ
i rami con il manico dell'ascia e diede un'occhiata.
Massa Wallis era sdraiato tra i rami spinosi e contorti.
  Aveva gli abiti strappati e luridi, i capelli pieni di erbacce e
sembrava che piangesse.
  Tahomen si apr un varco con l'ascia e tir fuori Massa
Wallis. Apparve chiaro, per, che essere finito in un roveto
non era il suo problema pi grave. Aveva lo sguardo vacuo,
e gemeva borbottando sottovoce.
  Tahomen si infil l'ascia nella cintura, sollev di peso
l'uomo bianco e lo aiut a tornare al villaggio.
...
58.

"Delicato": caratterizzato da una sensazione leggera,
vagamente dolce, sulla lingua al primo sorso della bevanda.

Lingle, The Coffee Cupper's Handbook.

  Arthur va all'appuntamento con Samuel Pinker nel circolo
di quest'ultimo. Discutono su temi che stanno a cuore a entrambi
- la nascita del Partito indipendente del lavoro: cosa
avrebbe significato per i due partiti tradizionali? Poi c'
la guerra in Africa del Sud che occupa le prime pagine dei
giornali: che influenza avr sull'impero?
  Pinker si interessa sempre pi a questioni di levatura
mondiale. I fratelli Lever, con il loro sapone Sunlight, hanno
dimostrato che  possibile vendere all'estero un prodotto
fabbricato in Inghilterra. Anzi,  addirittura fatto
all'estero, grazie alle fabbriche satellite in Canada e in Brasile!
Perch Castle non dovrebbe fare lo stesso? Dopotutto,
olandesi e francesi bevono ancora pi caff degli inglesi, e
si d il caso che con il marchio Castle Pinker abbia ideato
un'immagine universale.  da un po' che studia la strategia
dei Lever: hanno aperto una fabbrica qui, uno stabilimento
di lavorazione l, dividendo le spese quando era possibile
ma sempre mantenendo il controllo.  l'esempio da seguire,
ne  certo. Proprio come le nazioni stanno stabilendo
complicate alleanze in politica estera, cos le societ dietro
quelle nazioni devono unirsi in modo analogo.
C' una difficolt, naturalmente: una difficolt politica.
  Alcuni giornali affermano che tali alleanze tra aziende
non sono vantaggiose per il cliente, perch non sono dissimili
dai cartelli. Sono sciocchezze, naturalmente: c' una
differenza abissale tra due societ che si accordano per non
competere in modo troppo aggressivo su certi mercati e la
situazione di monopolio nel settore del caff, in cui pochi
personaggi influenti, governi e latifondisti si sono uniti per
negare a quelle stesse societ l'accesso alla materia prima. 
sicuro che il libero scambio l'avr vinta, ma la questione va
impostata nel modo migliore e fatta giungere alle orecchie
giuste nel governo. Cos lui e Arthur Brewer hanno molto
di cui parlare.
  Quando hanno concluso, restano a fumare un sigaro
mentre finiscono di bere. Ma Pinker capisce che qualcos'altro
turba il giovane.
Signor Pinker esordisce Arthur.
Samuel, vi prego.
Samuel. C' qualcosa che desidero chiedervi.
Pinker lo invita a proseguire con un gesto della mano.
Si tratta di Emily dice Arthur con un sorriso cauto.
Pinker socchiude gli occhi ma non dice niente.
  Con lei non ho parlato, e naturalmente non lo farei mai
senza il vostro permesso. Trovo per che abbiamo molti interessi
in comune, e la sua compagnia  deliziosa. Fa onore
al modo in cui l'avete cresciuta, se posso dirlo.
Pinker leva le sopracciglia.
  Mi stavo chiedendo se mi autorizzate a conoscerla meglio
spiega Arthur.
  Autorizzarvi? ripete Pinker, spuntando fumo di sigaro
come un drago furibondo. Autorizzarvi? Volete il mio permesso
per corteggiare mia figlia?
Arthur annuisce, senza lasciarsi intimorire. Esatto.
  All'improvviso Pinker sorride. Mio caro amico, speravo
che lo faceste gi.
...
59.

  Finalmente erano giunte le piogge, un terribile diluvio di
acqua grigia che si riversava dal cielo come da una cascata
gigante.
  Nel frattempo gli abitanti del villaggio dibattevano su
cosa fare di Massa Wallis. I Tamil non partecipavano alla
discussione: ora che la fattoria non aveva pi un capo e che
la certezza di essere pagati era sfumata, si dileguarono nella
giungla, da soli o in coppia, per cercare altre piantagioni
in cui lavorare.
  Gli edifici della piantagione si riempirono di acqua piovana,
cos gli indigeni li abbatterono e usarono il legno per
costruire capanne circolari con tetti di paglia che, come sapevano,
erano impermeabili. La pioggia ammorbid il terreno,
cos strapparono alcune piante di caff malate e piantarono
al loro posto igname e mais. Dopotutto, nella giungla
c'era gi caff a sufficienza, e non ci si riempiva la pancia
di solo caff.
  Sembrava, per, che un uomo volesse provarci. Massa
Wallis, nella capanna di Kiku, si alimentava solo di caff e
khat, dormiva a sprazzi, piangeva e a volte sbatteva la testa
per terra in un accesso di follia.
  L'incantesimo sta svanendo poco per volta disse Kiku
agli altri, e non possiamo fare niente per accelerare le cose.
Quindi pu anche masticare khat, se questo lo aiuta ad
alleviare il dolore.
  Solo una volta Massa Wallis si dest dal torpore: all'arrivo
di un mercante, l'agente di una delle nuove societ che si
avventuravano nella giungla per comprare e vendere merce.
Era accompagnato da due muli, ciascuno dei quali trasportava
sulla schiena una cassa di legno voluminosa. Il venditore,
un somalo, vestiva come un bianco, cosa del tutto inaudita
per gli abitanti del villaggio.
  Sono venuto a consegnare la merce ordinata dal signor
Wallis comunic a un Tahomen allibito. Dov'?
  Tahomen rimase ancora pi stupito quando vide Massa
Wallis emergere dalla capanna di Kiku con gli occhi lucidi.
I miei fucili url. Sono arrivati i fucili.
  Le casse furono scaricate dai muli, e Jimo si diede da fare
per aprire il coperchio facendo leva con la lama di un'ascia.
C'era un breve messaggio che Wallis apr e lesse.

Wallis,
vi mando dodici Remington, ultimo modello, come da vostra
richiesta. Se pensate di poterne vendere ancora, mandate altri
soldi.
Saluti, Hammond.

  Venderne ancora? borbott Wallis. Certo che posso
venderne ancora. Allora, apri quella cassa, Jimo?
Finalmente!
  Fece un passo avanti ed estrasse un involto pesante
dall'imballaggio. Tolse veloce la tela cerata che lo
avvolgeva.
  Era un congegno che gli indigeni non avevano mai visto:
aveva quattro file di bottoni fissati a delle leve, sormontati
da un semicerchio di denti che sembravano una mandibola
sorridente. Per un attimo Wallis rimase impietrito. Poi pos
l'apparecchio e cominci a ridere. Si abbandon a quella
risata chioccia per lunghi minuti, piegato in due, come in
preda al dolore, con le lacrime agli occhi. Gli abitanti del
villaggio spostarono lo sguardo dall'uno all'altro, sorridendo
educatamente, senza capire bene la natura dello scherzo
ma pronti a unirsi al divertimento.
  Hammond, maledetto stupido annasp Wallis. Guardando
Tahomen disse una sequela di parole che il capo villaggio
non cap. Mi ha mandato una dozzina di stramaledette
macchine da scrivere.
  Dopo l'arrivo delle casse l'uomo bianco si ritir ancora
una volta nella capanna di Kiku. Era come se fosse stato
colpito da un nuovo incantesimo mortale: si gir verso
il muro.
Morir? chiese Tahomen a sua moglie.
  Forse, se vuole. Non  stato uno stregone a fargli l'incantesimo:
Massa Wallis si  maledetto da solo, e solo lui
pu decidere di liberarsi dal sortilegio.
  Ogni mattina gli preparava il caff, denso e scuro, mormorando
la vecchia preghiera mentre lo macinava:

Il caff ci d la pace
Il caff fa crescere i nostri figli
Proteggici dal male
Dacci pioggia ed erba.

  Ma Massa Wallis non toccava il caff e non faceva che masticare
khat.
  Chieder alla foresta cosa fare, decise Kiku. And nella
giungla e rimase immobile ad ascoltare gli innumerevoli
sussurri dell'ayyanaa. La terra che era stata disboscata per
la coltivazione del caff si era gi riempita di erbacce; presto
sarebbero tornati anche gli alberi, e alla fine la foresta
avrebbe ricoperto la vasta distesa brulla, come la pelle ricresce
per guarire una ferita cicatrizzandola.
Anche quella volta la foresta non le diede risposte dirette.
  Le rasseren invece la mente finch la risposta non le fu
chiara, e Kiku cap di avercela avuta davanti sin da prima.
...
60.

"Medicinale": sapore secondario del caff caratterizzato da
una sensazione "aspra".

Lingle, The Coffee Cupper's Handbook.

  Trasportarono il padrone nella capanna riservata ai malati
e lo posarono per terra. La capanna conteneva una cavit
per il fuoco ma non era provvista di apertura nel tetto per
il fumo. Kiku aveva riempito la buca di foglie e corteccia
della pianta di iboga. C'era anche del caff, perch rende
pi efficace l'iboga, e una pasta fatta con le radici sbriciolate
di quest'ultimo.
  Quando il fumo acre dell'arbusto riemp la capanna,
Kiku tagli via i vestiti del padrone e gli dipinse sul corpo i
motivi del clan dei suoi coetanei. Poi prese la ciotola di pasta
e gliene spalm un po' sulle labbra e sulle gengive, e infine
ripet l'operazione su di s.
Cosa stai facendo? mormor lui.
  Dove stiamo per andare, andremo insieme gli disse in
galla. Poi gli si sedette accanto ad aspettare, posandogli lievemente
la mano sul polso perch gli spiriti zar non venissero
a portarselo via lasciandola l.
  Il tempo nel sogno non era quasi mai quello della realt
esterna, ma ugualmente a Kiku sembr di dovere aspettare
molto prima di sentire gli spiriti picchiare sul tetto della
capanna al loro arrivo. Massa Wallis si irrigid e si sollev
a qualche centimetro da terra quando gli zar cercarono di
caricarselo in spalla, ma Kiku lo tenne stretto finch le entit
non si degnarono di notarla.
Chi sei? le chiese uno degli spiriti in tono minaccioso.
  Sono la sua guida, devo assicurarmi che non gli succeda
niente.
Perch? Non ti appartiene.
 nostro ospite, devo prendermi cura di lui.
Riusciva a sentire gli zar che confabulavano tra loro.
  Non siamo i tuoi zar dissero infine. Siamo venuti da
lontano per prendere quest'uomo. Tu non c'entri.
  Non siete i nostri zar, ma questa  la nostra capanna e
lui  sotto la protezione della nostra ospitalit. Gli sono stati
dipinti sul corpo i nostri simboli.
  Ci aspetta un lungo viaggio, e non potrai tornare
indietro.
Verr lo stesso rispose Kiku.
  Salirono in cielo, sopra la valle, e per la prima volta Kiku
riusc a vedere dall'alto i cambiamenti portati dall'uomo
bianco; non solo quelli fisici, come l'abbattimento della foresta,
ma anche quelli all'interno della rete complessa di legami
di sangue e tribali resi visibili dalla pasta di iboga e
che erano stati decimati ancora pi degli alberi. La foresta
sarebbe guarita, ma Kiku non era certa che la struttura sociale
della trib fosse altrettanto solida.
  Volarono, sempre pi lontano, sopra Harar e il deserto,
sopra il grande mare e le montagne coperte di neve. Giunsero
in un luogo che era strano perfino secondo i parametri
dei viaggi con l'iboga, un posto pieno di scatole di pietra
grigia e molte linee dritte, e Kiku cap che si trattava del
villaggio dell'uomo bianco.
  Gli zar cercarono di separarli, ma con uno sforzo di volont
Kiku tenne stretto Massa Wallis, caricandoselo sulle
spalle quando toccarono terra in modo da poter vedere ci
che accadeva con gli occhi di lui.
  Una donna di mezza et si trova davanti a un tavolo. Ha
dinanzi a s una pila di opuscoli, li piega e li dispone ordinatamente
uno sull'altro. Proprio quando sembra che i volantini
stiano per cadere, un'altra donna, pi giovane, viene
a prenderli e li trasferisce su un'altra scrivania dove li infila
nelle buste.  evidente che stanno lavorando in questo
modo da un po'.
  Entrambe sono avvolte da un alone multicolore -  l'effetto
dell'iboga - ma si capisce che la pi giovane ha bei lineamenti.
Dal modo in cui Massa Wallis sobbalza vedendola,
Kiku capisce che questa donna  importante per lui.
Si avvicinano quindi alla seconda scrivania e osservano la
donna mentre infila gli opuscoli nelle buste.
  Lei non pu vederli, ma le sue narici delicate si aprono;
si gira verso di loro con un'espressione stupita. Per un attimo
sembra annusare l'aria.
Mary dice.
L'altra donna solleva lo sguardo.
Sentite odore di caff?
  No, solo di inchiostro. E mi sono tagliata tre volte con
questi dannati volantini. Ci fermiamo per bere un t?
  S, dovreste proprio fare una pausa esclama un uomo
che sta entrando. Sar la nostra prima legge: nessuno dovr
piegare volantini elettorali per pi di due ore senza fare
una pausa.
  In questo caso dovremmo continuare, perch abbiamo
cominciato solo quaranta minuti fa ribatte seccamente la
donna pi giovane. Per sorride al nuovo arrivato.
  Metto l'acqua sul fuoco dice Mary. Mentre passa davanti
alla ragazza mormora: Ci vorr un po', questo bollitore
ce ne impiega di tempo!
  Quando se n' andata scende il silenzio. Kiku non capisce
la lingua dei bianchi, ma con il silenzio  ben diverso.
In galla esistono molti tipi di silenzio, dalla pausa imbarazzata
alla quiete serena, e lei vede immediatamente che questo
particolare silenzio  quello carico di aspettativa del
corteggiamento.
  C' una riunione stasera dice l'uomo. Temo di doverci
proprio andare, ma mi stavo chiedendo, se non siete
troppo stanca, se vi andrebbe di essere mia ospite e di
accompagnarmi.
Qual  l'argomento?
  L'autonomia dell'Irlanda. Allarga le braccia. Dobbiamo
trovare un modo per far approvare un progetto di legge
ai Lord. Ora come ora, i proprietari terrieri hanno fatto
sapere che bloccheranno qualunque tentativo di risolvere la
questione irlandese.
Ne sarei felice, Arthur.
Davvero? Non vi annoierete?
  Sar appassionante gli assicura. Ci sar anche sir
Henry?
Lui annuisce. Sar l'oratore principale.
  Non vedo l'ora. Dicono che sia un oratore formidabile,
e sar comunque un piacere accompagnarvi.
  Sulla schiena di Kiku, Massa Wallis emette un singhiozzo
straziante.
  Massa Wallis stava cominciando a pesare, e i contorni delle
persone nella stanza erano sempre pi variopinti. Era tempo
di andarsene. Kiku sent gli zar che le infilavano mani
forti sotto le braccia per staccarla da terra. Ma erano andati
troppo lontano ed erano rimasti troppo tempo: Massa Wallis
era pesantissimo, e Kiku si sentiva cos stanca che gli zar
non riuscivano a sollevarli. Per un attimo temette di non poter
pi andare via. In alcuni casi accadeva, lei lo sapeva:
persone che cadevano nella trance indotta dall'iboga e per un
motivo o per un altro non tornavano, condannando il proprio
spirito a vagare sulla terra per l'eternit, invisibile e senza
una casa. Con grande sforzo spicc un salto. Sent gli zar
che la strattonavano, e ripresero a sorvolare il nido brulicante
di termiti che era il villaggio dell'uomo bianco, prima lentamente,
poi sempre pi veloci quando giunsero sul mare.
  Di ritorno nella capanna dei malati, Massa Wallis cadde
in un sonno profondo. Kiku ripet le formule magiche
per ringraziare gli zar dell'aiuto, augurando loro buon viaggio
per il tragitto di ritorno. Poi prese un aculeo appuntito
di porcospino e lo intinse prima nella cenere di iboga nella
buca delle braci, poi lo premette sul disegno tribale che
Massa Wallis aveva sul petto. L'aculeo gli buc la pelle: la
cenere grigia, ancora leggermente tossica, avrebbe sollevato
e indurito l'epidermide, e i puntini cos ottenuti avrebbero
creato un disegno che simboleggiava l'ingresso di Robert
Wallis nel suo gruppo di coetanei.
Mentre Massa Wallis dormiva, Kiku and in cerca di Tahomen.
Ho pensato una cosa gli disse senza sbilanciarsi.
  Lui la conosceva troppo bene per credere che fosse un
semplice pensiero. Va' avanti.
  Credo che Massa Wallis dovrebbe avere Alaya come
servitrice.
  Tahomen cerc di digerire l'informazione. Perch
Alaya?
Perch  la pi graziosa delle giovani.
Vuoi che divida il letto con lui?
  Lei scosse il capo. Credo che Massa Wallis stia troppo
male per quello adesso. Ma un bel viso potrebbe giovargli.
E le dar qualcosa da fare.
  Tahomen guard lontano, cercando di decidere come
prendere quella proposta. Era un suggerimento dalle numerose
ripercussioni, pi ancora delle solite proposte di Kiku.
  Se Alaya diventa la servitrice dell'uomo bianco osserv
lui, non ci sar quando vorr andare da lei.
Allora  una fortuna che tu abbia un'altra moglie.
  La lancia di Bayanna non si trover pi fuori dalla tua
capanna?
  La lancia di Bayanna... mormor Kiku pensosa non 
sempre dritta o forte quanto vorrebbe credere lui.
  Tahomen ridacchi. Gli uomini sono cos semplici
chiese che un bel viso da solo riesce a togliere un
incantesimo?
  Lei si adombr. Stai dicendo che il mio suggerimento
 banale?
  Certo che no si affrett a replicare Tahomen. Solo
semplice, e sono due cose ben diverse.
  Mmm mormor lei, rabbonita. S, gli uomini sono
semplici. Ma anche le donne, a pensarci bene.
Perch? Cosa vogliono le donne?
  Vogliono... esit. Vogliono non sentirsi chiedere cosa
vogliono.
Oh, risparmiami i tuoi enigmi, vecchia brontol.
Lei gli diede uno spintone colpendolo a una spalla.
  Non sono vecchia ribatt. Se torni nella mia capanna,
per esempio, non sono troppo vecchia per...
S?
  Kiku scosse il capo. Diciamo solo che la foresta mi ha
fatto una promessa.
  Oh esclam lui. Lei vide che aveva capito, e che non
avrebbe rovinato tutto esprimendo a parole la speranza di
Kiku. Era una delle qualit che amava in lui, si avvide: il
fatto che, di solito, sapesse cosa non dire.
...
61.

   un corteggiamento strano, anche perch si svolge in gran
parte durante i preparativi frenetici per le elezioni. C' tutta
l'attivit febbrile di una campagna elettorale: opuscoli da
scrivere, stampare, piegare, distribuire porta a porta; riunioni
alle quali presenziare, dibattiti da organizzare; bisogna
esercitare pressioni politiche, fare il giro della circoscrizione.
 entusiasmante, ma  raro che riescano a trascorrere
pi di qualche minuto insieme; lui  il generale, lei uno
dei fanti. Arthur dimostra il suo affetto chiedendole teneramente
se non sta lavorando troppo, dicendo agli altri volontari
che deve proprio imporle una pausa, subito, con lui.
La fragilit di Emily diventa un pratico mito tra loro: il riferimento
sottinteso  alle sue lacrime, quella volta in ufficio,
e al dono di un fazzoletto profumato di colonia Trumper.
  Gli altri si rendono conto che tra loro due sta succedendo
qualcosa. La cavalleria di Arthur, il suo atteggiamento
galante ora si concentrano su di lei. Quando, a una riunione
pubblica, lui parla delle persone vulnerabili, con gli occhi
cerca quelli di lei tra il pubblico. Quando si sofferma
sul ruolo della donna, c' una signorina in particolare alla
quale regala un sorriso. Quando parla dei liberali, definendoli
il partito della famiglia, incrocia il suo sguardo e prende
un'aria solenne, strappandole un sorriso, ed  costretto
ad abbassare lo sguardo per paura che Emily faccia sorridere
anche lui.
  Lei non pensa a Robert Wallis. O se ci pensa - perch,
per quanto ci provi, non riesce sempre a comandare
la mente - di tutte le emozioni iniziali le  rimasta solo la
rabbia. In quei momenti non si sente pi la donnetta fragile
che Arthur pensa di conoscere: le viene invece voglia di
trovare quel giovane stupido, egocentrico e inetto e di mollargli
un bel pugno sul naso.
  L'elezione coincide con il ritorno di migliaia di soldati
dalla guerra contro i boeri nell'Africa del Sud. Il governo
conservatore organizza una parata militare dopo l'altra per
celebrare la vittoria. A volte  difficile distinguere l'elezione
dai festeggiamenti.
I conservatori restano al potere vincendo con largo margine.
  Pinker  furioso quando scopre che William Howell,
del caff Howell,  stato nominato cavaliere; ufficialmente
per le sue iniziative filantropiche, in realt - come tutti sanno -
per aver contribuito a finanziare il partito conservatore.
  I liberali pi anziani protestano affermando che sono
cause come il suffragio femminile a privarli del potere. Sono
necessarie, sostengono, proposte allettanti per gli elettori
piuttosto che per chi, per definizione, non ha neppure
il diritto di voto. Congedo malattia retribuito, pensioni,
sussidi di disoccupazione: questi sono temi che fanno presa
sui lavoratori.
  A Londra la Societ per il suffragio raddoppia gli sforzi
per acquisire pi influenza. Emily lavora sodo per loro come
aveva fatto per la campagna elettorale di Arthur. Ora ha
davvero l'aria fragile:  magrissima, ma gli occhi le luccicano,
e poi, pi sembra fragile e smunta, e pi Arthur pare
tenere a lei.
  Per Arthur la delusione per la sconfitta elettorale del suo
partito  mitigata dal fatto che nella sua circoscrizione la percentuale
dei suoi voti  aumentata. Adesso  un personaggio
importante per i liberali, un possibile futuro ministro.
 arrivato il momento di occuparsi delle faccende personali.
  Per fortuna ha trovato la moglie perfetta per un ministro:
lavoratrice, con le idee giuste e, grazie alle iniziative
di suo padre, ricca.  naturale adesso fare una proposta
di matrimonio.
   una proposta sottotono, intenzionalmente: nessuno
dei due ama la teatralit. La porta sulla terrazza della Camera
dei Comuni.  sera: il movimento incessante del traffico
lungo il fiume si  calmato. Arthur parla a lungo, facendole
capire bene che non  un passo che prende alla leggera,
che nessuno pi di lui rispetta l'inviolabilit dell'amore,
inteso nella sua espressione pi pura come unione tra due
persone per la vita.
  Per concludere dice vorrei il vostro permesso per parlare
con vostro padre e chiedergli la vostra mano.
  Oh, Arthur risponde lei. La proposta non  del tutto
inaspettata: nel corso delle ultime settimane lui le ha dimostrato
un certo interesse. La risposta  s, certo che s.
  Certo che s. Come potrebbe essere altrimenti?  quello
che ha sempre voluto. Dopotutto  una persona razionale:
rinunciare ora a tutto quello che ha sempre desiderato sarebbe
estremamente irrazionale.
  Se, nel corso dei giorni e delle settimane seguenti, ha dei
dubbi - e li ha davvero - anche quelli sono naturali.  un
passo importante, un cambiamento di vita per entrambi. E
se, quando lui parla di matrimonio, a volte le pare che si riferisca
a qualcosa di diverso, pi astratto e forse pi nobile
di ci a cui pensa lei, anche questo  prevedibile. Arthur
 un idealista:  uno degli aspetti che ammira di pi in lui.
  Non sar l'amore a sostenere il loro matrimonio: piuttosto,
sar il matrimonio a sostenere l'amore. Emily ne  fermamente
convinta; tuttavia non pu evitare di chiedersi
cosa succeder se ci non dovesse avvenire.
Pinker si accorge di essersi sbagliato a fidarsi dei politici.
Se c' da agire, meglio ricorrere al mondo degli affari.
  Le vendite di caff Castle vanno bene come non mai e
le casseforti sono piene.  vero, Howell ha copiato la sua
strategia e lanciato il proprio caff confezionato, battezzato
Planter's Premium, ma Pinker  tranquillo perch  gi
un passo avanti. Si sta diversificando con altri tipi di confezioni:
duecento grammi, cento grammi, ha perfino ideato
un contenitore nuovo, di latta, sottovuoto, che permette
di conservare il caff macinato per settimane intere. I suoi
esperti londinesi di pubblicit di J. Walter Thompson lo
chiamano il "caff eterno". Stanno sfornando una dozzina
di annunci a settimana, tutti incentrati sull'idea che il caff
Castle sia un ingrediente essenziale per un matrimonio felice.
(Quando gli preparate quel Castle speciale, lo fate sentire
davvero a casa).
  Trascorre molte ore in ufficio, a programmare, tramare
e riflettere.
...
62.

Nel complesso, decide Kiku, le cose stavano funzionando.
  Alaya era contenta di occuparsi di una persona importante
e distinta come Massa Wallis. Massa Wallis, ancorch molto
taciturno, aveva ripreso a mangiare e lavorava ogni giorno
nella foresta raccogliendo caff. Lei e Tahomen trascorrevano
insieme diverse notti a settimana. Non sempre facevano
l'amore, perch, anche se era ancora abbastanza giovane
per avere un figlio, era certo troppo vecchia per strapazzarsi
in quel modo, ma parlavano del pi e del meno, si
scambiavano i pettegolezzi del villaggio e dormivano rannicchiati
l'uno contro la forma familiare del corpo dell'altro.
Anche se era troppo presto per sapere se avrebbe avuto
un figlio, e a maggior ragione se questi sarebbe rimasto o
sarebbe stato loro portato via, i sussurri della foresta la
rassicuravano.
  Ma la questione di Massa Wallis non era ancora risolta,
e alla fine Kiku giudic che fosse arrivato il momento
di prendere una decisione. Aspett che si riunisse il consiglio
per discutere diverse questioni importanti per il villaggio
e alz il suo siqquee per indicare che aveva qualcosa
da dire.
Figli di donna, figlie di donna esord.
Tahomen le fece un cenno. Parla, ti ascoltiamo.
  Ricorderete disse che all'arrivo degli uomini bianchi
il saafu  stato infranto. La foresta era scontenta; ma la foresta
ha saputo aspettare. Adesso i campi che erano stati disboscati
sono di nuovo pieni di erbe e cespugli, hanno ripreso
a crescervi gli alberi.
  Non pensate, per, che tutto torni a essere come prima.
Abbiamo gi saputo di altri coltivatori bianchi che occupano
altre valli. Anche i mercanti vengono qui, con le loro
casse di prodotti da vendere, e in cerca di oggetti da comprare
o scambiare.
  La foresta pu ricrescere, ma non si pu difendere dal
prossimo uomo bianco che verr con l'intenzione di raderla
al suolo per piantare semi in file ordinate. Possiamo dirgli
che le sue piante moriranno, che i facoceri mangeranno
i semi e il sole brucer i loro germogli, ma l'uomo bianco
non ci ascolter, perch  quella la sua natura.
  Cosa suggerisci? chiese qualcuno. O sei come il cane
che abbaia solo quando la iena se n' gi andata?
  Kiku scosse il capo. Sono come il ragno che dice: una
ragnatela si spezza facilmente, ma mille ragnatele riescono a
imprigionare un leone. Ecco cosa suggerisco. L'uomo bianco
ci ha dato dei soldi, denaro per il nostro lavoro. Invece
di usare quel denaro, dobbiamo restituirglielo.
  Segu un lungo silenzio, durante il quale gli indigeni si
misero a riflettere su quella strana proposta.
  Massa Wallis non pu restare qui spieg. Finch non
se ne va, non ci sar pi saafu. Per tornare nella sua valle gli
servono soldi, molti soldi. Se gli restituiamo il denaro che
abbiamo guadagnato, ne avr abbastanza.
  Ma cos non avremo soldi per comprare vestiti, o cibo
per i nostri figli. Tutto il lavoro che abbiamo fatto per l'uomo
bianco andr sprecato obiett uno dei presenti.
  S, ma quando se ne sar andato potremo continuare a
raccogliere le ciliegie di caff nella foresta e portarle ad Harar
per venderle. Varranno molto pi di prima, perch i bianchi
ci hanno mostrato come eliminare la polpa e seccare i
chicchi al sole. Allora potremo dividerci i guadagni. E soprattutto
nessun altro uomo bianco potr venire qui a dirci:
"Adesso questa terra  mia". Non andr cos: dovranno
trovare Massa Wallis e comprare la terra da lui, ma lui sar
molto lontano da qui.
Ma la foresta appartiene gi a noi ribatt qualcuno.
  Dovrebbe, ma non  cos. Non possiamo farci niente
adesso. Ecco cosa intendo quando dico che le cose sono
cambiate.
  E perch dovremmo aiutare quest'uomo? chiese qualcun
altro. Perch merita la nostra generosit?
  Dovremmo aiutare quest'uomo rispose Kiku perch
 un uomo, figlio di donna, proprio come noi siamo figli e
figlie di donne.
Il silenzio si protrasse. Poi Tahomen si schiar la gola.
Grazie, Kiku disse. Ci hai dato molto da pensare.
  Discussero per giorni e giorni. Era cos che facevano: il
chiacchiericcio apparentemente sterile era invece un lento
percorso che permetteva di raggiungere il consenso analizzando
una questione da molti punti di vista, sulla base dei
proverbi che costituivano la saggezza ricevuta, finch non si
trovavano tutti d'accordo. Era un processo decisionale molto
diverso da quello dell'uomo bianco, che in tutte le situazioni
considerava la rapidit come l'elemento pi importante,
a discapito dell'unanimit, e permetteva quindi di
imporsi a chi non era d'accordo in nome della disciplina.
Gli indigeni non avevano disciplina, ma avevano qualcosa
di pi forte: il bisogno di saafu.
...
63.

"Caramellato": questo meraviglioso profumo evoca il caramello,
il caff, l'ananas grigliato e le fragole, il che non sorprende
poich tutte e quattro queste sostanze contengono
furanone. Questo sentore  un esaltatore del gusto molto
efficace ed una componente importante dell'aroma del caff.

Lenoir, Le Nez du Caf.

  Sono seduto nella mia capanna al calare della sera.  il momento
migliore della giornata, quello in cui il dolore per l'assenza
di Fikre  attenuato dalla prospettiva della notte imminente.
Sotto di me, nella valle, le nubi si ammassano gonfiandosi.
Gli uccelli tropicali attraversano all'improvviso la volta
della foresta, lampi colorati sullo sfondo buio. Sono colpito
dalla loro eleganza: uno con un lungo nastro arancione a mo'
di coda saltella e si aggira tra i rampicanti; un altro, di un azzurro
iridescente, salta su una zampa, poi sull'altra, impaziente;
un terzo gonfia le piume rosse del petto dandosi delle arie
mentre cinguetta: sono identici a tre dandy a un caff.
Vedo Tahomen che risale lentamente la collina per venire
da me. Esibisce i simboli del potere: la mia vecchia giacca
di alpaca indossata sopra un pezzo di tela annodata sui fianchi.
Dietro di lui c' Kiku. La guaritrice si  tinta i capelli di
rosso e al collo porta una collana di perle di ebano. Dietro
di lei arriva Alaya, seguita da una lunga fila di indigeni. Ma
non hanno nulla della loro abituale frivolezza: la processione
avanza in uno strano silenzio vigile.
Tahomen mi si ferma davanti.
  Massa va casa dichiara. Solennemente posa due monete,
due talleri, per terra ai miei piedi. Poi si sposta e si accovaccia
per guardare.
  Kiku dice qualcosa in galla. Anche lei depone due monete
ai miei piedi.
  Alaya mi sorride e mi d un tallero. La persona dietro di
lei fa lo stesso, quella ancora dietro... Chi non ha soldi mi
regala uno specchio, o una collanina di vetro, o qualche altro
ninnolo ricevuto da me o da Hector. Un vecchio si fruga
nello straccio che gli copre i fianchi e tira fuori un sigaro
mezzo fumato, che aggiunge alla pila. Chi non ha niente
posa una o due manciate di chicchi di caff.
  Un estraneo potrebbe pensare che mi stanno onorando:
sono l seduto sulla mia sedia da campo come un re sul
trono, e loro mi sfilano davanti rendendomi omaggio.
Sono io invece a sentirmi umiliato, a chinare il capo davanti a
ciascuno, con le mani giunte, le lacrime agli occhi, e ripeto
senza stancarmi: Galatoomi, galatoomi.
Grazie.
  Il giorno dopo io, Jimo e Kuma carichiamo i miei pochi
averi su un mulo. Prendo con me solo quello che posso
vendere ad Harar, il resto lo lascio agli indigeni. Ancora
oggi, forse, da qualche parte tra le montagne dell'Africa c'
un villaggio che ha in dotazione un apparecchio a gas, ricaricabile,
per fabbricare soda; un sedile di legno per la latrina;
una copia del Yellow Book dell'aprile 1897; una tazzina
Wedgwood sbeccata; dodici macchine da scrivere Remington
e vari altri simboli di civilt.
  L'ultima cosa che mi cpita in mano  un cofanetto robusto
di mogano contenente diverse boccette di aromi e un
opuscolo intitolato Il Metodo Wallis-Pinker per la descrizione
e classificazione dei vari aromi del caff. Con appunti,
tabelle di degustazione ed illustrazioni, Londra, 1897.  troppo
pesante per essere caricato sul mulo, e non mi sarebbe
di nessuna utilit, ma sono comunque contento che i campioni
e il libriccino contraddicano le ipotesi di Hector,
essendo sopravvissuti indenni al caldo terribile dei tropici.
...
Parte quarta: Latte.

64.

"Retrogusto": i sentori prodotti dai vapori di caff, che ricordano
il carbone, il cioccolato, le spezie o la trementina,
trasmessi dai residui rimasti in bocca.

Lingle, The Coffee Cupper's Handbook.

  Dicono che il prezzo del caff presto sar il doppio di quello
dello scorso anno. Arthur Brewer distolse lo sguardo dal
giornale per fissare sua moglie. A quanto pare a New York
gli investitori che avevano speculato su un crollo dei prezzi
si stanno buttando gi dai grattacieli piuttosto che pagare
i debiti.
  Ne parli come se il suicidio fosse una misura per fare
economie ribatt Emily brusca, spingendo le uova su
un lato del piatto e posando forchetta e coltello. Probabilmente
quei poveretti pensavano di non avere scelta.
  Arthur si accigli. Non era nelle sue intenzioni discutere
con lei le notizie del giorno, ma solo riempire il silenzio
al tavolo della colazione con un'osservazione casuale. Lo
faceva soprattutto per mostrare che la lettura del giornale
non lo portava necessariamente a ignorare la moglie; anzi,
ora che ci pensava era quasi come se leggesse per entrambi,
selezionando le informazioni che potevano essere adatte a
lei. Lo sguardo di muto rimprovero che gli lanciava Emily
ogni mattina quando lui apriva il Times mentre mangiavano,
uno sguardo ormai diventato abituale, era del tutto ingiustificato.
E il modo in cui tossiva apposta quando lui si
accendeva la pipa...
  Torn a scorrere il giornale, cercando un pretesto per
cambiare discorso. Vedo che c' una proposta per trasferire
le spoglie di Oscar Wilde al cimitero di Pre Lachaise.
Parlano perfino di costruire una sorta di monumento
commemorativo.
  Pover'uomo.  una disgrazia che sia stato mandato in
prigione, quando il suo unico crimine...
  Tesoro la interruppe con tatto Arthur, pas devant les
domestiques. Indic con un cenno la cameriera pi giovane,
Annie, che stava sparecchiando il buffet.
  Gli parve che Emily sospirasse, ma non ribatt. Lui sorseggi
il t e volt pagina.
  Suon il campanello, e la cameriera and ad aprire. Entrambi,
senza darlo a vedere, tesero l'orecchio per capire
chi fosse.
  Il dottor Mayhews  in salotto annunci Annie. Arthur
si alz subito, tamponandosi le labbra con un tovagliolo.
  Gli spiegher dapprima io la situazione disse. Non aggiunse
"da uomo a uomo", ma era chiaramente ci che intendeva
dire. Tu, mia cara, aspetta qui e ti mander Annie
quando il dottore sar pronto per vederti.
  Emily aspett. Di tanto in tanto il suono cavernoso delle
voci maschili le giungeva dal salotto, ma erano troppo indistinte
per riuscire ad afferrare le parole. E poi, non importava.
Sapeva bene cosa stava dicendo Arthur.
  Si vers altro caff. Le tazzine di Wedgwood erano un
regalo di nozze di suo padre. Il caff non era di Pinker, per.
Dopo tutte le campagne pubblicitarie destinate al ceto
medio, il Castle non era pi reputato all'altezza di famiglie
come la loro. Il caff che lui comprava - o meglio, che
la sua governante acquistava per lui - era appena migliore,
un brasiliano da poco camuffato da miscela di Giava; ma
Emily doveva scegliere bene le battaglie da combattere, e la
questione dell'onest della governante per il momento non
aveva la priorit.
  Siamo sposati da quasi due anni spieg Arthur. E lei
... Si ferm.  un po' complicata per me.
  Il dottor Mayhews, un uomo ossuto sulla cinquantina,
lo incoraggi. Potete stare certo che tutto quello che mi direte
l'avr gi sentito parecchie volte.
  S, certamente. Tuttavia Arthur era ancora reticente.
Dopo il matrimonio mia moglie  cambiata. Durante il
viaggio di nozze era meravigliosa, ma da allora  diventata
sempre pi caparbia. Petulante, perfino, a voler essere precisi.
Si angoscia per un nonnulla. Si ribella ai limiti della
vita coniugale: questo forse  normale,  un grosso cambiamento
rispetto alla libert di cui godeva prima. Suo padre
l'ha viziata, secondo me. Lei  sempre stata vivace, questo
non mi crea problemi. Ma il suo umore attuale... Resta in
silenzio un'ora, poi si mette a chiacchierare tanto che non si
riesce a intervenire. E non si tratta solo di discorsi da donne:
parla di idee radicali, di politica, con lo stesso fanatismo
di un sanculotto. Talvolta dice cose quasi insensate. Arthur
si ferm, rendendosi conto che stava forse facendo confusione
tra l'anamnesi della moglie ed il proprio risentimento.
Ma il dottor Mayhews annuiva con aria grave.
C' incompatibilit coniugale? gli chiese con tatto.
  S, certo. Oh rispose Arthur, capendo a un tratto dove
voleva andare a parare la domanda del dottor Mayhews.
Arross. Non durante il viaggio di nozze, ma dopo s.
Un eccesso di desiderio?
A volte s.
E in quei momenti  licenziosa?
  Insomma, dottore,  di mia moglie che stiamo
parlando.
Certo, ma devo conoscere tutti i fatti.
Arthur annu riluttante. A volte s. Terribilmente.
  Ed  pi calma dopo l'amplesso? Mentalmente,
intendo.
S, di solito s. Anche se talvolta  proprio in quei momenti
che le cose si complicano. Si schiar la voce. C'
un altro particolare. Quando ci siamo sposati, mia moglie
non era pura.
Il dottore aggrott le sopracciglia. Ne siete certo?
  S. La cosa mi ha lasciato allibito. Mi chiedevo se questo
potesse essere una causa della sua condizione attuale.
Forse subisce gli effetti di esperienze passate sgradevoli.
 una possibilit. Soffre di nevrastenia o di spossatezza?
Immagino di s, a volte.
  Avete mai pensato all'isteria? chiese il dottore a bassa
voce.
  Non l'ho mai sentita strillare come un'ossessa, non 
mai svenuta in presenza di altre persone n si  messa a correre
per la strada in camicia da notte, se  quello che
intendete.
  Il dottor Mayhews scosse il capo. La parola "isteria" 
una diagnosi, non la descrizione di un tipo di comportamento.
Si riferisce ai malesseri che provengono dalle zone
intime femminili, e che sono definiti appunto con il termine
derivato dalla parola greca hystra, utero. Esistono diversi
gradi di isteria, proprio come vi sono diversi livelli di gravit
per l'influenza, la lebbra e qualunque altra malattia.
Pensate che si tratti di isteria, in questo caso?
  Stando alla vostra descrizione, ne sono quasi sicuro.
Beve molto caff?
  Arthur fiss il medico. S. Suo padre  un mercante di
caff. Lei ne ha sempre fatto largo uso.
  Il dottor Mayhews scosse di nuovo il capo. Le donne
sono molto diverse dagli uomini dichiar. L'energia riproduttiva
 cos forte da diffondersi in ogni parte del corpo.
Quando  disturbata, come, a quanto pare, accade spesso
- anche a causa di un semplice consumo eccessivo di caff -
pu scombussolare tutto, perfino i recessi pi oscuri
della mente. Conoscete gli studi del dottor Freud?
Ho sentito parlare di lui.
  Ha dimostrato che questi disturbi sono generalmente
di origine istero-nevrastenica. Una volta che la zona pelvica
comincia ad essere congestionata... Avete notato qualche
gonfiore insolito? O umidit nella zona addominale?
  Arthur annu abbattuto. Pensavo che fosse semplicemente
una sua caratteristica fisica. Un segno della sua natura
appassionata.
  Passione ed isteria sono cugine molto strette dichiar il
medico con aria misteriosa.
Si pu curare?
  Oh, s. O meglio, si pu trattare. E con il tempo i sintomi
possono diventare meno acuti. Di solito le donne vanno
meno soggette a questi problemi dopo avere avuto un figlio,
perch il corpo espleta cos la sua funzione naturale.
Cosa bisogna fare, allora?
  Visiter vostra moglie, ma sono abbastanza sicuro che
la si debba indirizzare a uno specialista. Non preoccupatevi,
signor Brewer. Esistono molti bravi medici specializzati
in questo tipo di malattia.
  Tre giorni dopo l'automobile condusse Emily ad Harley
Street per l'appuntamento con lo specialista. Era un quartiere
agiato, e gli ambulatori erano ben pi lussuosi dei vecchi
studi medici nelle viuzze intorno a Savile Row. Una fila
di veicoli attendeva lungo il marciapiede, e la strada era affollata
di persone che entravano e uscivano dai portoni imponenti.
Quasi tutte, not, erano donne.
Aspettate qui ingiunse a Billit, l'autista.
Lui annu e abbass il predellino per farla scendere.
Benissimo, signora.
Il numero 27 aveva l'entrata pi larga e pi lussuosa.
  Emily entr e diede il suo nome a un portiere in livrea. Si
accomodi, prego le disse indicandole una fila di sedie. Il
dottor Richards sar da voi tra poco.
  Lei si sedette ed aspett, chiudendo gli occhi. Dio,
com'era stanca. Era esausta a forza di litigare continuamente
con Arthur. Non erano veri e propri litigi, non era quella
la parola giusta. C'erano degli attriti, entrambi mordevano
il freno che ciascuno aveva messo all'altro al momento del
matrimonio, come se la loro unione fosse stata una carrozza
e loro i cavalli, non addestrati al compito che li aspettava
e desiderosi di tirare in direzioni diverse. All'inizio lei ce
l'aveva messa tutta per essere la moglie che lui voleva fosse.
Si aspettava da lei, lo sapeva, che ricorresse a suggerimenti
e allusioni, mostrandogli ci che la rendeva felice invece
di brontolare o di infastidirlo. La verit, per, era che le
era sempre piaciuto discutere, e l'aveva sempre fatto. Le discussioni
tra amici, le sembrava, erano il modo pi veloce
per comunicare opinioni forti tra persone intelligenti. Per
Arthur, per, una moglie polemica rappresentava una sfida
alla sua autorit. Emily aveva scoperto che gli piacevano
il silenzio, l'ordine, la sottomissione, mentre lei non sapeva
esattamente cosa voleva, ma di certo non la noia soffocante
della casa di Eaton Square, l'infinita successione di saloni
dove echeggiavano i rintocchi degli orologi, simili a cuori
meccanici, e dove tutte le questioni importanti del mondo
si riducevano alla "sfera femminile", pochi metri quadri
di territorio domestico, e solo per concessione del marito.
  Il problema non era stato il matrimonio di per s, quanto
piuttosto le aspettative che lo avevano accompagnato.
Una cosa, a quanto pareva, era che Emily distribuisse volantini
e degustasse caff da nubile; come moglie di un parlamentare,
doveva semplicemente presenziare alle cerimonie.
Doveva affiancare Arthur in ogni occasione sociale, cena,
dibattito; non doveva parlare, ma solo applaudirlo e assecondarlo,
essere l'esempio dell'approvazione femminile
in persona.
  Intanto, per, lui l'aveva tradita. Il termine era melodrammatico,
ma non gliene veniva in mente nessun altro.
I liberali, per cui lei e molte altre suffragiste avevano lavorato
instancabilmente per anni, avevano deciso a un tratto
di rinunciare al suffragio femminile. Campbell-Bannerman
stesso - il leader politico gioviale e gentile che aveva
incontrato alla Camera dei Comuni - l'aveva definito una
"distrazione". E Arthur, con il quale all'epoca era fidanzata,
aveva seguito obbediente - anzi, con entusiasmo - la nuova
linea del suo partito. Si tratta di politica, mia cara. E la
politica  tutta questione di priorit. Davvero metteresti il
voto delle donne prima delle pensioni per i minatori? Dal
tono si intuiva che considerava il primo come una sorta di
concessione. Andiamo aveva aggiunto, non dobbiamo
lasciare che questo cambi le cose tra noi. I legami tra moglie
e marito sono abbastanza forti da resistere a un disaccordo
politico. Non gli faceva piacere che i sentimenti di
Emily per lui e i suoi princpi politici nascessero dallo stesso
impulso. Non si trattava di strategia politica, ma di fiducia.
  Arthur non era un uomo crudele, ma convenzionale, e
se le convenzioni erano crudeli allora anche l'uomo lo diventava
senza neppure volerlo n rendersene conto. Troppo
tardi Emily si accorse che non tutti gli idealisti sono radicali.
In Parlamento Arthur esprimeva la sua personalit politica
con una devozione fanatica alle numerosissime regole
e procedure proprie di quell'istituzione; a casa, la esternava
con disapprovazione e critiche, e ora con quella faccenda
assurda del dottor Mayhews.
  Stranamente, per, apprendere che la moglie era malata
aveva fatto emergere in Arthur una tenerezza fino ad allora
sconosciuta. Alla fine aveva trovato il ruolo che faceva
per lui: quello di marito protettivo. Forse si sentiva anche
un po' in colpa ora che poteva considerare il suo comportamento
una malattia piuttosto che un difetto caratteriale.
Aveva cominciato a portarle delle tazze di t, a ordinare
alla cuoca dei piatti particolarmente nutrienti e a chiederle
spesso come si sentiva. La faceva impazzire. Appena
lei esprimeva la minima opinione su qualunque argomento,
il viso di Arthur prendeva un'espressione preoccupata, e
le ricordava che il dottor Mayhews, per il momento, aveva
suggerito di evitare la passione.
  Passione! Il problema era la mancanza di passione, non
il suo eccesso, e ci aveva provato in tutti i modi a mostrarglielo.
A lungo prigioniera di codici diversi, ma altrettanto
restrittivi, che ne avevano condizionato il comportamento
da nubile, durante il fidanzamento Emily aveva aspettato
con ansia le libert del letto coniugale. Dagli uomini che
fino a quel momento l'avevano adorata aveva imparato ad
aspettarsi di diritto una forma di adorazione. La realt, per,
era stata ben diversa. Dopo l'imbarazzo iniziale - inevitabile,
sospettava, per due persone intelligenti della loro
epoca e condizione - aveva cominciato a trovare quello che
considerava il proprio ritmo quando la luna di miele era finita
e, con esso, a quanto pareva, aveva scoperto la scarsa
inclinazione di Arthur a prolungarne i piaceri. Avevano dei
rapporti, ma erano frettolosi, e il piacere che Emily ne traeva
del tutto fortito. Anzi, il piacere che lei provava sembrava
quasi infastidirlo: in un paio di occasioni il trasporto
della moglie lo aveva allarmato al punto da farlo smettere.
Evidentemente il suo amore per l'ordine nelle faccende
domestiche si applicava anche alla camera da letto. Cos lei
si era rassegnata a restare insoddisfatta sotto quell'aspetto.
Non era una tragedia - dopotutto era la condizione nella
quale aveva vissuto per la maggior parte della vita adulta -
ma era una delusione.
  Naturalmente sapeva benissimo che una visita dallo specialista
non avrebbe cambiato nulla, ma un suo rifiuto,
dopo la diagnosi del dottor Mayhews, l'avrebbe fatta passare
dalla parte del torto. Mayhews avrebbe perfino potuto
mandarla in un manicomio, se la notizia si fosse diffusa.
Quindi, eccola l.
  Potete chiedere al mio autista di portare l'auto davanti
alla porta? Ce ne sono cos tante che non sono sicura di
riconoscerla.
  Emily alz lo sguardo. La donna che parlava al portiere
la conosceva, era Georgina Dorson, moglie di uno degli
amici di Arthur. Buongiorno, Georgina disse Emily.
  L'altra donna si gir. Oh, Emily. Non vi avevo vista.
Anche voi siete sulla lista del dottor Richards, allora?  bravissimo,
vero?
Non lo so,  la mia prima visita.
  Ah mormor la signora Dorson con aria sognante. 
una cura entusiasmante. Dopo il trattamento mi sento una
persona diversa. Pi viva.
  Mi fa piacere. Non sembrava tanto viva, per, si disse
Emily. La donna continuava a guardarla con uno strano
sorriso imbambolato, come se fosse stata drogata. Emily
tenne a mente di non prendere le medicine che il dottor Richards
le avrebbe eventualmente prescritto.
  Ah, ecco la nostra vettura. E il mio autista. Mio Dio,
probabilmente dormir per tutto il tragitto. Sono esausta.
Ma  un portento, mia cara. Un portento. Come facevamo
prima senza medici come lui? Georgina si appoggi al corrimano
mentre scendeva le scale.
Signora Brewer?
  Emily si volt. A parlare era stato un bell'uomo, giovane,
con un abito dal taglio moderno, i capelli ben pettinati
e un sorriso radioso. La catena d'argento dell'orologio gli
attraversava il davanti del panciotto come un altro sorriso
ancora pi largo. Assomigliava ad un giovane banchiere facoltoso,
o forse all'assistente di un ministro o qualcosa del
genere pi che a un medico. Sono il dottor Richards si
present stringendole la mano. Venite con me?
Si avvi a passo spedito verso il retro dell'edificio. Qui
dentro disse, aprendo una porta.
  L'ambulatorio conteneva una scrivania, un paravento e
un paio di sedie. Le indic dove accomodarsi e le si sedette
accanto.
  Allora cominci con voce allegra. Qual  il
problema?
Credo di essere io il problema.
Aggrott le sopracciglia. Oh!
Il dottore le piaceva, si disse Emily. O meglio, era piacente.
Non era la stessa cosa. Sono una delusione per mio
marito.
  Il sorriso del dottor Richards si allarg. S, ho letto la
lettera che mi ha scritto il dottor Mayhews, che allude a
qualcosa del genere. Annu guardando alcuni fogli che teneva
sulla scrivania. Per il momento, per, mi interessa soprattutto
sapere se vostro marito  una delusione per voi.
  Cosa volete dire? chiese, domandandosi se era il caso
di ammettere la verit al giovane medico o se si trattava
di una specie di trappola: ne avrebbe parlato al dottor
Mayhews, e lui ad Arthur... Arthur merita tutta la mia
lealt.
  Naturalmente. Ma avete bisogno di essere leale? chiese,
fissandola con occhi chiari e vivaci. La lealt suggerisce
senso del dovere, signora Brewer, pi che amore.
Amore! ripet lei, incerta su come reagire.
Forse l'amore non si  rivelato essere come speravate.
  S ammise Emily. Era ridicolo, ma il bisogno di confidarsi
con qualcuno era cos forte, cos urgente che sent il
cuore che cominciava a martellarle nel petto. L'amore non
 come lo immaginavo.
  Il dottor Richards prese uno stetoscopio dalla scrivania e
le si avvicin ancora, fino quasi a sfiorarle le ginocchia con
le proprie. Ora vi ausculter il ritmo cardiaco disse,
posandole l'estremit dello strumento tra i seni. A quel contatto
sent il cuore che le batteva pi forte.
   un po' accelerato disse, togliendosi lo stetoscopio
dalle orecchie. Dormite bene?
Non sempre.
Siete irritabile?
A volte.
E sapete qual  la causa secondo il dottor Mayhews?
  Credo che abbia menzionato a mio marito una sorta
di isteria.
  Aggrott le sopracciglia. Vedo dalla vostra espressione
che non siete d'accordo.
Emily esit. Posso parlare apertamente?
Certo.
  Stento a credere di soffrire di una malattia quando le
circostanze che hanno creato le mie difficolt sono chiare, e
dipendono dal mio matrimonio con un uomo che non prova
grande attrazione per me.
  Il dottor Richards annu.  una reazione
comprensibile.
  Grazie esclam Emily, riconoscente per avere infine
trovato qualcuno che non la considerava anormale.
  Tuttavia riprese subito il dottor Richards, poich non
possiamo cambiare le circostanze,  la reazione che dobbiamo
cercare di modificare. Ci occuperemo di voi, signora
Brewer. Cosa sapete della teoria ondulatoria?
  Lei scosse il capo. Ebbe la vaga sensazione di avere rivelato
troppo, e se la prese con se stessa.
  La scienza ha scoperto che tutto l'universo  basato
sull'oscillazione dichiar il dottore, intrecciando le dita e
guardandola con aria allegra. Nelle cellule che costituiscono
i tessuti animali,  una piccola variazione nella velocit
dell'oscillazione a produrre una vipera o un vertebrato, un
puma o una pastorella. Tutta la natura pulsa, letteralmente,
di forza vitale! In particolare per una donna, che  fonte
di vita, lo stato di salute ottimale  quello che si raggiunge
quando il sangue oscilla all'unisono con le leggi naturali
della vita. Se ricreiamo quell'armonia, ne avvertirete immediatamente
i benefci. I nervi saranno rinfrancati, ogni
fibra sar attraversata da rinnovata energia. Sangue rosso e
ricco vi scorrer impetuoso nelle vene. Vi sentirete rinvigorita,
piena di energia e di carica vitale. Molte mie pazienti
escono dall'ambulatorio sentendosi esuberanti, come se
avessero bevuto champagne.
Perch non lo fanno?
Perch non fanno cosa?
  Perch non bevono champagne? Costa sicuramente
meno.
  Il dottor Richards si accigli. Signora Brewer, credo che
non capiate ci che vi sto dicendo. Ridaremo tono e vigore
a tutto l'organismo. Desteremo la vostra energia
femminile.
E come intendete procedere, esattamente?
  Ritmoterapia. O, per essere pi precisi, con l'applicazione
del principio di percussione sul tessuto colpito. La
sensazione  piacevole, ve lo assicuro, ma servir ad eliminare
velocemente l'isteria. Dietro il paravento troverete un camice.
Infilatelo, e vi accompagner nella sala dei trattamenti.
  Lei infil il camice, una tunica di cotone leggero che si
allacciava sul davanti. Nella stanza accanto c'era un lettino
imbottito coperto da un lenzuolo. Alla sua base era stato
fissato uno strano congegno: Emily riusc a distinguere
un motore elettrico e diverse componenti misteriose fatte,
a quanto pareva, di guttaperca, collegate al motore tramite
dei fili; sembravano manici di corde per saltare. Prego le
disse Richards, indicandole il lettino.
  Azion un interruttore e, mentre lei si sdraiava, il motore
inizi a tambureggiare.
  Dopo, a fine seduta, lei si rivest con mani tremanti e si
lasci andare sulla sedia del dottore mentre lui le controllava
i riflessi e il polso.
Il ritmo  gi migliorato osserv il medico.
Ne sono felice.
  E la congestione pelvica di cui scriveva il dottor Mayhews,
sente che  migliorata?
  Di certo qualcosa  cambiato rispose Emily ancora
intontita.
  La guard con un sorriso. Quasi come se aveste bevuto
champagne? Pos di nuovo lo sguardo sulla scrivania e
cominci a prendere appunti. Aspettate qualche minuto,
signora Brewer. Molte mie pazienti provano una specie di
torpore alla fine del trattamento.  del tutto normale, segno
del fatto che l'isteria  stata eliminata, almeno
temporaneamente.
Temporaneamente?
  Nella maggior parte dei casi non c' cura per i disturbi
istero-clorotici.  necessario tornare periodicamente per ripetere
il trattamento.
Ogni quanto?
  La maggior parte delle mie pazienti si trova bene a venire
una volta alla settimana. Dovrei precisare che molte
di loro affiancano al mio approccio i trattamenti di altri
miei colleghi. In questo edificio abbiamo il dottor Farrar,
che propone il lavaggio ascendente, un getto di acqua
sotto pressione che colpisce le zone interessate con ottimi
risultati. Poi c' il dottor Hardy, specializzato in elettroterapia,
basata sull'applicazione di una debole corrente faradica;
il signor Thorn che  un esperto di massaggi svedesi,
e il dottor Clayton che propone una stimolazione elettrica
dell'utero. Abbiamo anche il dottor Eisenbaum che si affida
alla cura della parola, inventata a Vienna. Nel seminterrato,
invece, ci sono dei bagni turchi perfettamente funzionanti
con getti d'acqua diversi.
E come si paga tutto ci?
  Si apre un conto, naturalmente. Verr mandata una nota
a vostro marito tutti i mesi.
Costa molto?
  Il medico apparve stupito da quella domanda. Questi
ambulatori sono costosi, signora Brewer. Poi c' l'equipaggiamento.
Un trattamento tanto efficace non pu essere a
buon mercato.
  Quando se ne fu andata lui guard l'orologio: gli restava
un quarto d'ora prima dell'appuntamento successivo.
  Prese in mano la penna e rilesse ci che aveva scritto,
facendo qualche correzione. Aggiunse:

si osservano quasi subito gli effetti profondi dell'apparecchio
oscillante. Dopo qualche minuto il corpo comincia a tremare
con violenza, segnalando l'inizio del parossismo isterico. La paziente
fa un grido; il corpo si inarca e resta in quella posizione
diversi secondi. Poi si osserva qualche leggero movimento del bacino.
Poco dopo lei si solleva, torna a coricarsi, emette grida di
piacere, ride, fa alcuni movimenti lascivi e ricade sul fianco destro.
Dopo appare trasformata: il nervosismo e l'impazienza di
prima sono sostituiti da un atteggiamento pi rilassato, l'espressione
accigliata lascia il posto a un sorriso, la furia repressa caratteristica
dell'isterica si tramuta in calma e dolce ragionevolezza.
La scoperta di questo principio fondamentale trasformer certamente
la medicina psichiatrica nel prossimo secolo.

  Aggrott la fronte. Proprio il giorno prima aveva letto un
saggio di un certo Maiser che suggeriva che quelle donne
fossero trattate a casa, dal marito; secondo lui, ci che
chiamiamo trattamento non  diverso da ci che un marito
attento fa per sua moglie. Era assurdo, naturalmente.
Oltretutto, le isteriche erano ottime pazienti: non guarivano
ma non peggioravano, e nella maggior parte dei casi
continuavano il trattamento per anni. Impugn di nuovo
la penna e scrisse:

la meccanizzazione del trattamento  senz'altro il segreto del suo
successo. Tuttavia sono la conoscenza dell'anatomia e l'abilit
manuale del medico, dovute a una lunga esperienza, a produrre
i risultati.

  Qualcuno buss alla porta. Pos la penna: era la sua paziente
successiva.
...
65.

  Il dottor Mayhews aveva avuto ragione: Arthur not subito
un cambiamento in sua moglie. Dopo la visita dallo specialista
aveva dormito quasi tutto il pomeriggio, ma il mattino
successivo gli era sembrata una donna diversa. Pareva....
Cerc il termine giusto. Pi calma, ecco. C'era una
tranquillit in lei che non vedeva dai tempi del fidanzamento.
E non protestava pi quando lui leggeva il giornale
a colazione.
  Solo i suoi polmoni non accennavano a migliorare: tossiva
ancora quando Arthur accendeva la pipa dopo i pasti,
ma forse non si poteva avere tutto.
  Stavano facendo colazione insieme in un silenzio confortevole,
qualche giorno pi tardi, quando lui rise per
qualcosa che aveva letto.
  Questo scrittore  proprio divertente esclam Arthur.
Alcune delle cose che ha visto in Africa...
Ti andrebbe di leggermene qualche passo?
Insomma, probabilmente dovresti conoscere il contesto.
Apr bene le pagine e sollev un po' di pi il giornale.
  Parla dei francesi, sai. A Teruda disse la sua voce da dietro
il quotidiano.
Davvero?
  Si chiama Wallis. Robert Wallis. Pos il giornale per
prendere la pipa. Ti senti bene, mia cara? Sembri un po'
pallida.
Non mi sento tanto bene. Mi manca l'aria qui dentro.
  Arthur guard la pipa. Preferisci che aspetti qualche
minuto per accenderla?
Grazie.
Oppure puoi sempre andare in soggiorno.
  S, caro rispose lei alzandosi. Forse se mi siedo accanto
a una finestra star meglio.
Attenta a non prendere freddo, per.
Se lo prendo, prometto di lasciarlo andare subito.
Lui la fiss. Come?
  Stavo scherzando, Arthur. Non so perch. Pensavo ad
altro.
Santo cielo comment lui, tornando al suo giornale.
  Pi tardi, a cena, vi fu un altro incidente. Arthur stava
spiegando al loro ospite, un francese, che i liberali al governo
potevano vantare il maggior numero di riforme, e che
avevano trasformato la vita della classe operaia in modo
radicale.
  Per gli uomini, naturalmente intervenne sua moglie.
Per le donne, non c' stato nessun cambiamento.
  L'ospite sorrise. Arthur lanci un'occhiata preoccupata ad
Emily, temendo che si lanciasse in una filippica. Ricrdati
del tuo stato, mia cara mormor mentre Annie serviva
le verdure all'ospite.
  Sua moglie lo guard, e poi, sorprendendolo non poco,
annu mansueta e rest in silenzio per il resto della cena.
Era straordinario, pens Arthur, tra s, quanto una diagnosi
medica potesse cambiare le cose.
...
66.

  Emily si era chiesta se gli effetti dell'oscillatore del dottor
Richards sarebbero stati diversi durante la seconda visita.
Forse la violenza della sua reazione era dovuta ad anni
di congestione pelvica, come la chiamava lui, e questa volta
non ci sarebbe stato un rilascio tanto prorompente ed intenso
di isteria. Invece successe proprio il contrario. Le ci
vollero solo pochi minuti per avvertire le palpitazioni che
la scossero sotto forma di ondate, anticipando la terrificante
ed incontrollabile esplosione del parossismo.
  Dopo si sedette di nuovo sulla sedia e rest a guardarlo
mentre prendeva appunti. Le piaceva il suo modo di scrivere,
i piccoli gesti rapidi con cui la stilografica si impennava
sul foglio prima di scendere di nuovo a formare lettere
e parole. Quell'andirivieni del pennino aveva qualcosa
di ipnotico.
Cos'avete da scrivere su di me?
  Lui non sollev lo sguardo. Alcune sono notazioni
tecniche.
Le parve di vedere un accento circonflesso.  francese?
Le rispose riluttante: Qualcosa s. Le prime sperimentazioni
furono fatte all'ospedale della Salptrire di Parigi.
Convenzionalmente si usano i termini medici francesi, che
oltretutto esit assicurano una certa riservatezza.
  Per la paziente, volete dire? Ma non intendeva quello,
cap Emily. Parlava di riservatezza per lui, per gli appunti,
nel caso che qualcuno li scoprisse e trovasse scandaloso il
suo operato. Si sporse. Trop humide... La crise vnrienne...
  Sorprendendola a sbirciare, il dottore copr la pagina
con il braccio. Gli appunti di un medico sono privati.
Anche per i pazienti?
Non le rispose.
  Pensavo disse lei con cautela che quello che facciamo
qui - la natura del trattamento - rendesse tali sottigliezze
superflue.
  Il dottor Richards pos la penna e la guard. I suoi occhi
- grigio-blu, sereni, piuttosto belli - la osservavano pensosi.
Al contrario, signora Brewer. Le rendono ancora pi
necessarie.
Avete molte pazienti?
Pi di cinquanta.
Cinquanta! Cos tante?
   il funzionamento meccanico dello strumento a renderlo
possibile.
Ma deve anche rendere il tutto pi difficile per voi.
Lui si accigli. In che senso?
Certe pazienti devono piacervi pi di altre.
Che differenza fa?
  Stava andando a caccia di complimenti, si accorse, ma
non riusciva a fermarsi. Dev'essere pi facile con quelle
che preferite. O quelle carine. Quelle che trovate carine,
intendo.
Il dottore era sempre pi corrucciato. Cosa cambia?
  Lei continu, ormai in preda alla disperazione: Siete
sposato, dottor Richards?
  Sentite, signora Brewer. Devo chiedervi di smettere di
farmi domande del genere. Se volete parlare, dovreste prendere
appuntamento con il dottor Eisenbaum per la terapia
della parola.
  Certo disse lei incassando il colpo. Sent un bisogno
improvviso, irrazionale di mettersi a piangere. Allora avevano
ragione, pens: sono solo una donna sciocca e isterica.
  La vettura stava aspettando fuori, ma Emily chiese a
Billit di tornare a casa senza di lei. Andr a piedi da John
Lewis gli disse.
Mentre percorreva Harley Street fu colpita dalla quantit
di donne che entravano e uscivano dagli edifici. Quante
di loro erano l per gli stessi suoi motivi? Sembrava inconcepibile
che fossero tutte accolte in quei saloni grandiosi,
dai soffitti alti, e portate al parossismo isterico.
  Continu a camminare fino a Cavendish Square, poi si
diresse verso Regent Street. Quello era il limite della Londra
rispettabile: subito a est si trovava il quartiere povero
di Fitzrovia, e a sud c'era Soho. Lanciando uno sguardo in
Mortimer Street vide una fila di prostitute appoggiate alle
ringhiere, inconfondibili nei loro abiti sudici di foggia antiquata,
il viso truccato pesantemente, come caricature da
variet. Un tempo sarebbe andata a parlare con loro, animata
e imbaldanzita dal desiderio di salvarle, ma ora molte
certezze l'avevano abbandonata.
  Non entr da John Lewis: aveva semplicemente avuto
voglia di fare una passeggiata, di smaltire il torpore che avvertiva
dopo il trattamento del dottor Richards. Desiderava
anche liberarsi dell'imbarazzo, a essere onesta con se stessa;
si rendeva conto, purtroppo, che l'interesse del dottore sarebbe
stato identico se avesse dovuto curarle un osso rotto
o l'alluce valgo. Com'era facile confondere attenzione ed affetto!
Lo stesso valeva per Arthur. Quegli uomini non disprezzavano
le donne, non proprio, ma avevano una sorta
di modello di donna in testa, e qualunque deviazione dalla
norma richiedeva un intervento, come se si fosse trattato di
un orologio da regolare sull'ora esatta.
  Ironia della sorte, si trov a passare proprio sotto un gigantesco
cartellone pubblicitario del caff Castle. Marito e
moglie, con ancora addosso gli abiti nuziali, che brindavano
con tazze di Castle. La scritta diceva: Prometto di dargli
solo Castle. Il caff preferito dagli uomini.
Ah, se solo il matrimonio fosse cos semplice, pens.
Un rumore sull'altro lato della strada attir la sua attenzione.
Un gruppetto di donne si era radunato sul marciapiede.
Una di loro reggeva un cartello: FATTI, NON PAROLE!
  Quello slogan corrispondeva in modo cos preciso
a quello che stava pensando, che per un attimo ebbe l'impressione
che qualcuno l'avesse scritto solo per lei. Poi vide
che erano suffragiste. Due di loro stavano aprendo uno striscione
su cui c'era scritto in vernice nera: Voto alle donne. Il
gruppo lo accolse con alcune grida di incoraggiamento, che
spinsero un certo numero di passanti a fermarsi a guardare.
Per non dare l'impressione di stare l a fissarle, Emily si volt
verso una vetrina e stette a osservare il riflesso nel vetro.
  Dovete entrare qui a fare compere, sorella? Le parole le
erano state rivolte da una donna che aveva accanto.
No, no, sto andando a casa.
Allora non vi dispiace se lo faccio. Spostatevi, per favore.
La donna alz una mano e la abbass sulla vetrina.
  Emily sobbalz, ma poi vide che stava solo tracciando una
V enorme con il rossetto che nascondeva in mano. Dopo
un attimo lo stesso slogan dello striscione apparve anche
sulla vetrina in lettere rosso sangue alte un metro.
  Lungo la strada si sentirono grida e imprecazioni mentre
altre vetrine subivano la stessa sorte. Poi si ud il rumore di
un vetro che si infrangeva. Risuon il fischietto di un poliziotto.
Vicino a loro qualcuno grid: Quaggi! Un uomo
stava puntando il dito nella loro direzione.  una di loro!
A un tratto la donna parve in preda al panico.
  Presto, prendetemi sottobraccio esclam Emily. Fece
un passo avanti e si pos la mano dell'altra sul braccio. Poi
si gir verso la strada. Guardate laggi, come se riusciste
anche voi a vedere qualcosa esort la compagna. Qualunque
cosa facciate, per, non muovetevi. E infatti un gruppo
di quattro uomini pass loro davanti di corsa, seguendo
lo sguardo delle due donne, con i passi che rimbombavano
sul marciapiede. Emily sent il corpo della donna irrigidirsi
e poi rilassarsi.
Credo che se ne siano andati disse.
  Grazie. Gli occhi della sconosciuta brillavano di soddisfazione.
Abbiamo segnato un colpo a favore della libert.
Ma che rapporto c' tra le vetrine ed i voti?
  Ne abbiamo abbastanza di parlare. Abbiamo un gruppo
nuovo: intendiamo dare fastidio, altrimenti non otterremo
niente.
  Ma se infastidite troppo gli uomini, questi potrebbero
decidere di non darci niente.
  Dare? Ora stavano camminando verso Piccadilly, e la
donna avanzava sicura di s, come se sapesse in quale direzione
procedere. Per qualche motivo nessuna delle due
aveva lasciato andare il braccio dell'altra. Fate sembrare
l'uguaglianza un vezzo, come un mazzo di rose su un cappello
nuovo. Non  cos.  un nostro diritto, e pi continuiamo
a chiederla educatamente, pi diamo agli uomini
la falsa impressione che possano decidere di negarcela.
Avete soldi vostri?
Sono sposata.
  Ma prima avevate soldi vostri, no? Allora pagate le tasse.
Nessun uomo politico oggi crede nelle tasse senza
rappresentazione, finch non si comincia a parlare di donne.
Perch dovrebbero portarci via il nostro denaro quando
non possiamo dire loro come spenderlo?
  Credetemi disse Emily, sono perfettamente d'accordo
sul voto per le donne. Per anni sono stata un membro attivo
della Societ per il suffragio. Ho solo qualche dubbio
sulle azioni di disturbo.
  Allora venite a una riunione, cos vi convinciamo.
Stasera, se possibile.
  Emily esit. L'altra, impaziente, la esort: Avanti, vi
scrivo l'indirizzo. Scarabocchi qualcosa su un foglietto e
glielo consegn. Desteremo la forza delle donne!
Erano quasi le stesse parole che aveva usato il dottor Richards.
  Poi Emily si rese conto di un'altra cosa. Quella donna
sembrava pi stimolata dall'atto di vandalismo appena
commesso di quanto non si fosse sentita lei stessa dopo il
trattamento del dottor Richards.
  Avvert un'improvvisa ondata di entusiasmo. Benissimo
esclam d'impulso. Verr.
...
67.

"Carbonico": sapore amaro di carbone generalmente dovuto
a una torrefazione eccessiva.

Smith, Coffee Tasting Terminology.

  Mi ci vollero due anni per tornare. Forse per mia fortuna,
i tentativi di attraversare il Sudan coincisero con un piccolo
scontro militare, senza vincitori n vinti, tra Inghilterra
e Francia, conosciuto pi tardi come incidente di Teruda.
Me la cavai discretamente come corrispondente dall'estero,
riuscendo cos, almeno per il momento, a non morire di
fame. Dall'Egitto risalii in Italia. Trascorsi l'estate sulle rive
del lago di Como; fu in quel periodo che portai a termine
e distrussi un romanzo su un uomo che si innamora di
una schiava. Era un libro orribile, ma scrivere mi serv a lasciarmi
alle spalle tutto l'accaduto, e una volta che le fiamme
ebbero divorato l'ultima pagina del manoscritto capii,
finalmente, di essermi liberato di lei.
  Durante quel lungo ritorno scoprii infatti qualcosa di
importante. Avevo amato Fikre, forse non come meritava
di essere amata ma con una passione fisica assoluta, e
non solo. Nonostante tutto ci che era accaduto, mi trovai
a sperare che fosse felice. Forse non era una gran scoperta
rispetto a quella del lago Vittoria o delle sorgenti del
Nilo; ma per me era un territorio nuovo, da segnare subito
sull'atlante finora vergine del cuore.
  Durante la mia assenza Londra si era reinventata un'altra
volta. Oscar Wilde, John Ruskin e la regina Vittoria erano
morti tutti nel giro di qualche mese, verso fine secolo, formidabili
primedonne vittoriane che si scortavano l'un l'altra
alla tomba. Ora, invece di Pater e Tennyson, si parlava
di J.M. Barrie e di H.G. Wells. Le strade erano piene di veicoli
auto-mobili, come li aveva definiti Pinker, ormai chiamati
semplicemente automobili. L'elettroforo era diventato
il telefono, e lo si poteva usare per parlare con tutta la nazione,
e perfino con l'America. Anche l'atmosfera - l'inafferrabile
aroma di una citt - era cambiata. Londra era bene
illuminata, ben gestita e ben regolamentata. I bohmien,
i decadenti, i dandy erano scomparsi, scacciati dalle zone in
penombra ad opera dei lampioni elettrici, soppiantati dalla
borghesia rispettabile.
  Avevo avuto intenzione di evitare Covent Garden, ma le
vecchie abitudini sono dure a morire, e siccome avevo da
fare a Fleet Street andai da quella parte: ero riuscito a vendere
qualche articoletto sui miei viaggi. Uscii dagli uffici
del Daily Telegraph con un assegno di dodici sterline in tasca.
Quasi inconsciamente i piedi mi portarono a Wellington
Street. Anche quel posto era cambiato molto: c'erano
negozi e ristoranti dove un tempo erano esistite solo case
di piacere. Il numero 18, per, era sempre uguale. Anche il
mobilio nella sala d'attesa al primo piano pareva lo stesso,
e se Madame non mi riconobbe, meglio cos: neanch'io ero
sicuro di riconoscerla.
  Scelsi una ragazza e la portai di sopra. Anche lei era nuova,
ma abbastanza esperta da capire che le chiacchiere non
mi interessavano, e dopo avere commentato i miei strani tatuaggi
mi lasci fare. Tuttavia c'era qualcosa che non andava.
All'inizio pensai che fosse solo mancanza di pratica; poi,
per, capii cosa mi metteva a disagio. Mi sembrava fuori
luogo dedicarmi ad atti sessuali senza cercare di dare piacere.
Cercai di ricordare come facevo, anni prima. Oppure
avevo semplicemente dato per scontato che tutti quei gemiti
e gridolini significassero che avevo fatto centro?
  Allungai le mani e la toccai in diversi punti del corpo:
lei gemette subito, ma stava recitando. Provai a carezzare e
strofinare con pi energia, e mi parve di sentirla sospirare.
Smisi. Faresti qualcosa per me?
  Certo, signore. Tutto quello che volete. Anche se pu
darsi che vi costi di pi.
  Non  un servizio che ti chiedo. O almeno, non uno
dei soliti. Voglio che mi mostri cosa ti piace.
  Lei si mise a sedere, sorridente, e mi accarezz le braccia,
mi strusci il seno morbido contro il torace. Voi mi piacete,
ce l'avete grosso e duro, signore disse in un soffio. Mi
piace tanto quando me lo infilate dentro tutto.
  Quanto vorrei crederti. Ma se ti tocco qui piano, e
muovo le dita cos, ti piace?
  Ohhhh,  bellissimo, signore. Non smettete, non
smettete!
Ora tocc a me sospirare. No, dimmelo sinceramente.
  La ragazza pareva confusa. Capii che non sapeva di cosa
stessi parlando. Stava cercando di decidere cosa dire.
  Alla fine mormor incerta: Tutto quello che fate mi
piace.
Hai un compagno? Un innamorato? Cosa ti fa?
Lei alz le spalle.
  Sdriati le ingiunsi. Ti toccher, e quando comincia
a piacerti dimmelo.
  Sempre pi confusa, lei si coric e si lasci toccare. Ma
signore obiett dopo un po', perch volete farlo?
Voglio sapere come dare piacere a una donna.
  Lei rimase in silenzio per un po'. Poi, con voce diversa,
chiese: Volete saperlo davvero?
Certo, altrimenti non te lo chiederei.
Allora datemi un'altra sterlina e ve lo sveler.
Benissimo. Le diedi i soldi.
  Li nascose in un posto sicuro. Poi torn sul letto e dichiar:
L'avete appena fatto.
Cosa? Ah sorrisi, il denaro.
Esatto, signore. Mi ha fatto proprio piacere.
Intendevo a letto.
Lei scroll le spalle.  uguale.
  Insistetti: Ma immagina che voglia farti provare quello
che provano i tuoi clienti. Come dovrei fare?
  Scosse il capo. Non funziona cos, altrimenti sarei senza
lavoro. Se le donne avessero bisogno di ci che serve agli
uomini, posti come questo non esisterebbero.
  Sai che hai ragione? ammisi, colpito dalla profonda verit
delle sue parole.
   una cosa ovvia, tutto qui. Mi indic l'inguine.
Volete che vi faccia venire? Avete pagato, dopotutto.
  Vorrei poter affermare che la scena si concluse con un
nobile rifiuto da parte mia perch per me la conversazione
appena avuta era pi preziosa del sesso. Ma non sarebbe
la verit.
  Un'altra cosa. Mentre me ne stavo andando mi disse:
Sapete, mi ha fatto piacere parlare con voi. Potete tornare,
se volete.
Per darti altri soldi?
Rise. Anche.
  Mi piaceva. Non la rividi pi, ma mi piaceva. Per qualche
minuto in quel pomeriggio assolato avevamo parlato
con franchezza, e ci eravamo capiti, prima che ciascuno riprendesse
la propria vita e andasse per la sua strada. Forse,
pensavo,  il massimo che si possa chiedere a un'esistenza
civile.
  I miei articoli furono pubblicati, e per qualche settimana
seppi cosa significava essere celebrati. Fui invitato a serate
in case private, dove ci si aspettava che intrattenessi
gli ospiti con racconti di selvaggi assetati di sangue e sugli
aspetti esotici dell'Africa, concludendo banalmente che un
giorno il commercio l'avrebbe trasformata in un'altra Europa.
Mi rivelai una delusione. Negli articoli giornalistici
ero stato costretto a moderare le mie opinioni per non rischiare
che venissero cestinati, ma nei salotti di Mayfair e
Westminster ero meno circospetto. Dichiarai che gli unici
selvaggi assetati di sangue che avevo incontrato avevano la
pelle bianca e uniformi color kaki, che quello che chiamavamo
commercio era semplicemente la continuazione dello
schiavismo con mezzi pi subdoli; che gli indigeni presso
i quali avevo vissuto avevano costumi sofisticati al pari
delle societ europee. La gente mi ascoltava educatamente,
di tanto in tanto lanciandosi occhiate eloquenti, poi interveniva
con frasi del tipo: Ma in questo caso, signor Wallis,
cosa bisogna fare in Africa?
  Rispondevo: Niente. Dovremmo levare le tende, ammettere
che non ci appartiene ed andarcene. Se vogliamo il
caff africano, dovremmo pagare gli africani per coltivarlo.
Pagare un po' di pi, se necessario, per dare loro l'opportunit
di avviare l'attivit. A lungo termine ci guadagneremmo
anche noi.
  Non era la risposta che avrebbero voluto sentire. In quel
periodo Londra era in preda ad una strana mania per il caff.
Il governo brasiliano ora faceva parte del cartello dei produttori,
e sosteneva il prezzo mondiale con enormi prestiti
obbligazionari alla Borsa di Londra; di solito le obbligazioni
erano sovrasottoscritte poche ore dopo l'emissione, e
quando il prezzo aumentava ancora la gente faceva di tutto
per trovare qualche soldo da investire. Nessuno voleva sentirsi
dire che tale miracolo economico era fondato su disperazione
e miseria, e generalmente chi a inizio serata pendeva
dalle mie labbra, ben prima che avessi concluso perdeva
interesse. Mi andava benissimo cos. Non ero l per farmi
benvolere.
  Colsi per anche qualche occhiata sfuggente prima ancora
di aprire bocca: donne anziane che portavano via le figlie
nubili, mariti che scortavano le mogli all'altro capo della
sala. Ero oggetto di disapprovazione, a quanto pareva, e
non solo per le mie opinioni a proposito dell'Africa.
  In una di quelle occasioni incontrai George Hunt. Il
mio vecchio amico era diventato grasso e affabile: adeSso
aveva la sua rivista, un giornale letterario con un nome
tipo The Modern View.(1) Dopo essermi alienato le simpatie
dell'intero uditorio con la mia, di prospettiva moderna,
lo accompagnai al suo circolo, e ci mettemmo comodi
in un elegante salotto al primo piano, dove ordin brandy
e sigari.
  Discutemmo del pi e del meno per un po', poi mi chiese
all'improvviso: Conosci Rimbaud?
Chi?
  Arthur Rimbaud, il poeta francese. Non dirmi che non
hai mai sentito parlare di lui! Alzai le spalle.  incredibile.
Era ad Harar, proprio come te. Anche lui vendeva caff,
anche se lavorava per una ditta francese. Le sue poesie sono
notevoli, anche se da quanto ho capito aveva smesso di
scrivere a quell'epoca: i suoi versi risalivano soprattutto al
periodo della giovinezza, quando era l'amante di Verlaine,
quel vecchio ripugnante, qui a Londra. Si ferm. Davvero
non ne sapevi niente?
  Qualcuno me ne aveva accennato tagliai corto. Mi dispiace,
ma non avevo creduto a una sola parola. E no, non
ci siamo incontrati: lui ha lasciato Harar subito prima del
mio arrivo. Anzi, ho affittato casa sua.
  Incredibile. Hunt fece segno a un cameriere di portarci
altri due brandy. Naturalmente, il periodo che ha trascorso
l  stato piuttosto scandaloso. Si  parlato di una sua
concubina indigena, una schiava acquistata da un mercante
arabo e che lui ha abbandonato quando  tornato in Francia.
Ma ormai era un uomo finito, si dice.
  Annuii lentamente. Mi scatt qualcosa in testa, e all'improvviso
la mia storia si riscrisse un'altra volta. Parla inglese
come una francese. Cos'altro poteva avrle insegnato
quell'uomo? Il fatto che certa gente fosse disposta a raccontarsi
bugie di ogni tipo per amore? Ma quelle erano riflessioni
su cui indugiare in un altro momento, in privato.
  Hunt stava prendendo una boccata dal sigaro. Ma immagino
che laggi situazioni del genere non siano inaudite.
Senza dubbio avrai avuto anche tu avventure simili. Mi
guard, divorato dalla curiosit.
  Sono belle le sue poesie? chiesi, ignorando la sua
domanda.
  Alz le spalle. Sono rivoluzionarie, e in questo periodo
 ci che conta. Vers libre, ora scrivono tutti cos. I poeti irlandesi
sono piuttosto interessanti oggi, e poi naturalmente
ci sono gli americani - tutti vogliono essere come Whitman.
La poesia inglese  condannata. Gett la cenere in
un piattino. Ma mi stavi raccontando delle tue avventure.
Davvero? ribattei.
  Mi hai scritto allora, ricordo. Non parlavi forse dell'amore
per un'indigena? mi incalz senza scrupoli. Si guard attorno.
Andiamo, amico. Non ci sente nessuno. E naturalmente
non ripeter nessuna delle tue confidenze piccanti.
Capii improvvisamente il motivo di quegli sguardi di disapprovazione.
Allora sono circolate delle voci?
  Mi fece l'occhiolino, poi smise subito, rendendosi conto
che, se si erano diffusi pettegolezzi, la colpa poteva essere
solo sua. Congetture, Robert, congetture. Per c' stata
davvero una ragazza del posto, vero? Una venere
ottentotta?
  S, una ragazza c' stata ammisi. E per un po' ho creduto
di essere innamorato di lei.
  Capisco. Fum ancora il sigaro, osservandomi attraverso
un velo di fumo grigio, spesso e soffice come lana.
Forse  una storia che ti andrebbe di mettere per iscritto.
Sai, sto cercando degli autori.
I miei giorni da poeta sono finiti.
  Non mi stavo necessariamente riferendo ai versi. Prese
in mano il bicchiere di brandy e il suo sguardo si smarr
nel liquido ambrato. Non pubblico solo il View. Esistono
libri per gentiluomini di buongusto amanti della lettura. Li
faccio stampare a Parigi.
Pornografia, vuoi dire?
  Se preferisci. Pensavo che forse, ora che sei uno scrittore
e presumibilmente hai bisogno di soldi... E il tema africano
richiama tantissimo. Ho sentito dire che quelle donne,
con il sangue pi caldo del nostro, sono favolose.
Perch non una Fanny Hill nera, o La mia vita segreta tra gli
indigeni? So che si venderebbe.
  Ne sono certo risposi, posando il bicchiere. Ma non
sar io a scriverlo. A un tratto mi venne la nausea. Il fumo
del suo sigaro mi si blocc in gola, acre ed amaro. Mi alzai.
  Buonanotte, George. Trvati qualche altro idiota per soddisfare
i tuoi pruriti.
  Aspetta esclam subito. Non avere fretta, Robert.
Devi sapere che non potrai vivere per sempre delle storie su
Teruda. I miei scrittori li tratto bene. Un articolo qui, una
poesia l... Uno come te potrebbe trarre grande vantaggio
dal fatto di essere letto nelle nostre pagine. Sai, abbiamo
pubblicato Ford Madox Ford.
Va' al diavolo, George.
  Mi strizz l'occhio con aria annoiata. Non essere cos
maledettamente convenzionale.
  Mentre me ne andavo mi grid dietro:Vedo Emily, la
figlia di Pinker, ogni tanto.
Mi fermai sulla soglia.
  Ha fatto un ottimo matrimonio. Con l'uomo pi noioso
che esista. Hai fatto bene a tagliare la corda.
Non mi voltai. Tirai dritto.

Note.

1. La prospettiva moderna (N.d.T.).
...
68.

  Emily era un capitolo chiuso della mia vita, lo sapevo, ma
suo padre era un'altra storia. A un certo punto non potei
pi rimandare. Andai a Limehouse e gli feci portare in ufficio
il mio biglietto da visita.
  Naturalmente mi fece aspettare. Mentre sedevo in una
delle anticamere vidi una processione interminabile di facchini
e magazzinieri che mi passavano davanti con sacchi
di iuta sulle spalle; pi che camminare, marciavano, e si affrettavano
a uscire in strada, dove una fila di carri aspettava.
Mi chiesi perch non li conservassero nel magazzino; forse
quel caff aveva un'altra destinazione.
  Poi scorsi un viso noto: Jenks, il segretario, anche se ormai
era ben pi di un segretario. Aveva due assistenti che
lo seguivano a fatica mentre lui andava avanti e indietro per
dirigere le operazioni di carico. Jenks lo chiamai.
  Oh, salve, Wallis. Abbiamo saputo del vostro ritorno. E
vi siete tagliato i capelli. Era un commento strano: mi ero
tagliato i capelli decine di volte dal nostro ultimo incontro.
Ci chiedevamo quando vi avremmo rivisto. Continuava
a muoversi mentre parlava, cosicch come i suoi assistenti
fui anch'io obbligato ad alzarmi e a seguirlo. Ecco disse
a uno di loro. Lass, al secondo piano. Vedete? Spazio per
altri cinquecento almeno.
  Mi fermai, ammutolito per lo spettacolo che mi si presentava
davanti.
  Il magazzino non era pieno: era stracolmo. Su ogni lato
il caff arrivava al soffitto. Non c'erano finestre, solo un
paio di feritoie sulle pareti altissime, dove gli involucri di
iuta erano stati accatastati coprendo le finestre vere e proprie,
e da qualche interstizio riusciva a filtrare un raggio di
luce. Tra le montagne di merce serpeggiavano minuscoli
sentieri e corridoi zigzaganti, scale fatte di sacchi, scorciatoie.
Dovevano esserci pi di cinquantamila colli in quel
deposito.
  C'era un sacco aperto vicino a me. Mi chinai, ne estrassi
alcuni chicchi e li annusai. Typica indiano, se non vado
errato.
Jenks annu. Siete sempre stato un naso fine.
  Alzai lo sguardo verso le torri di sacchi che si ergevano
a perdita d'occhio nella penombra del magazzino.  tutto
uguale? A cosa serve?
Fareste meglio a venire di sopra sugger Jenks.
  Pinker era seduto alla scrivania. La telescrivente per le
quotazioni della Borsa ticchettava quietamente; lui reggeva
il nastro, leggeva i simboli e poi lo lasciava cadere per raccogliere
quasi subito la porzione successiva con nuovi simboli,
come qualcuno che si disseta ad un fiume dalla corrente
impetuosa.
  Oh, eccovi, Wallis. Siete tornato, finalmente esclam,
come se fossi andato a pranzare nel West End. Com' andata
in Africa?
Non bene.
  Cos mi pareva di aver capito. Mi guard appena, e
continu a passare i pollici sulla strana rubrica emessa
dall'apparecchio.
  Il deposito  strapieno commentai, quando vidi che
non parlava.
  Quello? chiese. Quello non  niente. Dovreste vedere
i magazzini doganali. Adesso ne ho quattro, tutti pieni
zeppi. Dovr affittare degli altri locali finch non sar
finita.
Finch non sar finita cosa?
  Allora mi fiss, e rimasi colpito dalla somiglianza fisica
con Emily. Ma negli occhi aveva una luce misteriosa, una
specie di eccitazione nervosa.
  Il mio esercito  quasi pronto, Wallis dichiar. Siamo
quasi forti abbastanza.
  Aveva avuto una rivelazione, mi spieg Pinker. Aveva
capito finalmente che il mercato del caff era ciclico. Se il
prezzo saliva, i proprietari delle piantagioni ne piantavano
altro, ma poich le piantine impiegavano quattro anni
a dare i frutti, gli effetti sul mercato si avvertivano solo allora.
Quattro anni dopo un aumento di prezzo, quindi, si
arrivava alla saturazione, perch il caff piantato negli anni
di penuria arrivava sul mercato in quantit crescenti, finch
l'eccedenza nell'offerta non causava inevitabilmente il
crollo dei prezzi, e i proprietari delle piantagioni fallivano
o cambiavano prodotto. Quattro anni dopo, questo causava
una nuova penuria; i prezzi aumentavano, e i coltivatori
si espandevano di nuovo.
  Un ciclo di otto anni, Wallis. Immutabile, inesorabile
come le fasi lunari. Il cartello pu mascherarlo ma non eliminarlo.
E una volta che l'ho capito, mi sono reso conto di
averlo in pugno.
Chi?
  Howell, naturalmente. Pinker fece un sorriso tirato.
Ci penso io fra poco a farlo ululare.(1) Si ferm e parve
quasi sorpreso. Siete stato voi a farmi diventare spiritoso,
Robert.
  Aspettava da anni, disse, che il ciclo arrivasse al punto
in cui i ritmi naturali del mercato mettevano sotto pressione
il prezzo.
  E il momento  arrivato? Credevo che si prevedessero
altri aumenti qui a Londra.
  Alz le spalle.  quanto sostiene il governo brasiliano.
Hanno inventato un nuovo imbroglio: valorizzazione, si
chiama. Contraggono grossi prestiti per comprare il caff
dei loro coltivatori, facilitandone l'arrivo sul mercato. Ma
non pu durare. Il mercato  come un fiume: lo si pu arginare
solo per un certo periodo, e quando la diga si rompe,
la corrente trascina via tutto con s.
  Si avvicin a una carta del mondo che dominava una delle
pareti. Ho preso provvedimenti, Robert. Alcuni li avete
visti gi, ma non sono che quelli evidenti. Relazioni, alleanze,
tregue. Arbuckle sulla costa occidentale. Egbert in Olanda.
Lavazza a Milano. Quando agiremo, lo faremo insieme.
Avete formato un monopolio?
  No! Si gir di scatto. Proprio il contrario: un'associazione
di societ che credono nella libert e nel libero movimento
di capitali. Arrivate proprio al momento giusto.
  Ah. Non sono venuto a chiedervi il mio lavoro di prima.
Volevo solo scusarmi.
Scusarvi?
Per avervi deluso.
  Si accigli. Non fa niente. Emily  felicemente sposata.
La morte di Hector, naturalmente,  stata una tragedia,
ma un incidente indipendente da voi: succede. Nel frattempo,
Robert, ho bisogno di qualcuno con la vostra conoscenza
del caff.
  Quello che avete nel magazzino non si pu definire
caff.
  Certo, e sapete una cosa? Grazie alla pubblicit, i clienti
pensano che sia pi buono del miglior Arabica. Se fate loro
assaggiare una tazzina di Castle e una di Moka Harar, preferiscono
il Castle. Apparentemente le casalinghe si lasciano
menare per il naso pi di quanto voi vi lasciate menare
da ci che avete nei pantaloni.
Disprezzate i vostri clienti osservai sorpreso.
  Scosse il capo. Non li disprezzo. Non provo sentimento
alcuno per loro. In un'impresa che funziona non c' spazio
per le emozioni.
  Come volete. Io, per,  inutile che resti. D'ora in poi
intendo guadagnarmi da vivere scrivendo.
  Ah, s, ho letto quei vostri articoli. Sono scritti in modo
divertente, anche se un po' maldestro. Ma, Robert, non
c' motivo che non continuiate a scrivere per il giornale pur
lavorando per me. Anzi, potrebbe essere utile. Potrei suggerirvi
dei temi da approfondire, spiegarvi bene certe
questioni.
Non  cos che funziona.
  Allora siete pronto a saldare il conto. La voce era cambiata
di poco, ma gli vidi negli occhi un luccichio pericoloso
che prima non c'era. Trecento l'anno, giusto? E quanto
avete resistito? Sei mesi? Diciamo che mi dovete un migliaio
di sterline, arrotondiamo pure. Tese la mano. Un
assegno andr benissimo.
Non posso pagarvi ribattei a voce bassa.
  Lui abbozz un sorriso. Allora meglio che restiate con
noi finch non sarete in grado di farlo.
  Uscendo mi imbattei di nuovo in Jenks. Avevo la sensazione
che mi aspettasse.
Allora? chiese.
Sembra che mi voglia assumere di nuovo.
Sono contento, Wallis.
Davvero?
  S. Sospir. Il vecchio, a volte penso che sia diventato
un po' bizzarro, sapete? Forse insieme riusciremo a
calmarlo.

Note.

1. Gioco di parole tra Howell e howl, "ululare", che si pronunciano in modo
molto simile (N.d.T.).
...
69.

  La cosa strana era che Pinker non sapeva che farsene di me,
o almeno cos mi pareva. Di tanto in tanto veniva a cercarmi
e mi teneva un discorso sui danni dell'allineamento dei
prezzi o le ingiustizie della Borsa. A volte chiedeva a Jenks
di portarmi ritagli di giornale che parlavano del successo
della strategia brasiliana: il modello per un futuro prospero,
che sar sicuramente seguito a breve da chi desidera portare
stabilit a zucchero, gomma, olio di palma e ogni altro
mercato al mondo, come si espresse un giornalista; a
margine Pinker aveva scritto un'unica parola: SCIOCCHI.
  Una volta, dopo aver espresso un giudizio particolarmente
sferzante sui suoi concorrenti, mi lanci un'occhiata
e disse: Segnatevelo, Robert. Non ve lo ricorderete con
precisione se non lo scrivete.
Ma non credo che mi serva ricordarlo.
  Scrivete tutto insistette. Cos, quando dovrete raccontare
la storia, non tirerete a indovinare, avrete la prova.
La storia? ripetei, mentre mi domandavo in quale tasca
avessi ficcato la penna. Solo allora capii cosa intendeva,
e perch mi voleva tenere accanto.
  Vuole che gli faccia da biografo annunciai a Jenks
quando ci ritrovammo da soli.
  Annu. Pensa di essere un artefice della storia. L'ha sempre
pensato. Una volta era Emily che annotava i suoi discorsi.
Da quando lei si  sposata, non ha nessun altro che
possa farlo per lui.
  A proposito di Emily, la vedete ogni tanto? chiesi con
noncuranza.
  Lui mi fiss e dalla sua risposta trapel qualcosa dell'antico
antagonismo. Perch dovrei? rispose freddamente.
Adesso  sposata, ha altro da fare. Non ha nessun bisogno
di frequentare gente come noi.
  A quel punto cominciai a fare ci che mi veniva richiesto:
annotai le osservazioni del mio datore di lavoro su un
quaderno, lo stesso su cui una volta scrivevo i versi che mi
dettava l'ispirazione.
  Riuscii a carpire sprazzi di informazioni sul resto della
famiglia Pinker. Ada era rimasta ad Oxford e aveva sposato
un professore; Philomena aveva "debuttato", come si diceva:
partecipava alle feste in societ e frequentava un gruppo
di artisti a Bloomsbury. Non avevano pi motivo di venire
nell'ufficio del padre. Per quanto riguardava Emily,
dopo il matrimonio non aveva pi avuto diritto di partecipare
alla vita dell'azienda.
  Il suo lavoro adesso  fare la moglie, e di un politico,
per giunta esclam Pinker contrariato, l'unica volta in cui
gliene parlai. Senza dubbio avr presto dei figli di cui occuparsi.
Nel frattempo, noi abbiamo una ditta da mandare
avanti.
Una ditta che dirigeva con metodi sempre meno convenzionali.
  Per esempio, uno sciopero portuale iniziato senza
preavviso ostacol grandemente i movimenti di caff in
entrata e in uscita dal porto di Londra. Ci non era strano
di per s - c'erano spesso scioperi in quei giorni - ma era
insolito che scioperassero contemporaneamente anche ad
Anversa e a New York.
Il prezzo del caff per i negozianti aument di conseguenza.
In Borsa, per, le cose andarono in modo ben diverso.
  Il caff si trovava in navi che aspettavano di scaricare:
il Tamigi, l'Hudson e la Schelda si riempirono di imbarcazioni
come nastri trasportatori difettosi. Nessuno poteva
pi comprare prima della risoluzione del conflitto e i prezzi
crollarono, finch non intervenne il governo brasiliano che
li fece alzare di nuovo.
  Per quelli che conservavano il caff fuori dal porto di
Londra, naturalmente, non c'era nessun problema: potevano
vendere con lauti guadagni. Ricordai la fila di facchini
che uscivano dal magazzino di Pinker, e ammirai la sua
lungimiranza.
  Guadagn una fortuna quella settimana, ma non ne ricav
alcuna soddisfazione. Voleva la vittoria, non il denaro.
  Quella era solo una scaramuccia, Robert. Abbiamo saggiato
la loro forza. La vera battaglia deve ancora cominciare.
  Prov a spiegare a me ed a Jenks il funzionamento della
Borsa. Se Emily mi aveva insegnato a degustare il caff,
ed Hector a coltivarlo, Samuel Pinker mi svel la misteriosa
alchimia che generava ricchezza nella City.
  Abbiamo venduto mezzo milione di sacchi questo mese,
e guadagnato due scellini per ognuno. Immaginate se
avessimo avuto dieci milioni di sacchi sotto contratto.
  Non esiste tanto caff sul mercato obiett Jenks
perplesso.
  S, ma sto parlando per ipotesi. Cosa sarebbe successo
allora?
Avremmo moltiplicato per venti i guadagni risposi.
  Esatto esclam Pinker annuendo. Basta aggiungere
qualche zero. Allora, li vogliamo, vero, quei dieci milioni
di sacchi? E dove li troviamo?
  Jenks lev le braccia al cielo.  un enigma,  impossibile.
Il caff non esiste, e a parole non possiamo certo cambiare
la situazione.
  Ma esister in futuro insistette Pinker. E se potessimo
trasportarlo qui nel presente, ora che ne abbiamo pi
bisogno?
  Jenks emise una specie di brontolio: era evidente che,
per lui, la conversazione aveva ormai preso una piega
ridicola.
  Dissi lentamente: Se qualcuno avesse un contratto per
fornire quel caff pi in l...
S mi incoraggi Pinker. Andate avanti, Robert.
  E se voi poteste acquistare quel contratto, il suo valore
aumenterebbe o diminuirebbe a seconda che il prezzo attuale
permetta di prevedere che produrr un guadagno od
una perdita.
Esattamente esclam Pinker soddisfatto.
Ma a cosa serve? domand Jenks.
  Significa, per esempio, che un coltivatore potrebbe procurarsi
un'assicurazione contro un crollo dei prezzi in futuro
risposi. Potrebbe comprare un contratto che prevede il
crollo dei prezzi, e guadagnare un po' di denaro per controbilanciare
la perdita causata dal proprio raccolto.
  S conferm Pinker. Ma non  solo quello, Robert.
C' molto di pi. Pensatelo come un'operazione a termine,
un contratto a quattro dimensioni. Un contratto del genere
potrebbe essere creato da qualcuno che non hai mai raccolto
un sacco di caff in vita sua. Potrebbe sempre comprare
la merce per soddisfare il contratto, se fosse necessario, ma
non ce ne sarebbe bisogno: basta sostituire il contratto con
un altro al momento opportuno. Coltiverebbe... Fece una
pausa, in cerca della parola giusta.
Coltiverebbe capitale invece di caff terminai.
  Ma questo cosa c'entra con noi? chiese Jenks con voce
lamentosa. Noi ce l'abbiamo, il caff: caff Castle. La gente
lo beve. I clienti lo preferiscono a quello dei nostri concorrenti.
Abbiamo il dovere di assicurarci che continui a essere
l, sugli scaffali, invece di avere un'esistenza meramente
ipotetica.
  S conferm Pinker. Ce l'abbiamo, il caff. E avete ragione,
Simon: non dobbiamo lasciarci distrarre dalle operazioni
a termine, bench offrano possibilit affascinanti.
  Jenks era convinto che il capo fosse impazzito. Certamente
Pinker nutriva idee strane. Una volta si precipit
nell'ufficio che dividevo con Jenks e annunci che dovevamo
controllare le condizioni meteorologiche.
Come? chiese Jenks allibito.
  Le gelate, soprattutto. Il gelo in Brasile uccide milioni
di piante di caff, ma apparentemente  imprevedibile.
Fece una pausa. E se ci fosse uno schema ricorrente? Un ciclo,
addirittura? Mettiamo che, non so, un'estate secca in
Australia, o un tifone in Giamaica possa rendere pi probabile
una gelata sugli altopiani del Brasile.
Non ho mai sentito una cosa del genere.
  Informatevi, per, va bene? Ho un certo intito in queste
faccende.
  Cos prendemmo contatto con diverse societ di meteorologia
e una sfilza di uomini strani con marchingegni ancora
pi strani si present a Narrow Street. Uno port un
aggeggio in cui dodici sanguisughe vive erano collegate a
minuscoli campanellini tramite dei fili: quando le condizioni
atmosferiche erano sfavorevoli - una circostanza alla
quale, ci assicur, le creature erano molto sensibili - le sanguisughe
si contraevano, tirando cos il filo. Un altro sosteneva
che il tempo era determinato dalla congiunzione dei
pianeti, come l'oroscopo; un altro ancora che la pioggia
estiva sopra il Pacifico era in grado di provocare con assoluta
certezza le gelate invernali in Brasile. Pinker li ascolt
tutti con la stessa profonda concentrazione. Poi, per,
borbottava: Prove! Voglio delle prove! e si metteva,
instancabilmente, in cerca del ciarlatano successivo pronto a
imbrogliarci.
  A volte parlava di azioni e titoli, altre volte di forme di
contratto note a pochi, come gli strumenti finanziari. Era
un'espressione che gli calzava a pennello: era come un musicista
o un direttore d'orchestra, che creava dal nulla grandi
sinfonie di denaro con un gesto della mano al momento
opportuno.
  Jenks non riusciva a sentire tali melodie invisibili. Credo
si considerasse una persona sensata, il servitore diligente
che veglia sul padrone un po' svitato assicurandosi che
abbia sempre una camicia pulita da indossare ed i calzini ai
piedi. Era Jenks che manteneva i rapporti con l'agenzia di
pubblicit, ora, e Jenks a negoziare gli accordi con Sainsbury
e Lipton. In quel mondo dominato dal buonsenso - un
mondo in cui le donne compravano caff perch si sentivano
dire che cos facendo sarebbero diventate mogli migliori,
e i negozianti acquistavano caff perch con quello
li facevi guadagnare di pi - si sentiva perfettamente a
suo agio. Era l'universo pi filosofico e astratto della Borsa
a sconcertarlo.
  Un giorno Pinker mi disse: Avete talento per la finanza,
Robert.
  Stento a crederlo, visto che non sono mai riuscito a evitare
i debiti per pi di un giorno o due in vita mia.
  Non sto parlando di soldi, ma di finanza, qualcosa
di ben diverso. E sospetto che la vostra predisposizione
per i debiti ne sia la ragione. Simon non riesce a liberarsi
dell'idea che prendere denaro a prestito sia un peccato, che
si debbano rimborsare i creditori con denaro che si  guadagnato.
Ma in questo nuovo mondo di caff ipotetico e operazioni
a termine si pu guadagnare sulla compravendita di
debiti e contratti proprio come se si trattasse di chicchi di
caff. Mi fiss, tamburellando le dita sul tavolo. Lo capite,
Robert, non  vero? Non siamo pi mercanti di sacchi e
chicchi. Commerciamo in obbligazioni.
...
70.

Lo stesso caff, servito contemporaneamente a persone differenti,
avr caratteristiche aromatiche leggermente diverse
per ognuna di loro. Analogamente, gli stessi caff avranno
caratteristiche leggermente diverse quando sono serviti alla
stessa persona in momenti diversi.

Lingle, The Coffee Cupper's Handbook.

  Ormai gli articoli e gli inviti si erano quasi esauriti, proprio
come aveva previsto Hunt. C'era per un ricevimento
a Pimlico al quale mi recai, pi per rimpinzarmi di tartine
e vino che per il desiderio di raccontare ancora una volta
la storia di Teruda.
E l la trovai.
  Mi dava le spalle ma la riconobbi subito. Quando smise
di chiacchierare con la persona che le stava parlando si gir
di profilo, e vidi che era cambiata. Aveva un'aria stanca
e i capelli, sebbene fossero acconciati all'ultima moda, non
erano pi lucidi come un tempo.
  Non faceva parte del gruppo che pendeva dalle mie labbra,
ma suo marito s, e la chiam l come uno sciocco.
Posso presentarvi mia moglie? disse. Emily nutre un interesse
particolare per l'Africa, signor Wallis.
  La sua stretta di mano fu breve, l'espressione
impenetrabile.
  Ma davvero ribattei. Io e la signorina Pinker ci conosciamo
da molto tempo. Entrambi abbiamo lavorato per
suo padre.
A quel punto lui arross. Non  pi la signorina Pinker.
Certo, scusate. Signora...?
Brewer rispose lei. Moglie di Arthur Brewer.
  E non ha mai lavorato per suo padre, ci tengo a precisarlo
puntualizz Brewer innervosito, guardandosi attorno
per vedere chi avesse potuto sentire. Prima del matrimonio
gli dava una mano con l'amministrazione e cose del genere,
ma ormai le sue funzioni di moglie la impegnano troppo.
Per non c' niente di sbagliato nell'avere un impiego.
  A quelle mie parole lei sollev le sopracciglia, solo un
pochino. Voi lavorate, signor Wallis?
Non molto.
  Siete ancora una volta un boulevardier? chiese con una
traccia della severit di un tempo.
  Intendo dire che non  abbastanza per occuparmi a
tempo pieno. Vostro padre mi ha ripreso nell'azienda, ma
ho ben poco da fare.
  Oh, ma voi siete uno scrittore intervenne Brewer.
Ho letto diversi dei vostri articoli sull'Africa, erano molto
poetici; si riusciva quasi a sentire l'odore della polvere.
E si mise a divagare, mentre il mio sguardo non lasciava
sua moglie.
  S, era cambiata. Le sue guance erano meno rosee ed il viso
era pi spigoloso. Gli occhi sembravano pesti, come se
non dormisse abbastanza. Ma aveva anche una bellicosit
nello sguardo di cui un tempo non c'era traccia.
  Brewer stava ancora cianciando. Evidentemente non aveva
la pi pallida idea del fatto che un tempo eravamo stati
fidanzati. Me ne domandai il motivo. Perch non gliel'aveva
detto? Ma forse qualunque donna vorrebbe mantenere
segreto un comportamento come il mio.
  Non c'era speranza: non potevo parlarle con lui l, e poi
la gente stava cominciando a fissarci. Forse il marito era
ignaro dei nostri rapporti precedenti, ma c'erano altri ospiti
che invece erano al corrente, e scorsi con la coda dell'occhio
un paio di signore che bisbigliavano proteggendosi con la
mano. Dissi a Brewer: Signore, sono d'accordo con tutto
quello che avete detto finora, e poich questo mi fa pensare
che sarei d'accordo con tutto quanto avete in mente di dire,
sembra inutile prolungare la nostra conversazione.
Feci un cenno di saluto a sua moglie. Signora Brewer,  stato
un piacere rivedervi.
  Mi spostai all'altro capo della stanza. Dietro di me udii
Brewer protestare: Ma insomma! in tono ferito. Non mi
importava di averlo offeso: l'unica cosa che volevo era che
sua moglie mi seguisse.
  Non lo fece, non subito; non poteva, con tutti quegli occhi
puntati addosso. Me lo aspettavo. Feci il giro del salone,
scambiando qualche battuta qua e l e lasciandomi trasportare,
quasi per sbaglio, in angoli tranquilli, rientranze
discrete.
  Lei, per, non veniva. Finch, finalmente, proprio quando
il salone cominci a svuotarsi, mi voltai e la trovai dietro
di me, che posava un bicchiere vuoto su un vassoio.
  Dimmi una cosa le chiesi sottovoce. Sei felicemente
sposata?
Si irrigid. Sei molto diretto.
  Non c' tempo per la diplomazia. Sei felice con
quell'uomo?
  Lanci un'occhiata ad Arthur che pontificava. Lo scopo
del matrimonio  forse la felicit?
Deduco che equivalga ad un no. Posso vederti?
Rest in silenzio per un attimo. Dove?
Dimmelo tu.
  Vieni in Castle Street domani alle quattro. Pos il bicchiere.
Come sei diventato impetuoso, Robert mormor
andandosene.
  Impetuoso: era quella la parola giusta. Ci che avevo
provato, quando avevo riconosciuto il suo profilo nel salone
- prima ancora di incrociare il suo sguardo stanco di riprovazione -
era stata indubbiamente un'emozione impetuosa.
Ma era ben di pi.
  In vita mia ho provato desiderio per molte donne, tenerezza
per alcune, affetto e ammirazione per pochissime.
Alcune rappresentavano una sfida, altre una distrazione; per
altre ancora la mia stessa libidine era una sorta di dolce tormento
estatico.
  Ma solo per una donna avevo provato quella sofferenza
straziante, quello struggimento bramoso, quella sete, quel
senso disperato di vuoto. A peggiorare la situazione c'era la
consapevolezza che avrebbe potuto essere mia, che un tempo
avevo avuto la felicit a portata di mano e l'avevo buttata
via, distrutta con la determinazione e la violenza di un
bambino che rompe una noce con un sasso.
L'amore senza baci non  amore, cantavano i guerrieri galla.
Cos', allora? Cosa rimane dopo che il desiderio puro e
semplice se n' andato? Come si chiama questa emozione
senza baci che brucia pi dei baci, questo sentimento pi
terribile dell'amore?
Senza di lei sono vuoto, un vaso da riempire.
Senza di lei non sono nulla, un libro senza parole.
  Il giorno dopo arrivai alle quattro, ma lei non c'era. Il caff
era chiuso, con le finestre sbarrate da tavole di legno, e
dall'atmosfera di desolazione che vi regnava era evidente
che non si trattava di una chiusura recente. Notai che, pur
avendo cambiato l'insegna dove un tempo c'era scritto Taverna
della Sobriet, Pinker non aveva resistito alla tentazione
di renderne manifesto lo scopo filantropico. Sotto le
finestre, un'iscrizione dipinta sul legno nero diceva: Poich
egli sar grande davanti al Signore; non berr vino n bevande
inebrianti. Non c'era da stupirsi che il locale non avesse
avuto successo.
  Camminai avanti e indietro, in attesa. Solo dopo le cinque
la vidi apparire: camminava a passo deciso lungo la
strada venendo verso di me.
Entra disse, estraendo una chiave.
  La seguii all'interno. Lenzuola proteggevano i tavolini
di marmo dalla polvere, ma la macchina del caff dietro al
banco sembrava pulita. Emily si avvicin a una credenza e
prese un vasetto di chicchi di caff. Questi sono freschi.
Come fai a saperlo?
Li ho portati io la settimana scorsa.
Non capivo. Perch?
  Vengo qui da sola, ogni tanto, a bere un buon caff.
Quello che abbiamo a casa  terribile. E a volte mi serve un
posto discreto per incontrare... certe persone. Un posto che
mio marito non conosca.
Capisco.
Mi fiss all'improvviso. Davvero?
  Non ti giudico se hai degli amanti, Emily. Dio solo sa
che cosa ho fatto io.
Lei macin il caff, il cui aroma riemp il locale.
Hai qualcuno in questo momento? chiesi.
Sorrise. Un amante?
Cosa c' di strano?
  Niente: solo che sei diventato molto schietto. No, non
ho un amante in questo momento. Sono troppo occupata.
La osservai per un po'. Che variet di caff ?
Credevo che lo sapessi senza bisogno di chiedermelo.
Mi avvicinai e annusai i chicchi che stava macinando.
  Erano fragranti, ma non floreali come i caff che avevo
imparato a conoscere in Africa; avevano un sentore aspro,
pungente, di limone. Giamaicano esclamai.
  Invece  keniano; bacche grandi. Si trova da poco sul
mercato. Me lo procura un importatore di Spitalfields.
Ho commesso l'ennesimo errore, allora.
Quando il caff fu pronto lo port a uno dei tavolini.
  Presi la mia tazzina: insieme alle note fragranti e di limone,
c'era un fondo ricco di ribes nero.  passato molto tempo
dissi infine dall'ultima volta che ho bevuto un caff
cos buono. Sinceramente mi stupisce che possediate ancora
questi locali.
  Infatti non li abbiamo pi. Perdevano soldi e abbiamo
dovuto venderli. Ma quando ho scoperto che i nuovi proprietari
intendevano trasformarli nuovamente in pub, ho insistito
per tenere almeno questo. Non credo che Arthur sappia
della sua esistenza: a lui interessano solo azioni e titoli,
quelli che fruttano soldi. Sospir.  la legge della giungla,
no? La sopravvivenza del pi forte, e al diavolo tutti gli altri.
  Dopo avere vissuto nella giungla obiettai posso assicurarti
che le sue leggi sono ben pi complesse di quanto si
possa immaginare.
Pos la tazza. Robert?
SI?
Mi vuoi raccontare come  morto Hector?
  Le riferii tutta la storia, non tralasciando nulla a parte
i dettagli sugli occhi e i testicoli. Piangeva mentre parlavo,
le lacrime le scendevano silenziose sulle guance. Non tent
neppure di asciugarle, e io, pur desiderando cancellarle con
i baci da quella sua pelle pallida, non mi mossi.
  Grazie mormor quando ebbi finito. Grazie per avermelo
detto e grazie anche per ci che hai fatto. So che Hector
non ti piaceva, ma sono felice che tu fossi con lui alla fine.
Dev'essere stato un grande conforto per lui.
Lo amavi.
Ero molto giovane.
  Ma lo amavi... Ora tocc a me esitare. Lo amavi di
un amore totale. Non come amavi me.
Lei volt la testa di lato. Cosa intendi?
  Come dicesti a tuo padre quel mattino nel suo ufficio,
tu e io eravamo amici. Non amanti.
  Sentimmo del fracasso provenire da fuori: un gruppetto
chiassoso di bambini strisciava con dei bastoni sulla
ringhiera. Si ud un grido, un'esclamazione euforica, poi
scomparvero.
  Ci che dissi a mio padre spieg Emily era che ti volevo
sposare. Avrebbe dovuto bastare, no?
Ma eri innamorata di Hector.
  Era finita da un pezzo. Come probabilmente sai, visto
che hai letto le mie lettere. Ha preferito la sua libert di scapolo.
E tu... torn infine a fronteggiarmi con sguardo di
accusa tu ti sei innamorato di un'altra quasi subito.
S.
Chi era?
Alzai le spalle. Si chiamava Fikre.
  E l'hai... Fece un gesto ironico. L'hai amata di un
amore totale?
Direi di s.
Capisco.
  Emily, ci ho pensato molto in questi ultimi anni. Ti ho
chiesto di incontrarmi oggi perch volevo scusarmi.
Scusarti?
S. La mia lettera era scortese.
Scortese?
Il tuo perdono sarebbe molto importante per me.
  Chiariamo le cose, Robert esclam lei sbattendo la tazza
sul piattino. Mi stai chiedendo perdono per il modo in
cui hai rotto il fidanzamento e nient'altro?
Sono sicuro che probabilmente ci sono altri motivi.
  Allora, vediamo un po' quali potrebbero essere
continu lei. Hai chiesto a mio padre la mia mano senza neanche
dirmi che intendevi farlo. Ogni sera, dopo aver trascorso
la giornata con me, frequentavi i luoghi di piacere di Covent
Garden. Pensavi che non lo sapessi? Jenks ti ha visto
pi di una volta, ed  stato ben felice di condividere con
me l'informazione, credimi. Sei partito per l'Africa con la
morte nel cuore, e mi hai scritto quelle orribili lettere in cui
mettevi bene in chiaro che ti sentivi in trappola, anche prima
di innamorarti di un'altra donna.
  Rimasi a fissare la tazzina. Credimi, farei qualunque cosa
- qualunque cosa, davvero - per farmi perdonare.
Emily rispose sbuffando esasperata.
 troppo tardi? chiesi.
Troppo tardi per cosa?
  Per lasciarci tutto ci alle spalle. Per ricominciare da
capo.
  Vuoi dire, per essere la tua.... Per essere ci che quella
donna era per te? chiese incredula.
  La osservai. Due chiazze rosse le erano comparse sulle
guance. Continuai lentamente: Finch non lo facciamo
- finch i nostri corpi non si uniscono -  come annusare
senza assaggiare.  come parlare al telefono. Voglio stringerti,
essere dentro di te, farti sentire... Insomma, non posso
spiegartelo a parole, ma forse lo sai gi. Tutto quello che
ti posso dire  che quando cominci a provare piacere - il
piacere dell'amore -  come iniziare a degustare. Il palato
cambia, proprio come accade quando impari a conoscere il
sapore del caff.
  Ed  questo che hai imparato nei tuoi viaggi? ribatt
lei furiosa. A insultare le donne?
  Pensavo che provare ancora dei sentimenti per te dopo
tutto questo tempo fosse un complimento mormorai.
E comunque  impossibile.
A causa di Arthur?
Non  come credi tu.
Forse, col tempo...
  No, non capisci. Primo, perch non sono quel genere di
donna. Non protestare, Robert, non ci possiamo fare niente.
Secondo, perch non posso permettermi uno scandalo.
E gli altri, allora? Gli uomini che incontri qui?
Qui incontro delle donne.
Oh balbettai perplesso. Ma perch?
  Mi guard negli occhi. Abbiamo bisogno di un posto
sicuro, appartato per progettare le nostre azioni criminali.
Continuavo a non capire.
  Sono una di quelle che chiamano suffragette spieg.
Anche se  un nome che detestiamo profondamente. 
un tentativo da parte dei giornali di farci apparire donnette
sciocche ed inutili.
  Ah. Ci pensai sopra. Ci sono stati diversi atti criminali,
vero? Slogan scritti sui muri, tentativi di manifestazioni
alla Camera dei Comuni.
S, siamo state noi. Almeno in alcuni casi.
Ma cosa succeder se vi fate prendere?
  Andremo in prigione. E non si tratta di "se", ma di
quando .
Potreste essere fortunate.
  Scosse il capo. Arriver un momento in cui il movimento
avr bisogno di prigioniere; di martiri, se preferisci.
Immagina, Robert; queste "sciocchine", queste "suffragette"
che sono disposte a lasciarsi incarcerare in nome della
loro causa. Non potrete pi chiamarci sesso debole, allora.
E tuo marito?
  Non lo sa, anche se prima o poi lo scoprir. Ma sono
pronta.
Forse chieder il divorzio.
Non lui. Farebbe brutta figura.
  E perch  cos importante? Voglio dire, lottare per
eleggere un deputato, per mandare un presuntuoso come
Arthur alla Camera... Vale la pena di rischiare la prigione
per questo?
  Lei mi guard con occhi che non tradivano la minima
incertezza.  l'unico modo che ci resta. Ce l'hanno promesso
spesso, e ogni volta hanno mentito. Conta un deputato?
Forse no. Ma esserne private - essere private della possibilit
di farci riconoscere come persone con gli stessi diritti
degli uomini - conta. Quando hai un esercito che avanza,
Robert, non sono i tuoi soldati a scegliere il luogo della
battaglia, ma il nemico. Il voto, la rappresentanza sono
l'elemento sul quale si sono impuntati i nostri avversari. La
Camera dei Comuni  la loro roccaforte. E quindi dobbiamo
invaderla o accettare per sempre di non essere alla loro
altezza.
Capisco.
Ci aiuterai?
Io? chiesi stupefatto. Come?
  Vedi questo caff? Se il nostro gruppo deve crescere, ci
servono posti del genere. Un luogo dove lasciare messaggi,
organizzare incontri e dove le persone interessate possano
recarsi per saperne di pi. Stavo cercando qualcuno in
grado di gestirlo per me. Ieri, quando hai detto di essere in
difficolt con il lavoro, mi sono detta che saresti stato perfetto.
Potrei chiedere a mio padre di lasciarti libero almeno
di pomeriggio. Sono sicura che sarebbe d'accordo. E potresti
vivere qui di sopra: ci sono due piani interi, vuoti. Non
dovresti neanche pagare l'affitto.
  Scossi il capo. Sono lusingato, Emily, ma vedi bene
anche tu che  impossibile. Sono riuscito a farmi pubblicare
degli articoli, le cose stanno cominciando ad andarmi
bene. Non posso rinunciare a quel poco di libert che
mi resta.
  Oh, s, capisco benissimo sbott lei incollerita. Quando
hai detto, poco fa, che avresti fatto di tutto per farti perdonare
era un modo di dire, insomma. Quando mi hai
chiesto di fare l'amore con te, erano solo belle parole? Ti
 facile parlare dei piaceri del sesso, basta che siano piaceri
senza responsabilit, l'ennesima "sensazione squisita".
Ricordi quella frase, Robert? Fu cos che descrivesti cos'era per
te baciarmi. Ci ho messo molto a capire quanto fosse orribile,
e quanto rivelasse del modo in cui mi vedevi. Mi fulmin
con lo sguardo. Faresti meglio ad andartene ora.
Il silenzio si protrasse. E va bene esclamai.
  Cosa stai aspettando, allora? Va'. Mi volt le spalle,
pronta ad ignorarmi.
  No, intendo dire: va bene, gestir il tuo maledetto
caff.
Davvero? Sembrava sorpresa.
Ho detto di s, giusto? Non chiedermi perch.  ridicolo,
ma sono incapace di dire di no ai membri della tua
famiglia.
  Sarebbe una grossa responsabilit. Quando si sapr che
ci riuniamo qui... Mettiamola in questo modo: farai meglio
a tenere un piccone dietro il bar.
Sono sicuro che ce la faremo.
  Emily socchiuse gli occhi. Ti rendi conto che tra noi
due non ci potr mai essere niente, vero?
S, Emily, ho capito.
  E lo stipendio sar basso. Non potrai permetterti il tuo
solito sguito di prostitute e concubine. Perch sorridi?
  Stavo ripensando a un'altra conversazione, avuta con
tuo padre, sui termini della mia assunzione. Sono sicuro
che la paga baster per i miei modesti bisogni.
  La modestia non  una delle parole che userei per
descriverti.
  Allora forse riuscir a stupirti. Per ho delle condizioni
da porre.
Cio?
  Voglio togliere quegli slogan ridicoli. Sar gi abbastanza
difficile attirare i clienti: ci manca solo che si aspettino
prediche sulle gioie dell'astinenza.
Va bene. Cos'altro?
  Niente miscele. Che sia dannato se prendo dei caff
coltivati ai quattro angoli del mondo per mescolarli in una
brodaglia anonima.
  E pensi davvero di poter ricavare degli utili in questo
modo?
  Non ne ho idea risposi. Ma in fondo, cosa ti importa?
Spero di evitare almeno le perdite.
Tese la mano. In questo caso, Robert, siamo d'accordo.
...
71.

L'esperienza  essenziale per sviluppare un linguaggio completo
degli aromi e la comprensione delle infinite sfumature
di gusto che si nascondono dietro il profumo generico e
i sapori specifici che chiamiamo caff. Acquistare questo tipo
di esperienza richiede tempo. Non esistono scorciatoie.

Lingle, The Coffee Cupper's Handbook.

  Emily aveva avuto torto: la reazione di Pinker alla nostra
proposta inizialmente non fu favorevole. Era la situazione
sconveniente a disturbarlo, immaginavo: la figlia sposata
voleva assumere un uomo che un tempo le era stato vicino.
Spiegai bene che il mio ruolo consisteva solo nell'aiutare a
lanciare il locale, e fin per cedere.
  Solo una cosa, Robert. Ricordatevi che non possiamo
tornare indietro. Gli insuccessi vanno dimenticati. Sono i
successi che portiamo con noi nel futuro.
  Allora non capii se alludesse al mio fallimento in Africa
o al matrimonio con Emily andato a monte. C'era anche
una terza possibilit che mi venne in mente solo molti anni
dopo: che si riferisse non a me ma a se stesso, e ai suoi
rapporti con Emily.
  Nelle settimane successive fui molto impegnato. C'erano
operai da controllare, personale da assumere, avvocati con
cui litigare. Sorse infatti un piccolo problema legale quando
scoprimmo che non potevamo pi chiamarlo Caff Castle:
alla fine lo ribattezzammo Castle Street Coffee House, per la
soddisfazione generale. Incontrai Frederick Furbank, l'importatore
che aveva venduto a Emily il caff keniano. Con
mia sorpresa aveva sentito parlare di me, ed era perfino orgoglioso
di conoscermi di persona. Robert Wallis? esclam
stringendomi vigorosamente la mano. Lo stesso Wallis
che ha creato la Guida Wallis-Pinker? Devo informarvi, signore,
che i commercianti pi piccoli usano tutti una versione
modificata di quel sistema. Aspettate che dica agli altri
che compro caff per conto di Wallis! Era strano pensare
di aver creato qualcosa ormai dotato di vita propria. Ma
non mi sentivo particolarmente fiero di esserne l'autore: in
realt il motore dell'impresa era stato Pinker, non io.
  Io  e Furbank assaggiammo insieme alcuni caff e facemmo
una prima selezione. Era incredibile vedere come
gli africani stessero superando i sudamericani in termini
di qualit, e come i caff trattati per via umida stessero
prendendo il sopravvento su quelli trattati a secco. Chiacchierammo
di questioni tecniche per diverse ore, e alla fine
conclusi che Emily aveva un fornitore che non l'avrebbe
imbrogliata.
  Una volta aperto il caff, fui assorbito da attivit diverse:
controllavo l'operato dei camerieri, mi occupavo della
macchina del caff Toselli, lavavo anche tazzine e piattini
quando era necessario. Quasi fin da subito nel caff vi fu
un flusso costante di donne in cerca di informazioni. Erano
facili da riconoscere: avevano un'espressione determinata
e ansiosa quando entravano senza dare nell'occhio,
come se avessero dovuto meditare a lungo prima di fare quel
passo definitivo.
  Il  movimento militante per il suffragio femminile - la
Causa, come la chiamavano loro - stava ormai crescendo
rapidamente, alimentato com'era dalle notizie diffuse dai
giornali su ci che stava accadendo a Manchester e a Liverpool.
Emily e le sue compagne di lotta trascorrevano lunghe
ore nella stanza sul retro a discutere di tutto: la costituzione,
questioni etiche, la distinzione tra azioni legittime
e quelle che non lo erano, proposte su come procedere. Per
un movimento che si ispirava al motto "Fatti, non parole",
queste ultime non mancavano. Dicevano di voler scatenare
una sollevazione in tutta Londra, ma sembrava che i francobolli
necessari per spargere la voce non bastassero mai.
  Certe volte mi veniva da pensare che il loro fosse un entusiasmo
vuoto, un'avventura da ragazzine. Poi, per, alla fine
delle interminabili riunioni, si infilavano il cappello,
allacciavano gli stivali e, invece di salire sull'omnibus che le
avrebbe portate a casa, andavano da sole o in coppia a scrivere
slogan con secchi di vernice bianca su edifici del governo,
o a tappezzare i muri con i loro manifesti. Molly, Mary,
Emily, Edwina, Graldine e le altre non erano pi "angeli
del focolare", ma angeli vendicatori. Quelle spedizioni serali,
lo ammetto, mi lasciavano molto perplesso. Mi era stato
inculcato fin dalla pi tenera et che le donne erano creature
fragili, ed era un'idea che non riuscivo a scrollarmi di dosso.
  Nessuno ti obbliga a stare l a guardarci in cagnesco
sbott Emily una sera che si preparava ad attaccare manifesti
sul ponte di Chelsea. Se sei preoccupato, vieni.
Cosa ti fa pensare che sia preoccupato?
  Forse il fatto che hai lucidato quella tazza tanto a lungo
che tra un po' le fai un buco. Davvero, non mi accadr
nulla, ma vieni, se vuoi. Anzi, potresti essermi utile se mi
tieni il secchio mentre spennello la colla.
Benissimo. Se hai bisogno di me, vengo.
  Non ho detto di avere bisogno di te, Robert, ho detto
che potresti essermi utile.
C' una differenza?
Una distinzione, come direbbe mio padre.
  Chiamammo delle vetture in strada, cinque signore con
rotoli di proclami sottobraccio, ognuna con un secchiello
di colla e un pennello, e il sottoscritto. Se il governo dovesse
mai decidere di soffocare questa sollevazione, mi sorpresi
a pensare, non incontrer grandi difficolt.
  Io ed Emily scendemmo all'Embankment. Lei cominci
a srotolare i manifesti, ma nonostante la foschia c'era un
vento pungente e non era facile spalmarli di colla.
  Non ci saresti mai riuscita da sola le feci notare quando
una locandina rotol via lungo il ponte per la quarta
volta. Corsi a riprenderla.
  Ecco, cos hai la soddisfazione di sapere che c'era bisogno
di te, in fin dei conti ammise controvoglia tenendosi
fermo il cappello con una mano.
Sei arrabbiata!
  Certo che sono arrabbiata. Non riesco ad attaccare questi
maledetti manifesti al muro di mattoni. Me ne mise in
mano un plico. Visto che sei tanto utile, attaccali tu.
Volentieri.
Mi misi a incollarli alla parete mentre lei faceva la guardia.
Cave esclam a un tratto.
Cosa?
Cave. Lo si dice quando si vede un poliziotto, no?
  Oh, cave, ora ho capito. Dal latino... Lanciai un'occhiata
all'altro capo del ponte. Due poliziotti stavano venendo
verso di noi dalla sponda di Lambeth. In realt in
questi casi si dice: "Scappa!"
  Si ud il suono di un fischietto, poi lo scalpiccio dei piedi
che correvano lungo il ponte. Pi veloce! la esortai, prendendola
per un gomito.
  Procedemmo in direzione di Parliament Square attaccando
manifesti su ogni edificio pubblico che trovavamo
sul nostro percorso.
  Poi nei pressi del ponte di Westminster vedemmo un'auto
a motore. Era ferma sul lato della strada, e l'autista doveva
essere andato a mangiare un boccone. Sul cofano sventolava
la bandiera del governo.
 l'auto del ministro dell'Interno esclam Emily.
Sei sicura?
  Certo. Arthur lo conosce. Vieni, attacchiamone uno
anche l.
Cosa?
   un'opportunit fantastica mi esort lei impaziente.
 pi probabile che legga un manifesto appiccicato sulla
sua auto che su un ponte. E per assicurarcene, ne incolleremo
uno anche all'interno.
Ma, Emily, non puoi!
  E perch mai? Stava gi srotolando una mezza dozzina
di poster.
  Perch ...  un'auto. Una bella macchina. Un oggetto
splendido.
  Oh, in questo caso ribatt lei sarcastica andremo in
cerca di qualcosa di brutto e li attaccheremo l, i nostri cartelli,
cosa ne dici? Robert, non  colpa mia se il ministro
dell'Interno ha scelto un'auto elegante per andarsene in giro.
Quello che conta  il messaggio.
Ma pensa al povero autista, ai guai che passer.
  S,  una vera disdetta, ma pazienza concluse, spennellando
di colla il retro di quattro o cinque manifesti. Fa' la
guardia, eh?
Non  corretto protestai, pur obbedendole.
  Il fatto, Robert mi spieg premendo il lato appiccicoso
del primo foglio sul metallo lucido e immacolato dell'auto,
 che noi donne non siamo gentiluomini. Per noi non
 un gioco, ma una lotta.
  Ehi! Udimmo un grido. Mi voltai: i nostri amici poliziotti
ci avevano trovati un'altra volta.
  Corremmo lungo parecchie stradine laterali e infine tirai
Emily nel vano buio e silenzioso di una porta, all'entrata di
una dimora lussuosa. Aspettammo senza fiatare. Le strade
erano immerse nel silenzio.
  Credo che li abbiamo seminati dissi. Dovremmo aspettare
altri cinque minuti per esserne sicuri.
  Non  meraviglioso? esclam lei. Aveva gli occhi che
brillavano.
Meraviglioso? ripetei dubbioso.
  Avevi sempre voluto essere un ribelle. E ora lo sei
davvero.
E tu sei la mia aiutante.
  Direi che  il contrario: sei tu il mio aiutante. E bravo,
anche.
  Non riuscii a trattenermi: quegli occhi lucidi, le labbra
dischiuse, il petto ancora ansimante mentre cercava di riprendere
fiato... Sembrava la classica situazione da bacio, e
cos la baciai.
  Lei ricambi - ne ero sicuro: un bacio intenso, prolungato,
accompagnato da un sospiro di piacere. Ma quando
cercai di baciarla un'altra volta, mi blocc mettendomi una
mano sul petto.
Dobbiamo trovarti una moglie, Robert mormor.
Cosa?
  Noi due siamo amici ora, no? Abbiamo rinunciato alla
leggerezza dell'innamoramento per i legami pi saldi del
cameratismo.
Non prendermi in giro, Emily.
  Mi dispiace. Stavo solo cercando di sdrammatizzare,
credo. Ma penso davvero ci che ho detto. Tu e io siamo
amici. Se vuoi qualcosa di pi, devi trovare qualcun'altra.
  Non voglio nessun'altra affermai. Ma le lasciai le
spalle.
...
72.

  Apportai ulteriori cambiamenti al caff: aumentai il numero
di tavoli, appesi cartelli pubblicitari colorati come
quelli che avevo visto nei locali in Italia e in Francia e feci
fabbricare un lungo scaffale dietro il banco per le bottiglie
di assenzio e altri aperitivi. Emily sopport le trasformazioni
senza fiatare, ma quando spesi i guadagni di
una settimana per un enorme mazzo di piume di pavone,
mi ferm.
Cos' questa diavoleria, Robert?
  C'era qualcosa di simile al Caf Royal. D al locale una
certa atmosfera, non trovi?
  L'atmosfera sentenzi Emily  proprio quello che non
vogliamo.
Oh.
  L'atmosfera, termine col quale intendi, penso, l'aria decadente
di un bordello parigino - no, lasciami finire - suggerisce
qualcosa di frivolo. Qui ci servono conversazioni,
scambi di idee, non piume e cianfrusaglie. Ho in mente un
posto che assomigli di pi a un luogo di culto metodista,
semplice, modesto e funzionale.
  Ma a chi verrebbe voglia di venire in un posto del
genere?
  Robert, forse ti  sfuggito che stiamo programmando
un'insurrezione di massa. Verranno per la politica, non per
le piume di pavone. E per quanto riguarda l'assenzio, forse
qualcuno ne ha ordinato?
  Non ancora ammisi. Le tue suffragette sono tutte
astemie.
Grazie a Dio. Serviamo caff e basta.
  Mi piegai al suo volere, pur con l'intima convinzione
che le Suffragette si sarebbero accontentate di bere t o perfino
acqua. Le mie poche competenze l erano sprecate.
  Il governo aveva fatto tesoro dei successi delle suffragette
a Manchester, e a Londra aveva scelto una strategia diversa:
minimizzarne l'impatto. Voleva dare a intendere che
le militanti fossero donnette impressionabili invece di considerarle
una minaccia all'ordine naturale come erano state
dipinte nel nord del paese.

BUDINO DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI.
Prendete una suffragetta bella fresca, aggiungete una fetta abbondante
delle arie che si d e sugo quanto basta; lasciatela friggere
davanti alla casa di un ministro finch non  rovente, poi
aggiungete un paio di poliziotti, rotolatela bene nel fango, e intanto
che  ancora calda trascinatela in corte di giustizia; lasciatela
bollire e guarnite con una salsa ai martiri. Costo: un po' di
dignit.

   cos frustrante si infervor Emily, gettando il Daily
Mail sul tavolo. Siamo come moscerini che attaccano un
rinoceronte.
  Anche i moscerini danno fastidio, quando formano un
nugolo osserv Geraldine Manners. Dobbiamo organizzare
una marcia.
  Edwina Cole sospir. Sicuramente il Daily Mail spiegher
ai suoi lettori che marciare non  da signore.
  E allora non la chiameremo marcia. Sar una processione,
cos non avranno niente da ridire.
  La processione era fissata per il luned di Pasqua. I giornali
la chiamarono la Cavalcata delle Valchirie e la carica
dei soldati in sottoveste, ma ormai a Emily questi epiteti
non facevano pi nessun effetto.
Vorresti che ti accompagnassi? chiesi.
Perch no?
Devo portare il piccone?
  Oh, non credo che ti servirebbe. Stiamo solo organizzando
una processione: la battaglia campale sar per un'altra
volta.
  Dovevano marciare - o meglio sfilare - da Trafalgar
Square a Westminster, dove avrebbero presentato la loro
petizione alla Camera dei Comuni. Emily non aveva idea di
quanta gente sarebbe andata. Duecento, ipotizzava il Daily
Mail. Non capivo dove avessero preso quella cifra: immagino
dovesse essere una stima non troppo bassa (per giustificare
la presenza della notizia sui giornali) ma neanche troppo
alta (dopotutto, bisognava sfatare il mito che a manifestare
fosse una percentuale significativa della popolazione).
  Arrivammo nel posto convenuto molto prima dell'ora
prevista per l'inizio. Il mio primo pensiero fu che l'organizzazione
di Emily fosse stata eccellente: c'era gi una bella
folla. Poi, per, trasalii accorgendomi che molti erano
uomini. Una cinquantina di donne e pochi rappresentanti
dell'altro sesso erano in attesa, nervosi; avevano l'aria vulnerabile
nello spiazzo erboso al centro della piazza.
  Stavamo per attraversare lo spiazzo quando un poliziotto
ci ferm. Se restate qui, vi arrester per avere ostacolato
la circolazione in strada disse a Emily. Alcuni uomini che
stavano guardando applaudirono calorosamente.
  Non sono in strada replic Emily senza perdere la
calma.
  S, invece dichiar l'agente, sollevandola di peso e
piazzandola sul selciato. Emily soffoc un grido indignato.
Poi udii un urlo dagli uomini dietro di noi: Spingetela!
La massa di corpi maschili avanz, spintonandola fino
al centro della carreggiata.
  Mi rivolsi al poliziotto, incredulo. Permetterete che riservino
un comportamento del genere alla signora?
  Lui mi fiss con aria inespressiva. Signora? Quale
signora?
  Dovevamo essere appena una sessantina al momento della
partenza del corteo, circondati da entrambi i lati da una
folla inferocita di pi di duecento persone. Qualcuno agitava
i pugni, altri urlavano insulti, ma la maggior parte fissava
le donne con un interesse apertamente sessuale. Di tanto in
tanto l'ostilit sfociava nella violenza. Due donne reggevano
uno striscione con un ricamo elegante che diceva: Comitato
di rappresentanza delle operaie tessili del Cheshire. Vidi
tre uomini correre in quella direzione. Strapparono loro di
mano lo stendardo, lo calpestarono e lo strattonarono finch
non ne restarono che i paletti rotti e qualche brandello
finito in una pozzanghera. Altri poliziotti, che si trovavano
a pochi metri di distanza, rimasero a guardare.
  Noi uomini eravamo in pochi a manifestare, ma gli insulti
rivolti a noi erano particolarmente feroci. All'inizio
non capivo perch continuavo a udire uno strano suono,
uno scalpiccio di piedi ritmato, finch non sentii urlare:
Vi fate mettere sotto i piedi dalle donne! e: Tornate a lavare
i piatti!
Emily mi prese a braccetto senza smettere di avanzare.
Ignorali.
  Al contrario ribattei, mi dicevo che mi fa proprio piacere
essere scambiato per tuo marito.
  Quando giungemmo a Westminster i presenti si misero
a sputarci addosso, qualcuno con risultati davvero prodigiosi.
Grosse bolle lucide di muco ci sfrecciavano accanto;
una atterr sulla giacca di Emily, dove rimase attaccata
al risvolto come una spilla viscida e opalescente.
  Tutto qui quello che sanno fare? esclam lei torva,
tirando fuori un fazzoletto.
  Mentre ci immettevamo in Westminster Square, la folla
inizi a spingere da dietro. Davanti a noi c'era una fila
di poliziotti a cavallo che ci impedivano di arrivare alla Camera.
Sembrava che non avremmo potuto presentare la nostra
petizione dopotutto, per non potevamo neanche tornare
indietro.
  Tutto intorno a noi gli slogan aumentarono di volume:
gli spettatori approfittavano della nostra immobilit per
raddoppiare le provocazioni. Poi, senza preavviso, alla nostra
destra scoppi un tafferuglio. Un gruppo di uomini si
lanci sulle manifestanti, afferrando le donne e buttandole
per terra.
Perch la polizia non fa nulla?
Finalmente si muovono. Guarda.
  Era vero: gli agenti avevano estratto gli sfollagente. Ma
con un brivido mi accorsi che non li usavano per tenere
a bada gli aggressori: il loro obiettivo erano le suffragette.
L'aria riecheggi di urla femminili. Non potevamo scappare:
la pressione della folla in preda al panico, intorno a noi,
era troppo forte, e anche se venivamo spintonati qua e l
come alghe su uno scoglio, tornavamo sempre al punto di
partenza. Le divise blu e i manganelli erano a cinque o sei
metri, poi tre, poi quasi a portata di mano. Riuscivo a vedere
il sudore sul viso congestionato del poliziotto pi vicino
quando sbatt a terra una donna. Lei cerc di sferrargli
un calcio, e l'agente la colp agli stinchi.
Vienimi dietro dissi a Emily.
Non far nessuna differenza.
Fallo comunque.
  Mi voltai e me la strinsi contro, dando le spalle all'ondata
blu che si preparava a travolgerci.
  Aspettai in una cella per ore, insanguinato, pieno di lividi
e pensieroso.
  La devozione  una strana cosa. Di solito ha origine intellettuale,
ma pu anche essere viscerale, frutto di una decisione
imposta dagli eventi. Non avevo motivo di appassionarmi
alla causa femminile, ma ero rimasto al loro fianco
durante l'aggressione ed a un tratto colsi la legittimit delle
loro rivendicazioni. Se le loro richieste erano davvero banali
come affermavano i giornali, perch fare di tutto per
rifiutarle? Se le donne erano creature tanto fragili e delicate,
cui cedere il passo quando si entrava in una stanza o da
proteggere dal traffico per strada, perch prenderle a bastonate
al primo segno di dissenso? Erano davvero il sesso debole
o si trattava di una finzione creata dagli uomini per
farle restare tali?
  Mentre riflettevo su quelle domande senza risposta, la
porta si apr. Un agente si affacci e ordin: Venite con
me.
  Ancora ammanettato, fui scortato lungo il corridoio fino
a una stanza squallida dalle pareti rivestite di mattonelle
bianche, come un bagno. Seduto a un tavolo di acciaio,
si trovava il marito di Emily. Accanto a lui c'era un tizio vestito
di nero dall'aria arcigna.
  Wallis? esclam Brewer, squadrandomi con disprezzo.
Dovevo immaginarlo.
Immaginare cosa?
  Si lasci andare contro lo schienale, infilando il pollice
nel taschino del gilet riservato all'orologio. Quando mi
hanno riferito che io e mia moglie eravamo stati arrestati
entrambi, mi sono preoccupato non poco. Trovarsi in due
luoghi contemporaneamente  gi abbastanza difficile, ma
turbare l'ordine pubblico fuori dalla Camera proprio mentre
si denuncia l'accaduto all'interno  addirittura
straordinario.
  Di quel malinteso non sono responsabile io, vi
assicuro.
  No, l'errore  stato mio. Avrei dovuto capire che qualcuno
- o qualcosa - aveva contagiato mia moglie con quelle
turpitudini.
  L'idea era cos ridicola che scoppiai a ridere. Lui mi fiss
torvo. Cosa c' di divertente?
Dov'?
Sar rilasciata per ragioni mediche.
Perch?  stata ferita?
  Non sono affari vostri ringhi l'uomo col completo
nero.
  Brewer rispose pacato: Soffre di isteria. Lo sapevate,
prima di trascinarla in una sommossa?
Isteria? Chi lo dice?
Io rispose l'uomo in nero.
  Il dottor Mayhews  il medico che la segue. Abbiamo
scoperto che da un po' di tempo a questa parte ha smesso
di presentarsi agli appuntamenti con lo specialista. Brewer
mi osserv infastidito. In ogni caso, adesso ricever le cure
di cui ha bisogno.
Se le avete fatto del male...
  Intendo mandarla in un sanatorio privato in campagna
mi interruppe. L'aria buona e la quiete le gioveranno.
E voi non provate mai pi a contattarla. Sono stato chiaro?
  Risposi: Intendo scrivere un resoconto preciso della sfilata
di oggi - comprese le attivit illegali della polizia - e
proporlo a un quotidiano.
  Fate pure. Scoprirete che nessun direttore di giornale accetter
di pubblicarlo. Riportatelo in cella disse all'agente.
  Aggiunsi con insolenza esagerata: Non vorrete certo che
la mia frequentazione con vostra moglie diventi di pubblico
dominio, Brewer. Diedi alla parola frequentazione un'intonazione
particolare. Sapevo che avrebbe capito l'allusione.
Si immobilizz.
  Se la fate rinchiudere, parler della nostra relazione in
tutti i circoli e i caff di Londra.
  Si riprese. Le suffragiste non possono permettersi quel
genere di scandalo.
  Forse. Ma io non sono suffragista. E non mi fermer
davanti a nulla - nulla - pur di far rilasciare Emily.
E se la libero? chiese lentamente. Cosa ottengo?
La mia discrezione.
Sbuff incredulo.
Alzai le spalle.  l'unica garanzia che avrete.
  Segu un lungo silenzio. Buttate fuori questo tizio berci
infine. Dottore, dovremo organizzarci perch mia moglie
sia curata a Londra.
...
73.

Cos'hai fatto? grid.
  Gli ho detto che avrei taciuto sulla nostra relazione se
ti avesse lasciato andare.
  L'ho appena visto esclam lei sconvolta, e non mi ha
detto niente.
Forse era imbarazzato.
  No replic. Penso che sottovalutiamo gli uomini come
Arthur e la capacit che hanno di tenere nascosti i loro
veri sentimenti.  per quello che non ci daranno mai il
potere finch non vi saranno costretti. Mi guard. Quindi
vi siete accordati tra di voi senza che io avessi voce in
capitolo.
Non  proprio cos.
  Non avevi il diritto di farlo. Anche se fosse stato vero,
non ne avevi il diritto.
Mi dispiace. Non mi  venuta nessun'altra idea.
  E adesso dovr affrontare Arthur ogni giorno, lui non
dir niente ma penser di sapere. Sospir. Ormai ho perso
il vantaggio morale, ma  colpa mia. Forse qualche umiliazione
mi far bene.
  Naturalmente suggerii ci sarebbe anche una
compensazione.
Oh! Quale?
  Se tuo marito pensa che dormiamo insieme, tanto vale
che ce ne rendiamo colpevoli sul serio.
  "Tanto vale"? Come sei romantico, Robert. Non ho
mai ricevuto proposte tanto delicate.
  Ma capisci cosa voglio dire? Perch non dovremmo
farlo?
  Perch hai dato la tua parola, un particolare da niente,
e perch io me lo ritrover davanti tutti i giorni, a colazione.
Oh, per non parlare della tua propensione a innamorarti
di altre donne. Mi dispiace, Robert. Anche se me l'hai
presentata in modo tanto lusinghiero, mi far forza e rifiuter
la tua proposta.
...
74.

"Riato": aroma pesante ed aspro caratteristico dei caff coltivati
nella regione di Rio, in Brasile, e a volte presente anche
in caff leggeri di qualit superiore.

Ukers Coffee Buyer's Guide.

  Mentre i prezzi continuavano ad aumentare, il mercato
fu inondato da enormi quantit di caff proveniente dal
Brasile e dagli altri stati del Sudamerica. Il nuovo pericolo
all'orizzonte era la sovrapproduzione. Chi avrebbe bevuto
tutto quel caff?  vero, la standardizzazione dell'imballaggio
aveva mantenuto basso il prezzo dell'articolo finito
nei negozi, ma c'era sicuramente un limite all'aumento della
domanda. Il prezzo oscill leggermente, ma l'offerta continu
a crescere, alimentata da decisioni prese nelle piantagioni
quattro o cinque anni prima. Pinker scrut i mercati
come un falco, aspettando il momento di attaccare.
  Il governo brasiliano annunci che avrebbe reagito all'eccedenza
dell'offerta distruggendo il prodotto prima che
arrivasse sul mercato. Le Borse approvarono, e l'aumento
inesorabile del caff, e dei titoli e delle valute sudamericane
a esso associati, continu senza ostacoli.
  Ho bisogno che andiate in Brasile per me, Robert
disse Pinker.
  Lo guardai perplesso e lui scoppi a ridere. Non preoccupatevi.
Non vi chieder di gestire una piantagione, stavolta.
Ci sono delle questioni sulle quali devo andare a fondo,
e vorrei affidarle a una persona di fiducia, che riesce a
vedere pi in l del proprio naso.
  Voleva che andassi a indagare sulla distruzione del caff,
mi spieg, per assicurarmi che tutto fosse ci che
sembrava.
  Oh, la teoria ha una sua logica. Riducendo l'offerta si
controlla la domanda. Per trovo che sia una misura straordinaria
per un governo, e chi la mette in pratica sar sempre
soggetto a un conflitto di interessi; per qualunque coltivatore
bruciare il proprio caff equivale a bruciare denaro.
E l'esperienza mi ha insegnato, Robert, che raramente i
proprietari terrieri danno prova di grande altruismo.
  Non potevo certo rifiutarmi di andare. C'era una nave
che partiva da Liverpool e che sarebbe giunta a Sao Paulo
sedici giorni dopo, cos prenotai il viaggio.
  Fu un'esperienza ben diversa dal viaggio in Africa. Intanto
a bordo non c'erano missionari: niente sermoni sul bisogno
di rispettare le apparenze o di rischiarare le tenebre.
Per gli altri passeggeri la ragione del viaggio era una sola: il
caff. In un modo o nell'altro eravamo tutti legati al commercio
di quel prodotto, come se fosse stata l'unica materia
prima esistente in Sudamerica.
  Non rivelai loro che la mia missione aveva un'altra ragione
secondaria: prima che partissi da Londra Pinker mi aveva
affidato un messaggio da consegnare di persona.
  Non a un segretario, non a un caposquadra e neppure
a un membro della sua famiglia. Datelo a lui personalmente,
e se possibile restate al suo cospetto mentre lo legge. Voglio
che mi riferiate le sue reazioni.
  Mi mise in mano una lettera. La busta era sigillata; fu il
nome che vi era scritto sopra a farmi trasalire.
Sir William Howell.
  A nessun altro, Robert ripet fissandomi. Consegnatela
a sir William e non parlate a nessun altro della sua
esistenza.
  Sao Paulo non assomigliava a nessuno dei posti che avevo
visitato fino a quel momento: una citt animata da
un'energia furiosa, edifici nuovi che spuntavano da ogni
parte, regge di pietra e marmo costruite da uomini a piedi
nudi vestiti di stracci, con impalcature fatte di esili bastoni.
Mi dissi che forse l'Africa sarebbe diventata cos, ma non ci
credevo fino in fondo; non riuscivo a immaginare che gli
spietati cieli africani tollerassero tale ambizione, tale attivit
appassionata e instancabile.
  Pinker mi aveva scritto lettere di presentazione per il ministro
dell'Agricoltura, che accett subito di buon grado di
farmi assistere alla distruzione del caff. Fui accompagnato
al porto di Santos, dove una flottiglia di chiatte veniva caricata
di sacchi.
  Questi saranno gettati tutti in mare mi spieg la guida
indicando i colli con la mano. E la stessa quantit finir
in acqua la settimana prossima e poi la successiva. Come
vedete ci sono guardie armate per impedire che qualcuno
venga a servirsi.
Posso dare un'occhiata? chiesi.
Se lo desiderate.
  Passai davanti alle guardie per dirigermi verso i sacchi
di caff e ne aprii uno. Annusai. I chicchi non erano torrefatti
n trattati, ma non c'erano dubbi: si trattava di Arabica
del Brasile, lo stesso caff che era esportato a tonnellate
a San Francisco e ad Amsterdam. Ne afferrai una manciata
e la strofinai con le dita per assicurarmene, poi andai
a controllare un altro sacco per verificare che il contenuto
fosse identico.
  Allora? Siete soddisfatto? chiese la guida con un'ombra
di permalosit nella voce.
S.
  Bene. Quindi potete riferire al vostro padrone che
quando il governo brasiliano dice una cosa la fa.
  Pinker mi aveva lasciato carta bianca sul modo migliore
di arrivare da sir William. Alla fine decisi che gli avrei semplicemente
scritto, annunciandogli di avere qualcosa per
lui. Gli comunicai l'indirizzo del mio albergo, precisando
per che non avrei aspettato che leggesse la mia lettera per
partire e raggiungerlo.
  C'era una ferrovia lungo la strada che dalla costa si addentrava
tra le colline; era la stessa che portava sul mare il
caff destinato all'esportazione. La locomotiva era americana,
recentissima, con un cacciapietre a punta sul davanti.
Per tre giorni attraversammo sferragliando valli infinite e
innumerevoli colline; ma la cosa straordinaria  che in tutto
quel tempo il panorama fuori dal finestrino non cambi
mai. Ogni collina di quella regione - ogni valle, ogni prospettiva -
era identica. A perdita d'occhio, simili ai solchi
di un disco da grammofono, si vedevano solo lunghi filari
di piante lucide, verde scuro, di caff. Gli arbusti erano stati
potati in modo che anche i rami pi alti fossero a portata
di braccio, e di tanto in tanto si intravedevano i peones che
curavano le piante, ma per la maggior parte i campi enormi
erano stranamente privi di presenze umane, come un deserto
- un deserto di caff. La giungla fertile di un tempo era
stata respinta in rari burroni e altri punti inaccessibili che
non valeva la pena di coltivare, mentre la terra, via via che
l'altitudine aumentava, diventava di un rosso mattone intenso,
cos asciutta e fine che al minimo soffio di vento si
sollevava e sembrava sorvolare i campi come fumo colorato.
I filari di caff erano tanto dritti e lunghi che costeggiandoli
in treno si avevano strane illusioni ottiche: a volte sembravano
tremare e sussultare, come se gli arbusti avessero
preso a marciare con precisione militare verso l'entroterra.
  Quando ci fermammo per fare rifornimento di carbone
e acqua, parlai con il macchinista.
  Questo non  niente dichiar, mostrando con un gesto
della mano il paesaggio perfettamente regolare, chiudendo
un occhio per evitare il fumo della sigaretta che
stringeva tra le labbra. Dove andate voi, a Dupont... quella
s che  una fazenda. Cinque milioni di piante, ve lo immaginate?
Io ne ho venti e mi considero ricco. Immaginate
averne cinque milioni!
Come mai un macchinista coltiva caff? chiesi allibito.
  Rise. In Brasile tutti coltivano caff. Ho preso in affitto
un piccolo appezzamento con i miei risparmi, ho tolto il
mais e ho piantato qualche seme di caff. Con la met dei
soldi che mi frutta il caff compro granoturco, con il resto
acquisto altra terra e pianto altre piante.  l'unico modo
per arricchirsi.
  Non siete preoccupato ora che il governo distrugge il
caff?
Pagano delle indennit, no? Quindi per me  uguale.
  Alla fine giungemmo alla fermata al limitare della piantagione
di Howell. C'era una banchina stretta, e sull'altro
lato un trenino in attesa.
   di Howell dichiar il macchinista. Lo avranno
mandato a prendervi.
  Entrai in una carrozza Pullman lussuosa, i cui finestrini
recavano incisioni raffinate come quelle di un hotel nel
West End. Dei facchini caricarono la mia roba nel vagone
bagagliaio, si ud il suono di un fischietto e il treno prese
ad arrancare tra le colline.
  Fuori si continuavano a vedere piante perfettamente allineate
che si perdevano in lontananza. Oltre al caff, per,
si distinguevano altri segni di attivit umana. C'erano strade
che attraversavano i campi: trattori e carri le percorrevano
piano, sollevando nubi di polvere rossastra. Gli uomini procedevano
in gruppo: squadre di lavoratori, presumibilmente,
ma a differenza dei braccianti solitari delle colline pi
basse questi indossavano dei camiciotti, ogni gruppo di un
colore diverso, mentre i capisquadra portavano un fazzoletto
bianco stretto intorno alla testa. L'acqua scintillava nei canali
di irrigazione, mentre ogni tanto superavamo terrazze sterminate
dove asciugavano i chicchi dopo il lavaggio. Mi chiesi
come semplici fattorie, o perfino piantagioni come quella
che io ed Hector avevamo cercato di avviare in Africa, potessero
competere con aziende di quelle dimensioni.
  Il treno entr in un'altra stazione. Intorno a uno spiazzo
centrale erano disposti un gruppo di magazzini e alcuni
uffici. I facchini stavano gi scaricando il mio bagaglio, cos
li seguii avviandomi verso una villa bassa e lunga che dominava
la tenuta.
Signor Wallis?
A parlare era stato un uomo piccolo e scuro di carnagione.
  Nonostante il caldo era vestito come un banchiere inglese:
collo inamidato, completo scuro, pince-nez.
S? risposi.
  Sir William mi ha incaricato di chiedervi il motivo della
vostra visita.
  Mi dispiace, ma il mio messaggio  destinato solo a sir
William.
Non c'.
Allora dovr aspettare.
L'uomo si accigli. Non so se  permesso.
  Non potete certo chiederglielo visto che non  qui, giusto?
ribattei insolente. Fareste meglio a trovarmi un posto
dove stare finch non torna.
  Ci penso io, Novelli si intromise una voce che non
ammetteva repliche.
  Mi voltai. Un giovane veniva dalla nostra parte. Era vestito
in modo meno formale del mio interlocutore, ma Novelli
annu obbediente e se ne and.
  Jock Howell si present l'uomo. Vi dispiacerebbe dirmi
cosa diavolo volete?
Ho un messaggio per vostro padre.
Glielo trasmetter io.
  Scossi il capo. Potete dirgli che viene da Samuel Pinker,
ma posso solo darglielo personalmente.
  Il giovane si accigli e si allontan furioso. Per una mezz'ora
circa rimasi dov'ero, fino al suo ritorno.
Venite con me.
  Lo seguii nel palazzo. Nell'atrio di marmo, le cui finestre
erano chiuse contro l'umidit esterna, buss a una porta.
Avanti si ud.
  Riconobbi sir William Howell dal ritratto riprodotto su
tutte le confezioni di Planter's Premium. Dal vero era pi
piccolo di come me l'ero immaginato; pi snello, pi
minaccioso.
Signor Wallis disse. Chiudete la porta, per favore.
  Mi voltai per obbedire e mi trovai bloccato dal figlio,
che non sapeva bene da quale lato dell'uscio mettersi.
  Ti chiamer se avr bisogno di te tagli corto il
vecchio.
  Quando ci ritrovammo soli, sir William mi squadr da
capo a piedi. Spero che non siate venuto fin qui solo per
vedere come funziona una piantagione come si deve insinu
malevolo. Temo che per voi sia un po' tardi.
  Evidentemente sapeva tutto dei miei fallimenti come
coltivatore di caff. Ho una lettera per voi.
  Dal signor Pinker di Narrow Street? Sembrava
divertito.
S.
  Tese la mano e gli porsi la busta. Prese un tagliacarte dalla
scrivania, apr la missiva ed estrasse il contenuto: due fogli
riempiti dall'elegante calligrafia di Pinker.
  La scorse una volta e si lasci scappare una specie di mugolio,
mi parve di sorpresa. Mi lanci un'occhiata e la lesse
di nuovo. Questa volta mi sembr che ne soppesasse meglio
il contenuto.
  Posando la lettera, guard fuori dalla finestra. Seguii il
suo sguardo. Il panorama era quello di una piantagione
sterminata, che si estendeva fino a trenta o quaranta chilometri
di distanza. Davvero non siete al corrente di cosa c'
scritto? Pinker doveva averlo messo nero su bianco, perch
io non ne avevo fatto menzione.
Non ne so assolutamente niente confermai.
  Chiese all'improvviso: Che tipo di uomo ? Pinker,
intendo.
  Intelligente risposi. Ma di un tipo particolare di intelligenza.
Gli piace sognare, immaginare possibilit che nessun
altro ha saputo intravedere. E che si rivelano quasi sempre
scelte azzeccate.
  Howell annu lentamente. Restate qui qualche giorno.
Jock vi porter in giro. Per rispondere al vostro datore di lavoro
avr bisogno di un po' di tempo.
  E cos fu. Per tre giorni ebbi il permesso di visitare le diverse
fasi del processo produttivo, dai vivai giganti che occupavano,
da soli, pi di quaranta ettari, alle baracche spaziose
dove i semi erano spolpati e trattati. Anche le terrazze
sulle quali i chicchi erano sparpagliati ad asciugare al sole
erano fatte di cemento, in modo che la polvere rossa non
rovinasse il prodotto finito. Gli uomini che si aggiravano
tra i chicchi per rivoltarli con grossi rastrelli erano a piedi
nudi e avevano il corpo coperto di sudore.
  C'erano due tipi di lavoratori, negri e italiani. I negri
erano ex schiavi, mi spieg Jock, ma dall'abolizione della
schiavit l'azienda aveva assunto solo braccianti italiani.
Questi ultimi lavoravano di pi, mi disse, in parte perch
dovevano rimborsare il costo del trasporto, in parte perch
erano di una razza migliore - probabilmente intendeva dire
che avevano la pelle di un colore simile alla sua.
Cos' successo ai negri che sono stati rimpiazzati? chiesi.
  Alz le spalle. Capii perfettamente: cessando di essere
schiavi, non erano pi un problema suo.
  I lavoratori erano alloggiati in villaggi appositamente costruiti
chiamati colonos, ognuno dei quali ospitava un panificio
e uno spaccio dove potevano spendere ci che guadagnavano.
C'era perfino un'aula dove si insegnava ai bambini
a contare: fare di conto, mi assicur Jock, era una delle
doti pi importanti per un bracciante agricolo. Tutti i bambini,
di qualunque et, erano assenti giustificati da scuola
quando i genitori raccoglievano caff, perch i frutti dei rami
pi bassi - quelli alla portata delle loro manine - erano
loro riservati. Il raccolto si protraeva fino a notte fonda.
  Pi di una volta vidi io stesso famiglie trascinarsi, al buio,
a passo stanco verso il villaggio con in testa grossi cesti di
chicchi appena raccolti, una madre con un bambino addormentato
in braccio.
Ci sono molti bambini, qui commentai.
  Certo. Mio padre ha sempre incoraggiato i lavoratori a
fare figli.
Ama i bambini?
  Jock mi guard in tralice. Per cos dire. Questi bambini
sono i nostri lavoratori di domani. E per quanto riguarda
i braccianti di oggi, le bocche da sfamare sono il miglior
incentivo alla produttivit.
  Cosa succede se non riescono a guadagnare
abbastanza?
  Non li lasciamo morire di fame mi assicur. Un peone
pu sempre chiedere un anticipo che rimborser con i
guadagni successivi della famiglia.
Mi tornarono in mente Pinker e le sue operazioni a termine.
Come sono ripagati i debiti?
Dai figli stessi, se necessario, detraendoli dalla loro paga.
  E cos ereditano i debiti dei genitori? E cominciano la
vita lavorativa gi dovendo dei soldi?
  Alz le spalle. Sempre meglio della schiavit. E i braccianti
sembrano felici. Giudicate voi stesso.
  Gli operai sembravano davvero contenti, anche se ovunque
andassimo io e Jock eravamo scortati dai capangas,
guardie armate di fucili e machete.
  Nella villa parecchie donne bianche lavoravano come cameriere
e serve. Trovavo strano che fossero andate a servizio
l, tanto lontano dalla citt, ed espressi ad alta voce la
mia sorpresa.
  Jock aggrott la fronte. Quelle donne non sono bianche,
Robert. Sono negre.
  Sono sicuro di aver visto un viso bianco in cucina,
quando ci sono passato davanti stamattina.
  Si trattava di Hettie, che non  certo bianca.  una
mustifino.
  Era un termine che non conoscevo, cos mi spieg. Il
figlio di un bianco e di una negra era un mulatto; da un
bianco e una mulatta nasceva un quarterone, da quarteroni
e bianchi nasceva un mustee, e cos si continuava con mustifino,
quinteroni e ottaroni.
  Ma dove... cominciai, per mi fermai subito. C'era
una sola famiglia inglese a Dupont. La domanda che stavo
per fare era superflua.
  Ecco, questo potrebbe interessarvi disse Jock, precedendomi
verso uno degli enormi capanni dove si effettuava
la lavorazione.  qui che avviene la cernita.
All'interno, un tavolo lungo serpeggiava per lo stanzone.
Dietro di esso, recipienti simili a mangiatoie. Sedute a lavorare
c'erano pi di cento ragazze italiane, tutte tra i dieci e
i vent'anni. Infilavano una mano nell'apertura dei recipienti,
estraendo una manciata di semi verdi che sparpagliavano
davanti a s. Poi li esaminavano, eliminavano quelli guasti
e li gettavano in un'altra cassa alle loro spalle, spingendo
invece i chicchi buoni in un sacco sotto il piano di lavoro
attraverso un'apertura nel tavolo stesso. Erano quasi tutte
carine, con gli occhi neri e la pelle olivastra delle ragazze
di campagna italiane. Quando io e Jock entrammo, alzarono
gli occhi. Affondarono le dita dei piedi nei sacchi, e mi
parve che fossero ben consapevoli del nostro sguardo pur
continuando a lavorare.
  Sarebbero tutte ben contente di attirare la vostra attenzione
mi mormor Jock all'orecchio. Se dovesse venirvi
voglia durante il vostro soggiorno...
  La voglia non tard a venirmi, in effetti, ma pur cercando
di divertirmi con la mia compagna dalla pelle scura non
riuscivo a liberarmi del ricordo di Fikre che si agitava sopra
di me simulando il piacere. Ero inoltre ossessionato dal
pensiero che, qualunque cosa facessi, Emily mi osservasse,
fredda e sardonica: E cos  questo che fai con le tue prostitute
e concubine.
  La sera sir William e sua moglie si univano a noi per la
cena. A tavola regnavano lusso e opulenza, con cameriere in
uniforme che obbedivano a ogni nostro minimo desiderio,
ci riempivano i calici di cristallo che recavano incisa l'iniziale
di Howell, una H dal disegno elegante, mentre sir William
parlava dei problemi del suo paese.
  Vedete questo cibo, Wallis? chiese, indicando i numerosi
manicaretti disposti davanti a noi. Ben poco  stato
prodotto in Brasile. Per quanto ne sanno i nostri braccianti,
gli alimenti arrivano per nave.
  Hanno ragione, naturalmente intervenne suo figlio.
Le navi del caff possono benissimo riportare indietro del
grano, invece di tornare vuote.
  E cos questo paese diventa ancora pi dipendente dal
caff riprese suo padre. Ogni bracciante ne coltiva qualche
pianta. Se la produzione  eccessiva, la colpa non  di
aziende efficienti come la nostra:  a causa di tutti quei piccoli
produttori scadenti, protetti dalla competizione dalle
misure protezionistiche di valorizzazione. Pos la forchetta.
Forse ha ragione lui, a pensarci bene. Forse dobbiamo
distruggere ci che  debole per costruire qualcosa di forte.
Non ebbi bisogno di chiedere a chi si riferisse.
  Un'altra volta mi disse: Sapete, Wallis, sono stato uno
dei sostenitori dell'abolizione della schiavit, qui.
Non lo sapevo e lo ammisi.
  La schiavit  un modo poco efficace di mandare avanti
una piantagione:  come cercare di lavorare con gli asini invece
che con i muli. Il sistema attuale  molto meno costoso.
Come mai? chiesi incuriosito.
  Se possiedi uno schiavo, il capitale che hai investito
comprandolo  vincolato. Per questo devi nutrirlo se 
ammalato, pagare qualcuno per picchiarlo se  pigro, dare
da mangiare ai suoi figli prima ancora che siano abbastanza
grandi per rendersi utili. L'abolizione dello schiavismo
 stata un grande cambiamento, e molti l'hanno osteggiata
proprio per questo, ma  stata la decisione migliore che
il Brasile abbia mai preso. Fiss lo sguardo nel piatto per
qualche istante. Il vostro datore di lavoro, penso, si intende
di cambiamenti.
Gi confermai,  la sua maggiore preoccupazione.
  Sir William tamburell con le dita sulla tovaglia. Gli
scriver la mia risposta domani. Potrete partire a mezzogiorno,
chieder a Novelli di tenere pronto il treno.
  La mattina successiva mi allung una busta indirizzata a
Samuel Pinker. Saprete cosa farne.
S dissi, prendendola.
  C' un'altra cosa. Credo che vi abbiano mostrato del
caff che, a sentire loro, stava per essere gettato in mare,
no? Annuii. Dovreste sapere che il nostro governo  troppo
corrotto e troppo avido per distruggere qualcosa che ha
un valore monetario. Guardate meglio, signor Wallis, e trasmettete
il frutto delle vostre ricerche al signor Pinker.
  Di ritorno a Sao Paulo andai al porto, senza una guida
fornitami dal governo stavolta, e svolsi qualche indagine.
Per quella sera era programmato un certo numero di chiatte
che dovevano gettare dei sacchi di caff in mare. Trovai
un pescatore con una barchetta e lo pagai profumatamente
per seguirle.
  A tre chilometri dalla costa, per, le chiatte si affiancarono
a un cargo e cominciarono a trasferirvi il loro carico.
Quando ebbero finito, il mercantile fece rotta verso sud
mentre le chiatte tornarono a riva. Ero riuscito ad avvicinarmi
abbastanza da vedere il nome della nave da carico -
SS Nastor - e di ritorno sulla terraferma cercai di scoprire
tutto il possibile su di essa.
  Era intestata ad una societ di armatori; una societ,
scoprii, di cui faceva parte anche il figlio del ministro
dell'Agricoltura.
  Il dettaglio pi intrigante era che l'imbarcazione faceva
rotta verso la Gran Bretagna passando per l'Arabia.
  Non mi veniva in mente nessun motivo per cui una nave
carica di caff dovesse passare da un paese produttore all'altro
- eccetto una.
  Telegrafai a Jenks, che ripercorse le tracce di una partita
di caff durante uno dei viaggi precedenti del Nastor.
Era proprio come sospettavamo: sui sacchi ci poteva essere
scritto Moka, ma il contenuto era brasiliano. L'SS Nastor
portava caff in Arabia dove, dopo una breve attesa, era caricato
di nuovo a bordo e mandato in Inghilterra, per essere
venduto a un prezzo basso per un Moka ma piuttosto alto
per un caff del Brasile.
  In Inghilterra, Pinker era entusiasta: ancora una volta le
sue intuizioni si erano rivelate giuste. Dovete dirlo al mondo
intero, Robert. Pranzate con i vostri contatti di Fleet
Street, e raccontate loro come il governo brasiliano mantiene
fede alla parola data. Giocate di astuzia, per. Non deve
sembrare che siamo noi a spargere la voce: la gente direbbe
che lo facciamo per interesse, invece non dobbiamo permettere
che il cinismo altrui sia di ostacolo alla diffusione
della verit. Feci come mi aveva chiesto e, quando furono
pubblicati i primi articoli che criticavano il programma di
valorizzazione, lui si dichiar soddisfatto. Il mercato ebbe
delle oscillazioni che sfruttammo al massimo.
  Il vero motivo dell'entusiasmo di Pinker, per, era la lettera
da parte di Howell. Non sapevo cosa contenesse, ma
evidentemente si trattava di una buona notizia. Avete ottenuto
proprio quello che speravo, Robert si limit ad annunciarmi.
Howell sarebbe stato diffidente se avessi mandato
un ambasciatore troppo mellifluo. Voi avete detto la
verit, ed  quello che pi conta.
...
75.

Se il caff ha un difetto o  guasto, il sapore sgradevole si
comincia a percepire nell'aroma della bevanda appena fatta.

Lingle, The Coffee Cupper's Handbook.

  In mia assenza le suffragette avevano cambiato tattica, e ora
importunavano i politici durante le riunioni pubbliche.
  Si nascondevano uno striscione sotto le giacche - impararono
presto a portarne con s varie copie, perch spesso
facevano una brutta fine - e si sedevano in punti diversi
nella sala, mai insieme. Una donna si alzava e urlava una
domanda, aprendo nel frattempo lo striscione; mentre gli
uscieri la mandavano via, la successiva si alzava in un altro
punto della sala e ripeteva l'operazione.
  Accompagnai Emily in una di quelle occasioni, per compiere
un'azione di disturbo durante il discorso di un ministro
anziano. Forse aveva avuto sentore di ci che si preparava,
fatto sta che, dopo mezz'ora di attesa, fu annunciato
che l'oratore era stato trattenuto in Parlamento e che il suo
posto sarebbe stato preso dal deputato Arthur Brewer.
Diedi un'occhiata ad Emily. Era diventata pallidissima.
  Non devi farlo la rassicurai. Le altre sono abbastanza
numerose per mettere in piedi un bello spettacolo.
  Scosse il capo. Un principio non  pi un principio se
viene lasciato cadere ai primi segni di avversit. Le altre si
aspettano che faccia anch'io la mia parte.
  Il dibattito cominci. Arthur parlava bene: lo scrittore
in me coglieva e apprezzava le frasi formulate con eleganza,
le domande che faceva e alle quali rispondeva subito da
s, il modo in cui sapeva creare un ritmo, un'enfasi; insomma,
tutti i trucchi del mestiere. L'argomento del discorso
era libert e sicurezza, e l'equilibrio che bisognava creare tra
le due; Arthur affermava che le libert conquistate a prezzo
di grandi sforzi dalla Gran Bretagna non dovevano essere
gettate via, e che il primo dovere di un libertario risiedeva
quindi nella difesa...
  Alla mia destra, una figura esile in un elegante abito verde
si alz. Molly Allen, coraggiosa come sempre. Se avete
una tale opinione della libert disse ad alta voce, non
riservatela agli uomini. Prese lo striscione e lo apr.
Voto alle donne!
  Scoppi il finimondo. Immediatamente tre uscieri si fecero
largo per precipitarsi da lei, che per si era seduta apposta
al centro di una fila. Un pastore anglicano, seduto
dietro la suffragetta, le strapp il manifesto di mano. Fatelo
pure girare disse lei, srotolandone un altro senza perdere
un colpo. Ne ho altri, se qualcuno ne vuole. Poi arrivarono
gli inservienti, uno per lato, e ne segu un breve tira
e molla perch entrambi cercavano di trascinarla via dalla
propria parte.
  Sul palco, Arthur osservava la scena con aria indulgente,
vagamente divertita. Vedo che sono stato onorato dalla
presenza delle signore disse con un sorriso. Ma come stavo
spiegando...
  Geraldine Manners balz in piedi. Graldine era una
cinquantenne magra e appassionata: era lei che aveva reclutato
Emily dopo l'episodio in Regent Street. Rispondete
alla domanda! url. Un governo liberale accorder mai il
diritto di voto alle donne?
  Gli uscieri corsero verso la donnina indifesa con la stessa
ferocia che avrebbero usato su un campo da rugby contro
un avversario. Lei non ebbe quasi il tempo di aprire il suo
striscione che uno degli uomini la trascin fuori.
  Sul palco, Arthur non perse la calma. Non potevo non
ammirarlo: sembrava inoffensivo ma in modo ostinato,
determinato. Non appena riusc a sovrastare il frastuono,
alz una mano e disse: La signora  dovuta scappare risate
ma in sua assenza risponder alla domanda. La risposta
 no. Uno scroscio di applausi. E ora, per tornare alla
questione del giorno che sta a cuore a molti di voi:
l'occupazione...
  Udii la voce di Edwina Cole dal fondo della sala. Perch
fate pagare le tasse alle donne ma non le lasciate votare?
Aspett che la guardassero tutti prima di alzarsi con lo
striscione in mano. Diritto di voto alle donne!
  Nella fretta di raggiungerla, gli uscieri si erano messi a
camminare sulle sedie. Dimostrate un po' di rispetto per
il vostro membro del Parlamento la rimprover un signore
inferocito.
  Non  il mio membro del Parlamento ribatt lei. Sono
una donna, non ce l'ho un membro. Un paio di persone
risero, altre reagirono con una smorfia infastidita alla volgarit
della battuta. Poi qualcuno la tir gi, facendola sedere.
Si ud un urlo, sembrava che qualcuno l'avesse colpita.
  Emily era ancora terrea. Non ce n' bisogno le ripetei
sottovoce.
  Non mi guard n mi rispose. Si alz; tremava come una
foglia. Estrasse uno striscione. Per un lungo, terribile istante
pensai che non ce l'avrebbe fatta.
E le donne? disse. Perch non possiamo votare, noi?
Brewer la guard e il sorriso gli mor sulle labbra.
  Altri inservienti - quelli che avevano tentato senza successo
di arrivare per primi da Edwina Cole - si misero a correre
verso di noi.
  Benissimo disse Arthur lentamente. Sono un fautore
della libert di parola e risponder alla vostra domanda.
Qualcuno applaud, tra qualche mormorio di disapprovazione.
Gli uomini che si occupavano della sicurezza continuavano
a farsi largo tra la folla.
  Arthur infil il pollice nel panciotto. Signora, le vostre
amiche ci hanno fatto un grosso favore oggi cominci con
aria sprezzante. Hanno illustrato meglio di quanto non
avrei potuto fare io i rischi che si correrebbero a dare il diritto
di voto a gente come voi, pronta a calpestare il processo
democratico senza il minimo scrupolo. Applausi e grida di
incoraggiamento da parte del pubblico. Ci dimostrano che
le donne capaci di ricorrere a un simile comportamento per
ottenere il diritto di voto lo farebbero anche, se vi riuscissero,
per conseguire altri obiettivi politici. Chi non si comporta
da cittadino non si pu aspettare diritti da cittadino!
  Altri applausi, mentre Emily gridava in modo appena
udibile: Gli altri metodi non hanno funzionato! E proprio
perch...
  Ma Brewer ormai era lanciato, e la folla aveva orecchie
solo per lui. Cercano di raggiungere i propri scopi con metodi
isterici, e finirebbero per integrare saldamente l'isteria
nella vita politica della nazione. Vogliono dare il voto alle
donne, eppure sono disposte a tradire la femminilit e tutte
le dolci virt del loro sesso per ottenerlo. Cosa ne deduciamo?
Che tipo di esempio danno ai loro figli? Che messaggio
trasmettono ai nostri nemici in altri paesi?
  E cos era tornato, con stile, al punto che voleva lui, e
con tutto il pubblico che lo applaudiva in piedi, mentre gli
uscieri malmenavano sua moglie. Gi le mani! grid lei
mentre gli uomini la trascinavano lungo il corridoio tra le
sedie, anche se ormai era evidente che non l'avrebbero pi
lasciata andare.
  Aveva lasciato cadere uno striscione sulla sua sedia. Non
mi fermai a pensare, mi alzai e basta. Nessuno mi degn di
uno sguardo: eravamo tutti in piedi, ad applaudire il glorioso
protettore delle nostre libert, e un uomo in mezzo a
tanti altri non dava nell'occhio. Gridai: Diritto di voto alle
donne! per attirare l'attenzione e, non appena il rumore
si plac, chiesi: Cosa rivela sul vostro matrimonio, Brewer,
il fatto che vostra moglie sia una militante?
  Cal il silenzio mentre il pubblico spostava lo sguardo
dall'uno all'altro. Solo per un istante Brewer sembr incerto
su come rispondere. Poi butt l con noncuranza:
Abbiamo gi dedicato a questo argomento pi tempo di quanto
non meriti. Vogliamo parlare delle donne o di lavoro?
  Il pubblico grid Lavoro! e nel frattempo anch'io venivo
trascinato fuori dagli uscieri, con qualche calcio ben assestato
nelle reni, gi che c'erano.
  Quella sera, naturalmente, lei lo dovette affrontare: quello
che allora chiamavamo un mauvais quart d'heure. Si era
accomodato in salotto, circondato dalle sue carte, aspettando
il ritorno della moglie: il padrone nel suo territorio.
  Emily cerc di guadagnare tempo prendendo sul mobile
la corrispondenza indirizzata a lei. Arthur sembrava tranquillo,
ma la moglie sapeva che questo non era rivelatore
del suo stato d'animo.
  Alla fine esord dicendo: Sono stato sorpreso di vederti
all'incontro, questo pomeriggio.
  Emily trasse un respiro profondo. Allora avrebbero finito
per parlarne. Gli avrebbe spiegato perch si era comportata
in quel modo, perch non si sarebbe fermata. Era difficile,
pi difficile di quanto non fosse stato intervenire durante
il comizio stesso. Una cosa era alzarsi e urlare uno slogan
in mezzo alla folla; e un'altra, invece, tenere testa al marito.
Cosa, questa, impensabile per una donna.
  Adott lo stesso tono di voce pacato di lui. Conoscevi
gi, penso, le mie opinioni politiche.
  Sapevo che eri una fautrice dell'estremismo. Ignoravo
che ti dedicassi attivamente alla distruzione del processo
democratico.
  Non si tratta di un processo democratico. La democrazia
richiede la concessione del diritto di voto a tutta la popolazione,
non solo alla met maschile.
  Ti prego la interruppe burbero. Direi che per oggi
abbiamo gi tenuto abbastanza discorsi. Emily si morse
il labbro.
  Le disse: Dimentichi che, quando ti comporti cos,  il
mio nome che trascini nel fango.
Non credo proprio...
  Primo, perch  mio il nome che porti ormai: essendo
una Brewer, la reputazione della famiglia  nelle tue mani.
Secondo, perch essendo mia moglie le tue azioni si riflettono
su di me. Se mi attacchi in pubblico, la gente penser
che ti tratti male in privato.
Ma  ridicolo.
  Ah, s? Tu non c'eri, credo, quando il tuo amico Wallis
ha espresso proprio questo concetto davanti a diverse centinaia
di elettori.
  Robert non aveva nessun diritto di farlo borbott lei.
Non gliel'ho chiesto io.
  Forse non hai su di lui l'ascendente che credevi. Quel
genere di persone usa il vostro movimento per i propri fini.
Proprio come user te per i suoi scopi.
Arthur, hai frainteso. Non c' niente tra noi.
  Ormai non ha pi importanza, Emily. Ho preso alcune
decisioni a questo proposito. Ho deciso che devi rinunciare
completamente a Wallis e al movimento
suffragista.
Cosa significa rinunciare?
  Quello che ho detto. Non devi pi farti coinvolgere, in
nessun modo.
Arthur, non posso essere d'accordo.
  Non cerco pi il tuo accordo. Decido io.  una decisione
mia, e siccome sono tuo marito mi aspetto che tu
obbedisca.
E se non lo faccio?
Sei mia moglie.
  Ma non mi stai trattando da moglie. Mi tratti peggio
di una serva.
Ti vorrei ricordare le promesse nuziali.
  Si tratta di questo? grid. Come se avessi rotto un
contratto di compravendita e tu volessi essere
indennizzato?
  Da parte mia disse lui in tono calmo ci credevo, nelle
promesse che ti ho fatto. Le ho pronunciate davanti a Dio,
e le manterr fino alla morte.
Era cos sincero che per un attimo Emily rimase spiazzata.
  Non ho avuto quest'impressione quando mi hai parlato
in modo tanto orribile davanti a tutta quella gente.
  Ora e luogo non li ho scelti io ribatt seccamente. E
poi, stavo cercando di proteggerti.
Proteggermi?
  Se non ti avessi parlato quando l'ho fatto, gli uscieri ti
avrebbero trattato molto peggio. Invece cos hanno dovuto
aspettare che finissi e si sono calmati.
  Non era sicura se credergli o se a parlare era stato il politico
in lui, che interpretava gli eventi in una luce vantaggiosa
per s.
  In ogni caso aggiunse Arthur c' qualcos'altro che
vorrei aggiungere.
Cosa, Arthur?
  Quello che ha urlato Wallis. Ha chiesto cosa significava
per il mio matrimonio il fatto che mia moglie fosse militante.
 stato un commento offensivo e personale, tipico
di quell'uomo. Ma ammetto che per un certo verso ha ragione.
I nostri rapporti... Forse non sono stato abbastanza
attento alle questioni domestiche.
Emily cap all'improvviso dove voleva andare a parare.
Il dottor Mayhews  dell'avviso che la tua isteria si calmer
quando soddisferai la finalit per cui la natura ti ha
creata. Ho notato che ben poche militanti sono giovani
madri.
 perch le giovani madri non possono lasciare i figli.
  Sar. Fece una pausa. Ho deciso che  il momento di
allargare la famiglia.
Cosa?
  Il dottor Mayhews  pienamente d'accordo. Anche se
sei di salute piuttosto cagionevole, dice che spesso la natura
rafforza la tempra femminile durante la gravidanza, e che
anche la salute mentale ne trae beneficio.
  Si tratta di politica? chiese lei allibita. Qualcuno ha
deciso che il tuo partito si schiera a difesa della famiglia?
  Tutti i partiti difendono la famiglia. I figli favoriscono
la stabilit, come scoprirai indubbiamente tu stessa, quando
ne avrai.
  Arthur, sono troppo occupata per avere figli proprio
adesso.
  Ma non lo sarai pi, giacch ti ho chiesto di rinunciare
a tutti gli altri impegni le ricord. Cominceremo
subito.
Cosa? Qui? Adesso? chiese disperata.
  Non c' bisogno di essere volgari. Tacque. Non me lo
rifiuteresti, vero?
  Certo che no rispose lei con voce spenta. Se mi scusi,
chiedo ad Annie di prepararmi un bagno.
  E io salgo subito. Indic le sue carte. Ho del lavoro
da finire, ma non ci metter molto.
Ai dettagli di ci che segu non voglio neppure pensare.
  Certo lei non me ne parl. Il poco che mi disse se lo lasci
scappare solo perch la sottoposi a un vero e proprio interrogatorio
sulla reazione di Arthur al loro incontro.
  Fin per sbottare con voce rotta, dopo aver cercato di
buttarla in ridere: Stiamo cercando di fare un figlio.
Parli sul serio?
  Arthur  molto serio. Non puoi immaginare la seriet
con cui... niente, lasciamo perdere. Sospir. Non so se intenda
punirmi con la gravidanza, o se pensi davvero che un
figlio mi curer dall'attaccamento alla Causa.
E glielo permetti?
  Non ho scelta. Come mi ha ricordato, ho fatto delle
promesse.
   stato al momento di farle che non hai avuto scelta.
Dopotutto, non si pu ricorrere a un avvocato per riscrivere
i voti matrimoniali uno per uno.
No, purtroppo, anche se temo che neanche cos si risolverebbero
i problemi. E comunque, non  semplice come
pare a te.
  Perch no? chiesi, e capii dove voleva arrivare. Vuoi
un figlio?
  Voglio una famiglia. S. Perch hai l'aria stupita?  quello
che desiderano quasi tutte le donne. E Arthur, essendo
mio marito,  l'unica persona che pu darmelo, un figlio.
Per quello, almeno, ho bisogno della sua cooperazione.
Ma non puoi essere una madre ed una militante.
  Due pomelli rossi le si accesero sulle guance. Avrei dovuto
cogliere i segni, ormai la conoscevo bene.
Perch no, esattamente? volle sapere.
  Prendi ieri, per esempio. Quando quei due uomini ti
hanno trascinato fuori. Pensa se fossi stata incinta.
  Forse se fossi stata incinta si sarebbero resi conto della
brutalit del loro gesto.
E in caso contrario?
  Mi lanci un'occhiataccia. Ma se gli uomini sono inaffidabili
fino a questo punto, non hanno alcun diritto di
buttarci fuori dai comizi.
  In teoria hai ragione, Emily, ma a cosa ti serviranno i
tuoi princpi quando sarai in un letto di ospedale?
  Stai dicendo che il mio dovere nei confronti dei figli 
pi importante delle convinzioni?
Direi proprio di s.
  Parli come mio marito! grid. E quando ti ficcherai
in quel cervello vuoto ed egoista, Robert, che i princpi non
sono qualcosa da mettere e togliere a piacimento come...
Come una delle tue stupide giacche?
  In realt obiettai, ormai ne possiedo ben poche, di
giacche, una conseguenza della misera paga che mi danno.
Il mio padrone ...
E comunque,  tutta colpa tua sbott.
Mia? ripetei allibito.
   stato l'insulto che hai gridato ad Arthur a provocare
tutto questo.
Ah.
  Ah, proprio cos. E non mi dispiacerebbe che il tuo
"ah" esprimesse almeno un briciolo di senso di colpa, visto
il prezzo che devo pagare.
Emily, mi dispiace tanto.
Ti dispiace? A cosa serve dispiacersi?
  Era insopportabile quando si arrabbiava. Non avrei dovuto
dire quelle parole, ma volevo farlo infuriare dopo il
trattamento che hai dovuto subire proprio a causa sua.
  Emily sospir. In tono diverso disse: Devo rinunciare a
te. A te ed alla Causa. Ha insistito molto su questo.
  Capisco. Questo s che  grave; gravissimo, direi.
Parlai con leggerezza, ma il cuore mi si incepp. Cosa farai?
  Non posso rinunciare alla Causa dichiar decisa, senza
guardarmi negli occhi. Potrei rinunciare a te, immagino,
ma poich ormai tu e la Causa siete una cosa sola, e poich
ho gi deciso di sfidarlo sul piano politico, immagino che
resterai anche tu.
Significa...
No, Robert. Non significa quello.
Come fai a sapere cosa stavo per chiederti?
Perch lo chiedi sempre. E la risposta  sempre no.
L'episodio del comizio ebbe anche un'altra conseguenza.
  Un mattino stavo lavorando al caff quando un individuo
dall'aria trasandata entr con un blocco per appunti
in mano.
Robert Wallis? chiese.
S.
  Henry Harris, Daily Telegraph. Avete cinque minuti da
dedicarmi?
  Parlammo della Causa e, come accadeva sempre, si dimostr
curioso del motivo per cui un uomo come me l'aveva
abbracciata. Poi disse: Da quanto ho capito, siete stato
coinvolto nei disordini di Wigmore Hall.
S, c'ero anch'io.
  Diede un'occhiata ai suoi appunti.  vero che avete
chiesto ad Arthur Brewer del suo matrimonio?
S.
  Era davvero sua moglie quella che era appena stata buttata
fuori?
  S, era lei risposi. Lo scrisse nel blocchetto. Lo
pubblicherete?
  Probabilmente no ammise. Sapete, per il fatto che 
deputato. Ma ho amici in altri giornali che possono permettersi
maggiori libert. Questo genere di notizie circola
bene.
...
76.

  Il giornalista aveva ragione. Non nelle pagine di attualit,
ma negli articoli di costume, nelle vignette, nelle scenette
satiriche cominci ad apparire sempre pi spesso una figura
comica senza nome: il deputato che si opponeva al suffragio
femminile ma la cui moglie era militante. Punch, sempre
in prima linea per prendere in giro le suffragette, fu altrettanto
felice di burlarsi della classe dirigente. C'era una
vignetta comica di una coppia a colazione:

Deputato: Mi passi il sale, mia cara?
Moglie del deputato: Mi passi un disegno di legge per il suffragio
femminile?

O almeno allora sembrava divertente, credo. Emily non ci
trovava niente da ridere, invece. Ricordavo quello che mi
aveva detto anni prima, quando aveva definito il matrimonio
una sorta di stupro legalizzato. L'unica consolazione
della sua situazione in quel momento era che Arthur non
doveva passarsela molto meglio, secondo me. Sono sicuro
che pensasse di fare il suo dovere, non la umiliava certo per
suo piacere.
  Lei non me ne parlava. Un paio di volte provai a chiederle,
con tatto, se c'erano segni di gravidanza, ma il rischio
di beccarsi una sfuriata era sempre incombente. Sembri
una vecchia contadina impicciona, sempre a parlare di letti
fu una delle rare risposte pubblicabili.
...
77.

  Le fluttuazioni nel prezzo del caff dopo le rivelazioni sul
Nastor fruttarono a Pinker pi denaro di sei mesi di vendite
di Castle. A Narrow Street regnava un clima di esultanza
discreta, non priva di un certo stupore. Credo fossimo
rimasti tutti molto sorpresi dalla facilit con cui ci si arricchiva
in questo modo nuovo. Non servivano depositi, macchinari,
facchini n operai per selezionare, sgusciare o tostare
il caff; bastavano poche firme su operazioni a termine.
Erano guadagni senza spese, nati come pensieri nella testa
di Pinker che si traducevano in denaro contante in banca
senza nessun intermediario che non fosse la sua volont.
  Fu generoso con il personale: ricevemmo tutti dei premi
in denaro a seconda dell'anzianit. Quelli come Jenks che
avevano lavorato per lui per molti anni divennero ricchi.
  Anche con me fu pi magnanimo del necessario. Mi
chiam nel suo ufficio e lo trovai seduto davanti a dei
registri.
  Ah, Robert. Stavo consultando i libri contabili e sistemando
delle irregolarit. Sorrise. Che piacere poter annullare
i vecchi errori di qualcuno con un tratto di penna.
Annuii, anche se non ero sicuro di cosa intendesse.
  Canceller l'impresa etiopica spieg.  arrivato il momento
di passarci sopra, di pensare al futuro. Facciamo tabula
rasa, prendiamo un foglio bianco e riempiamolo con
progetti nuovi. Spinse via i registri. Non mi dovete niente,
Robert. I vostri debiti sono annullati.
Grazie dissi. Ma...
  Da questo momento in poi riceverete lo stesso stipendio
di Jenks e degli altri impiegati pi anziani. E come loro
avrete un premio ogni anno in base ai risultati.
 molto generoso da parte vostra, ma...
  Lev una mano. State per dire che siete un artista. Lo
so, Robert,  proprio per questo che siete tanto prezioso
e che desidero persuadervi a restare. Gli altri... Strinse le
labbra. Pochi, qui dentro, riescono a cogliere il quadro generale.
O meglio, lo vedono ma non ne apprezzano la bellezza.
Jenks, Latham, Barlow: a volte mi chiedo se abbiano
l'immaginazione necessaria per far crescere un'azienda del
genere. Io e voi, Robert, lo sappiamo, invece, che non basta
avere un prodotto. Serve anche una visione.
  Vi riferite alle vostre ambizioni politiche? Sobriet,
riforme sociali e cos via?
  Reag con un gesto impaziente, come per scacciare delle
mosche. In parte. Ma quelle sono quisquilie, Robert,
sciocchezze. L'arte non  morale n immorale, esiste di per
s.  quello che credete voi, no? Lo stesso vale per il commercio.
Commercio per il commercio. Perch no? Perch
un'azienda non dovrebbe semplicemente "esistere", con
l'unico scopo di mostrarsi? Apparire, esporsi agli sguardi di
tutti, per sempre, e cambiare cos facendo il modo di pensare,
o di lavorare, o di vivere, degli uomini. Con il tempo
lo capirete anche voi, Robert. Vedrete le enormi possibilit
di questa nostra ditta.
  Sembrava si aspettasse che dicessi qualcosa. Certo
commentai educatamente.
  Vorrei fosse chiaro che vi sto proponendo un posto come
mio braccio destro. In questi casi si usa rispondere s o
no.
  Esitai, ma in realt la decisione era gi presa. Avevo bisogno
di un lavoro, e nessuno me ne avrebbe offerto uno.
Non mi facevo illusioni sulle fulgide visioni di Pinker; anzi,
di illusioni ormai ne avevo ben poche. Quell'uomo era una
specie di Napoleone, ma molto in gamba, e pagava bene.
Accetto con piacere risposi.
  Bene, questo  sistemato. Ah, Robert, presto ve ne andrete
da Castle Street, vero? Potete permettervi un alloggio
pi decoroso con lo stipendio che vi pago. E mia figlia, da
quanto ne so, avr ben altro da fare che occuparsi di caff.
  Se Pinker pensava di obbligarmi a scegliere tra lui e sua
figlia, si sbagliava. Anche se non avevo intenzione di andarmene
da Castle Street finch non vi fossi stato obbligato,
non vedevo quasi pi Emily. Tutte le sue energie erano
consacrate all'attivit politica.
  Con l'intensificarsi della lotta delle suffragette, la loro
organizzazione divenne pi autocratica. Prima avevano
avuto una costituzione e dirigenti che venivano elette, e
prendevano decisioni per alzata di mano. Ora la costituzione
fu stracciata. I capi devono dirigere, i soldati obbedire
scrisse la signora Pankhurst, la loro presidentessa o, come
amava chiamarsi, "Comandante supremo dell'esercito delle
suffragette". Nessuno  obbligato ad arruolarsi nei nostri
ranghi, ma quelli che vengono devono venire come soldati,
pronti a schierarsi in ordine di battaglia.
  Ma non  proprio il contrario di quello in cui credi?
chiesi a Emily in una delle rare occasioni in cui riuscimmo
a berci un caff insieme. Come si fa ad avere un'organizzazione
che lotta per la democrazia e che bandisce la democrazia
dai propri ranghi?
   il risultato che conta, non i metodi. E come dice lei,
mi sono arruolata di mia volont.
  Mi sembrava che gli obiettivi del movimento stessero diventando
pi importanti dei princpi, ma in fondo cosa ne
sapevo? Avevo scarsa conoscenza tanto degli uni che degli
altri, quindi non ero nella posizione di giudicare.
  Emily ricevette l'ordine di urlare slogan contro un ministro
e obbed. Le fu ordinato di distribuire volantini in un
certo quartiere e lo fece. Fu mandata a parlare fuori da una
fabbrica nell'East End; ottemper, anche se fu bombardata
di uova marce.
  Un trucco dei loro oppositori consisteva nel liberare topi
o ratti sul palco dove parlava una suffragetta, nella speranza
di provocare un urlo femminile, suscitando le risate
del pubblico. Ero presente a Exeter Hall quando provarono
a farlo anche con Emily. Senza interrompersi lei si chin,
afferr il topo che scorrazzava e lo sollev per mostrarlo al
pubblico, dicendo: Anch'io un tempo ero un topo. Adesso
il topo  Asquith. E guardate l! Indic un grosso ratto
grigio che attraversava la piattaforma. C' anche Churchill!
Fece ridere tutti.
Poi, per, qualche minuto dopo, la vidi barcollare.
  All'inizio diedi la colpa al caldo: eravamo assiepati, a tutti
i comizi c'era sempre un mucchio di gente. Rivolgendosi
all'organizzatore chiese: Posso avere un bicchiere d'acqua?
Era diventata pallidissima. Le fu portata l'acqua, ma appena
prese il bicchiere vacill di nuovo, rovesciandosi un po'
di liquido sul vestito. Udii l'organizzatore dirle: State bene?
Avete l'aria esausta, e lei rispondere: Mi sento svenire.
Non appena ebbe pronunciato quelle parole, cadde a terra.
  Fu portata gi dal palco. Corsi alla porta laterale e la trovai
seduta su una sedia mentre qualcuno le faceva aria. 
solo il caldo disse, lanciandomi un'occhiata di avvertimento.
Manca l'aria qui dentro.
  Non la contraddissi, ma sapevamo entrambi che era
incinta.
Smetterai?
Scosse il capo. Non posso.
Se continui cos, ti farai del male.
  Sciocchezze, Robert. Le donne partoriscono da milioni
di anni pur affrontando situazioni ben pi dure di qualche
comizio durante la gravidanza.  solo la prima fase,
ecco tutto; dicono che i malesseri di solito passano nel giro di
qualche settimana.
L'hai detto ad Arthur?
  Non ancora. Lui e il dottor Mayhews cercherebbero
quasi certamente di ricoverarmi in ospedale. Per il momento
intendo tenermelo per me.
Non mi piace per niente.
  Non posso fermarmi adesso, Robert. Siamo in una fase
critica: ancora una spintarella, e penso che il governo potrebbe
cedere.
  Personalmente ero convinto del contrario: ancora una
spintarella e il movimento per il suffragio si sarebbe esaurito.
Ma non dissi nulla.
  La mia reticenza era in parte egoistica: sapevo che, quando
la sua gravidanza fosse diventata di pubblico dominio,
sarebbe stata costretta a ritirarsi dalla politica, volente o nolente.
E a quel punto tutto il resto sarebbe cambiato.
Castle Street avrebbe chiuso. Lei, una volta diventata madre,
sarebbe diventata anche una moglie, la moglie che il marito
desiderava fosse.
  Con il bel gruzzolo di cui ora disponevo mi recai da Sothebs
dove acquistai diversi splendidi disegni di un maestro
del Rinascimento, tra cui la testa di una ragazza italiana
che mi ricordava Fikre. Coprii le mie stanze di Castle
Street di tappeti turchi, decorai i tavoli con magnifici candelabri
d'argento e ripresi a frequentare i reparti pi costosi
di Liberty. Sembrava che avessi infine trovato la mia strada.
Ero un mercante di caff, impiegato presso la pi grande
azienda di Londra. Arte e piacere sarebbero state le mie
consolazioni.
  Notai anche che, in quel periodo, le pubblicit di Castle
avevano preso una sfumatura pi cupa. Accanto alle donne
sorridenti e remissive dei primi cartelloni iniziava ad affermarsi
un nuovo tipo, la moglie ribelle che subiva la punizione
ben meritata. Le donne che non avevano preparato
caff Castle ai mariti erano ritratte mentre si facevano
sgridare, sculacciare o, in un caso, addirittura versare in testa
la bevanda incriminata da uomini che esigevano un'obbedienza
totale, nel caff come in tutto il resto. Un nuovo
slogan - Profumo di Castle, aria di casa - accompagnava
frasi come: Un buon caff ed un vostro diritto e un suo dovere.
Bando all'avarizia! C'era pure una reclame con una donna
che reggeva un cartello - chiaramente una suffragetta che si
apprestava ad abbandonare il marito per partecipare a una
manifestazione - con scritto: Chi comanda! Certo non voi,
se lei non vi prepara caff Castle! Uomini, fatevi valere! Non
c'erano dubbi, la battaglia stava per iniziare.
...
78.

Gusto amaro: questo sapore  considerato auspicabile entro
certi limiti.

International Coffee Organization,
The Sensory Evaluation of Coffee.

Erano tutti in attesa dei rapporti annuali sulle colture brasiliane.
  In Borsa circolavano le voci pi disparate: che le
cifre sarebbero state disastrose, che i risultati si sarebbero
rivelati prodigiosi, che il gelo o le malattie o la politica o
la guerra avrebbero avuto conseguenze nefaste sul raccolto.
A un certo punto si diffuse il panico perch si mormorava
che il presidente del Brasile avesse avuto un infarto:
il prezzo aument di due centesimi al sacco, costringendo
i brasiliani a intervenire prima che le dicerie si rivelassero
infondate.
  Pinker rimase a osservare divertito. Stanno perdendo
la pazienza, Robert. Gli speculatori sanno che la situazione
 invivibile; stanno semplicemente aspettando di capire da
che parte tira il vento. Per loro tutto fa brodo.
  Alcuni dei miei amici giornalisti mi chiedono se il mercato
cambier.
  Davvero? chiese Pinker con aria pensosa. Dite loro...
dite loro che secondo voi croller, ma che non potete ancora
rivelarne il motivo. E Robert: potete anche spiegare loro
come si assume una posizione corta in Borsa.
  Ma se faccio una cosa del genere, non equivale a incoraggiarli
a investire? E cosa succede se ci sbagliamo?
  Non ci stiamo sbagliando. E poi, non  un male che abbiano
interessi anche personali in questo settore.
Restava sempre pi a lungo chiuso in una stanza a colloquio
privato con i banchieri, ma adesso aveva iniziato a frequentare
anche persone diverse, giovani con eleganti completi
a quadri dal taglio impeccabile e voci forti e sicure.
  Speculatori comment Jenks con aria di disapprovazione.
Ne ho riconosciuto uno, Walker;  uno degli astri
nascenti della City, dicono. Credo che speculi in valute.
Cosa significa?
Jenks alz le spalle. Ce lo dir il vecchio quando vorr.
  Pinker stava anche studiando le previsioni meteorologiche
ed altri documenti strani. Un giorno trovai un esemplare
dell'Almanacco astrologico di Moore sulla sua scrivania: i
margini erano pieni di simboli e annotazioni strane, potevano
essere segni algebrici o forse astrologici.
  Ci sar un'altra marcia dichiar Emily. Sar la pi
grande, tutte le Societ per il suffragio si riuniranno per organizzarla.
Si parla di un milione di partecipanti che riempiranno
le strade da Hyde Park a Westminster.
  E immagino che tu intenda andarci, nonostante il tuo
stato.
Certo.
Non se ne accorgeranno se manca una persona.
  Se dicessero tutti cos, la Causa cesserebbe di esistere.
Robert, ci sono donne che faranno sacrifici impensabili per
partecipare alla manifestazione: domestiche che rischieranno
di perdere il lavoro, mogli che si faranno picchiare dai
mariti. Il minimo che possa fare  sfilare insieme a loro.
Lascia che prenda il tuo posto.
Cosa?
  Se accetti di restare a casa al sicuro, andr io. E se insisti
per andare, non ci andr. Cos i numeri saranno esattamente
uguali.
  Davvero non capisci ribatt che non sarebbe la stessa
cosa?
Alzai le spalle. No.
  Non siamo semplici pedine da contare. Siamo voci,
persone, che vogliono farsi sentire. Mi fiss con espressione
frustrata. Robert, non possiamo andare avanti cos.
Cosa vuoi dire?
  Continu a bassa voce. Da quando sei tornato dall'Africa
sei diverso.
Sono cresciuto.
  Forse, ma sei anche diventato cinico e pieno di risentimento.
Cos' successo al buontempone vanitoso che mio
padre aveva scovato al Caf Royal?
  Si  innamorato risposi. Due volte. Ed entrambe le volte
non si  accorto che stava facendo la figura dello stupido.
  Le si mozz il fiato in gola. Forse mio marito ha ragione.
Forse non dovremmo vederci tanto spesso. Non pu essere
facile per te.
  Non posso rinunciare a te ribattei senza girarci intorno.
Mi sono liberato dell'altra donna, ma non riesco
a liberarmi di te.  una cosa che odio, ma non posso farci
niente.
  Se davvero ti rendo tanto infelice, dovresti andartene.
Qualcosa nella sua voce era cambiato. La guardai: aveva gli
occhi lucidi. Dev'essere il bambino si giustific soffocando
un singhiozzo. Ho il pianto facile.
  Le sue lacrime improvvise scongiurarono l'ennesima litigata,
ma non potevo neanche continuare cos. Aveva ragione:
la situazione stava diventando impossibile.
  A Narrow Street trovai i facchini che scaricavano sacchi
provenienti dal deposito. Cosa succede? chiesi a Jenks.
Sembra che vendiamo le nostre riserve disse secco.
Cosa? Tutte? Perch?
  Non ho avuto l'onore di ricevere spiegazioni. Forse a
voi dir qualcosa di pi.
  Ah, Robert! mi chiam Pinker vedendomi. Venite,
partiamo per Plymouth. Solo noi due: abbiamo il treno tra
un'ora.
Benissimo. Ma perch Plymouth?
  Abbiamo appuntamento con un amico. Non preoccupatevi,
tutto vi sar chiaro a tempo debito.
  Prendemmo posto in prima classe e guardammo scorrere
la campagna. Pinker era stranamente silenzioso: in quel periodo
pontificava meno, e avevo notato anche che sembrava
pi rilassato quando era in movimento, come se la formidabile
spinta in avanti del treno calmasse, in qualche modo, il
suo continuo bisogno di tenersi attivo.
Estrassi un libro.
Cosa state leggendo? chiese.
  Freud. Abbastanza interessante, anche se a volte  quasi
impossibile capire dove stia andando a parare.
Di cosa parla?
  Soprattutto di sogni. Poi qualcosa mi spinse ad aggiungere
malignamente: Ma questo capitolo  dedicato a
padri e figlie.
  Fece un sorrisetto. Mi stupisce che riesca a far rientrare
tutto in un capitolo.
  Sto osservando le pecore, Robert disse poco dopo,
guardando fuori dal finestrino.  strano: quando passa il
treno sono terrorizzate, ma corrono sempre nella stessa direzione,
quella del treno, mentre sarebbe molto pi logico
scappare dalla parte opposta. Fuggono dal punto in cui il
treno si trovava, non da quello in cui si sta dirigendo: non
sono capaci di tenere conto del movimento.
  Certo, sono solo pecore risposi, non sapendo bene cosa
volesse dire.
  Siamo tutti pecore, meno chi decide di non esserlo mi
parve di sentirgli mormorare contro il vetro.
  Dovetti appisolarmi. Quando aprii gli occhi lo vidi che
mi fissava.
  Ogni volta che compriamo e vendiamo in Borsa realizziamo
un guadagno disse, come se stesse proseguendo una
conversazione della quale mi ero perso l'inizio. Ma non 
solo quello. Ogni volta che i brasiliani sono costretti a intervenire
ed a fare incetta di caff, devono immagazzinarlo,
e questo ha per loro dei costi. Cos ogni nostro guadagno
aumenta la pressione su di loro. L'ultima cosa che vogliono
 un buon raccolto: non sanno neanche dove mettere l'eccedenza
degli anni scorsi. Una gelata avrebbe potuto salvarli,
ma non ha gelato. Scosse il capo. Non riesco a credere
che si tratti di un incidente. Non ci riesco. Ma come lo
si chiama, allora? Che parola si usa?
  Annuii, ma lui non aggiunse altro e poco dopo mi
riaddormentai.
  A Buckley, una piccola stazione di campagna vicino a
Plymouth, ci aspettava un'auto. Sulle portiere era dipinto
un piccolo monogramma, una H araldica. Cercai di ricordare
dove l'avessi gi notato. Mi torn in mente: era la stessa
che avevo visto nella fazenda in Brasile.  lo stemma di
Howell! esclamai sorpreso.
  Pinker annu. Stiamo andando nella sua dimora inglese.
Entrambi abbiamo pensato che fosse pi discreto vederci
qui che a Londra.
La dimora inglese di Howell era un maniero elisabettiano.
  Le pecore brucavano ai due lati del lungo viale di accesso:
oltre i boschi, tra gli alberi, ogni tanto si intravedeva
in lontananza il mare. I giardinieri erano occupati a pareggiare
le siepi, e un guardacaccia con un piccolo terrier e un
fucile sottobraccio si tolse il cappello al nostro passaggio.
  Una bella propriet comment Pinker. Sir William
ha fatto fortuna.
  Non avete mai pensato di comprarvi una tenuta del genere?
Inutile chiedergli se avesse potuto permettersela.
  Non fa per me. Ah, ecco il nostro ospite che viene ad
accoglierci.
  Si rinchiusero in uno dei salotti per mezz'ora prima di
chiamarmi dentro. Lo spazio tra loro era disseminato di
carte; sembravano documenti legali.
  Entrate, Robert, avvicinatevi. Sir Willam ci ha portato
un regalo. Pinker mi porse una grossa busta. Date un'occhiata.
Estrassi le pagine e le scorsi. All'inizio non capii:
era una lista di nomi stranieri con delle cifre accanto e una
serie di subtotali in fondo.
  Si tratta della produzione di quest'anno dei cinquanta
maggiori possedimenti in Brasile spieg sir William.
Come diavolo ve li siete procurati?
  Meglio non fare certe domande mi sugger con un sorriso.
E meglio ancora non rispondere.
  Guardai di nuovo i numeri. Ma  pi della produzione
totale annua del Brasile.
  Cinquanta milioni di sacchi conferm Pinker. Mentre
il governo brasiliano ne dichiara solo trenta.
Cos' successo al resto?  stato distrutto?
  Sir William scosse il capo.  un trucco contabile o, meglio,
una serie di trucchi. Hanno falsificato le quantit destinate
alla distruzione, declassato certe propriet, creato
perdite che non esistono; insomma, hanno fatto di tutto
per dare a intendere che producano meno caff di quanto
non facciano in realt.
  Non ebbi bisogno di chiedere perch lo facessero. Se si
sapesse in Borsa...
  Esatto conferm Pinker. Robert, credo che dovreste
vedere a pranzo qualcuno dei vostri amici giornalisti. Bisogna
stare ben attenti a scegliere il momento giusto: le notizie
devono cominciare a trapelare la settimana prossima.
Non tutte insieme, per. Vogliamo creare uri effetto di panico,
e gli investitori si agitano ancora di pi quando sanno
di ignorare i fatti.
Queste cifre sono esatte?
  Howell scroll le spalle. Abbastanza per i nostri scopi.
Resisteranno a un esame superficiale.
  Dovete limitarvi a dire, Robert, che ci sar un grande
scandalo continu Pinker. Poi, quando sar rilasciata
una dichiarazione alla Camera dei Comuni mercoled
prossimo...
  Come saprete che sar rilasciata una dichiarazione proprio
allora?
  Perch so chi la far, e perch. Ma quello  solo l'inizio.
Sar annunciata un'indagine da parte del ministero del
Commercio e dell'Industria, e la Commissione dei Monopoli
invocher delle sanzioni contro il Brasile.
  Intanto correvo con la mente. Commercio e Industria
 il ministero di Arthur Brewer, no? Ed  lui il presidente
della commissione.
  A Pinker brillavano gli occhi. A cosa serve avere un genero
al governo se non ti pu fornire informazioni su faccende
della massima importanza per la nazione? Ma neanche
allora riveleremo i numeri, o non tutti, almeno: dovete
comunicare parti diverse del documento a giornali diversi,
in modo che nessuno abbia la totalit delle informazioni.
Tutti si metteranno a indovinare, a speculare, e la speculazione
si autoalimenta.
Sui mercati ci sar un fuggifuggi.
  I mercati capiranno la verit: che si sono fidati troppo.
I brasiliani comunicheranno le loro cifre gioved, e quei numeri,
possiamo starne certi, saranno anch'essi inventati, si
riveleranno molto pi bassi di quelli reali. La differenza 
che stavolta la gente se ne accorger. Accavall le gambe e
si appoggi allo schienale.  arrivato il momento, Robert
sussurr. Erano sette anni che lo stavo aspettando.
  Era perfettamente calmo; lo erano entrambi. Sapevo che
tutto ci che aveva fatto - le speculazioni, la familiarizzazione
con i nuovi strumenti finanziari, l'alleanza con Howell,
perfino i contatti che mi aveva spinto a coltivare con
i giornalisti: tutto era stato attentamente orchestrato per
quel fine. Quelli che io, e i mercati, avevamo scambiato per
cambiamenti di direzione erano invece l'espressione di una
pazienza inesauribile, implacabile. Mi rivolsi a sir William.
Se il mercato crolla, sarete rovinato.
  Un tempo lo pensavo anch'io rispose sereno. Come
ogni altro stupido produttore al mondo, credevo di dover
mantenere alto il prezzo del caff. Non  cos, invece. Sono
gli altri - i produttori meno efficienti - che andranno
in rovina per primi. Quando sar tutto finito, e il prezzo
si stabilizzer, le mie piantagioni continueranno a generare
profitti, forse ben poca cosa per ogni acro, ma sull'insieme
della mia propriet i guadagni saranno considerevoli.
Fece un cenno a Pinker.  stato un vostro dipendente
a fare i calcoli.
  Ecco cosa vi ha mandato esclamai. Quello che conteneva
la lettera. Delle somme.
  Perch gli sforzi di sir William dovrebbero giovare a
coltivatori meno fortunati di lui? volle sapere Pinker.
  Howell annu. Sar tutto pi facile quando rimarranno
solo lefazendas pi grosse. Allora potremo sbrigare gli
affari tra di noi; le sanguisughe che stanno a Sao Paulo e
che ci succhiano il sangue potranno arrangiarsi da sole,
finalmente.
  Il futuro sta in un numero minore di aziende pi grosse
decret Pinker. Ne sono certo.
  Obiettai: E i produttori meno importanti di voi? E i
pi piccoli? Per vent'anni li hanno spinti a coltivare caff, a
eliminare coltivazioni che davano loro da vivere e da mangiare
per piantare invece un prodotto che possono solo vendere.
Ce ne devono essere milioni in giro per il mondo.
Cosa succeder a quella gente?
Entrambi mi guardarono con visi inespressivi.
  Patiranno la fame mi risposi da solo. Qualcuno di loro
morir.
  Robert intervenne subito Pinker. Quella che stiamo
compiendo  una grande impresa. Proprio come, una generazione
fa, inglesi operosi e lungimiranti liberarono gli
schiavi dal giogo della tirannia, cos oggi abbiamo l'opportunit
di liberare i mercati dalla morsa del controllo straniero.
Gli uomini di cui parlate troveranno prodotti migliori,
modi pi efficaci per guadagnarsi da vivere. Prospereranno
e si arricchiranno. Affrancati dai vincoli impossibili
di un mercato artificiale, si dedicheranno a nuove imprese
e a nuove avventure. Alcune falliranno, certo; ma altre
trasformeranno e arricchiranno il loro paese in modi che il
caff non avrebbe reso possibile. Ricordate Darwin: il miglioramento
 inevitabile. E noi - noi tre, in questa stanza,
ora - abbiamo il grande privilegio di essere suoi strumenti.
  Un tempo mi sarei bevuto tali sciocchezze commentai.
Ora non pi.
Pinker sospir.
  Potreste fare una fortuna con questa correzione del
mercato ribatt bruscamente sir William. "Correzione":
non mi sfugg la scelta lessicale, che implicava la presunta
correttezza del gesto che si apprestavano a compiere. Solo
pochissime persone al mondo sanno quello che sapete voi
ora. Se doveste assumere una posizione corta sul caff
domani...
  Pinker gli lanci uno sguardo di avvertimento. Non si
tratta solo di soldi, Robert: pensate alle opportunit che vi
si aprirebbero. Immaginate il rispetto che riscuotereste nella
City! Io e sir William siamo vecchi; presto la nostra epoca
sar finita, e sar una nuova generazione a farsi avanti.
Perch non farne parte, Robert? Le capacit le avete, lo so bene.
Siete come noi due: capite il bisogno di gesti coraggiosi,
di grandi decisioni. Oh, siete giovane ed a volte commettereste
degli errori, ma ci saremmo noi a guidarvi, approfittereste
dei nostri consigli ma prendereste le vostre decisioni,
scegliereste le avventure in cui imbarcarvi.
  E poi ci sono gli investitori dissi. Tutti quelli che hanno
speso i propri risparmi nei titoli del caff. Anche loro
perderebbero tutto.
  La speculazione comporta sempre un rischio. Dopotutto,
in passato hanno tratto lauti guadagni dalle nostre iniziative.
Pinker scroll le spalle. Non  a loro che penso.
 a voi.
  Mi guardarono entrambi, in attesa. Per un attimo mi
parvero identici a due vecchi cani che digrignavano i denti
aspettando che mostrassi il collo in segno di sottomissione.
  Pensai a Emily, pronta a sfidare suo marito per fare ci
che riteneva giusto. Pensai a Fikre, comprata e venduta come
un sacco di caff, semplicemente perch era nata in un
certo luogo e in una certa condizione. E ripensai ai miei
indigeni, il gruppo di miei coetanei, che raccoglievano caff,
una manciata dopo l'altra, nelle foreste tropicali montane
dell'Abissinia, un caff che presto non avrebbe pi avuto
alcun valore.
Non posso esservi d'aiuto dichiarai.
Per non potete neanche fermarci ribatt sir William.
  Forse no. Ma non intendo darvi una mano. Mi alzai e
uscii dalla stanza.
...
79.

  Mi recai a piedi in stazione, percorsi quel lungo viale elegante,
passai davanti alle pecore che pascolavano, ai giardinieri
e ai guardacaccia: una scena idilliaca, pagata col sudore
di centomila braccianti. Pinker aveva il mio biglietto
di ritorno: tornai a Londra con un biglietto di terza classe,
tra uomini che fumavano sigarette a buon mercato su
sedili che macchiarono il mio completo elegante di polvere
di carbone.
  Il piano che aveva in mente Pinker era semplice. Nel
gergo della Borsa, avrebbe assunto una posizione corta.
Avrebbe venduto non solo il caff che aveva, ma anche
quello che non possedeva, firmando dei contratti per fornirlo
in futuro, nella speranza che per allora il prezzo sarebbe
crollato e di poterlo acquistare a un prezzo pi basso di
quello al quale si era impegnato a venderlo.
  Ma la posizione corta non  solo una scommessa sull'andamento
del mercato. Quando raggiunge volumi considerevoli,
questa pratica crea di per s un'eccedenza che esercita
a sua volta maggiore pressione sul prezzo. L'eccedenza
non  reale, naturalmente, ma  piuttosto la previsione di
un'eccedenza; il mondo non produce pi caff, ma all'improvviso
ci sono pi venditori che acquirenti, e gli operatori
di Borsa, che dopotutto hanno contratto anch'essi dei debiti,
faranno tutto il necessario per pareggiare i conti.
  Se quella pressione si associava ad altre - come un'ondata
di panico sul mercato, con i piccoli investitori che cercavano
di vendere a ogni costo - neppure un governo avrebbe
potuto mantenere alto il prezzo continuando ad acquistare.
Pinker avrebbe mandato in rovina l'economia brasiliana,
e quella di qualunque altro paese abbastanza sciocco
da assumere la stessa posizione. E i prezzi a livello mondiale
- i prezzi di vendita del caff, dall'Australia ad Amsterdam -
sarebbero crollati.
  Ero sicuro che la cosa non sarebbe finita l. Gli speculatori
di valute, e gli altri uomini della City, avrebbero avuto
ciascuno il proprio ruolo: avrebbero senza dubbio sfoderato
titoli derivati e riporti valutari, prestiti e rapporti redditi/prezzi,
tutto l'arsenale dei moderni strumenti finanziari
capaci di fare la differenza su quel modesto campo di battaglia,
ma in realt era tutto meravigliosamente semplice,
come una partita di poker. Pinker e i suoi alleati avrebbero
venduto caff che non avevano; il governo brasiliano avrebbe
acquistato caff che non voleva. Avrebbe vinto chi sarebbe
riuscito a mantenere i nervi saldi pi a lungo.
  Di ritorno a Castle Street trovai Emily che confezionava
uno striscione. Tuo padre si prepara a far crollare il mercato
annunciai.  in combutta con sir William Howell.
Stanno cospirando per creare il panico in Borsa.
  Perch farebbero una cosa del genere? chiese senza perdere
la calma e continuando a lavorare sul suo striscione.
  Ci guadagneranno una fortuna. Ma per essere sincero,
credo che quella sia solo una delle ragioni. Tuo padre
 ossessionato dall'idea di lasciare un'impronta nella storia;
nient'altro gli importa, gli basta essere ricordato.  come
una droga per lui. Che si tratti di distruggere o di creare,
di fare del bene o del male, di guadagnare o perdere denaro,
poco conta per lui, credo, purch dietro a tutto ci ci
sia il nome di Pinker.
Emily mi aggred. Sei ingiusto.
  Davvero? Quando ci siamo conosciuti, diceva di voler
diffondere la sobriet: che contributo dar alla sua causa il
crollo dei prezzi? E quando parlava dell'Africa, e di come
il caff avrebbe avvicinato i selvaggi a Dio? Quand' stata
l'ultima volta che gli hai sentito dire frasi del genere? Erano
solo idee, colte qua e l e prosciugate di ogni loro energia.
Non ha mai creduto in nulla se non in se stesso.
Non pensare che ti assomigli, Robert esclam furiosa.
  Sospirai. Emily, so di non essere stato granch utile al
prossimo, ma non ho neanche commesso troppi danni.
Quella che si apprestano a fare  una mossa terribile, che
provocher sofferenze indicibili.
  I mercati devono essere liberi insistette lei cocciuta.
Se non lo far lui, sar qualcun altro.
  Distruggere la vita altrui  una manifestazione di libert
o un abuso di quest'ultima?
  Come osi, Robert? sbott. Solo perch tu non hai
combinato nulla cerchi di sminuirlo. So cosa stai tentando
di fare: rovinare l'opinione che ho di lui.
Cosa diavolo vuoi dire?
Sei sempre stato geloso della mia ammirazione per lui!
  Litigammo; non fu una discussione, ma una litigata bella
e buona, durante la quale non ci risparmiammo parole dure,
profferite al solo scopo di ferirci a vicenda. Le dissi che, se
poteva permettersi di condurre quelle campagne, lo doveva
al denaro guadagnato con la sofferenza degli altri; lei ribatt
che non ero degno neppure di pulire le scarpe di suo padre;
credo perfino di avere urlato qualche insulto rifacendomi a
Freud. Ma ci che pi la fer, credo, fu l'accusa, che rivolsi a
suo padre, di essere privo di remore e scrupoli.
  Non voglio sentirlo, capito?  un grand'uomo, un uomo
brillante!
Non sto dicendo che non lo sia!
  Ce l'ha, un cuore. Certo che ce l'ha. Perch se cos non
fosse... E se ne and sbattendo la porta.
Pensai che sarebbe tornata poco dopo.
Non avevo fatto i conti con la sua ostinazione.
  Pinker, mi raccont pi tardi Jenks, torn a Narrow
Street dopo la mia partenza facendo finta di niente.
Comunic le cifre di Howell a Jenks e gli chiese di chiamare
i giornali al posto mio. I giornalisti furono fin troppo felici
di aiutarlo; in molti casi avevano assunto loro stessi posizioni
corte, seguendo i miei consigli, ed erano ansiosi di
contribuire a diffondere le dicerie che avrebbero distrutto il
mercato. Erano reali le cifre di Howell? Pi ci pensavo, pi
ne dubitavo, ma come lui stesso aveva detto, avrebbero retto
a un esame superficiale.
Poi Jenks mi raccont che Pinker era entrato in magazzino.
  Ormai era vuoto: ogni sacco, ogni chicco era gi stato
schierato in battaglia. Entr nel vasto spazio riecheggiante
e chiam: Jenks!
Sono qui, signore.
Vendete, d'accordo? Vendetelo tutto.
Vendere cosa, signore?
  Tutto questo. Pinker alz le mani, e con un gesto abbracci
tutti gli angoli vuoti del deposito.
Ma qui non c' niente, signore.
  Non riuscite a vederli? I miei sacchi invisibili, ipotetici!
Ogni alleanza e contratto a termine, ogni centesimo che
possiamo prendere in prestito, ogni contratto che possiamo
riscuotere. Vendete tutto.
  Il giorno della marcia pioveva: non una leggera pioggerella
primaverile, ma un acquazzone come se ne vedono
di rado in Inghilterra, una pioggia battente, sembravano
sassolini gettati a bracciate dagli dei nelle strade di Londra.
Westminster era un pantano di fango puzzolente. Le
file interminabili di donne inzaccherate partirono comunque,
ma tenevano tutte la testa bassa. In quelle condizioni
le amiche furono presto separate, incapaci com'erano perfino
di sovrastare con la voce il frastuono della pioggia; ogni
manifestante era cieca, vedeva solo il fango che le ribolliva
ai piedi rallentandola.
  Alle due e mezzo, alla Camera dei Comuni, Arthur Brewer
si alz per fare una domanda. Aveva in mano le cifre di
sir William sul raccolto. Apparentemente perfino alla Camera
la pioggia impediva di farsi sentire e costringeva ad urlare.
Quando i giornalisti politici capirono ci che stava dicendo,
che le voci erano confermate, corsero ai telefoni, poi
si precipitarono fuori. Anche i deputati, quelli che avevano
investito nel caff, si diedero da fare per mettersi in contatto
con i loro broker; quando non ci riuscirono, si unirono
all'esodo anch'essi. Pinker si era aspettato un'ondata di
panico, ma neanche lui avrebbe potuto prevedere una tale
rapidit.
  Lei non avrebbe dovuto trovarsi l. Quello, a posteriori,
fu chiaro a tutti. Quando si accasci nel fango, all'inizio
non se ne accorse nessuno; cadevano tutte, scivolando e incespicando
con gli stivaletti nelle sottogonne, lungo strade
paralizzate dal caos.
  Forse se fosse stata pi prudente non avrebbe perso il
bambino. Impossibile dirlo.
  In Castle Street osservai il sole lasciare il posto al temporale:
nubi scure, di colore bruno, che si ammassavano sulla
City. Pu sembrare una mia invenzione, ma quando il diluvio
inizi mi parve di veder cadere dal cielo, con l'intenzione
di farci annegare, non pioggia ma chicchi di caff.
  Non avevo nessun desiderio di assistere alla vittoria di
Pinker in Borsa, ma l'importatore, Furbank, ci and. Mi
raccont dopo che, a cose fatte - quando il governo brasiliano
fin per dichiararsi sconfitto, e le quotazioni iniziarono
a scendere a ruota libera - guard in faccia Pinker. Si
aspettava di vederlo esultante, invece l'espressione del mercante
non tradiva nessuna emozione, secondo Furbank:
solo un interesse cortese ma distratto mentre guardava crollare
le quotazioni, come se fosse caduto in una specie di
trance.
Un suono si diffuse nella tribuna riservata al pubblico.
  Chi aveva fatto fortuna invece di perdere tutto - chi aveva
intuito come si sarebbe mosso il mercato - si mise ad applaudire,
a congratularsi con Pinker per l'ottima mossa balzando
in piedi. Ma lui non sembrava udire neppure quello.
Pareva avere occhi, con sguardo peraltro vago e assente, solo
per le lavagne, in basso.
...
80.

"Catramoso": difetto di sapore che conferisce al caff un fastidioso
gusto di bruciato.

Lingle, The Coffee Cupper's Handbook.

  Aveva smesso di piovere. Mentre io e Furbank attraversavamo
il fiume presso Tower Bridge, le imbarcazioni a Has
Wharf stavano scaricando la merce. Invece di portare i sacchi
di caff nel magazzino, i facchini li stavano ammonticchiando
nello spiazzo antistante.
Cosa stanno facendo? chiese Furbank stupito.
  Non saprei. Vedemmo una voluta di fumo sollevarsi
dal punto pi lontano del cumulo.
  Gli hanno dato fuoco. Guardate! La montagna doveva
essere stata irrorata di benzina: nel giro di qualche istante
le fiamme la avvolsero come un enorme budino di Natale.
Ma perch lo bruciano?
  Con una sensazione di vuoto allo stomaco, capii cos'era
successo. Il nuovo prezzo non vale i costi di stoccaggio. Costa
meno bruciarlo e liberare le navi per altri prodotti.
Abbassai lo sguardo sul fiume. Da altre banchine lungo la sponda
- Butlers Wharf, St Katharine's Dock, Bramah's Dock,
perfino Canary Wharf - si sollevavano gli stessi pennacchi di
fumo. Sentii l'aroma del caff portato dal vento, quel profumo
amaro e seducente che associavo sempre ai forni di torrefazione
nel magazzino di Pinker, e che ora si stava spandendo
come una nebbia sottile e fragrante su Londra.
Lo bruceranno tutto mormorai con stupore.
  Non stava succedendo solo a Londra. Simili fal si accesero
in tutta Europa, e anche in Sudamerica, dove i governi
chinarono il capo di fronte agli incendi su vasta scala,
inevitabili ora che le piantagioni non valevano pi nulla. I
braccianti stavano a guardare impotenti.
  In Brasile un giornalista sent l'aroma dei chicchi che
bruciavano all'interno di un aereo, a quasi ottocento metri
di altezza. Il fumo prodotto dai fuochi form nubi enormi
che rimasero aggrappate alle cime delle montagne, e quando
infine si mise a piovere, ci che cadde dal cielo sapeva
ancora di caff.
Non dimenticher mai quell'odore, n quei giorni.
  Mi aggiravo per le vie dei quartieri est della citt ora dopo
ora, incapace di allontanarmi da l. Sembrava una scena
da incubo. Splendidi aromi di frutta e agrumi, di fumo di
legna e cuoio impregnavano l'aria. Ne avevo i polmoni cos
saturi che dopo un poco non riuscivo pi a sentirli; poi il
vento ti stuzzicava, una nuova folata spazzava via il profumo,
ripulendoti l'olfatto, inondando di nuovo i sensi con
la fragranza di caff torrefatto.
  E dietro il profumo, qualcosa di pi misterioso e amaro,
quando i chicchi, da tostati che erano, cominciavano a
bruciacchiarsi per finire carbonizzati: crepitavano, fondevano,
si saldavano come braci.
  Riconobbi nell'aria caff brasiliano, venezuelano, keniano,
giamaicano, perfino Moka, tutto bruciato in quegli incendi.
Un milione di tazze di caff andato in fumo, una
sorta di sacrificio offerto a una nuova, terribile divinit.
  Quando ero in Etiopia, e avevo cominciato a capire un
poco il galla, i bambini del villaggio mi insegnarono alcune
delle loro favole. Una parlava delle origini del caff: non era
il pratico mito arabo del pastore che notava l'insolita vivacit
delle sue capre, ma una leggenda pi antica.

  Molti secoli fa viveva un grande mago che sapeva comunicare
con gli zar, gli spiriti che regolano - o meglio, sovvertono -
il nostro mondo. Quando il mago mor, il dio del
cielo era triste, perch ora non c'era pi nessuno abbastanza
forte da tenere sotto controllo gli spiriti. Le lacrime amare
della divinit si riversarono sulla tomba dello stregone, e
dove caddero spuntarono i primi arbusti di caff.

A volte, quando gli abitanti del villaggio si offrivano caff
a vicenda, se la raccontavano come una sorta di brindisi.
  Qui, l'acqua sta quasi bollendo. Beviamo le lacrime amare
di Dio.
...
81.

  Non tornai da Pinker, ma un paio di settimane dopo,
mentre stavo chiudendo il caff, sentii bussare alla porta. Mi avvicinai
e urlai senza aprire: Siamo chiusi.
Sono io disse una voce stanca.
  La feci entrare. Portava un cappotto, e per terra era posata
una valigia.
  Sono venuta con una vettura spieg, e ora l'ho mandata
via. Posso entrare?
Certo. Guardai il bagaglio. Dove stai andando?
Qui rispose. Se mi vuoi.
Preparai il caff mentre mi raccontava cos'era accaduto.
  Io e Arthur abbiamo litigato. Abbiamo detto entrambi
cose che... insomma, sai anche tu come sono quando mi arrabbio.
Gli ho detto che non era nient'altro che la creatura
di mio padre, e per una volta ha perso il controllo.
Ti ha picchiata?
  Annu. Neanche tanto forte, ma ormai non posso restare
con lui.
  Che strano, pensai: dopo tutto quello che era successo -
le percosse della polizia, i maltrattamenti degli uscieri, gli
stupri da parte del marito - era stato quello, un semplice
schiaffo dato per rabbia, a far traboccare il vaso.
  Come se mi avesse letto nel pensiero aggiunse: Ha infranto
il suo stesso codice, capisci? Altrimenti l'avrei infranto
io per lui.
Cosa farai?
Resto qui, se davvero non ti dispiace.
Dispiacermi? Certo che no. Ne sono felice.
  Per capisci, Robert, che non ci devono essere gesti
sconvenienti, vero? Che la gente dica pure ci che vuole,
ma noi dobbiamo sapere che non abbiamo nulla da
rimproverarci.
Sospirai. Va bene.
  Oh, non guardarmi cos. In ogni caso, sospetto che tra
Arthur e il bambino e il dottor Mayhews ormai certe cose
non mi interessino pi.
Ti riprenderai. E quando succeder...
  No, Robert. Non voglio darti false speranze. Se ti  impossibile
essere solo un amico per me, dimmelo e mi trover
un altro posto dove stare.
  Cosa volevi dire mi informai pi tardi a proposito di
Mayhews?
Eh?
  Hai detto che tra Arthur, il bambino e il dottor
Mayhews il sesso non ti interessa pi. Ho capito i primi due
termini del tuo discorso, ma non il terzo.
  Oh. Non riusciva a guardarmi negli occhi, ma la voce
era abbastanza ferma. Non ti hanno detto che mi  stata
diagnosticata l'isteria?
  S. Sono sciocchezze, naturalmente. Non ho mai conosciuto
nessuno meno isterico di te.
  No, Robert, invece avevano ragione. Ho perfino seguito
un trattamento da uno specialista.
Che genere di trattamento?
  All'inizio non voleva rispondermi. Infine spieg: Hanno
un apparecchio elettrico, una specie di macchinario che
oscilla. Fa emergere l'isteria. Ti viene una specie di convulsione.
Un parossismo, lo chiamano loro.  un'esperienza sconvolgente.
Ed  cos che appurano se sei davvero isterica. Il parossismo
ne  la prova.
  Le feci altre domande, e poco a poco cominciai a capire
cosa le avevano fatto. Ma Emily obiettai quando ebbe finito,
non si tratta di isteria.  semplicemente quello che le
donne provano quando sono con i loro amanti.
Non posso crederci.
Oh, Emily, ascolta!
No, Robert, non ho nessuna voglia di parlarne.
  Nonostante il suo veto e la collera che provavo per ci
che i medici le avevano fatto, cominciai a nutrire una strana
speranza, la speranza che, quando avesse superato tutto
questo, avrebbe potuto cominciare a considerare le sue
esperienze, e me, sotto una luce diversa.
  A un'ora imprecisata della notte, ma doveva essere molto
tardi, mi svegliai e sentii piangere.
  Sedeva sulle scale che portavano gi al caff, una forma
raggomitolata in camicia da notte bianca.
Mi accorsi che non l'avevo mai vista con i capelli sciolti.
Mi sedetti accanto a lei e le cinsi le spalle con un braccio.
Era cos esile che pareva quasi inconsistente.
  Ho fallito singhiozz. Ho fallito in tutto. Non valgo
niente come moglie, come madre, come suffragista.
  Ssst cercai di calmarla. Andr tutto bene. La tenni
stretta, zitto e immobile, mentre piangeva disperatamente,
fino al mattino dopo.
...
82.

"Duro": con particolare riferimento ai caff brasiliani.

J. Aron & Co., Coffee Trading Handbook.

  Quattro settimane dopo Pinker organizza un'assemblea generale
straordinaria del consiglio di amministrazione. Poich
il consiglio  costituito da lui stesso, Emily, Ada e Philomena,
la riunione assume la forma di un pranzo, un pranzo
con cui intende festeggiare, presumono le figlie, i grandi
successi conseguiti in Borsa.
  Le sorelle non si vedono da un po', e hanno molte novit
da condividere. Solo Emily  silenziosa, ma le altre danno
prova di tatto e fingono di non accorgersene.
  Solo al momento del caff - non caff Castle, ma un
keniano a chicchi grandi, servito nelle tazzine Wedgwood
preferite da Pinker - il padre parla del motivo della convocazione,
colpendo la tazzina con un cucchiaino minuscolo
per ottenere il silenzio. Mie care esordisce, guardandosi
intorno. Questa  un'occasione per stare in famiglia,
ma anche una riunione del consiglio, e ci sono un
paio di questioni che dobbiamo discutere. Ho chiesto a
Jenks di scrivere il verbale obbligatorio.  una formalit,
ma va rispettata. Non ci vorr molto. Il segretario entra
e si siede un poco in disparte, salutando le sorelle con un
sorriso. Si appoggia una cartellina sul ginocchio ed estrae
una penna.
  Siamo un'azienda a conduzione familiare riprende
Pinker. Ecco perch possiamo organizzare le nostre riunioni
in questo modo. Adesso, per, lo si considera un modello
superato, temo. Societ pubbliche, quotate in borsa, che
aprono il capitale alle forze ed alle opportunit del mercato:
queste sono le aziende che in futuro avranno le risorse e la
flessibilit per espandersi in tutto il mondo.
  Stai dicendo che vuoi che la Pinker sia quotata in Borsa,
pap? chiede Ada.  diventata una giovane donna sicura
di s: il matrimonio con un uomo che adora ne ha addolcito
gli spigoli e le fa brillare gli occhi.
  Abbi pazienza, Ada la rimbrotta bonariamente Pinker.
Queste compagnie, come forse avrete osservato,
acquistano e vendono altre aziende. In America si assiste gi
alla nascita di quelle che chiamano conglomerate, aziende
che hanno pi di una societ controllata. Anche qui i nemici
di un tempo devono creare nuove alleanze. Lyle e Tate,
per esempio, sono due concorrenti storici che adesso stanno
creando un'unica societ.
  Fa una pausa. Ho avviato le discussioni con uno dei
nostri diretti concorrenti dice. Un ricco proprietario di
coltivazioni di caff. Unire le nostre forze sarebbe vantaggioso
per entrambi: Castle  la marca pi forte, quella con
la maggiore quota di mercato, mentre lui ha un'esperienza
nella produzione di materia prima che, dalla morte del povero
Hector, a noi manca. La sua ricchezza sono le attivit,
la nostra il denaro contante. Insieme, credo, possiamo creare
una societ capace di conquistare il mondo.
Chi  questa persona, pap?
  Si tratta di Howell risponde Pinker. Sir William
Howell.
  Segue un breve silenzio allibito. Philomena interviene:
Ma riusciresti a lavorare con lui? Dovreste odiarvi, no?
  Pinker  calmissimo; sorride addirittura alle figlie. Siamo
rimasti stupiti entrambi nello scoprire che nelle questioni
pi importanti abbiamo molto in comune. Dubito
che diventeremo mai amici, ma possiamo certamente essere
soci in affari.
Cercher di ingannarti dichiara Emily.
  Il padre scuote il capo. Ha bisogno di noi pi di quanto
non ne abbiamo noi di lui. E non dimenticare che questa
societ sar quotata in Borsa. Ci penseranno gli azionisti
a mantenere gli equilibri di potere.
Questa volta il silenzio si protrae per un po'.
  L'annuncio sar fatto domattina, all'apertura della Borsa.
Dovete capire che ci significher la fine di Pinker come
azienda familiare. La nuova societ sar gestita in modo
diverso: dovr esserlo, lo esige la Borsa. Tutti gli azionisti,
per esempio, potranno partecipare alle assemblee generali.
Si guarda attorno. Dubito che la nostra piccola sala
da pranzo potr accoglierli tutti.
Nessuno sorride.
Saremo azioniste anche noi? chiede Ada.
  Avrete delle azioni, s. Ma non quelle che danno diritto
di voto.
  Quindi ci stai chiedendo di vendere?  stata Philomena
a parlare.
  S. Riceverete tutte dei soldi, molti soldi, grazie alla
vendita delle vostre azioni alla nuova azienda.
Non so inizia a dire Emily.
  Ci ho pensato a lungo la interrompe Pinker. Se non
vogliamo farci divorare da una delle grosse aziende americane,
dobbiamo diventare una grossa azienda anche noi.
Tace un istante. C' qualcos'altro che ha influenzato la mia
decisione. Sir William ha un figlio.
Loro lo guardano.
  Jock Howell  stato iniziato a tutti gli aspetti del lavoro
del padre. Dopo la fusione dovr venire a dirigere questa
parte dell'azienda per un po', sotto la mia supervisione,
naturalmente, per capire bene come funziona. Poi, a tempo
debito, quando io e sir William ci ritireremo, sar nella
posizione migliore per prendere le redini della nuova
struttura.
Sei pronto a lasciare la tua ditta al figlio di Howell?
Emily  incredula.
  Che alternative ci sono? ribatte Pinker con voce pacata.
Lui ha un figlio. Io no.
  Mentre le figlie digeriscono le implicazioni di ci che ha
appena detto, Pinker leva la tazzina. Vorrei ancora un po'
di quel caff. Ce n' ancora?
  Quindi, se una di noi fosse stata un maschio... sbotta
Emily inferocita.
  No, no, no cerca di placarla Pinker. Non  cos. Ma
sei sposata, e con un deputato, per giunta; Ada e Richard
devono stare a Oxford, e Phil si interessa pi alle feste ed ai
balli. Naturalmente non pu essere nessuna di voi.
  Io me ne sarei assunta la responsabilit, se me lo avessi
chiesto puntualizza Emily. Avrei evitato di sposarmi, se ci
fosse stata quell'alternativa.
  Basta cos taglia corto il padre. Non voglio sentire critiche
su tuo marito. Ci sono gi stati abbastanza scandali.
  Allora sono molti gli argomenti di cui non vuoi sentir
parlare, a quanto pare osserv acida.
Emily, non ti permetto di parlarmi in questo modo.
La figlia si morde il labbro.
  E adesso vorrei quel caff dichiara, indicando il tavolo.
Grazie, Jenks, potete andare. Jenks chiude la cartellina
e si alza.
Aspettate esclama Emily.
Emily, cosa c'? Certo che pu andare.
  Dovremmo votare dice. Si guarda attorno, fissa le sorelle.
Se abbiamo tutte delle azioni, dovremmo votare.
Non essere ridicola ribatte il padre.
  Eppure  cos che si dovrebbe procedere, vero? Chiama
in aiuto Jenks. Vero?
  Questi annuisce, riluttante. Credo che, tecnicamente,
sarebbe addirittura indispensabile.
  E se votiamo contro continua Emily, rivolgendosi alle
sorelle, non puoi farlo. Siamo in maggioranza.
  Cosa diavolo ti prende? tuona il padre. Per l'amor
del cielo, ragazza, questo non  un incontro tra suffragette.
Questa  la mia azienda.
La nostra azienda.
La mia azienda insiste lui.
  Non potrai litigare in questo modo con gli azionisti
quando sarai quotato gli fa notare. Potrebbero anche non
approvare il tuo Jock Howell. O forse rimuoveranno te: ci
hai pensato?
Lui la guarda furioso.
  Tutti quelli contrari alla proposta dice Emily, alzando
la mano.
  Ora basta sbotta il padre, riprendendosi. Jenks, potete
andare. Mettete a verbale che la proposta  stata accettata
all'unanimit.
  S, signore dice Jenks e se ne va. Segue un lungo silenzio
greve, poi Emily all'improvviso grida e se ne va
anche lei.
...
83.

  Aveva una stanza sua a Castle Street, man mano che le agitazioni
si intensificavano, vi trascorreva sempre pi tempo.
Durante tutto quel periodo non la udii mai mancare di rispetto
a suo padre o a suo marito; anzi, non ne parlava quasi
mai. Io e lei sembravamo quasi una coppia, anche se piuttosto
anticonvenzionale.
Robert?
Alzai lo sguardo. Sul banco c'era un cofanetto di mogano.
  Emily lo apr. Dentro si trovavano file di fialette, oltre
a tazzine e cucchiaini da degustazione.
La Guida.
  Pos quattro pacchettini di caff sul tavolo e cominci
ad aprirli.
Cosa stai facendo?
  L'unica cosa che possiamo fare ribatt. Sono i migliori
tra i nuovi caff di Furbank, due del Guatemala e due del
Kenya. Vers piano l'acqua sul primo campione di chicchi
macinati e mi guard.
Allora?
Sospirai. Non serve a niente.
  Al contrario, serve, eccome, Robert. Questi caff sono
buoni, particolari. Lo dice Furbank. La gente che li produce
non dovrebbe andare in rovina solo perch  costretta a
venderli allo stesso prezzo del prodotto industriale di Howell.
Ci sono ancora tante persone al mondo per le quali il
caff  importante. Hanno solo bisogno di capire come distinguere
quello buono da quello scadente, e la Guida non
pu aiutarli se non  aggiornata. Spinse verso di me una
delle tazzine.
Sbuffai. Cosa vuoi che faccia?
  Che li assaggi, naturalmente. Aspira, ossigena, sputa.
Pronto?
  Insieme spingemmo verso il fondo il caff ed assaggiammo
un sorso.
Interessante comment con aria pensosa.
Annuii. Un aroma di banane.
E sulla lingua una leggera durezza naturale...
E anche una nota di moscato.
  Gli stessi sapori nelle nostre due bocche, sulle nostre
due lingue, sulle labbra; sensazioni che ci scambiavamo come
baci.
Mora o pesca?
Prugna, direi. O forse susina selvatica.
   qualcosa di pi caldo, mi pare carne arrosto, o forse
tabacco da pipa.
  Carne arrosto? Non dovrebbe, altrimenti sarebbe salato.
Assaggialo di nuovo.
  Direi che ricorda di pi la crosta di pane appena uscito
dal forno.
Benissimo, me lo segno. Puoi cambiare le tazzine?
  Suggerii: Sai, potremmo cominciare a chiedere a Furbank
di acquistare i caff che vendiamo qui dalle piccole
produzioni africane invece che dalle piantagioni pi grosse.
Un atto isolato, naturalmente, di per s non basterebbe
a cambiare le cose, ma se lo facciamo in molti forse potremmo
permettere ad alcuni piccoli produttori di affrancarsi
dal lavoro al servizio dell'uomo bianco.
La trovo un'idea eccellente.
Naturalmente questo significa che il caff coster di pi.
Perderemo dei soldi?
Non saprei.
  Caro Robert, non hai proprio idea di come si manda
avanti un'attivit commerciale, vero?
  Al contrario, trovo che siano gli uomini d'affari a non
saperlo, da quanto ho potuto vedere.
  Benissimo. Qual  quel proverbio africano che ti piace
tanto citare?
  "Una ragnatela si spezza facilmente, ma mille ragnatele
riescono a imprigionare un leone".
  Esatto. Facciamo i ragni, allora, e cominciamo a tessere
la tela.
  Questo qui dissi mi ricorda l'Africa. Mirtilli, argilla
e la terra marrone speziata su cui erano posati i chicchi
a seccare.
  Io non ci sono stata, quindi non posso pronunciarmi.
Ma riesco a sentire le spezie: alloro, forse, e curcuma. E c'
qualcosa d'altro, di appena accennato.
S? Cos'?
Non ne sono sicura. Ma  una nota dolce.
  Dalle ceneri di quei fal, un'impalpabile voluta che meritava
di essere custodita: non speranza, forse, e neppure
amore, ma qualcosa di fragile, delicato, etereo come fumo;
qualcosa che io e lei condividevamo in quella stanza, e poi
noi con altri, con Furbank e altri importatori; con qualche
cliente appassionato, e poi pochi altri; cresceva poco a poco,
come una serie di minuscoli messaggi che guizzavano in
giro per il mondo.
...
84.

  E poi, proprio come Emily aveva predetto, arriv il momento
in cui il suo movimento ebbe bisogno di martiri.
  La decisione delle suffragette di ricorrere allo sciopero
della fame mut profondamente il clima della ribellione.
Si paventava ormai la terribile minaccia delle perdite umane:
il governo avrebbe ucciso quelle che considerava appartenenti
al sesso debole.
  Le prime a digiunare furono rilasciate in sordina dal carcere
per motivi medici, ma quando i giornali cominciarono
a interessarsi all'accaduto, divenne impossibile soffocare
la questione. Cos il governo - secondo alcuni su istigazione
dello stesso sovrano - decise di sottoporre chi rifiutava
di mangiare al "trattamento ospedaliero"; in altre parole,
l'alimentazione forzata.
  La decisione suscit un'ondata di repulsione. Le donne
che fino a quel momento non avevano sostenuto le militanti
furono colpite dall'eroismo delle scioperanti e inorridite
dalle misure prese dagli uomini per conservare il potere;
per le suffragette, invece, la brutalit subita dalle loro simili
esacerb la violenza del conflitto.
  Il governo sapeva che un'inversione di rotta a quel punto
sarebbe stata interpretata come un segno di debolezza:
era come offrire un milione di voti nuovi agli altri partiti
su un piatto d'argento. In quel braccio di ferro non poteva
permettersi di perdere.
  Questa era la situazione in settembre, quando Emily fu
mandata a gettare un sasso contro una finestra della Camera
dei Comuni.
Non sei obbligata a farlo.
Certo che non sono obbligata. Ma voglio farlo.
Ce ne saranno altre che...
  E io come mi sentirei se qualcun altro prendesse il mio
posto? Scosse il capo. Non capisci, Robert. Se  il mio destino
quello di essere arrestata, non sar un sacrificio.
Sar... Cerc la parola giusta. Sar un privilegio, il coronamento
di tutto ci per cui mi sono adoperata.
  Osservai, con voce velata di tristezza: Diventi pi simile
a tuo padre ogni giorno, lo sai? Una volta che prendi una
decisione, sei irremovibile.
  Per un attimo i suoi occhi si accesero di rabbia, poi rispose
con voce controllata: S, Robert. Certo che lo so,
che sono come lui. Ed  per questo che devo farlo io e non
qualcun altro.
  Fu arrestata al primo tentativo. Mi chiesi, a posteriori, se
non l'avesse fatto apposta, se non avesse aspettato per assicurarsi
che il poliziotto la stesse guardando.
  Il processo fu rapido. Poich non protestava la propria
innocenza, la difesa non ebbe arringhe da fare. L'agente che
l'aveva arrestata lesse la sua dichiarazione; il procuratore
disse poche parole, il giudice emise la sentenza: dieci scellini
o tre settimane in prigione.
Andr in prigione disse Emily serena.
  Dalla zona dell'aula riservata al pubblico, occupata da
una folta delegazione di suffragette, si lev un forte applauso.
Il magistrato batt il martelletto per ottenere il silenzio.
Rifiutate di pagare la multa?
  Rifiuto di riconoscere l'autorit di questo tribunale,
pagato con tasse da me versate senza il mio consenso.
Benissimo. Portatela via.
  Cercai di farle visita nella cella del tribunale, ma non
me lo permisero. Cos restai fuori in attesa, con il resto della
gente, sperando di intravederla al momento del trasferimento
a Holloway. Vidi Brewer, vestito da funerale. Facendosi
largo tra la folla sbrait: Siete contento adesso, Wallis?
O c' qualche altra forma di umiliazione cui volete sottoporre
mia moglie?
  Non desidero vederla in prigione pi di quanto non lo
desideriate voi ribattei affranto.
Proprio allora il furgone cellulare part dal tribunale.
  Dovette avanzare lentamente tra la folla, scampanellando
per aprirsi un varco. Non c'era alcuna possibilit di vedere
Emily, chiusa nella parte posteriore del veicolo, ma ci mettemmo
tutti ad acclamarla e a battere le mani per incoraggiarla.
Non potei fare a meno di calarmi nei suoi panni e di
immaginare come doveva sentirsi.
Poi vidi un altro viso familiare. Corsi in avanti per raggiungerla.
Ada? la chiamai. Ada Pinker?
  Si volt. Oh, Robert. Si ferm insieme alla donna che
la accompagnava. Non sapevo che sareste venuto.
  Neanch'io pensavo di vedervi. Siete venuta da Oxford?
Emily mi ha detto che avete sposato un professore.
  S. Il movimento  molto forte da noi, non c' stata la
violenza che avete avuto qui a Londra. Ada sospir. Ho
un terribile presentimento.
  Anch'io. Emily  molto decisa. Temo che voglia fare lo
sciopero della fame.
  Speriamo di poterla vedere. Ada indic la sua compagna.
Dopotutto siamo la sua famiglia.
  Mi voltai verso la giovane che era con lei. Non credo di
avere il piacere.
  Oh, s, invece, signor Wallis obiett con voce vagamente
familiare. Anche se dubito che sia stato un piacere.
Temo che i ricordi che avete di me non siano molto gradevoli.
  Mi dovettero leggere in viso lo stupore, perch Ada disse:
Philomena  molto cresciuta da quando l'avete vista
l'ultima volta.
Santo cielo. La Rana?
  La ragazza annu. Anche se ormai sono in pochi a chiamarmi
cos.
  Quando la osservai meglio, ritrovai una vaga traccia dei
tratti infantili che ricordavo. Ma gli occhi sporgenti da rana
erano cambiati, o meglio il viso che li racchiudeva era
cambiato. Ora le davano un aspetto singolare, come di una
persona che si  appena svegliata.
  Ho tenuto tutte le vostre lettere aggiunse. Ho fatto
impazzire le mie sorelle, chiedevo loro continuamente quando
sarebbe arrivata la successiva. Le imparavo a memoria.
Dubito che meritassero ripetute letture commentai.
  Stavamo scendendo dalla collina, allontanandoci dal tribunale
insieme a tutti gli altri.
  "Puoi dire ad Ada che deve smettere di raccogliersi i
capelli con le forcine se vuole che qualcuno la sposi" cit
Philomena. "Qui per rendersi desiderabili le donne si
strappano due incisivi, si spalmano in testa una tintura color
ocra e si incidono un disegno a zigzag sulla fronte con
un coltello incandescente. A quel punto sono considerate
uno schianto e invitate a tutti i balli". Non potete certo aver
dimenticato di avere scritto quelle parole, no?
  Santo cielo esclamai. Lanciai un'occhiata ad Ada.
Davvero ero tanto sfrontato? Vi prego di perdonarmi.
  Va tutto bene mi tranquillizz con fare burbero. Mio
marito  etnologo, quindi sono abituata ad essere paragonata
a chi si spalma tintura color ocra in testa. Giungemmo
alla stazione della metropolitana e si ferm. Andiamo verso
ovest. Volete che vi faccia sapere se abbiamo notizie di
Emily?
  S, per favore. Diedi loro il mio biglietto. Ed  stato
un piacere rivedervi entrambe, malgrado le circostanze.
  Anche per noi  stato un piacere si accomiat Ada
stringendomi la mano. Quando presi quella di Philomena,
che portava i guanti, mi domand: Mi sono sempre chiesta,
signor Wallis, se avete pi scritto qualcuna delle vostre
poesie bislacche.
  Scossi il capo. Spero di essermi lasciato le assurdit alle
spalle. Anche se di questi tempi sembra che il governo ci
sguazzi, invece, nelle assurdit.
  S convenne Ada, che aveva l'aria preoccupata. Sono
molto decisi a non cedere. Spero che con Emily andr tutto
bene.
  La sua cella era quattro metri per tre, le pareti erano dipinte
di grigio come l'interno di una nave. C'erano una
lampada a gas, una finestrella troppo piccola per guardare
fuori, un tavolaccio per dormire ed una sedia. Sulle assi della
branda di fortuna si trovavano due lenzuola piegate ed una
federa. Due secchi con coperchi di latta erano infilati sotto
una mensola nell'angolo. Sullo scaffale un libro di preghiere,
un cartoncino con le regole dei detenuti, un pezzo
di lavagna e un gessetto. Nella porta si apriva uno sportellino.
Nient'altro.
Emily stese le lenzuola sulla branda ed esamin i secchi.
  Uno conteneva acqua, l'altro era stato chiaramente usato
come latrina. La federa era imbottita di paglia, i cui frammenti
gialli appuntiti attraversavano il tessuto.
  Ogni suono sembrava rimbombare e riecheggiare, rimbalzando
avanti e indietro lungo i corridoi interminabili.
Ud un rombo di tuono che si avvicinava: porte sbattute,
grida e passi. Lo sportello nella porta si apr. Una voce senza
volto disse: C' la cena.
Non mangio rispose Emily.
  Una piccola ciotola di zuppa apparve nell'apertura. Lei
non si mosse. Dopo un attimo la scodella scomparve,
lasciandosi dietro un leggero aroma di verdure tiepide. Il tuono
si allontan. A un certo punto la luce della lampada si
abbass; doveva essere controllata dall'esterno, si disse, e regolata
dalle guardie; le veniva negata perfino quella piccola
libert.
  Il mattino dopo rimase sdraiata a letto, contravvenendo
alle regole stampate sul foglietto. Lo sportello si apr. Non
vi siete ancora alzata? chiese una voce sorpresa. C' la
colazione.
Faccio lo sciopero della fame.
Lo sportello si richiuse.
  Poi inizi la processione di visitatori. Il cappellano, la responsabile
delle guardie, la sovrintendente delle attivit lavorative
in carcere. Tutti vennero a dirle delle banalit. C'
da sperare disse il cappellano che possiate sfruttare questo
periodo per riflettere, signora Brewer, per migliorare.
  Ma non voglio migliorare.  il Primo Ministro che vorrei
migliorare. Lui sembr sorpreso, e la esort a non mostrare
una simile mancanza di rispetto.
  Fu accompagnata a fare un bagno: a chiudere il minuscolo
vano c'era una porta alta solo mezzo metro, e la guardia
veniva a controllare ogni minuto. C'era pure un gabinetto,
ma anche in questo caso la porta arrivava solo a met
altezza, e la catena si trovava fuori, cosicch era la carceriera
e non la prigioniera a tirarla.
  Quando torn in cella pass a trovarla il direttore: era un
uomo alto che pareva oberato di impegni e sembrava pi
adatto a un lavoro in banca. Non crediate di poter creare
fastidi qui da noi la avvert. Abbiamo avuto a che fare
con assassine e ladre violente. Sappiamo quello che facciamo,
ma se non ci create difficolt tornerete presto libera.
  Emily rispose: Potete rilasciarmi, ma non certo darmi la
libert. Solo il diritto di voto mi render libera.
  L'uomo sospir. Dovete chiamarmi "signore" finch
siete sotto la mia responsabilit. La fiss. Vostro marito 
deputato, vero?
Annu.
  Se c' qualche piccolo genere di conforto che posso
procurarvi, fatemelo sapere. Del sapone, per esempio, o un
cuscino migliore.
Insisto per essere trattata come tutte le altre prigioniere.
  Benissimo. Si volt per andarsene, ma qualcosa parve
trattenerlo. Ci che non capite, signora Brewer,  questo
esclam, tornando all'improvviso al centro della cella. Se
riuscite nel vostro intento - se le donne acquistano il diritto
di voto - ogni forma di comportamento cavalleresco tra
i sessi andr distrutta, ve ne rendete conto? A quel punto
gli uomini non avrebbero pi motivo di trattare le donne
diversamente, giusto?
   stata la cavalleria a spingervi a propormi del sapone?
ribatt lei. O la posizione di mio marito?
  Arriv il pranzo: ancora zuppa, anche se la guardia che
gliela port la chiamava stufato. Lei rifiut. Un medico
pass a chiederle quando era stata l'ultima volta che aveva
mangiato. Glielo disse.
Stasera dovete cenare le intim lui.
Scosse il capo. Non lo far.
L'alternativa sar l'alimentazione forzata.
Non collaborer.
  Vedremo. Stando alla mia esperienza, quasi tutte quelle
che parlano di sciopero della fame o roba del genere resistono
solo un paio di giorni. Dopo, il corpo suggerisce loro
di non essere tanto stupide.
  Anche lui se ne and. Emily aspett a lungo; vi fu un'ora
di attivit fisica, in cui camminarono in cerchio in un cortile
in fila indiana, senza scambiarsi una parola.
  A cena - che in realt era servita a met pomeriggio - la
guardia le chiese se avrebbe mangiato. Emily rispose di no.
  Al crepuscolo furono spente le luci. Lei si coric, ormai
in preda ai capogiri per la fame.
  Sotto i rumori di fondo della prigione sent cantare. Era
John Browns Body. Le parole erano diverse, ma le conosceva:
era uno degli inni delle suffragette. In un impeto di
gioia corse all'apertura nella porta. Inginocchiandosi l accanto,
inclin il capo per aggiungere la propria voce al coro
che risuonava in corridoio.

Rise up women, for the fight is hard and long,
Rise up in thousands, singing loud in battle song.
Right is might, and in its strength we shall be strong,
And the Causegoes marching on.(1)

  Le altre suffragette sembravano molto distanti, mentre la
sua voce le parve forte e rimbombante nella piccola cella.
Alla fine una voce pi vicina grid: Allora, la pianti? ed
Emily smise.
  Cerc di dormire, ma i morsi della fame le impedivano
di assopirsi per pi di qualche minuto di sguito. Il giorno
successivo rifiut la colazione. Il dolore sembr calmarsi
invece di aumentare. A volte si sentiva disperata, in altri
momenti, senza preavviso, profonde ondate di euforia la
sommergevano. Ci posso riuscire, si diceva. Posso morire
di fame. Possono controllare tutto il resto, ma il mio corpo
 solo mio.
  Pi tardi, quel mattino, qualcuno le infil attraverso
la porta un vassoio. Su di esso, una torta appena sfornata.
Non era cibo della prigione: doveva essere stata portata
da fuori. Si premette le mani sullo stomaco per calmare
i crampi e cerc di ignorarla.
  Alla sera delirava quasi dalla fame. Sono pi leggera dell'aria,
decise, e la frase sembr riecheggiarle dentro l'involucro
vuoto del corpo. Sono pi leggera dell'aria... Sono pi
leggera dell'aria...
  A volte le pareva di sentire odore di caff che filtrava dalle
aperture di ventilazione nel soffitto, ma quando cercava
di identificarne il tipo, la fragranza mutava e si trasformava
come una chimera.
  Torn il medico. Allora, volete mangiare o no? chiese
bruscamente.
No. La sua voce le parve strana.
  Cominciate a puzzare, sapete?  l'odore della chetosi, del
corpo che si nutre di se stesso. Se continuate cos, danneggerete
il vostro organismo in modo irreparabile, a cominciare
dagli organi riproduttivi. Potreste non riuscire ad avere figli.
So a cosa servono gli organi riproduttivi, dottore.
  Vi rovinerete i capelli, l'incarnato, la pelle, tutto ci che
vi rende tanto graziosa.
Se  un complimento,  molto contorto.
Poi potreste rovinarvi l'apparato digerente, i polmoni.
Non ho intenzione di cambiare idea.
  Il dottore annu. Molto bene. Allora dovremo salvarvi
da voi stessa.
  I sensi le si erano acuiti in modo quasi prodigioso. Riusciva
a distinguere odori distanti, e poteva perfino ricrearli
lei stessa. Colse una vaga traccia di keniano fresco, che aveva
l'aroma dei cespugli di ribes nero; poi, un attimo dopo,
sent il profumo delle spighe di orzo dopo il raccolto. Una
nota fruttata: erano albicocche, la fragranza intensa di una
confettura di albicocche. Chiuse gli occhi e aspir profondamente,
e le parve che il dolore si affievolisse.
  Infine entrarono nella sua cella quattro guardie. Avevano
scelto le donne pi corpulente per quel compito: non
avrebbe avuto modo di resistere.
Venite dal dottore con noi?
No.
  Bene. Sollevatela di peso. Due le si misero dietro e la
presero per le braccia. La tirarono su e un'altra la afferr
per i piedi. Lei si divincol, ma senza risultato. La portarono
in corridoio.
Forse adesso camminer disse una delle carceriere.
  Emily sent un bruciore improvviso sotto il braccio. Una
delle donne le stava pizzicando la carne delicata. Emily url.
Andiamo, cara le disse la donna.
  Mentre era spinta e strattonata lungo l'ala del carcere, fce
in tempo a intravedere dei volti che si affacciavano allo
sportello passavivande. Dopo che il suo gruppetto era passato,
le prigioniere picchiavano contro le porte ed urlavano.
Non riusciva a distinguere le parole: l'eco inghiottiva tutto.
Infine giunsero all'infermeria. Il medico che era passato prima
in cella era l insieme a un uomo pi giovane; entrambi
indossavano grembiuli di gomma sugli abiti civili. Sulla
scrivania c'erano un tubo di gomma, un imbuto e una caraffa
colma di un intruglio che pareva farinata d'avena acquosa.
C'era anche un bicchiere di latte. Era cos fuori posto rispetto
al resto che le venne da ridere, nonostante il terrore.
Avete intenzione di berlo, il latte? chiese il dottore.
No.
Mettetela sulla sedia.
  Le donne riuscirono per gradi a sistemarla su un grosso
seggiolone di legno. Due le tenevano strette le braccia,
costringendola a restare seduta, e altre due le premevano sulle
ginocchia. Il medico pi giovane le si mise alle spalle per
tirarle indietro la testa mentre l'altro prese il tubo. Intinse
le dita in un vasetto di glicerina e la spalm all'estremit del
cannello. Adesso tenetela ferma ordin.
Emily strinse i denti, serrandoli con tutte le sue forze.
  Ma non era la bocca, l'obiettivo del medico. Le infil invece
il tubo nella narice destra. La sensazione era cos disgustosa
che apr la bocca per urlare, ma scopr di non riuscire
a emettere suoni, a parte un gorgoglio indistinto.
  Gi un centimetro, e un altro ancora. Ora si sentiva il
tubo in gola e le veniva da vomitare. Cerc di scuotere il
capo da una parte all'altra, ma il medico giovane la teneva
stretta. Le lacrime le rigavano le guance; avvert un dolore
acuto in gola, poi, con un'ultima manovra che le fece venire
un conato, quell'aggeggio fu infine dentro di lei.
  Dovremmo esserci dichiar l'altro uomo, facendo un
passo indietro. Aveva il respiro affannoso.
  Infil un imbuto all'estremit del tubo. Prese la caraffa
di porridge e cominci a versarlo, tenendo sollevato tutto
l'armamentario. Un liquido caldo le riemp la trachea,
minacciando di soffocarla. Emily toss e fu presa da conati di
vomito, ma il liquido caldo e denso restava dov'era. Aveva
l'impressione che le scoppiasse la testa: avvertiva una pressione
terribile dietro gli occhi, le orecchie le rimbombavano,
e le sembrava di annegare.
   l'equivalente di un buon pasto abbondante dichiar
il dottore.
Il tubo le fu sfilato dalla narice con lentezza micidiale.
Appena fu estratto del tutto, Emily vomit.
  E adesso ci tocca ricominciare esclam il medico.
Tenetela ferma.
  L'orribile operazione fu ripetuta, e stavolta aspettarono
qualche minuto prima di estrarre il tubo. Il medico and
a posarlo nel lavandino mentre Emily tossiva, vomitava
e sputava.
Riportatela in cella.
  Ci andr a piedi ribatt lei. Siete un burattino disgustoso,
a trattare una donna in questo modo.
  Oh, quindi le donne dovrebbero essere trattate in modo
diverso? si inform lui sardonico.
  Se foste un uomo perbene non accettereste di compiere
atti del genere.
  Salvarvi la vita, volete dire? Fece cenno alle guardie di
portarla via.
  Quella notte Emily appicc il fuoco alla sua cella, facendo
a pezzi il cuscino e infilando manciate di paglia nella
lampada. Poi si barric dentro, infilando la branda sotto la
maniglia della porta per impedire che aprissero l'uscio.
Dovettero spaccare i cardini con lo scalpello per raggiungerla.
Allora fu spogliata e spostata in una cella che aveva un letto
di ferro inchiodato al pavimento.
  Quella notte, e tutto il giorno successivo, qualcuno passava
a controllarla ogni dieci minuti. All'inizio pensava che
venissero solo per curiosit, e li insultava gridando.
  Siete sotto sorveglianza rispose una voce fredda. Dobbiamo
assicurarci che non vi facciate del male.
  A pranzo arriv una guardia con un bicchiere di latte,
che lei rifiut. Provate a mangiare qualcosa la esort la
carceriera. Emily scosse il capo.
  Ora che sapeva cosa la aspettava, era terrorizzata dall'alimentazione
forzata. Quando vennero a prenderla per portarla
di nuovo dal medico, si sent venire meno dalla paura.
Ma non poteva farci niente: ormai sapevano come procedere,
e il tubo fu infilato dentro in un attimo. Pianse, e
le lacrime si mischiarono al vomito e all'odore acre del porridge.
Poi svenne.
Quando si riprese il medico la guardava preoccupato.
  Fareste meglio a smetterla le disse. Siete una donna
delicata, non siete adatta per questo genere di cose.
Perch, qualcuna lo , forse? chiese lei acida.
  Non siete abituata ai maltrattamenti. Potreste farvi del
male.
Siete medico. Dovreste rifiutarvi di farlo.
  Non importa a nessuno dichiar lui a un tratto. 
questo che non capisco. Voi siete qui a farvi del male e fuori
nessuno ne ha la minima idea. A cosa serve?
  Per mostrare che si pu governare solo con il consenso
di chi  governato.
  Risparmiatemi i vostri slogan. Fece segno alla guardia.
Portatela via.
  Mentre la riaccompagnavano in cella, una delle donne le
disse sottovoce: Mi prelevano delle tasse dalla paga, quindi
non capisco che diritto abbiano di decidere che non posso
votare. Lanci un'occhiata obliqua ad Emily. Sei stata molto
coraggiosa l dentro.
Grazie riusc a dire.
  E non  vero quello che ti ha detto. Sei su tutti i giornali.
Non ci sono i dettagli, ma la gente sa cosa sta
succedendo.
  Quella notte non riusc a respirare bene: aveva qualcosa
nella trachea, come un pezzetto di cibo che era rimasto
bloccato. Stette male di nuovo, e nel vomito c'erano tracce
di sangue.
  Il giorno dopo non riusc ad affrontare il tubo. Accett
un bicchiere di latte dalla guardia, poi un poco di minestra.
L'indomani, per, riprese a digiunare.

Note.

1. Levatevi, donne, la battaglia  dura e lunga, /
Levatevi a migliaia e intonate forte questo canto di lotta. /
La ragione prevarr sulla violenza e la sua forza sar la nostra /
E la Causa continuer ad avanzare (N.d.T.).
...
85.

  Ero a Castle Street e stavo pulendo la macchina del caff
quando entr suo marito. Era met mattina, un momento
tranquillo. Immagino che avesse scelto l'ora proprio per
quello.
  Allora  qui che diffondete il vostro veleno, Wallis disse
una voce.
  Alzai lo sguardo. Se alludete al mio caff,  il migliore
che esista.
  Non mi riferivo a quello. Pos il cappello sul banco.
Sono venuto a parlarvi di mia moglie.
Non smisi di affaccendarmi. Ah, s?
I medici mi dicono che se continua cos si uccider.
  Sono gli stessi medici che le hanno diagnosticato
l'isteria?
  Questa volta  diverso. Fece una pausa. Sta male. Un
tentativo di alimentazione forzata andato male. Pare abbia
danneggiato i polmoni.
Lo fissai atterrito.
  Dobbiamo farla uscire esclam. O almeno assicurarci
che non ci muoia, l dentro.
  Ritrovai la voce. Allora convincete il vostro governo a
dare il voto alle donne.
  Sapete bene che non succeder. Si pass una mano
col guanto tra i capelli. All'improvviso vidi com'era stanco.
Questo governo non ceder mai. Oltretutto, ci manderebbe
un segnale sbagliato ai nostri nemici. L'impero sembrer
anche inespugnabile, ma in Europa approfitterebbero
di una nostra crisi interna. Quello che Emily sta facendo 
pericoloso per tutti noi.
Perch mi state dicendo tutto ci?
Perch a me non d retta, ma forse ascolter voi.
  Mi dissi che doveva avere avuto coraggio, o almeno nervi
d'acciaio, per venire da me in quel modo.
Ne dubito replicai, scuotendo il capo.
Ma dovete provarci.
Da quanto ho capito, non desidera essere dissuasa.
La amate?
  Era strano dover affrontare discorsi del genere, e proprio
con lui, per giunta. Ma era un'epoca strana. Annuii. S.
  Allora aiutatemi a salvarla. Scrivetele mi esort. Ditele
che ha fatto abbastanza, che adesso la battaglia pu portarla
avanti qualcun altro. Ditele che non volete che getti
via la sua vita in questo modo.
  Risposi: Se le scrivo e cos facendo la spingo a desistere
dai suoi propositi, non me lo perdonerebbe mai.
  Ma dovete farlo comunque. Per il suo bene, se non per
il nostro. Prese il cappello. C' qualcos'altro che dovreste
sapere. Il governo sta vagliando la possibilit di varare
una nuova legge che permetter di rilasciare chi fa lo sciopero
della fame.
Perch farebbero una cosa del genere? chiesi perplesso.
Per evitare che muoiano in prigione, naturalmente.
  Ma se le rilasciano, loro se ne andranno in giro a istigare
le proteste.
  Solo se fisicamente sono in grado di farlo. E se si riprendono,
verranno subito arrestate di nuovo e rispedite in
prigione. In questo modo, invece di morire in carcere come
martiri, spireranno in ospedale come inferme. Quindi,
come vedete il suo atto di protesta alla fine non cambier
niente, neppure per la sua causa. Dovete scriverle quella lettera.
Lo farete?
Non faccio promesse. Ci penser stasera e...
  Un'ultima cosa interruppe. Se riuscite a convincerla a
smetterla con questa storia, le conceder il divorzio.
Non credo che voglia il divorzio dissi lentamente.
  No,  vero. Ma non  con lei che sto parlando.  con
voi. Mi guard negli occhi. Se riuscite a persuaderla a restare
in vita, Wallis,  tutta vostra. Me ne lavo le mani.
  Dopo che se ne fu andato ripensai alle sue parole. Non
mi facevo illusioni sulle sue motivazioni: anche se non avevo
dubbi che volesse bene a Emily, a modo suo, era il tipo
d'uomo per il quale l'amore si confondeva con il suo
personale interesse. Se quello che mi aveva detto era vero
ed Emily moriva, ci avrebbe nuociuto alla sua immagine.
Avrebbero detto quello che avevo detto io, che aveva permesso
al suo governo di uccidergli la moglie mentre lui stava
a guardare senza reagire. Meglio divorziare, dal suo punto
di vista.
  Brewer era un politico: aveva trovato il modo migliore
per fare breccia su di me. Ci non toglieva, per, che avesse
ragione: una mia lettera in cui le dicevo che aveva fatto abbastanza,
scritta con le parole giuste, poteva farle cambiare
idea. Sapeva essere cocciuta, ma la conoscevo bene, ed ero
sicuro di poterla convincere.
  Non potevo neanche immaginare un mondo senza di
lei. La amavo, e volevo che vivesse. Quanto al fatto che un
giorno mi avrebbe sposato, la conoscevo troppo bene per
darlo per scontato, ma potevo sempre sperare.
  Finalmente, dopo tanto tempo, avremmo avuto una
possibilit di essere felici.
  Rimasi alzato fino a tardi, a bere una tazza di caff dopo
l'altra. Alla fine presi un foglio di carta e una penna, e
quando inizi ad albeggiare avevo scritto la mia lettera.
...
86.

  Emily mor all'ospedale di Paddington quattro settimane
dopo. Proprio come Brewer aveva previsto, il governo la rilasci
per motivi medici piuttosto di permetterle di morire
in carcere. C'era stata la vaga speranza che, con adeguate
cure mediche, potesse migliorare. Ma era troppo tardi.
  Al momento della sua morte il movimento suffragista
era riuscito in un'impresa inimmaginabile, malgrado l'opposizione
del governo: la proposta di una Conciliation Bill
sostenuta dalla maggioranza dei deputati. Le militanti proclamarono
una tregua. Ma proprio mentre sembrava che
la vittoria fosse ormai a portata di mano, Emily se ne stava
andando.
  Riuscii a vederla un paio di volte in ospedale, ma ormai
era molto debole. Non riprese mai il peso che aveva perso
in prigione: il suo bel viso, un tempo tanto fresco e pieno
di passione, era diventato tutto spigoli, come se fosse stato
squadrato con un coltello. I capelli avevano perso lucentezza
e la pelle era opaca: guardandola da vicino, si vedeva
che era cosparsa di minuscole rughe, come uno scampolo
di mussola vecchia. Anche gli occhi erano velati, e la voce,
poco pi di un sussurro, le si inceppava ad ogni parola come
se avesse qualcosa in gola.
  La mente, per, era acuta come sempre. Le avevo portato
dei fiori. Grazie disse con voce rauca mentre glieli avvicinavo
per farglieli annusare. Sono meravigliosi, Robert,
ma la prossima volta devi promettermi di portarmi qualcos'altro.
I fiori appassiscono cos presto che mi fanno pensare
alla morte.
Cosa ti devo portare?
Dei chicchi di caff, e un macinino.
Te lo permetteranno i medici?
  Non me lo lasceranno bere, ma potr sentire il profumo
del caff macinato, e forse potrai berne tu una tazza
per me.
  Scoppiai a ridere.  l'ordine pi strano che abbia mai
ricevuto.
  Ti associo sempre all'aroma del caff. Quando ti ho incontrato
in Castle Street dopo il tuo ritorno, mi  parso
assurdo che non sapessi di caff. Ma adesso hai di nuovo
quell'odore, quindi va tutto bene.
  Davvero? Il locale ne era cos impregnato che non me
ne accorgevo pi.
Come vanno le cose al caff? chiese.
  Bene. Il nuovo keniano  molto buono, proprio come
avevi detto tu.
  Chiuse gli occhi. Poi riprese, con voce appena pi udibile:
Ho ricevuto la tua lettera. Grazie.
 servita a qualcosa?
Annu.
Allora ne sono felice.
  Mi cerc la mano con la sua. Dev'essere stato difficile
per te scriverla.
 stata la cosa pi facile del mondo.
  Bugiardo. Sospir. Anch'io ti ho scritto una lettera.
La riceverai dopo la mia morte.
Perch pensi che...
  Ti prego, Robert. Non offendermi fingendo. I medici
sono stati sinceri con me. I polmoni non mi funzionano
quasi pi. Mi danno il laudano per calmare il dolore, ma
mi ottenebra anche la mente, cos quando ho visite non lo
prendo. Allora per comincio ad avere male, e quando soffro
non sono in grado di vedere nessuno.
Hai male adesso?
  Un poco. Mi daranno le mie gocce quando te ne sarai
andato.
Allora me ne vado tra poco.
Forse  meglio. Sono un po' stanca.
Torner. E la prossima volta ti porter il caff.
Mor quella notte nel sonno.
...
87.

Arriv qualche settimana dopo il funerale, in una cassetta.
  All'interno si trovavano alcuni documenti legali che riguardavano
il locale. La lettera di un avvocato spiegava che,
contestualmente alla liquidazione del patrimonio della signora
Emily Brewer, deceduta, si trovava costretto a informarmi
del fatto che... eccetera. Poi una lettera scritta da lei,
con calligrafia piccola e misurata, come se risparmiasse le
poche forze che le restavano.

Mio caro Robert,
lascio il caff alle mie sorelle, volevo essere io a dirtelo. Non  un
granch come eredit, visti i miseri guadagni che genera, ma non
sono mai riuscita ad ignorare il lato sentimentale degli affari,
contrariamente a mio padre, e vi ho trascorso momenti felici.
Spero che deciderai di restare, almeno per il momento. La Causa ha
bisogno di Castle Street e Castle Street ha bisogno della Causa.
  Robert, credo che uomini e donne saranno in grado di comunicare
efficacemente solo quando saranno uguali. Questo
non ha niente a che vedere con il voto, dirai forse, ma la parit
di diritti e il primo passo necessario per arrivare a ci che e
davvero importante.
  Ecco perch ti devo confessare qualcosa, anche se trovo molto
difficile metterlo nero su bianco. Ricordi quel mattino, quando
dissi a mio padre che ti volevo sposare e perch? Credo tu abbia
sempre pensato che le ragioni da me addotte fossero quelle vere.
Non e cos. Gli dissi solo quello che secondo me l'avrebbe convinto
pi facilmente. C'era gi stato uno scandalo potenziale
con Hector. Come potevo confessargli ci che provavo davvero,
quanto ti desideravo? Invece e cos. Quanto ho anelato a sentire
il tuo corpo contro il mio. Ci ho pensato tante volte, ho coperto
di baci ogni parte di te, ho immaginato cos'avrei provato
a trovarmi nel tuo stesso letto. Ecco, l'ho detto. Ho sempre desiderato
pi di ogni altra cosa condividere quell'esperienza insieme
a te, e svegliarmi al mattino sentendo la tua pelle calda
contro la schiena, il tuo respiro sul collo, e sapere che mi sarebbe
bastato allungare una mano per trovarti.
  Me ne vergognavo. Noi donne non siamo fatte per passioni
simili, vero? Dopo Hector avevo giurato a mio padre di essere
cambiata, di saper tenere le emozioni sotto controllo, ma
la verit  che non ci riuscivo. E cos ho scelto di tacere troppe
cose. Pi tardi, con Arthur, quando avrei potuto dire qualcosa...
Insomma, conosci anche tu alcune delle ragioni per cui
non l'ho fatto, anche perch ormai ero irrimediabilmente prigioniera
dei miei princpi.
  Ti innamorerai un'altra volta: certo che ti innamorerai,
succede sempre cos. Quando accadr, voglio che tu mi prometta
una cosa. Raccontale tutto, di me, di te, di quello che  successo
in Africa. Svelale i tuoi veri sentimenti, e forse un giorno,
in cambio, lei ti sapr parlare dei suoi desideri.
  C' qualcos'altro che vorrei facessi per me: voglio che tu scriva
tutto. Che racconti la nostra storia. So che nessuno meglio
di te potrebbe farlo. Lo so, pensano tutti di vivere in un periodo
di profondi cambiamenti -forse l'esistenza  proprio questo,
una successione di grandi momenti di svolta -, ma sono
convinta che questa storia, questo momento in particolare non
debbano finire nell'oblio.
  Racconta la verit, Robert, e fallo con delicatezza. Alla fin
fine, nessuno di noi potrebbe fare di meglio.
  A volte, quando il desiderio di te era quasi insopportabile,
ricordavo a me stessa che uomini e donne dormono insieme da
migliaia di anni; che milioni di loro lo fanno ogni giorno in
ogni punto del paese. Ma l'amicizia tra un uomo e una donna
 ancora qualcosa di raro e prezioso. Robert, ti amo, ma soprattutto
sono felice di essere stata tua amica.
Con affetto,
Emily.

  Gli unici altri oggetti nella cassetta erano un'altra lettera
e un cofanetto di mogano che riconobbi subito: era probabilmente
l'ultimo esemplare ancora esistente della Guida
Wallis-Pinker originale.
  La lettera era l'ultima che le avevo scritto, con un biglietto
dell'avvocato: Il signor Brewer ha chiesto di restituirvela.
...
88.

Castle Street,
28 aprile.

Mia cara Emily,
tuo marito  venuto a trovarmi.  preoccupato per la tua salute,
lo siamo tutti. Questo non ti sorprender; ti stupir invece,
forse, che mi abbia fatto un'offerta per il tuo bene.
  Ha promesso che, se interrompi lo sciopero della fame,
rinuncer a te: non si opporr al divorzio. Naturalmente lo fa
nell'errata convinzione che siamo amanti, e che ci sposeremmo
se fossi libera. Vuole che ti persuada a seguire questa strada.
  Mia cara Emily, quando penso alla gioia che proverei a sposarti,
sappi che non riesco a concepire nulla di pi bello. Eppure
non intendo persuaderti in un senso o nell'altro. Non ti chiedo
di interrompere lo sciopero n di andare avanti. Mi limiter
a dirti che hai fatto qualcosa di grandioso, e che qualunque
cosa tu decida di fare adesso sar orgoglioso di te. E non smetter
mai di amarti.
La decisione spetta a te.
Con tutto il mio amore,
Robert.
...
89.

Le componenti aromatiche del retrogusto possono serbare
una nota dolce che ricorda il cioccolato; possono somigliare
a un fuoco da campo od al fumo del tabacco da pipa;
possono richiamare una spezia piccante come il chiodo
di garofano; possono sembrare resinose, affini alla resina
di pino, o possono mostrare una combinazione di queste
caratteristiche.

Lingle, The Coffee Cupper's Handbook.

  Mentre la tregua tra il governo e le militanti reggeva, nessuna
delle due parti aveva interesse a sfruttare la morte di
Emily. Ma come Brewer aveva previsto, il suo sacrificio non
ebbe un grande impatto a lungo termine. All'ultimo minuto
il governo smise di sostenere la Conciliation Bill. Le militanti,
furibonde, reagirono cercando di rendere ingovernabile
l'Inghilterra.
  Segu il caos. Biancheria che bruciava fu infilata nelle cassette
delle lettere, furono spaccate le finestre di edifici del
governo e dei negozi, i campi da cricket e perfino le chiese
furono incendiati. Negli anni a venire le suffragette avrebbero
affermato che la loro era stata un'insurrezione pacifica,
ma allora sembrava tutt'altro. Uno dei bersagli preferiti
era Asquith. Cercarono di strappargli i vestiti di dosso
mentre giocava a golf, e a impedirlo fu la figlia Violet, che
le respinse a mani nude. Quando la sua auto rallent per
evitare una donna sdraiata in mezzo alla strada, un gruppo
di suffragette si materializz dal nulla e cominci a colpirlo
con frustini da cane; solo grazie al cilindro riusc a proteggersi
la testa. Un uomo che scambiarono per lui fu frustato
alla stazione di Euston, il ministro dell'Irlanda fu ferito
al ginocchio per proteggere Asquith a Whitehall, un deputato
irlandese che gli sedeva accanto in carrozza fu ferito
all'orecchio da un'ascia. Nel frattempo quasi duecento donne
facevano lo sciopero della fame.
  All'inizio, come molti altri, pensavo che il governo meritasse
ci che gli toccava in sorte. Noi uomini sostenitori del
movimento eravamo stati inquadrati in una struttura a parte,
nel frattempo. Ruppi qualche finestra e bruciai io stesso
alcuni edifici vuoti, e ogni volta pensavo con un'ondata di
soddisfazione che lo facevo per Emily. Per, come molti altri,
finii per scoprire che non avevo la stessa passione per il
conflitto delle dirigenti del movimento.
  Ebbi l'illuminazione il giorno previsto per l'attacco contro
la National Gallery. Il piano prevedeva che entrassimo
in due fingendo di voler guardare i dipinti ed estraessimo
all'improvviso delle mannaie da macellaio per fare a pezzi i
quadri. L'oggetto specifico dell'incursione doveva essere la
Venere Rokeby, un nudo famoso acquisito solo di recente
dalla Gallery. Ormai tutti gli edifici pubblici erano tenuti
sotto controllo dalla polizia: per quel motivo era essenziale
mandare un uomo e una donna insieme, perch avrebbero
attirato meno l'attenzione.
  Non avevo mai visto la Venere. Occupava una posizione
di spicco nella galleria sul retro, sotto un lucernario. La
donna ritratta era sdraiata su un divano e guardava in uno
specchio. Aveva la pelle cos luminosa che pareva viva, e la
curva della schiena era cos realistica in ogni suo dettaglio
che sembrava fosse l con noi nella sala.
  Pensai: quella donna  morta, morta da secoli, ma l'energia
sensuale del suo sguardo, il modo in cui Velzquez ne
 rimasto colpito, come uomo e come pittore, dureranno
per sempre.
  Ricordai una frase dell'ultima lettera di Emily, la lettera
che anche in quel momento avevo con me, piegata nella
tasca interna della giacca. Svegliarmi al mattino sentendo la
tua pelle calda contro la schiena, il tuo respiro sul collo, e sapere
che mi sarebbe bastato allungare una mano per trovarti...
  Rimasi fermo davanti al quadro e, quando l'orologio di
St Martin-in-the-Fields suon le quattro - il segnale convenuto
per l'attacco - scoprii che non riuscivo a muovermi.
Fu la donna che mi stava accanto a sollevare la mannaia: la
donna che con un urlo disperato squarci la lunga schiena
bianca dalle spalle ai fianchi, riducendo la tela in brandelli
senza vita e mostrando cos, all'improvviso, ci che prima
non era apparso evidente: che la Venere era solo un dipinto,
un'illusione fragile.
  La suffragetta fu arrestata subito dalle guardie. Restai
qualche istante di fronte al capolavoro rovinato, con le lacrime
agli occhi, poi mi voltai e me ne andai. Lasciai cadere
la mannaia nella fontana di Trafalgar Square e tirai dritto.
Fu l'ultima volta che ebbi contatti con la Causa.
...
Parte quinta: Zucchero.

90.

"Nuovo raccolto": sentore e fragranza freschi e leggeri del
caff che potenziano le caratteristiche naturali di una miscela,
in particolare sapore ed acidit.

Sivetz, Coffee Technology.

  Trascorse un anno. Visitai la tomba di Emily; mandai avanti
il locale e continuai a usare la Guida; non mi curai di politica
e men che meno di arte. In realt non mi interessavo
pi neppure al caff. Ormai venivano ben pochi clienti:
le militanti non avevano pi bisogno di un luogo per incontrarsi
e, poich io stesso preferivo essere lasciato in pace,
non mi prodigavo pi di tanto per i pochi avventori che
continuavano a frequentarlo. Poi, un giorno, Ada e Philomena
vennero a trovarmi. Arrivai tardi e le trovai che si
guardavano attorno nel locale con aria vagamente perplessa.
Ada passava la mano con il guanto sui banchi, ispezionando
il risultato con un'espressione disgustata.
Posso aiutarvi? chiesi, senza grande entusiasmo.
  Oh, Robert, eccovi esclam Ada. Forse fareste bene a
prepararci un caff.
  Sospirai. Vado a prendere del Giava. Il Moka ormai 
stantio.
  Si scambiarono un'occhiata, ma non dissero nulla mentre
preparavo il caff. Non le avevo pi viste dal funerale. In
quell'occasione, naturalmente, erano vestite di nero. Quel
giorno, invece, portavano abiti di seta pieghettata e decorata
a stencil, con il colletto alto e morbido e alte cinture di
seta. I balli come il turkey trot richiedevano vestiti ampi come
quelli, sebbene la gonna a pantalone fosse perfetta anche
per scandalizzare la generazione pi anziana.
Sapete che questo locale  nostro, no? chiese Ada.
Annuii.
  Dalle scarse informazioni contabili che ci sono pervenute,
ci pare che sia in perdita.
   nel posto sbagliato replicai bruscamente. Questo 
un quartiere residenziale. Nessuno ha bisogno di un posto
del genere vicino a casa.
  Ancora una volta le due donne si scambiarono
un'occhiata.
Il fatto  disse Philomena che  un peccato chiuderlo.
  Non dissi nulla. Lo pensavo anch'io, ma non riuscivo
neanche a trovare un motivo per tenerlo aperto.
Phil ha delle idee esclam Ada. Vi piacerebbe sentirle?
Immagino di s risposi con un'alzata di spalle.
  Presi una sedia. Avete ragione, penso che questo non sia
il posto giusto per un locale. Per la gente non lo beve solo
al bar, il caff. C' anche la casa sentenzi Philomena.
  Sbuffai. Nessuno beve caff a casa, da quanto ne so, a
parte le porcherie confezionate come il Castle. Chicchi poco
costosi, pre-torrefatti e pre-macinati, poi conservati in
sacchetti di carta sugli scaffali di Lipton e Sainsbury finch
il poco aroma rimasto non evapora.
  Pi o meno convenne Philomena. Mi guardava con
quegli occhi assonnati, da persona che si  appena svegliata.
Sembrava vi aleggiasse una traccia di ironia.
  Ci stavamo chiedendo riprese Ada perch non riusciamo
a vendere del buon caff.
Le guardai perplesso.
  Insomma, noi siamo cresciute col caff, quello buono
spieg. Il genere di caff che oggi  quasi impossibile
trovare.
Alz le spalle. Ci sembra che, se facciamo fatica a trovarlo
noi, anche altri devono incontrare simili difficolt.
Non saremo in tanti, ma fece correre lo sguardo nel locale
vuoto e, devo ammettere, un po' malandato forse siamo
abbastanza numerosi da sostenere un'attivit commerciale.
State suggerendo forse...
  Sarebbe una piccola azienda, come quella di Pinker
all'inizio intervenne Philomena. In pratica si tratterebbe
di un negozio con un paio di forni di torrefazione, non nascosti
ma esposti con fierezza agli sguardi di tutti. Quasi
inconsciamente punt il dito esile sul muro di fondo, dove,
vidi anch'io, c'era uno spazio appena sufficiente per due
piccole macchine tostatrici, una accanto all'altra. Sar lo
spettacolo della tostatura a fare la differenza.
E il profumo aggiunse Ada.
  E il profumo. Philomena respir profondamente. Il
profumo di Moka appena tostato! Immaginate!
  So bene puntualizzai che odore ha il caff durante la
torrefazione.
  E il camino continu Ada, ignorandomi. Indic un
angolo dove al momento non c'era nessun camino.
Philomena annu. Che diffonder in strada l'aroma...
...di modo che, anche se non vuoi mezzo chilo di caff
Bogot da portarti a casa...
...puoi decidere di entrare a prenderne una tazza...
...o una caraffa...
Una caraffa? chiesi perplesso.
  Philomena mi guard. L'aria addormentata, capii, era
tutta un'illusione. Aveva occhi svegli, penetranti e furbi.
C' chi compra una caraffa di birra per la cena. Perch non
una brocca di caff per la colazione?
  Fanno qualcosa del genere in Africa ammisi. I venditori
di caff si aggirano per le strade di Harar, all'alba, e tutti
si affacciano sulla soglia per comprarlo da loro.
Philomena picchiett con la mano su quella della sorella.
Vedi? Robert ha gi capito che potrebbe funzionare.
Mi sorrise.
  Quindi tosteremmo e venderemmo caff fresco chiosai.
Ma questo non significa entrare in competizione diretta
con il caff confezionato? Come il Castle?
  Ada annu. Ma siccome Castle non ci appartiene pi,
non  un problema. E poi, se non riusciamo a proporre un
caff migliore di quello, credo proprio che saranno guai.
  E non dovremo spendere soldi in pubblicit, noi
aggiunse Philomena. Investiremo solo nell'acquisto di caff
buono, caff africano, se preferite. Apr la borsa e ne
estrasse qualche schizzo e fotografia. Sar un posto carino,
per. Mi mise davanti i fogli. Queste sono alcune
sale da t che ho visitato di recente a Glasgow. Lo stile 
art nouveau, spinto all'estremo. Pensavo a qualcosa di simile
anche qui. Agit la mano fasciata dal guanto a indicare
lo spazio circostante. Con il vostro palato e il nostro
intervento non c' motivo che il nuovo locale non vada
a gonfie vele.
  Dovremmo chiudere mormorai, studiando i disegni.
Ci vorranno mesi.
  Tre settimane mi corresse Philomena. Cominciamo
dopodomani.
Buon Dio. Ehm... "cominciamo"?
  Philomena ripose i disegni. Intendiamo essere datrici di
lavoro molto presenti. Spero che questo non vi causer problemi:
lavorare per una donna, intendo.
  Ma non  un lavoro adatto alle figlie di Samuel Pinker,
mi pare. Ormai sarete ricche.
  Insomma, Robert, le mie sorelle non vi hanno insegnato
niente? Decidiamo da noi cosa  adatto.
Vostro padre non sar contento.
  Al contrario. Lo sottovalutate, Robert.  felice di vedere
coronate da successo le imprese delle figlie. Fece una
pausa. Ah, vi saluta.
Risposi con un grugnito.
  Non c' pi neanche un chicco di caff a Narrow Street
di questi tempi mi rivel Ada. Il deposito  diventato un
grande ufficio, con scrivanie al posto dei sacchi. Ma penso
che abbia nostalgia dei vecchi tempi. Dovreste parlargli
qualche volta.
Pensate davvero che vi aiuter?
  Le due sorelle si guardarono. Perch dovremmo volere
il suo aiuto? chiese Philomena. Qui si tratta di affari.
  Sulla porta, mentre se ne stavano andando, Philomena si
volt. State scrivendo qualcosa su Emily?
Cosa ve lo fa pensare?
Perch ve lo ha chiesto. Lo so, me lo ha detto lei.
Alzai le spalle. Non  cos semplice.
Ma ci state provando? insistette.
Direi di s. Perch?
  Perch mi piacerebbe molto leggerlo, Robert disse semplicemente.
Quindi sbrigatevi, va bene?
  Andai alla finestra per guardarle allontanarsi. Philomena
aveva gi altre idee in testa: stava indicando l'angolo della
via, poi il caff, e parlava animatamente con la sorella quando
si gir. Le vidi il viso di profilo, mi apparve fuggevolmente
il suo sorriso assonnato.
  E a un tratto sentii qualcosa agitarsi in me, qualcosa che
non mi aspettavo di provare.
  Oh, no, pensai. Per favore, no. Non quello. Non un'altra
volta.
...
91.

  Aprimmo il negozio; ci innamorammo. Ma quella  un'altra
storia, molto diversa da questa, eppure altrettanto interessante
a modo suo: una vicenda con la sua trama, sorprese,
prologhi, cori e colpi di scena improvvisi; una storia
che non si pu raccontare perch, a differenza di quella tra
Emily e me, non  ancora finita.
  Richiedere a un artista uno scopo morale significa fargli
rovinare il suo lavoro aveva detto Goethe. Un tempo avrei
difeso questa dichiarazione come una verit sacrosanta, ma
adesso che sono giunto al termine delle mie brevi memorie,
trovo che il vittoriano in me non sia soddisfatto senza una
morale o, sarebbe meglio dire, senza una conclusione. Poich
sto scrivendo queste pagine per far piacere a me e solo
a me, la conclusione la scriver, ecco.
Cosa ho imparato?
  Ho imparato quello che deve imparare ogni uomo senza
che nessuno glielo possa insegnare: che nonostante ci che
dicono i poeti, esistono diversi tipi di amore.
  Non intendo limitarmi ad affermare che ogni storia d'amore
sia diversa dalle altre. Invece, l'amore stesso non 
fatto di un'emozione sola, ma di molte. Proprio come un
buon caff odora, forse, di cuoio, tabacco e caprifoglio insieme,
cos l'amore  un misto di sentimenti diversi:
infatuazione, idealismo, tenerezza, passione, bisogno di proteggere
o di essere protetti, desiderio di possesso, cameratismo,
amicizia, apprezzamento estetico e mille altri.
  Non esiste un codice o un regolamento capace di guidarvi
tra questi misteri. Alcuni si svelano solo andando in
capo al mondo, si intuiscono nello sguardo di uno sconosciuto.
Altri si ritrovano in camera da letto, altri ancora in
una strada affollata. Alcuni vi bruceranno come una farfalla
notturna, lambendovi con le loro fiamme, e altri vi avvolgeranno
di un dolce tepore. Alcuni vi procureranno piacere,
altri felicit, e altri ancora - se siete fortunati - vi daranno
entrambe le cose.
  La risata di una donna, il profumo di un bambino, la
preparazione di un caff sono tutti sapori diversi dell'amore.
...
92.

  Avrei voluto fermarmi qui, ma Phil, che ha letto le pagine
precedenti, ha dei commenti da fare. Questo  il problema
quando tua moglie  anche il tuo datore di lavoro: sei sottomesso
due volte, e so che non mi lascer in pace finch
non far come dice lei.
  Alcune precisazioni, quindi: apparentemente non  vero
che mi fu fatta una proposta molto vantaggiosa: tre andarmene
contro due poesie. Sostiene anche che il poema
che composi per lei era molto pi corto di quello che ho
trascritto qui, e meno bello; pare che perfino le rime fossero
sbilenche.
  Dice anche che Hector era molto pi piacevole di quanto
non emerga dalla mia descrizione: un tipo affascinante,
romantico, una sorta di avventuriero-eroe inquieto,
incredibilmente colto, che parlava diverse lingue, un antropologo
ante litteram. Forse non gli ho reso giustizia; ma del
resto se, come scrisse Oscar Wilde, ogni ritratto  un'immagine
accurata non del soggetto ma del suo creatore, mi
sento legittimato a conservare la descrizione originaria, per
quanto parziale.
  Secondo lei anche il mio ritratto di Emily  poco obiettivo,
ma per ragioni opposte: l'amore potrebbe avermi reso
cieco ai suoi difetti. Mia sorella era ammirevole sotto
molti aspetti ha scritto Phil ai margini, ma sapeva anche
essere inflessibile e severa. Non avrebbe mai fatto un peto
davanti a me per paura di incoraggiarmi in quella che definiva
la mia "barbarie", ma Ada ricorda una sorta di gara
del genere tra di loro quando erano adolescenti. Penso per
che il punto fondamentale sia che Emily si sent attratta
dalle militanti anche perch ne ammirava l'assoluta autocrazia:
il modo in cui le suffragette chiamavano Emmeline
Pankhurst "il Capo" mi ha sempre dato un leggero voltastomaco.
Non dici da nessuna parte che fu la fazione moderata,
non quella delle militanti a ottenere il suffragio femminile,
e che successe solo anni dopo gli eventi che descrivi.
  Per quando riguarda la parte su Fikre, Phil - che, naturalmente,
non c'era - ha disseminato ai margini una serie di
punti esclamativi: !, !! e perfino !!!! Riserva per tutto l'arsenale
della punteggiatura alla scena in cui io e Fikre stiamo
insieme per la prima volta, nella casa del mercante francese,
quando Fikre mi serv il caff nella cerimonia dell'amore.
Verso la fine di quel passaggio una nota a margine dice:
Cosa?!!! Se ho contato bene, con questa fanno quattro (!).
Si tratta forse di un altro Robert Wallis??? Pu scegliere di
non credermi, se preferisce, ma la risposta alla sua domanda
: s, era un altro Robert Wallis; allora ero giovane, e non
puoi avere i vantaggi della maturit senza gli svantaggi.
Parla di Arthur ha scritto in fondo all'ultima pagina.
  Era quello che intendevo fare, ma non sapevo bene dove
infilarlo. Dopo la morte di Emily, Arthur Brewer ebbe un
voltafaccia straordinario e cominci a tenere comizi a favore
del suffragio femminile. Sarebbe facile concludere con
cinismo che aveva infine capito da che parte tirava il vento,
cos come sarebbe facile assumere un atteggiamento pi
tollerante ed affermare che la morte di Emily e le circostanze
della sua scomparsa gli avevano fatto capire i grossi sbagli
commessi nei suoi confronti. I suoi commenti pubblici
sulla questione sembrerebbero corroborare sia l'una, sia
l'altra interpretazione. In un'intervista al Daily Telegraph, si
limit a dichiarare: Il mio lavoro consiste nel rappresentare
le opinioni dei miei elettori in Parlamento. Mi  apparso
chiaro che la maggioranza di loro ora si schiera a favore del
suffragio femminile, anche se deplorano i metodi che hanno
gettato tanto discredito sulla causa delle donne.
  Castle per un certo periodo fu la marca di caff confezionato
pi venduto del paese. Ma quando Jock Howell ne
assunse il controllo, prese alcune decisioni sbagliate, in particolare
non riusc a prevedere che il caff solubile avrebbe
trasformato il mercato dopo la guerra. Il nome Castle fin
per essere venduto a un'altra azienda, imbarcatasi poi in
una battaglia tariffaria aggressiva con un concorrente che fin
per distruggere entrambi.
  Nel frattempo, diversi piccoli importatori stavano elaborando
versioni personalizzate della Guida di assaggio,
perfezionando e migliorando il lavoro iniziato da me ed Emily.
La Guida Wallis-Pinker non  pi unica, n tra le pi complete.
Per mi piace pensare che, se non fosse mai esistita,
le versioni seguenti non sarebbero diventate quello che sono
oggi.
  Il negozio, inutile dirlo, va di bene in meglio. Le sorelle
Pinker non erano state del tutto oneste quando erano venute
a trovarmi, quel giorno: vi rimando a una gaffe significativa
fatta da Phil quel giorno, quando mi aveva chiesto se
mi avrebbe creato problemi lavorare per una donna: notate
l'uso del singolare. Apparve subito evidente che i progetti, e
l'entusiasmo per portarli a termine, erano solo di Phil: aveva
chiesto ad Ada di accompagnarla quel mattino per avere
un aiuto, e perch - ora lo ammette - sospettava gi che il
suo rapporto con me avrebbe generato sentimenti che esulavano
dalla sfera professionale.
  Dopo due anni aprimmo una filiale, poi un'altra e un'altra
ancora; a quel punto ci accorgemmo che, se non avessimo
fatto attenzione, ci saremmo ritrovati proprio con il tipo
di azienda che entrambi detestavamo, in cui per sapere
come vanno le cose ti affidi ai numeri invece che all'aroma
del Giava che si tosta, o alla struttura di un keniano, o al sapore
di un Guatemala appena fatto, acido e vivace in tazza.
Cos ci fermammo, e oggi non prevediamo di aprirne altre.
  Confesso di essere ancora piuttosto snob riguardo alle
miscele. Mi sembra che un alimento dovrebbe avere il suo
sapore, non quello che gli vogliamo dare noi: i difetti di un
caff fanno parte del suo carattere alla stregua delle virt, e
non vorrei quindi camuffarli. Ma Phil ha insistito, e ho accettato
di tenerne qualcuna in negozio: sono tra i prodotti
che vendiamo di pi.
  Poi, cinque anni dopo gli eventi qui descritti, io e Phil
abbiamo creato una miscela tutta nostra. Emanava un profumo
intenso di vaniglia e meringhe, crme brle e pane
croccante ed aveva un vago sentore di sesso, tipico della pelle
dei neonati appena usciti dal ventre materno.  assolutamente
perfetta, e si chiama nientepopodimeno che Graldine
Emily Wallis.
...
Ringraziamenti.

  La Guida Wallis-Pinker ha un grosso debito nei confronti di diversi
manuali di degustazione di caff, vecchi e nuovi, in particolare
The Coffee Cupper's Handbook di Ted R. Lingle pubblicato
dalla Specialty Coffee Association of America. Deve molto anche
a Le Nez du Caf, un cofanetto di aromi in fialette creato da
Jean Lenoir, e il libriccino di definizioni sensoriali che lo accompagna,
scritto da Jean Lenoir et David Guermonprez.

  Mi sono ispirato a molti libri dedicati al caff, tra cui Uncommon
Grounds di Mark Prendergast, Black Gold di Antony Wild,
La tazzina del diavolo: viaggio intorno al mondo sulle vie del caff
di Stewart Lee Allen e Coffee: the Epic of a Commodity di Heinrich
Jacob. Quel poco che so sulla coltivazione del caff in epoca
vittoriana l'ho imparato da Coffee: its Cultivation and Profit di
Lester Arnold, pubblicato nel 1886.

  Ho spostato un paio di date nella storia del movimento delle
suffragette per comodit della narrazione, ma la descrizione degli
eventi  fedele. Tra le fonti primarie, inclusi i resoconti di prima
mano sull'incarcerazione delle suffragette e gli scioperi della
fame, ho un debito particolare nei confronti di Votes for Women:
the Virago Book of Suffragettes, a cura di Joyce Marlow, e Literature
of the Women's Suffragette Campaign in England, a cura di Carolyn
Christensen Nelson.

  Le pagine sui trattamenti dell'isteria a cavallo dei due secoli
si basano su Tecnologia dell'orgasmo: isteria, vibratori e soddisfazione
sessuale delle donne di Rachel P. Maines. Ci che scrive suona
cos strano alle orecchie moderne che mi sono preso la libert
di attribuire direttamente ai miei medici fittizi alcune fonti contemporanee
da lei citate.

  Alcune descrizioni della Londra di fine secolo, oltre ai vari
menu, piatti e osservazioni, sono tratte da documenti di quell'epoca,
tra cui Scnes of London Life di Henry Mayhew e John
Binney e Dinners and Diners del tenente colonnello NewnhamDavis,
entrambi archiviati nell'eccellente
www.victorianlondon.org.

  Le lettere di Robert Wallis durante il viaggio in Africa si basano
sui diari di diversi viaggiatori di tarda epoca vittoriana, come
quello di Gustave Flaubert e Mary Kingsley, entrambi esploratori
del continente africano pi entusiasti di Robert. Sono particolarmente
riconoscente a Charles Nicholl e al suo Somebody Else:
Arthur Rimbaud in Africa 1880-91, e in particolare alle pagine in
cui ricostruisce il viaggio di Rimbaud da Aden ad Harar basandosi
sugli appunti di Alfred Bardey, mercante di caff ed avventuriero.

  Per le descrizioni delle aste di schiavi durante il periodo vittoriano
ho consultato Pat Shipman, Fino al cuore del Nilo.  la biografia
di Lady Florence Baker, scoperta in una vendita del genere
dall'esploratore Samuel Baker che pi tardi la spos.

  Tutti i miei ringraziamenti pi sentiti a chi ha letto le prime
stesure. In particolare a Tim Riley, Judith Evans ed Elinor
Cooper, difensori appassionati, rilettori instancabili e critici implacabili,
a Peter Souter per l'entusiasmo manifestato fin da subito,
e ai miei agenti Caradoc King e Linda Shaughnessy per l'aiuto
e l'impegno durante tutto il progetto. E naturalmente, grazie
a Jo Dickinson e Kate Miciak, i miei editor da Little, Brown e
Random House rispettivamente, senza i quali II profumo del caff
sarebbe stato di tutt'altra qualit.

Il profumo del caff  dedicato alle mie sorelle: Clare, Carolyn e Jane.
...
.
...
FINE.